<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992</id><updated>2012-01-29T23:33:27.127+01:00</updated><category term='letture'/><category term='suoni'/><category term='eventi'/><category term='art'/><category term='tivvù'/><category term='ipsedixit'/><category term='comicdome'/><category term='visioni'/><category term='reallife'/><category term='vintage'/><category term='rock around the screen'/><title type='text'>[OFF-TOPIC]</title><subtitle type='html'>TUTTO CIO&amp;#39; CHE E&amp;#39; &amp;quot;FUORI TEMA&amp;quot; RISPETTO AL CONFORMISMO: CINEMA &amp;amp; MUSICA, LIBRI &amp;amp; FUMETTI, SERIE TV &amp;amp; ALTRI SPORT... CULTURA E CULTURE... IL PIACERE DI GUARDARE IL MONDO CON SGUARDO TOTALMENTE LIBERO...</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>590</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-234437527814032777</id><published>2012-01-10T20:13:00.003+01:00</published><updated>2012-01-10T20:27:51.521+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='reallife'/><title type='text'>IL PREGIUDIZIO E LA REDENZIONE</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oggi, il produttore e regista cinematografico Gaetano Di Vaio, della factory partenopea Figli del Bronx, avrebbe dovuto essere presente nel carcere di Poggioreale alla tappa del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mala Vista Social Tour&lt;/span&gt; prevista all’interno dell’istituto di pena partenopeo per la platea dei reclusi comuni: in programma i due atti dello show da lui prodotto, cioè il film &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Radici&lt;/span&gt; di Carlo Luglio con Enzo Gragnaniello e il successivo concerto dello stesso musicista con la sua band. Ieri pomeriggio, però, al momento di ritirare i pa&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-a22uyzbwu9E/TwyQvDQNgLI/AAAAAAAACNM/Ntdp1K-oBmc/s1600/Abel%2BFerrara%2B%252896%2529.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 266px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-a22uyzbwu9E/TwyQvDQNgLI/AAAAAAAACNM/Ntdp1K-oBmc/s400/Abel%2BFerrara%2B%252896%2529.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5696086766718386354" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ss di accesso per l’appuntamento odierno, ai collaboratori di Di Vaio &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(qui, nella foto, assieme al regista Abel Ferrara)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; è stato negato proprio quello a lui intestato, senza alcuna motivazione ufficiale. E chi conosca un minimo il turbolento passato remoto del cineasta napoletano - a sua volta recluso a Poggioreale fino al 1998 per reati connessi alla tossicodipendenza, poi trasformatosi negli anni, dopo un duro lavoro su se stesso, in esempio vivente di uomo capace di migliorare la propria vita grazie all’arte e alla cultura - non può far altro che pensar male.&lt;br /&gt;Pregiudizio bello e buono o errore dovuto a eccessiva rigidità? In ogni caso, Di Vaio - autore in prima persona del poetico e dolente documentario &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il loro Natale&lt;/span&gt;, che ricostruisce la cupa quotidianità delle mogli di chi è recluso proprio a Poggioreale - non ci sta. “Evidentemente, per loro - attacca, amareggiato - resto ancora un pregiudicato. Si prendono, però, l’opera che questo pregiudicato ha prodotto, negandomi il diritto di partecipare. Ma, allora, io che cosa dovrei fare? Negare a loro di utilizzare il mio prodotto? Che, tra l’altro, gli è stato offerto gratuitamente. Mi sembra chiaro che per questa gente conta soltanto il mio antico passato. Io penso, invece, che nel tribunale di sorveglianza di Napoli e nel carcere di Poggioreale dovrebbero essere fieri di ospitare un evento così importante, realizzato da uno che prima faceva la stessa vita degli attuali reclusi. Soprattutto in un luogo come Poggioreale. Forse, anzi, la mia nuova esperienza di vita avrebbe potuto essere interessante per qualche detenuto e magari, chissà, fargli balenare davanti agli occhi, grazie a un esempio concreto, la possibilità di un’alternativa realmente esistente”.&lt;br /&gt;Nelle parole di Gaetano Di Vaio c’è una fortissima amarezza, quasi un senso di tradimento. “Io sto solo portando cultura in carcere - aggiunge - perché non dimentico da dove vengo. E, oggi che ho un minimo di strumenti culturali a disposizione, trovo sacrosanto andare in un luogo come Poggioreale, dove diritti e cultura non esistono. Tra l’altro, in ormai otto anni di attività produttiva, questa cosa mi succede per la prima volta, poiché in questo periodo sono stato spesso all’interno di diverse altre carceri italiane, per proiettare i miei film o partecipare ad altre iniziative socio-culturali, senza alcun problema. Insomma, sono davvero profondamente amareggiato”. A rendere la vicenda ancora più paradossale contribuisce il ricordo della proiezione dello scorso anno del documentario di Di Vaio &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il loro Natale&lt;/span&gt; nella sede del tribunale di Napoli, dove fu lodato da tutti i rappresentanti istituzionali presenti in sala all’epoca.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-234437527814032777?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/234437527814032777/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2012/01/il-pregiudizio-e-la-redenzione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/234437527814032777'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/234437527814032777'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2012/01/il-pregiudizio-e-la-redenzione.html' title='IL PREGIUDIZIO E LA REDENZIONE'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-a22uyzbwu9E/TwyQvDQNgLI/AAAAAAAACNM/Ntdp1K-oBmc/s72-c/Abel%2BFerrara%2B%252896%2529.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-3421074600702238613</id><published>2011-11-14T11:30:00.004+01:00</published><updated>2011-11-14T11:39:35.959+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='reallife'/><title type='text'>CI VORRANNO ANNI PER RIPRENDERSI DAL BERLUSCONISMO</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Francesco Merlo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(&lt;a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/11/13/news/merlo_13_novembre-24929333/?ref=HREA-1"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La Repubblica&lt;/span&gt; - 13 novembre 2011&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-style: italic;"&gt;È la normalità, la tanto attesa normalità, che ha reso storica la lunga giornata di ieri anche se ci vorrebbe un governo Monti delle anime e dei sentimenti e dei valori per liberare l'Italia dal berlusconismo. Nessuno dunque si illuda che sia davvero scaduto il tempo. Certo, alla Camera lo hanno giubilato, gli hanno fatto un applauso da sipario: è così che si chiude e si dimentica, con l'applauso più forte e più fragoroso che è sempre il definitivo.&lt;br /&gt;Poi Napolitano è riuscito a dare solennità anche all'addio di Berlusconi che sino all'altro ieri si era comportato da genio dell'impunità inventando le dimissioni a rate. Che lui nascondesse una fregatura sotto forma di sorpresa è stato il brivido di ieri, e difatti, inconsapevolmente, nessuno si è lasciato troppo andare e la festa, sino all'annuncio ufficiale delle dimissioni, più che sobria è stata cauta. Di sicuro Berlusconi non ha avuto il lieto fine. Entrato in scena cantando "My Way" ne è uscito con lo Zarathustra che premia "il folgorante destino di chi tramonta".&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://candidonews.files.wordpress.com/2011/11/addio-copia.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 500px; height: 377px;" src="http://candidonews.files.wordpress.com/2011/11/addio-copia.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Dunque non c'è stato il 25 luglio, non la fuga dei Savoia né la fine della Dc, né tanto meno la tragedia craxiana, nessuno ha mangiato mortadella in Parlamento come avvenne quando cadde Prodi, non c'è stato neppure l'addio ai monti di Renzo anche se nessuno sa cosa farà Berlusconi, se rimarrà in Italia o invece andrà in uno dei degli ospedali che dice di avere regalato nei luoghi del Terzo Mondo. Tutti parlano, probabilmente a vanvera, di una trattativa parallela e coperta sui processi, di un salvacondotto e di un'amnistia che non hanno mai riguardato in Italia reati come la corruzione e lo sfruttamento della prostituzione. In un Paese normale la rimozione di un capo non produce mai sconquassi e siamo sicuri che il pedaggio che paghiamo alla normalità non sarà l'enorme anormalità di un pasticcio giuridico.&lt;br /&gt;È comunque certo che, anche se Berlusconi si rifugiasse ad Antigua, per molto tempo rimarrà tra noi come categoria dello spirito. Ecco perché ci vorrebbe una banca centrale della civiltà per commissariare il Paese dove Berlusconi "ha tolto l'aureola a tutte le attività fino a quel momento rispettate e piamente considerate. Ha trasformato il medico, il giurista, il prete, il poeta, l'uomo di scienza in salariati da lui dipendenti".&lt;br /&gt;Dunque neppure nello storico giorno in cui è stato accompagnato fuori con il suo grumo di rancore invincibile e lo sguardo per sempre livido, è stato possibile accorarsi e simpatizzare. Non c'è da intonare il requiem di Mozart o di Brahms per l'uomo più ricco d'Italia che ha comprato metà del Parlamento e ha ordinato di approvare almeno 25 leggi ad personam. E ha terremotato lo Stato infilandovi dentro la Lega antistatale e secessionista. E mentre i suoi ministri leghisti attaccavano la bandiera e l'unità dello Stato, Berlusconi organizzava la piazza contro i tribunali di Stato, la Corte costituzionale, il capo dello Stato. Anche il federalismo non ha preso, come negli Usa e in Germania, la forma dello Stato ma dell'attacco al cuore dello Stato. Avevamo avuto di tutto nella storia: mai lo statista che lavorava per demolire lo Stato. Quanto tempo ci vorrà per rilegittimare i servitori dello Stato, dai magistrati ai partiti politici, dagli insegnanti ai bidelli ai poliziotti senza soldi e con le volanti a secco?&lt;br /&gt;E quante generazioni ci vorranno per restituire un po' di valore all'università, alla scuola e alla cultura che Berlusconi ha depresso e umiliato: contro i maestri, contro gli insegnanti, contro tutti i dipendenti pubblici considerati la base elettorale del centrosinistra, e contro la scuola pubblica, contro il liceo classico visto come fucina di comunisti. E ha degradato la più grande casa editrice del Paese a strumento di propaganda (escono in questi giorni i saggi di Alfano, Sacconi, Bondi, Lupi...). Ha corrotto una grande quantità di giornalisti come mai era avvenuto. Ha definitivamente distrutto la Rai affidata ad una gang di male intenzionati che hanno manipolato, cacciato via i dissidenti, lavorando in combutta con i concorrenti di Mediaset. E con i suoi giornali e le sue televisioni ha sfigurato il giornalismo di destra che aveva avuto campioni del calibro di Longanesi e Montanelli. Con lui la faziosità militante è diventata macchina del fango. Testate storiche sono state ridotte a rotocalchi agiografici. E ha smoderato i moderati, ha liberato i mascalzoni dando dignità allo spavaldo malandrino, ai Previti e ai Verdini, ai pregiudicati, e c'è un po' di Lavitola, di Lele Mora e di Tarantini in tutti quelli che gli stanno intorno, anche se ora li chiama traditori. Berlusconi, che fu il primo a circondarsi di creativi, di geniacci come Freccero e Gori ha umiliato la modernità dei nuovi mestieri, della sua stessa comitiva, l'idea di squadra che all'esordio schierava a simbolo Lucio Colletti e alla fine ha schierato a capibranco Tarantini, Ponzellini, Anemone, Bisignani, Papa, Scajola, Bertolaso, Dell'Utri, Verdini, Romani, Cosentino. Eroi dei giornali di destra sono stati Igor Marini e Pio Pompa. I campioni dell'informazione berlusconiana in tv sono Vespa, Fede e Minzolini. Persino il lessico è diventato molto più volgare, il berlusconismo ha introdotto nelle istituzioni lo slang lavitolese, malavitoso e sbruffone. E'stato il governo del dito medio e del turpiloquio, è aumentato lo 'spread' tra la lingua italiana e la buona educazione.&lt;br /&gt;E la corruzione è diventata sacco di Stato e basta pensare agli appalti per la ricostruzione dell'Aquila, assegnati tra le risate della cricca. Berlusconi ha dissolto "tutti i tradizionali e irrigiditi rapporti sociali, con il loro corollario di credenze e venerati pregiudizi. E tutto ciò che era solido e stabile è stato scosso, tutto ciò che era sacro è stato profanato". Persino la bestemmia è diventata simonia spicciola, ufficialmente perdonata dalla Chiesa in cambio di privilegi, scuole e mense. Toccò, nientemeno, a monsignor Rino Fisichella spiegare che, sì, la legge di Dio è legge di Dio, ma "in alcuni casi, occorre "contestualizzare" anche la bestemmia". E quanto ci vorrà per far dimenticare la diplomazia del cucù e delle corna, lo slittamento dal tradizionale atlantismo verso i paesi dell'ex Unione Sovietica, la speciale amicizia con i peggiori satrapi del mondo?&lt;br /&gt;E mai c'era stata una classe dirigente maschile così in arretrato di femmina verrebbe da dire con il linguaggio dell'ex premier: femmina d'alcova, esibita e valutata come una giumenta, con il Tricolore sostituito con quella grottesca statuetta di Priapo in erezione che circolava - ricordate? - nelle notti di Arcore. Persino il mito maschile della donna perduta e nella quale perdersi, persino la malafemmina italiana è stata guastata da Berlusconi, ridotta a ragazza squillo della politica: l'utilitaria, il mutuo, seimila euro, l'appartamentino, un posto di deputato e forse di ministro per lucrare il compenso - "il regalino" - agli italiani. Lo scandalo del berlusconismo non è stato comprare sesso in un mondo dove tutto è in vendita ma nel pagare con pezzi di Stato, nell'uso della prostituzione per formare il personale politico e selezionare la classe dirigente. E non è finita: se la prostituzione ha cambiato la politica, anche la politica ha cambiato la prostituzione. La Maddalena ha perso la densità morale che fu una forza della nostra civiltà, è diventata la scialba ragazzotta rifatta dal chirurgo ed educata dalla mamma-maitresse a darla via a tariffa.&lt;br /&gt;Il berlusconismo è stato l'autobiografia della nazione per dirla con Gobetti, non un accidente della storia. Non basta certo una giornata solennemente normale per liberarcene. C'è bisogno di anni di giornate normali. E per la prima volta non saranno gli storici a mettere in ordine gli archivi di un'epoca. Ci vorranno gli antropologi per classificare il berlusconismo come involuzione della specie italiana, perché anche noi, che siamo stati contro, l'abbiamo avuto addosso: "Non temo il Berlusconi in sé - cantava Gaber - ma il Berlusconi in me".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="360" width="640"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/soH3142btbY?version=3&amp;amp;hl=en_US"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/soH3142btbY?version=3&amp;amp;hl=en_US" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="360" width="640"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-3421074600702238613?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/3421074600702238613/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/11/ci-vorranno-anni-per-riprendersi-dal.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/3421074600702238613'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/3421074600702238613'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/11/ci-vorranno-anni-per-riprendersi-dal.html' title='CI VORRANNO ANNI PER RIPRENDERSI DAL BERLUSCONISMO'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-1683002822069740647</id><published>2011-11-14T11:23:00.003+01:00</published><updated>2011-11-14T11:29:13.636+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='reallife'/><title type='text'>IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DA' L'INCARICO A MONTI</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Giorgio Napolitano&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(&lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-11-14/prova-adesso-responsabilita-083306.shtml?uuid=AaYZmMLE"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Sole 24 Ore&lt;/span&gt; - 14 novembre 2011&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-style: italic;"&gt;Ho incontrato i Presidenti del Senato e della Camera e i rappresentanti di tutti i gruppi parlamentari per raccogliere le loro opinioni sul modo di affrontare la crisi di governo apertasi con le dimissioni correttamente rassegnatemi dall'onorevole Berlusconi. A tutti ho esposto - riscontrando un clima riflessivo e pacato - il mio convincimento che sia nell'interesse generale del Paese sforzarsi di formare un Governo che possa ottenere il più largo appoggio in Parlamento. Su scelte urgenti di consolidamento della nostra situazione finanziaria e di miglioramento delle prospettive di crescita economica e di equità sociale per il Paese considerato nella sua unità.&lt;br /&gt;L'urgenza di quelle scelte -&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/5c/Presidente_Napolitano.jpg/225px-Presidente_Napolitano.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 225px; height: 294px;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/5c/Presidente_Napolitano.jpg/225px-Presidente_Napolitano.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; a partire dalla concretizzazione delle misure già concordate in sede europea - deriva dalla gravità della crisi finanziaria e dei pericoli di regressione economica dinanzi a cui si trovano l'Italia e l'Europa. La particolare fragilità del nostro Paese sta nell'altissimo debito pubblico accumulato nel passato. È un peso che - visto il fortissimo rialzo degli interessi sui nostri Buoni del Tesoro e il ristagnare dell'attività economica - rischia di mettere a dura prova l'impegno dello Stato. È perciò indispensabile recuperare la fiducia degli investitori e delle istituzioni europee, operando senza indugio nel senso richiesto. È una responsabilità che avvertiamo verso l'intera comunità internazionale, a tutela della stabilità della moneta comune e della stessa costruzione europea, oltre che delle prospettive di ripresa dell'economia mondiale. Da domani alla fine di aprile verranno a scadenza quasi duecento miliardi di euro di Buoni del Tesoro e bisognerà rinnovarli collocandoli sul mercato. Tentare in questo momento di evitare un precipitoso ricorso a elezioni anticipate e quindi un vuoto di governo, è un'esigenza su cui dovrebbero concordare tutte le forze politiche e sociali preoccupate delle sorti del Paese.&lt;br /&gt;È in nome di questa esigenza che ho deciso di affidare al senatore professor Mario Monti l'incarico di formare un nuovo governo, aperto al sostegno e alla collaborazione da parte sia dello schieramento uscito vincente dalle elezioni del 2008 sia delle forze collocatesi all'opposizione. Lo schieramento vincente ha visto crescere negli ultimi tempi rotture e tensioni al suo interno e ridursi la sua base di maggioranza in Parlamento: come capo dello Stato ho seguito con scrupolosa imparzialità questo travaglio, rispettando il ruolo del presidente del Consiglio e del Governo, in uno spirito di leale cooperazione istituzionale.&lt;br /&gt;Non si tratta ora di operare nessun ribaltamento del risultato delle elezioni del 2008 né di venir meno all'impegno di rinnovare la nostra democrazia dell'alternanza attraverso una libera competizione elettorale per la guida del Governo. Si tratta soltanto - a tre anni e mezzo dall'inizio della legislatura - di dar vita a un Governo che possa unire forze politiche diverse in uno sforzo straordinario che l'attuale emergenza finanziaria ed economica esige. Il confronto a tutto campo tra i diversi schieramenti riprenderà - senza che sia stata oscurata o confusa alcuna identità - appena la parola tornerà ai cittadini per l'elezione di un nuovo Parlamento.&lt;br /&gt;Il tentativo che oggi propongo è difficile, lo so, dopo anni di contrapposizioni (...). Ma, rispettando le posizioni di tutti e le decisioni che in definitiva spetteranno al Parlamento, confido che si voglia largamente incoraggiare nell'incarico di formare il nuovo Governo il senatore professor Mario Monti, personalità indipendente, rimasta sempre estranea alla mischia politica, e al tempo stesso dotata di competenze ed esperienze che ne fanno una figura altamente conosciuta e rispettata (...).&lt;br /&gt;È giunto il momento della prova, il momento del massimo senso di responsabilità. Non è tempo di rivalse faziose né di sterili recriminazioni. È ora di ristabilire un clima di maggiore serenità e reciproco rispetto. Operiamo tutti, nei prossimi mesi, per il bene comune, facendo uscire il paese dalla fase più acuta della crisi finanziaria. Questo, credo, è ciò che l'Italia si augura.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-1683002822069740647?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/1683002822069740647/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/11/il-presidente-della-repubblica-da.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/1683002822069740647'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/1683002822069740647'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/11/il-presidente-della-repubblica-da.html' title='IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DA&apos; L&apos;INCARICO A MONTI'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-1410630392145093727</id><published>2011-11-07T18:20:00.002+01:00</published><updated>2011-11-14T11:19:54.908+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tivvù'/><title type='text'>ECCO LA SECONDA PUNTATA DI "SERVIZIO PUBBLICO"</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="360" width="640"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Lkwpc3kUIsY?version=3&amp;amp;hl=en_US"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/Lkwpc3kUIsY?version=3&amp;amp;hl=en_US" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="360" width="640"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-1410630392145093727?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/1410630392145093727/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/11/ecco-la-seconda-puntata-di-servizio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/1410630392145093727'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/1410630392145093727'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/11/ecco-la-seconda-puntata-di-servizio.html' title='ECCO LA SECONDA PUNTATA DI &quot;SERVIZIO PUBBLICO&quot;'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-4472835325658378098</id><published>2011-11-05T23:33:00.005+01:00</published><updated>2011-11-17T20:00:34.109+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visioni'/><title type='text'>DA MTV AL GRANDE SCHERMO: ECCO "I SOLITI IDIOTI"</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Mattino&lt;/span&gt; - 5 novembre 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“I difetti degli italiani sono uguali da Nord a Sud e col nostro film proviamo a riderne senza dare giudizi”: di fronte ai tanti adolescenti napoletani che ieri sera sono corsi a salutarli nei multicinema The Space Med di Fuorigrotta e Happy di Afragola, Francesco Mandelli e Fabrizio Biggio sintetizzano così il senso del loro film &lt;span style="font-style: italic;"&gt;I soliti idioti&lt;/span&gt;, tratto dall’omonima sketch comedy televisiva che, sulle frequenze di Mtv, ha trasformato il duo in autentico fenomeno di costume. La &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://cdn.blogosfere.it/realityshow/images/gianluca-ruggero%20de%20ceglie-i%20soliti%20idioti-mtv.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 500px; height: 350px;" src="http://cdn.blogosfere.it/realityshow/images/gianluca-ruggero%20de%20ceglie-i%20soliti%20idioti-mtv.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;platea vesuviana, però, sollecita i due anche su qualche curiosità più “locale”: “A proposito di difetti - scherzano, allora, Biggio e Mandelli - ci ha sempre affascinato il modo di guidare dei napoletani, che credono sinceramente che il codice della strada sia scritto in maniera errata e, dunque, lo reinterpretano a modo loro, libero e personalissimo”.&lt;br /&gt;Prodotto dalla Taodue di Pietro Valsecchi e distribuito da Medusa Film, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;I soliti idioti - Il film&lt;/span&gt; è da ieri nei cinema italiani in ben 550 copie, che - anche grazie alla semplice forza dei numeri - dovrebbero trasformarlo in campione d’incassi di questo periodo. “Il nostro obiettivo - racconta Mandelli, il mitico “Nongiovane” della Mtv di fine anni Novanta - è di utilizzare il film per ampliare la platea di fans degli “idioti”: puntiamo sul passaparola da parte degli appassionati, che poi potrebbero convincere chi non segue la serie in tv ad andare a vedere il film per farsi quattro risate”. Anche sul grande schermo, comunque, Mandelli e Biggio portano quel mix di comicità cinica e per nulla politically correct (anzi: si conta per ben 148 volte la parola “cazzo”) che ha decretato il successo delle tre serie televisive e del fortunatissimo tour teatrale. I due, sceneggiatori, interpreti e persino autori delle canzoni originali incluse in colonna sonora, interpretano i consolidati personaggi di Ruggero De Ceglie (Mandelli, truccatissimo) e di suo figlio Gianluca (Biggio) - quelli di maggior successo, tra i tanti della serie - con le rispettive caratteristiche: il primo, padre autoritario, volgare e disonesto; il secondo, ragazzo dall’animo sensibile, amante dell’arte e della tecnologia, trascinato dal papà in una serie di situazioni rocambolesche finalizzate - secondo il detestabile genitore - a fargli assaporare la “vita vera”.&lt;br /&gt;Con i due protagonisti, nel film recitano anche la bellissima modella Madalina Ghenea (già testimonial di noti spot televisivi e qui nei panni succinti di una modella della linea “smutandissimi”), ma anche personaggi del mondo dello spettacolo come Rocco Tanica, i Verdena, Gianmarco Tognazzi, Valeria Bilello, Giordano De Plano, Miriam Leone e Marco Foschi. “Comunque, rispetto alla serie - spiega Mandelli - abbiamo cercato di costruire una trama vera e propria, invece che singoli sketch, in modo da passare efficacemente dal formato da tre minuti a quello cinematografico da novanta. E poi, anche dal punto di vista delle immagini e delle situazioni, abbiamo provato a dare agli spettatori quel qualcosa in più che il cinema ti consente rispetto alla televisione”.&lt;br /&gt;Anche a Napoli, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;I soliti idioti&lt;/span&gt; colpiscono i loro giovani fans per il modo ruspante nel quale mostrano i tic degli italiani e - aggiungono i due protagonisti Mandelli e Biggio - “ne smascherano molte volte la loro innocente idiozia. Però, non ci interessava parlare di politica e scandali, perché più che ridere ci fanno soltanto tristezza. A noi, invece, piace osservare ciò che ci capita intorno e metterne in evidenza gli aspetti comici e, magari, assurdi. E poi, ci lascia perplessi chi, nel dibattito di questi giorni, vorrebbe trasformarci in educatori dei propri figli: anche a noi piacciono film come quelli di Paolo Sorrentino, ma noi vogliamo soltanto far ridere, magari guardando a modelli come Ben Stiller; l’educazione spetta alle famiglie e alla scuola”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-4472835325658378098?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/4472835325658378098/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/11/da-mtv-al-grande-schermo-ecco-i-soliti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/4472835325658378098'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/4472835325658378098'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/11/da-mtv-al-grande-schermo-ecco-i-soliti.html' title='DA MTV AL GRANDE SCHERMO: ECCO &quot;I SOLITI IDIOTI&quot;'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-6562649623110858214</id><published>2011-11-05T16:16:00.001+01:00</published><updated>2011-11-05T16:18:27.098+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tivvù'/><title type='text'>ECCO LA PRIMA PUNTATA DI "SERVIZIO PUBBLICO" (SANTORO)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="360" width="640"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/SOhTglCg888?version=3&amp;amp;hl=en_US"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/SOhTglCg888?version=3&amp;amp;hl=en_US" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="360" width="640"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-6562649623110858214?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/6562649623110858214/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/11/ecco-la-prima-puntata-di-servizio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/6562649623110858214'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/6562649623110858214'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/11/ecco-la-prima-puntata-di-servizio.html' title='ECCO LA PRIMA PUNTATA DI &quot;SERVIZIO PUBBLICO&quot; (SANTORO)'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-129488872783638114</id><published>2011-11-04T23:59:00.004+01:00</published><updated>2011-11-17T19:55:09.070+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visioni'/><title type='text'>ARRIVA AL CINEMA LA KRYPTONITE DI COTRONEO</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Mattino&lt;/span&gt; - 4 novembre 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ha scelto la sua città, lo scrittore-sceneggiatore e neo-regista Ivan Cotroneo, per festeggiare l’uscita in sala (da oggi) del film d’esordio &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La kryptonite nella borsa&lt;/span&gt;, tratto dal suo romanzo omonimo edito da Bompiani, interamente girato all’ombra del Vesuvio (nove settimane di lavorazione, in primavera, tra centro cittadino, Mostra d’Oltremare, Posillipo, Vomero) e arricchito da un cast di primo livello composto da Valeria Golino, Cristiana Capotondi, Luca Zingaretti, Libero De Rienzo, Luigi Catani, Vincenzo Nemolato, Monica Nappo, Massimiliano Gallo, Lucia Ragni, Gennaro Cuomo, Sergio Solli, Antonia Truppo, Rosaria De Cicco, Carmine Borrino, Nunzia Schiano e Fabrizio Gifu&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://cdn.blogosfere.it/pellicolerovinate/images/La%20kryptonite%20nella%20borsa_015-anteprima-400x266-497025.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 266px;" src="http://cdn.blogosfere.it/pellicolerovinate/images/La%20kryptonite%20nella%20borsa_015-anteprima-400x266-497025.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ni. Gli attori sono intervenuti compatti - con Gifuni unico assente - all’anteprima napoletana di ieri sera al cinema Filangieri, dove sono stati accolti dalla folla delle grandi occasioni, così come era successo poche ore prima alla Feltrinelli di piazza dei Martiri &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(nella foto, un momento delle riprese)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Grande entusiasmo e ottima accoglienza da parte del pubblico di casa, dunque, per l’esordio alla regia di uno tra gli sceneggiatori più apprezzati dal cinema e dalla televisione nazionali (basti pensare a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mine vaganti&lt;/span&gt; di Ozpetek e alla serie &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Tutti pazzi per amore&lt;/span&gt;), il quale non esita a ricambiare questo affetto: “Sono andato via da Napoli a 22 anni - racconta Cotroneo - per studiare cinema a Roma, dove poi ho continuato a vivere e lavorare. Però, non si può mai abbandonare davvero la propria città, che io comunque continuo a sentire profondamente mia. Infatti, vi ho ambientato il romanzo che poi ho scelto per il mio esordio alla regia. Ho preferito raccontare la Napoli del 1973, piuttosto che quella di oggi, perché la conosco meglio. Napoli, infatti, è una città che muta continuamente e che puoi sperare di catturare soltanto se ci vivi intensamente tutti i giorni”.&lt;br /&gt;Prodotto da Indigo Film e distribuito da Lucky Red, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La kryptonite nella borsa&lt;/span&gt; è scritto dallo stesso Cotroneo assieme a Monica Rametta e Ludovica Rampoldi; e si avvale di contributi tecnici notevoli, come quelli di Luca Bigazzi alla fotografia, Giogiò Franchini al montaggio e Lino Fiorito alle scenografie. Particolarmente importante è, poi, la colonna sonora (da ieri nei negozi), nella quale la partitura originale di Pasquale Catalano è arricchita da hit d’epoca, tra gli altri, di Iggy Pop (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Lust for Life&lt;/span&gt;), David Bowie (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Life on Mars&lt;/span&gt;), Mina (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Quand’ero piccola&lt;/span&gt;), Dalida (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Stivaletti rossi&lt;/span&gt;) e dalla trascinante cover dei Planet Funk di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;These Boots are Made for Walking&lt;/span&gt;, scelta per i titoli di coda e accompagnata da un videoclip diretto dallo stesso Cotroneo, che aggiunge: “La musica è stata essenziale per ricostruire questo periodo della mia prima adolescenza. E sono stato fortunato, perché la produzione è riuscita ad acquistare i diritti di tutti i brani che avevo indicato in sceneggiatura”.&lt;br /&gt;Nel film, Cotroneo racconta in maniera divertita ed estremamente delicata la storia di Peppino Sansone, bimbo di 9 anni che vive nella Napoli d’inizio anni Settanta in una famiglia affollata e piuttosto scombinata. I momenti più divertenti sono affidati al bizzarro cugino più grande, Gennaro (Nemolato, proveniente dai borsisti del progetto teatrale &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Punta Corsara&lt;/span&gt;), che si crede Superman; e ai due giovani zii alternativi Titina (Capotondi) e Salvatore (De Rienzo), che fanno conoscere al ragazzino la coloratissima Napoli “by night” dell’epoca. “Sul set - sottolinea la protagonista femminile, Valeria Golino - Ivan s’è dimostrato regista di grande talento. E io stessa sto per affacciarmi alla regia, perché a marzo inizierò le riprese del mio primo lungometraggio”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-129488872783638114?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/129488872783638114/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/11/arriva-al-cinema-la-kryptonite-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/129488872783638114'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/129488872783638114'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/11/arriva-al-cinema-la-kryptonite-di.html' title='ARRIVA AL CINEMA LA KRYPTONITE DI COTRONEO'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-7113008247684395729</id><published>2011-11-02T19:55:00.005+01:00</published><updated>2011-11-02T20:18:31.845+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rock around the screen'/><title type='text'>I LIBRI "DI MICHELANGELO IOSSA" PRIMA E DOPO LA CURA</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Evidentemente qualcuno deve aver suggerito all'ineffabile Michelangelo Iossa che forse era meglio eliminare dal proprio profilo Facebook quel post farlocco &lt;a href="http://rockaroundthescreen.blogspot.com/2011/10/lincredibile-caso-dei-libri-di.html"&gt;che tanto ha fatto discutere nei giorni scorsi&lt;/a&gt;, con foto altrettanto farlocca dei "suoi" libri, poiché tra questi ne aveva inserito uno che "suo" non era affatto, cioè &lt;a href="http://www.liguori.it/schedanew.asp?isbn=4874"&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;Rock Around the Screen. Storie di cinema e musica pop&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;, a cura di Diego Del Pozzo (cioè io) e Vincenzo Esposito, edito da Liguori a inizio 2010.&lt;br /&gt;Ebbene, con "soli" cinque (5!) giorni di ritardo e dopo un bel po' di proteste che hanno attraversato la Rete, Iossa ha deciso, finalmente, di rimuovere quel suo post incriminato e di sostituirlo con una versione corretta.&lt;br /&gt;A futura memoria, comunque, ecco le due immagini dei libri "di Michelangelo Iossa" prima e dopo la cura (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Rock Around the Screen&lt;/span&gt; è il penultimo libro).&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-RL8bQsNEu1c/TrGTw5dz4yI/AAAAAAAACKw/qlDd-zoKfQA/s1600/FotoLibroRubato.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 168px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-RL8bQsNEu1c/TrGTw5dz4yI/AAAAAAAACKw/qlDd-zoKfQA/s400/FotoLibroRubato.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5670475874105025314" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-U6umS3gLPPs/TrGTnJG5f4I/AAAAAAAACKk/fx0vXCt3PJM/s1600/LibriIossa-DopoLaCura.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 166px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-U6umS3gLPPs/TrGTnJG5f4I/AAAAAAAACKk/fx0vXCt3PJM/s400/LibriIossa-DopoLaCura.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5670475706505199490" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Ps:&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Per la cronaca, in &lt;/span&gt;Rock Around the Screen &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Michelangelo Iossa ha pubblicato, su invito dei due curatori, un intervento sui Beatles lungo una decina di pagine (dalla 155 alla 165) su un totale di 260 pagine del libro. Magari, prima di definire "suo" questo volume, dunque, poteva pensarci meglio...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-7113008247684395729?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/7113008247684395729/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/11/i-libri-di-michelangelo-iossa-prima-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/7113008247684395729'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/7113008247684395729'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/11/i-libri-di-michelangelo-iossa-prima-e.html' title='I LIBRI &quot;DI MICHELANGELO IOSSA&quot; PRIMA E DOPO LA CURA'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-RL8bQsNEu1c/TrGTw5dz4yI/AAAAAAAACKw/qlDd-zoKfQA/s72-c/FotoLibroRubato.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-2894455812189441233</id><published>2011-11-01T12:11:00.000+01:00</published><updated>2011-11-01T12:12:26.550+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tivvù'/><title type='text'>IL BERLUSKA CARTOON PRESENTA SANTORO!!!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="360" width="640"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/daFeSn4VhQA?version=3&amp;amp;hl=en_US"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/daFeSn4VhQA?version=3&amp;amp;hl=en_US" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="360" width="640"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-2894455812189441233?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/2894455812189441233/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/11/il-berluska-cartoon-presenta-santoro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/2894455812189441233'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/2894455812189441233'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/11/il-berluska-cartoon-presenta-santoro.html' title='IL BERLUSKA CARTOON PRESENTA SANTORO!!!'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-6300635336284804870</id><published>2011-10-31T20:14:00.004+01:00</published><updated>2011-11-07T18:19:34.984+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rock around the screen'/><title type='text'>L'INCREDIBILE CASO DEI LIBRI "DI MICHELANGELO IOSSA"</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La contraffazione, in diritto penale, è  il delitto previsto dall'articolo 473 del Codice penale, che recita quanto&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-PU_8W0M48hc/Tq2gOLs-lHI/AAAAAAAACKM/s_JgIuNkF0w/s1600/contraffazione.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 122px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-PU_8W0M48hc/Tq2gOLs-lHI/AAAAAAAACKM/s_JgIuNkF0w/s200/contraffazione.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5669363671449375858" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;  segue: "Chiunque contraffà o altera i marchi o segni distintivi,  nazionali o esteri, delle opere dell'ingegno o dei prodotti industriali,  ovvero, senza essere concorso nella contraffazione o alterazione, fa  uso di tali marchi o segni contraffatti o alterati, è punito con la  reclusione fino a tre anni".&lt;br /&gt;Questa  sarebbe la LEGGE! Senonché, qui siamo a  favore del re-model, del re-make, del re-mix, insomma del riuso LIBERO  anche di opere coperte dal diritto d'autore. Quindi, non è il caso di denunciare questo tizio che, con stile assai discutibile, ha inserito il  volume &lt;span style="font-style: italic; "&gt;Rock Around the Screen. Storie di cinema e musica pop&lt;/span&gt; curato da Diego Del Pozzo e Vincenzo Esposito tra "I SUOI  LIBRI" (ignorando i civili inviti di uno dei curatori a correggere il tiro). A questo punto, dunque, è meglio pensare che l'operazione di  "restyling" (diciamo così) sia il segno del successo dell'opera.&lt;br /&gt;Va  detto, però, che anche nel "rimescolamento post-moderno", ci sono i  nani e i giganti: e non è questa la sede per chiarire a quale delle due categorie appartenga questo signore, che risponde  al nome di Michelangelo Iossa. Peace &amp;amp; Love! E soprattutto, buon  "Cut &amp;amp; Paste" a tutti.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-6300635336284804870?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/6300635336284804870/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/10/lincredibile-caso-dei-libri-di.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/6300635336284804870'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/6300635336284804870'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/10/lincredibile-caso-dei-libri-di.html' title='L&apos;INCREDIBILE CASO DEI LIBRI &quot;DI MICHELANGELO IOSSA&quot;'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-PU_8W0M48hc/Tq2gOLs-lHI/AAAAAAAACKM/s_JgIuNkF0w/s72-c/contraffazione.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-5761813150538075076</id><published>2011-10-30T20:09:00.003+01:00</published><updated>2011-10-31T18:20:50.681+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visioni'/><title type='text'>CIAK NAPOLETANI PER IL NUOVO FILM DEI VANZINA BROS.</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Mattino&lt;/span&gt; - 30 ottobre 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci sarà anche Napoli nella nuova commedia dei fratelli Vanzina, che da giovedì fino a ieri pomeriggio hanno girato in città alcune sequenze del loro prossimo film. La pellicola, composta da otto episodi e intitolata &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Buona giornata&lt;/span&gt;, è già presente all’interno del listino Medusa (che la produce anche, assieme ai due autori), con data di uscita in sala prevista per il 30 marzo 2012. Nel panorama delle commedie italiane, q&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.cinematografo.it/cinematografo_new/allegati/15165/vanzina.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 318px; height: 500px;" src="http://www.cinematografo.it/cinematografo_new/allegati/15165/vanzina.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;uesto film è importante perché segna l’atteso ritorno di Christian De Sica accanto ai Vanzina dodici anni dopo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Vacanze di Natale 2000&lt;/span&gt;, che fu girato nel 1999. Assieme a De Sica, fanno parte del ricco cast artistico anche Lino Banfi, Vincenzo Salemme, Teresa Mannino, Tosca D’Aquino, Maurizio Mattioli, Paolo Conticini e Chiara Francini.&lt;br /&gt;La struttura di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Buona giornata&lt;/span&gt;, dunque, si articola in otto episodi ambientati in giro per l’Italia, da Roma a Milano, da Napoli alla Puglia. Il riferimento vuol essere quello delle commedie di costume a episodi degli anni Sessanta, capaci di mettere alla berlina vizi e virtù del Belpaese, calandosi completamente nella realtà sociale del proprio tempo. E, a tal proposito, va sempre ricordato che Carlo ed Enrico Vanzina &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(qui nella foto)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; - il primo regista, il secondo sceneggiatore - sono figli del grande Steno (Stefano Vanzina), che di quella stagione fu uno tra i protagonisti riconosciuti.&lt;br /&gt;L’episodio napoletano del nuovo film vede impegnati nei ruoli principali Vincenzo Salemme e Tosca D’Aquino, che hanno a che fare con una divertente trama a base di equivoci e tradimenti. Set della maggior parte delle loro scene partenopee è stato, tra giovedì pomeriggio e venerdì, l’hotel Vesuvio sul lungomare. Durante la prima serata di lavorazione, infatti, la troupe diretta da Carlo Vanzina ha realizzato alcune sequenze all’interno del ristorante panoramico dell’albergo, in modo da poter utilizzare anche l’inconfondibile scenario del golfo e quello di Castel dell’Ovo. Poi, il set si è spostato in una delle suite, che ha fatto da ambiente privilegiato per gli equivoci a base di “corna” tra i personaggi di Salemme e della D’Aquino. Infine, ieri mattina e fino al primo pomeriggio, sono state girate numerose scene d’ambiente in esterni, lungo la parte finale di via Caracciolo verso Posillipo, in particolare nei pressi di largo Sermoneta. Lungo questo tratto di strada, tra l’altro, Vanzina ha diretto anche un po’ di sequenze in movimento con una camera-car, in modo da catturare un bello scorcio di lungomare partenopeo e qualche altro paesaggio caratteristico. Il resto dell’episodio, infatti, sarà girato nei prossimi giorni a Roma, come buona parte degli altri sette frammenti.&lt;br /&gt;Nonostante il grande riserbo che circonda il film, dal set è trapelato anche che il protagonista dell’altro episodio meridionale, quello ambientato in Puglia, sarà Lino Banfi, il quale festeggerà proprio con &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Buona giornata&lt;/span&gt; il suo centesimo film in carriera: “Sono particolarmente contento - ha spiegato qualche giorno fa l’attore pugliese - di girare con Carlo ed Enrico la mia pellicola numero cento, perché anni fa feci la mia trentesima col loro papà Steno”. Nel film, Banfi interpreterà un senatore del centrodestra.&lt;br /&gt;In quanto a Salemme, invece, ormai è diventato un fedelissimo dei Vanzina, con i quali ha già lavorato in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La vita è una cosa meravigliosa&lt;/span&gt; e nel recente &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ex - Amici come prima&lt;/span&gt;, attualmente nei cinema dove sta godendo di un ottimo successo di pubblico, avendo superato finora i quattro milioni di euro d’incasso. Carlo ed Enrico Vanzina, tra l’altro, stanno attraversando un periodo particolarmente positivo, poiché hanno anche scritto, assieme al regista Neri Parenti, la sceneggiatura del prossimo “cine-panettone” prodotto dalla Filmauro di Aurelio De Laurentiis, quel &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Natale a Cortina 2011&lt;/span&gt; che vede il ritorno del collaudato format nei luoghi che, nel 1983, segnarono l’inizio dell’avventura delle pellicole natalizie “Made in Filmauro”. E, all’epoca, furono proprio i Vanzina a inventare quel particolare sottogenere comico, esportando il cast e le situazioni vacanziere di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sapore di mare&lt;/span&gt; tra le nevi di Cortina d’Ampezzo.&lt;br /&gt;Il loro nuovo film girato in parte anche a Napoli avrà in comune col cine-panettone del prossimo Natale quella capacità di imbastire vicende divertenti di sicura presa sul pubblico, puntando non soltanto sulle gag ma anche sui personaggi. E, a giudicare dalle riprese d’ambiente realizzate durante l’intensa tre giorni partenopea, la stessa Napoli in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Buona giornata&lt;/span&gt; farà, più che da semplice scenario, da vero e proprio personaggio in più.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-5761813150538075076?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/5761813150538075076/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/10/ciak-napoletani-per-il-nuovo-film-dei.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/5761813150538075076'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/5761813150538075076'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/10/ciak-napoletani-per-il-nuovo-film-dei.html' title='CIAK NAPOLETANI PER IL NUOVO FILM DEI VANZINA BROS.'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-8318258595778025798</id><published>2011-10-29T16:04:00.002+02:00</published><updated>2011-10-29T16:08:58.932+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visioni'/><title type='text'>PRESENTATO A NAPOLI IL FILM DELLA COPPIA SIANI - DE LUIGI</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Mattino&lt;/span&gt; - 29 ottobre 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alessandro Siani e Fabio De Luigi hanno scelto Napoli per festeggiare, ieri, l’uscita in sala (distribuito dalla Warner in ben 480 copie) della commedia &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La peggior settimana della mia vita&lt;/span&gt;, che li vede protagonisti assieme a Cristiana Capotondi, Antonio Catania e Monica Guerritore.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.blogo.it/cineblog/la-peggior-settimana-della-mia-vita-la-locandina-e-le-foto-della-commedia-con-fabio-de-luigi-01/IMG_1154.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 586px; height: 388px;" src="http://static.blogo.it/cineblog/la-peggior-settimana-della-mia-vita-la-locandina-e-le-foto-della-commedia-con-fabio-de-luigi-01/IMG_1154.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Con i due attori, prima al Martos Metropolitan e poi al The Space Med, è intervenuto per salutare il pubblico napoletano anche il regista e sceneggiatore Alessandro Genovesi &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(qui, nella foto, i tre sul set)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;, che ha ispirato il suo film d’esordio, prodotto da Maurizio Totti per la Colorado, alla serie britannica &lt;span style="font-style: italic;"&gt;The Worst Week of my Life&lt;/span&gt;, anche se al pubblico italiano le disavventure dei prossimi sposi Paolo (De Luigi) e Margherita (Capotondi) col loro amico Ivano (Siani) faranno tornare in mente tante situazioni analoghe viste in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ti presento i miei&lt;/span&gt;, la pellicola del 2000 con Ben Stiller e Robert De Niro.&lt;br /&gt;Per Alessandro Siani, “il punto di forza del film è che fa ridere senza essere volgare. Io mi sono divertito molto, perché mi è stato permesso anche di improvvisare e di ampliare il mio personaggio, integrandolo rispetto a com’era nella sceneggiatura”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-8318258595778025798?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/8318258595778025798/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/10/presentato-napoli-il-film-della-coppia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/8318258595778025798'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/8318258595778025798'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/10/presentato-napoli-il-film-della-coppia.html' title='PRESENTATO A NAPOLI IL FILM DELLA COPPIA SIANI - DE LUIGI'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-844232692642595624</id><published>2011-10-28T23:37:00.003+02:00</published><updated>2011-10-29T16:03:30.465+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visioni'/><title type='text'>RITIRATO IL DIVIETO AL FILM DI CRISTINA COMENCINI</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Napoli porta fortuna a Cristina Comencini, che ieri pomeriggio riceve la notizia del ritiro del divieto ai minori di 14 anni per il suo nuovo film, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Quando la notte&lt;/span&gt;, proprio mentre sta entrando nella Feltrinelli di piazza dei Martiri per presentarlo assieme ai due protagonisti Claudia Pandolfi e Filippo Timi. Il film, da oggi nei cinema in 170 copie distribuito da 01, era stato vietato con una motivazione che aveva fatto molto male alla regista: “La violenza della madre sul suo bambino - si leggeva nella nota della seconda commissione - è inquietante perché trattasi di una madre normale che, spinta dallo stress, diventa violenta verso il figlio pur non volendolo. Si ritiene che il vuoto della volontà di una madre normale ingenera inquietudine nei minori di anni 14”.&lt;br /&gt;Sempre a Napoli, la stessa Comencini&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.film.it/fnts/film/immagini/330x250/35-32132574.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 330px; height: 250px;" src="http://www.film.it/fnts/film/immagini/330x250/35-32132574.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;, poco prima di venire a conoscenza del ritiro del divieto, definisce la decisione “allucinante e molto offensiva per tutte le donne, soprattutto per quella definizione, “madre normale”, contenuta nella motivazione: che vuol dire normale?”. Nel corso dell’incontro in libreria, poi, la regista e scrittrice spiega al folto pubblico presente: “Certamente, sia il mio libro sia il film che ne ho tratto affrontano un argomento ancora tabù, come la maternità intesa in maniera ben più complessa e disturbante di come la si continua a considerare ancora oggi in Italia: ogni madre, infatti, ben oltre gli stereotipi e le idealizzazioni, è prima di tutto una donna, con le sue debolezze e sfaccettature. Detto ciò, però, non posso fare a meno di chiedermi se le negatività che hanno accompagnato finora il mio film in Italia non siano dirette anche verso di me e motivate dal mio impegno pubblico a favore delle donne portato avanti per tutto l’anno”.&lt;br /&gt;La notizia del ritiro del divieto, comunque, rende più piacevole la giornata napoletana di Cristina Comencini: “Naturalmente, sono molto felice per l’annullamento di un provvedimento che avevo trovato profondamente ingiusto e che proprio non mi sarei aspettato. Anche se, in un contesto come quello dell’Italia di oggi, avrei dovuto aspettarmi, invece, un’accoglienza di questo tipo, che mi ha fatto ripensare sotto tutta un’altra luce anche alle contestazioni durante la proiezione stampa alla Mostra di Venezia, delle quali finora non avevo più voluto parlare. A Venezia, infatti, tutti noi avemmo l’impressione - prosegue la regista - che le contestazioni giungessero da un minuscolo gruppetto entrato in sala già con l’intenzione di rovinare la proiezione: cosa poi confermata da alcune indagini successive e, soprattutto, dal successo delle proiezioni seguenti col pubblico, sia a Venezia che in altri festival in giro per l’Europa”.&lt;br /&gt;Tratto dal romanzo omonimo della stessa Cristina Comencini edito da Feltrinelli, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Quando la notte&lt;/span&gt; è stato girato in alta quota sul Monte Rosa, in ambienti che contribuiscono massicciamente alle atmosfere della trama. Qui, un uomo schiavo e padrone della propria solitudine (il Manfred di Filippo Timi) e una giovane madre in vacanza col suo bambino (la Marina di Claudia Pandolfi) s’incontrano e si sfiorano, inseguendo reciprocamente le proprie verità inconfessabili. “Marina - racconta la Pandolfi - mi è entrata dentro, svelandomi ciò che io stessa avevo provato più di una volta dopo essere diventata mamma e che avevo rinchiuso nella definizione un po’ stereotipata di “depressione post-parto”. Già quando ho letto il libro mi sono commossa, poi alla prima visione del film mi sono lasciata andare a un pianto liberatorio”. Per Filippo Timi, invece, “la forza del film è nella sua capacità di andare all’essenza primordiale dell’essere umano”.&lt;br /&gt;Da napoletana per parte di madre, infine, durante l’incontro alla Feltrinelli Cristina Comencini non si sottrae a una curiosità sulle differenze tra madri del Sud e del Nord: “Apparentemente - conclude - quelle meridionali sembrano più calorose, ma si tratta soltanto di una copertura affettiva, perché in realtà sono, ovunque, innanzitutto donne”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ps:&lt;/span&gt; Su questo stesso argomento, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Mattino&lt;/span&gt; di oggi pubblica un mio articolo nella pagina degli Spettacoli Napoli.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-844232692642595624?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/844232692642595624/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/10/ritirato-il-divieto-al-film-di-cristina.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/844232692642595624'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/844232692642595624'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/10/ritirato-il-divieto-al-film-di-cristina.html' title='RITIRATO IL DIVIETO AL FILM DI CRISTINA COMENCINI'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-9025314717302166000</id><published>2011-10-25T23:55:00.004+02:00</published><updated>2011-10-26T20:12:01.068+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letture'/><title type='text'>ECCO UN NUOVO LIBRO PER ALESSANDRO SIANI</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Mattino&lt;/span&gt; - 25 ottobre 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’Italia sempre in lite con se stessa può essere unita da una risata? E’ già capitato in passato, quando la comicità universale di Totò faceva ridere dalle Alpi alla Sicilia, più forte del campanilismo e delle differenze dialettali. Ed è riuscito anche al malinconico umorismo di un altro grande artista napoletano come Massimo Troisi. Pur con le ovvie differenze, si verifica nuovamente oggi con Alessandro Siani, ormai sempre più a suo agio nel ruolo di comico nazional-popolare per antonomasia, forte del successo di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Benvenuti al Sud&lt;/span&gt; e reduce dalle riprese del sequel &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Benvenuti a&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://img3.webster.it/BIT/835/9788804588351g.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 307px;" src="http://img3.webster.it/BIT/835/9788804588351g.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;l Nord&lt;/span&gt;, probabilmente i due film-manifesto della “risata che unisce l’Italia”.&lt;br /&gt;Non è un caso, dunque, che il produttore Aurelio De Laurentiis abbia pensato proprio a Siani per fare da testimonial, durante il Festival di Roma, alla proiezione della versione restaurata di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Totò in 3D - Il più comico spettacolo del mondo&lt;/span&gt;, il primo film tridimensionale italiano, girato da Mario Mattoli nel 1953 e tornato a nuova vita grazie al complesso lavoro realizzato da Cinecittà Digital Factory e fortemente voluto proprio da De Laurentiis. “Sono felicissimo e orgoglioso di questa chiamata - racconta Siani - perché alla proiezione ci sarà anche Liliana De Curtis, la figlia di Totò. Di fronte a lui, tutti noi dobbiamo levarci tanto di cappello, perché è stato unico e inimitabile. Lui sì che sapeva unire l’Italia, con una comicità davvero senza confini”. Oggi, però, tra i più amati dagli italiani c’è proprio Alessandro. “Ma non scherziamo nemmeno - si schermisce - perché Totò è di un altro livello e il paragone non si pone con nessun altro comico. E poi, io mica sono Garibaldi, che unisco l’Italia: anche se mi sto facendo crescere la barba”.&lt;br /&gt;I paralleli tra realtà meridionale e settentrionale sono al centro, oltre che di quel &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Benvenuti al Nord &lt;/span&gt;a gennaio nei cinema, anche del nuovo libro di Alessandro Siani, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Non si direbbe che sei napoletano&lt;/span&gt; (200 pagine, 13.90 euro), appena pubblicato da Mondadori, dopo il successo del precedente &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Un napoletano come me&lt;/span&gt; (edito da Rizzoli). “Ho cercato di raccontare col mio stile divertito - spiega Siani - lo stato d’animo del napoletano che si trova a lavorare in una grande città del Nord come Milano, tra luoghi comuni e falsi miti. Un buon esempio può essere quello delle differenze tra una festa di comunione settentrionale e una meridionale, ma anche quello del ragazzo del Sud che fa tardi in ufficio per un inconveniente e, a causa della sua provenienza, viene subito considerato uno sfaticato. Naturalmente, io ci scherzo su, con lo stesso spirito dei due film fatti assieme a Claudio Bisio, che non a caso è autore della prefazione. E nel libro ho inserito anche un po’ di pezzi inediti con suggestioni e situazioni che non hanno trovato spazio nel nuovo film di Luca Miniero”.&lt;br /&gt;Al momento, Alessandro Siani è tra i protagonisti, con Fabio De Luigi e Cristiana Capotondi, della commedia di Alessandro Genovesi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La peggior settimana della mia vita&lt;/span&gt;, in sala da venerdì. Nei prossimi mesi, invece, si dedicherà al teatro: “Andrò in tournée con un nuovo spettacolo, intitolato &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sono in zona&lt;/span&gt;. E, naturalmente, partirò da Napoli, all’Augusteo da Natale, per risalire poi tutta l’Italia”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-9025314717302166000?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/9025314717302166000/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/10/ecco-un-nuovo-libro-per-alessandro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/9025314717302166000'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/9025314717302166000'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/10/ecco-un-nuovo-libro-per-alessandro.html' title='ECCO UN NUOVO LIBRO PER ALESSANDRO SIANI'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-4155223379824539390</id><published>2011-10-23T11:01:00.002+02:00</published><updated>2011-10-23T11:06:31.460+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visioni'/><title type='text'>INTERVISTA A FILIPPO TIMI, TRA CINEMA E TEATRO</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Mattino&lt;/span&gt; - 23 ottobre 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Con quattro film nelle varie sezioni, Filippo Timi è stato il grande protagonista tra gli attori italiani alla Mostra di Venezia. Adesso, con due pellicole in uscita venerdì, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Quando la notte&lt;/span&gt; di Cristina Comencini e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Missione di pace&lt;/span&gt; dell’esordiente Francesco Lagi, conferma il suo attuale status di interprete più richiesto dal cinema nazionale di qualità. E, vedendo i due film uno dopo l’altro, si può apprezzare la spiccata personalità artistica del trentasettenne attore umbro consacrato da Marco Bellocchio in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Vincere&lt;/span&gt;. D’altra parte, con la sua personalità Timi ha conquistato, qualche sera fa, anche la platea del Napoli Film Festival, dove ha parlato dei film della sua vita&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; (nella foto, durante la serata napoletana)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Dunque, Timi, lei che è anche uomo di teatro e scrittura come si sente dopo questo periodo di super-lavoro cinematografico?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Desideroso di dedicarmi ad altro, anche per ridurre quella che rischiava di diventare una sovraesposizione. Infatti, dopo i tanti film girati quasi contemporaneamente nei mesi scorsi, ho deciso di stare lontano dal cinema almeno fino a marzo, per concentrarmi sul teatro e sul mio nuovo libro”.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-R7Kcw1BusPA/TqPY2gruNhI/AAAAAAAACJc/Ku0jc3BwEeA/s1600/timi.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 260px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-R7Kcw1BusPA/TqPY2gruNhI/AAAAAAAACJc/Ku0jc3BwEeA/s400/timi.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5666611187160069650" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nel film di Cristina Comen&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;cini lei interpreta Manfred, un uomo schiavo e padrone della propria solitudine. Come lo presenterebbe al pubblico che da venerdì lo incontrerà al cinema?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Preferirei non presentarlo affatto, ma anzi nasconderlo il più possibile nelle ombre che lo circondano, in modo da farlo scoprire pian piano a chi vedrà il film. Si è trattato, comunque, di un ruolo tosto da interpretare, peraltro in uno scenario di montagna tra neve, gelo, pioggia. Quando ho letto il libro di Cristina dal quale lei stessa ha tratto il film, però, ho pensato di assomigliare in qualche modo al personaggio: magari, non sono così orso ma ci vado vicino, anche perché provengo da una famiglia nella quale mio padre ha sempre parlato pochissimo. Quindi, anche geneticamente oltre che fisicamente, mi porto appresso una certa rocciosità naturale, probabilmente accentuata dalla voce”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Alla Mostra di Venezia, si è molto discusso di questo film anche a causa dell’accoglienza “turbolenta” durante la proiezione per la stampa. Lei come ha vissuto quei momenti?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Non gli ho dato molto peso. E poi, va anche ricordato che la proiezione veneziana per il pubblico, invece, è stata caratterizzata da un successo notevole. Comunque, io sono stato toccato nel profondo da questo film e, quindi, lo difendo a spada tratta. Era da tanto tempo che volevo lavorare con Cristina Comencini; e sul set Claudia Pandolfi, che non conoscevo di persona, è stata una scoperta straordinaria, un po’ ruvida e assolutamente poco convenzionale come me”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nella commedia grottesca &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Missione di pace&lt;/span&gt;, invece, lei interpreta addirittura Che Guevara, reso però in maniera esilarante. Cosa pensa del film e del suo personaggio?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Il film è divertentissimo. In quanto al mio Che, innanzitutto ho pensato che, dopo aver fatto Mussolini per Bellocchio, dovevo pareggiare i conti. E questo Che Guevara surreale che va all’Ikea e prepara un super-governo con Maradona come assessore allo sport mi fa impazzire”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Però, spesso lei dà vita a personaggi cupi e oscuri. Come fa a guardare il male negli occhi?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Non è semplice. Credo, però, che dentro ciascuno di noi vi sia un pozzo nero, più o meno nascosto in profondità. E, quando devo entrare in un personaggio negativo, provo a calarmi in questo pozzo nero. Però, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Missione di pace&lt;/span&gt; m’è piaciuto anche perché mette alla prova il mio lato comico, che non è stato ancora scoperto del tutto. L’anno prossimo, comunque, sarò in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Com’è bello far l’amore&lt;/span&gt; di Fausto Brizzi e in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Asterix e Obelix - Dio salvi la Britannia&lt;/span&gt;, due commedie in 3D”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ma a lei quale cinema piace?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Quello che esprime il vero. A tal proposito, sono d’accordo con Schopenauer quando afferma che non c’è bellezza senza verità. Prima o poi mi piacerebbe anche dirigere un film, ma serve la storia giusta”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Dopo la scorpacciata di cinema, però, ha deciso di dedicarsi per un po’ al teatro. A cosa sta lavorando?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Sarò in tournée, fino a febbraio-marzo, con due spettacoli scritti, diretti e interpretati da me: il primo è &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Giuliett’e Romeo m’engolfi l’core, amore&lt;/span&gt;, una versione in umbro dell’opera shakespeariana; il secondo, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Favola&lt;/span&gt;, in cartellone anche al Bellini di Napoli a gennaio, è una commedia ambientata in un tinello americano degli anni Cinquanta, dove io interpreto una delle due protagoniste femminili”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-4155223379824539390?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/4155223379824539390/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/10/intervista-filippo-timi-tra-cinema-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/4155223379824539390'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/4155223379824539390'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/10/intervista-filippo-timi-tra-cinema-e.html' title='INTERVISTA A FILIPPO TIMI, TRA CINEMA E TEATRO'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-R7Kcw1BusPA/TqPY2gruNhI/AAAAAAAACJc/Ku0jc3BwEeA/s72-c/timi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-7242979183950139009</id><published>2011-10-21T13:25:00.004+02:00</published><updated>2011-10-23T10:56:10.744+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vintage'/><title type='text'>RICORDIAMO IL CICLO DEL "PIANETA DELLE SCIMMIE"</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’arrivo nei cinema italiani de &lt;span style="font-style: italic;"&gt;L’alba del pianeta delle scimmie&lt;/span&gt;, l’attesissimo prequel di una tra le saghe di fantascienza più celebri e amate di sempre &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(nella foto, una scena del nuovo film)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;, offre l’occasione per rispolverare le filiazioni extracinematografiche del ciclo inaugurato dal film del 1968 &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il pianeta delle scimmie&lt;/span&gt;, diretto da Franklin J. Schaffner e nobilitato dalla presenza di Charlton Heston nel ruolo principale. Le cinque pellicole originali, infatti, hanno prodotto, nel corso degli anni, due serie tv (una “live action” e l’altra a cartoni animati), una collana a fumetti e un’infinità di gadget e materiali per collezionisti (oltre, naturalmente, al remake per il grande schermo diretto da Tim Burton). Tutto aveva avuto inizio, comunque, qualche anno pr&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://cdn.blogosfere.it/pellicolerovinate/images/Lalba-del-pianeta-delle-scimmie-poster-inglese-2-anteprima-400x237-444923.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 237px;" src="http://cdn.blogosfere.it/pellicolerovinate/images/Lalba-del-pianeta-delle-scimmie-poster-inglese-2-anteprima-400x237-444923.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ima (nel 1963), col romanzo dello scrittore francese Pierre Boulle, che - grazie all’inversione dei ruoli tra gli umani ridotti in schiavitù e le scimmie assurte al dominio del mondo - aveva voluto sbeffeggiare in maniera satirica e grottesca la società contemporanea.&lt;br /&gt;Ma torniamo ai cinque film responsabili della creazione del mito. Dopo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il pianeta delle scimmie&lt;/span&gt; (1968) arrivano &lt;span style="font-style: italic;"&gt;L’altra faccia del pianeta delle scimmie&lt;/span&gt; (1969), &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fuga dal pianeta delle scimmie&lt;/span&gt; (1971), &lt;span style="font-style: italic;"&gt;1999: conquista della Terra&lt;/span&gt; (1972) e il conclusivo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Anno 2670 - Ultimo atto&lt;/span&gt; (1973). Tutto ha inizio con lo schianto di un’astronave su un misterioso pianeta. Il superstite dell’improvvisato atterraggio, il comandante Taylor (Charlton Heston) viene catturato dalla razza di scimmie intelligenti che domina sul bizzarro mondo. Dopo numerose peripezie e dopo aver stretto amicizia con gli scienziati-scimmia Zira (Kim Hunter) e Cornelius (Roddy McDowall), nel finale Taylor ha un’amara sorpresa, in quello che è il momento più inquietante del film: il pianeta sul quale si trova non è altro che la Terra di un lontano futuro, ridotta così dopo una catastrofe nucleare. Apologo pacifista, antidogmatico e antinucleare, il “Ciclo del pianeta delle scimmie” rilegge il nostro presente attraverso la visualizzazione di un futuro apocalittico, abbinando suggestivi assunti fanta-sociologici a una convincente satira dell’orgoglio umano.&lt;br /&gt;Come detto all’inizio, però, sono tante le filiazioni derivanti dai cinque film originali, capaci, negli anni, di invadere letteralmente anche altri media con i temi e le suggestioni delle pellicole originariamente prodotte per il grande schermo. Innanzitutto, va segnalata la serie di telefilm con Roddy McDowall come protagonista. Il progetto televisivo viene comunemente inserito nella cronologia ufficiale del “Ciclo”, che arricchisce con dettagli e personaggi inediti. I quattordici episodi (ciascuno dalla durata di quarantotto minuti) andati in onda, ogni settimana, negli Stati Uniti tra il 13 settembre e il 6 dicembre 1974 (e rimontati anche in cinque tv movies) presentano nel loro cast anche Ron Harper (Virdon), James McNaughton (Burke), Booth Colman (Zaius) e Mark Lenard (Urko). La serie è apparsa, a più riprese, anche in Italia. Particolarmente importante, poi, è anche la serie animata &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Return to the Planet of the Apes&lt;/span&gt;. Andati in onda sulla Nbc, tra il 6 settembre 1975 e il 4 settembre dell’anno successivo, i cartoni animati del “Ciclo delle scimmie” vantano la produzione di veterani del settore come Fritz Freleng e David DePatie. Ma, nonostante ciò, il progetto va avanti soltanto per tredici episodi, ciascuno dalla durata di venticinque minuti.&lt;br /&gt;Anche l’universo dei comics, a metà anni Settanta, si interessa all’autentico fenomeno mediatico creato dalle celebri scimmie cinematografiche. Così, la Marvel Comics pubblica tra l’ottobre 1975 e il dicembre 1976 una serie, durata undici numeri, intitolata &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Adventures on the Planet of the Apes&lt;/span&gt;. Parte di questo materiale - realizzato dal collaudato team creativo composto da Doug Moench per i testi, George Tuska alle matite e Mike Esposito alle chine - vede la luce anche in Italia grazie all’Editoriale Corno, che ne pubblica i primi sei numeri in uno dei volumi trimestrali in bianco e nero della storica collana &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Superfumetti &lt;/span&gt;(il numero tre, per l’esattezza). Questi i titoli degli episodi editi nel nostro Paese: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il pianeta delle scimmie&lt;/span&gt;; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il mondo degli uomini in gabbia&lt;/span&gt;; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Caccia all’uomo&lt;/span&gt;; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il processo&lt;/span&gt;; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Nella zona proibita&lt;/span&gt;; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il segreto&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Sono sicuro, per concludere, che il successo del nuovo film interpretato da un sempre più bravo James Franco farà riaccendere la fiammella dell’attenzione su quelle che restano, comunque, le scimmie più celebri dell’immaginario fantastico planetario (magari assieme a King Kong).&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-7242979183950139009?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/7242979183950139009/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/10/ricordiamo-il-ciclo-del-pianeta-delle.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/7242979183950139009'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/7242979183950139009'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/10/ricordiamo-il-ciclo-del-pianeta-delle.html' title='RICORDIAMO IL CICLO DEL &quot;PIANETA DELLE SCIMMIE&quot;'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-4218576443924652971</id><published>2011-10-19T16:26:00.005+02:00</published><updated>2011-10-23T10:49:38.234+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eventi'/><title type='text'>IL NAPOLI FILM FESTIVAL PREMIA "IL LORO NATALE"</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Mattino&lt;/span&gt; - 19 ottobre 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono stati assegnati ieri sera, nel corso del galà conclusivo tenutosi nell’auditorium di Castel Sant’Elmo, i premi ai vincitori del Napoli Film Festival, la rassegna organizzata dall’associazione Napolicinema giunta quest’anno alla tredicesima edizione. La giuria del concorso internazionale Europa-Mediterraneo, composta dai produttori Simone Bachini, Emanuele Nespeca e Claudia Bedogni, ha premiato il &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-2oRSdnbNZbE/TqPUYjitTBI/AAAAAAAACJQ/Z_a3gg6eQPE/s1600/divaio.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 272px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-2oRSdnbNZbE/TqPUYjitTBI/AAAAAAAACJQ/Z_a3gg6eQPE/s400/divaio.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5666606274484980754" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;film israeliano &lt;span style="font-style: italic;"&gt;A cinque ore da Parigi&lt;/span&gt;, col quale il regista Leon Prudovsky racconta l’intensa e contrastata storia d’amore tra un uomo e una donna provenienti da contesti socio-culturali troppo diversi.&lt;br /&gt;Invece, i due concorsi di Schermo Napoli, per i documentari e per i cortometraggi, sono stati vinti, rispettivamente, dal poetico e durissimo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il loro Natale&lt;/span&gt;, diretto da Gaetano Di Vaio &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(nella foto, durante la premiazione)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; di Figli del Bronx sulla condizione esistenziale delle compagne dei detenuti di Poggioreale, e da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La colpa&lt;/span&gt; di Francesco Prisco, breve racconto sul tema dei pregiudizi razziali interpretato da Gianmarco Tognazzi e Teresa Saponangelo.&lt;br /&gt;Tra i documentari, inoltre, la giuria ha assegnato un riconoscimento per la migliore autoproduzione ad Antonio Longo per &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Midnight Bingo&lt;/span&gt;, mentre il premio &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Avanti&lt;/span&gt; - che prevede la distribuzione nel circuito culturale nazionale di Lab80 - è andato all’originale &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ageroland&lt;/span&gt; di Carlotta Cerquetti e il premio speciale della giuria a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Scena del crimine&lt;/span&gt; di Walter Stockman.  Nella sezione Corti, quindi, altri premi sono stati attribuiti a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Le storie che invento non le so raccontare&lt;/span&gt; di Francesco Lettieri (miglior autoproduzione), a Ferdinando Carcavallo per il suo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Travel Companions a colori&lt;/span&gt; (menzione speciale) e all’attrice Marina Cacciotti per &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La Currybonara&lt;/span&gt; di Ezio Maisto. Tra le scuole, infine, ha vinto il Liceo Scientifico “Emilio Segrè” di Marano col cortometraggio &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Non è mai troppo tardi&lt;/span&gt; di Salvatore Li Gatti; mentre il concorso FotoGrammi è andato ad Assunta D’Urzo con la foto intitolata &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ferie d’agosto&lt;/span&gt; ispirata al film &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Respiro&lt;/span&gt; di Emanuele Crialese.&lt;br /&gt;Ultimo protagonista del ciclo di lezioni “Parole di cinema”, coordinate da Augusto Sainati, è stato il regista napoletano Vincenzo Terracciano. “Sto terminando di montare - ha raccontato - la miniserie in due puntate &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Né con te né senza di te&lt;/span&gt; con Sabrina Ferilli nel ruolo di una brigantessa ai tempi della Repubblica romana, i 150 giorni più entusiasmanti dell’intero Risorgimento. Andrà in onda tra qualche mese su Rai Uno”. Il ritorno al cinema, invece, dovrà attendere ancora: “Ho quasi finito la sceneggiatura del mio nuovo film, che stavolta, però, non sarà ambientato a Napoli”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-4218576443924652971?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/4218576443924652971/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/10/il-napoli-film-festival-premia-il-loro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/4218576443924652971'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/4218576443924652971'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/10/il-napoli-film-festival-premia-il-loro.html' title='IL NAPOLI FILM FESTIVAL PREMIA &quot;IL LORO NATALE&quot;'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-2oRSdnbNZbE/TqPUYjitTBI/AAAAAAAACJQ/Z_a3gg6eQPE/s72-c/divaio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-3083336072122777390</id><published>2011-10-18T19:22:00.005+02:00</published><updated>2011-10-23T10:45:19.689+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visioni'/><title type='text'>AURELIO DE LAURENTIIS E L'AMORE PER IL CINEMA</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Mattino&lt;/span&gt; - 18 ottobre 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’amore di Aurelio De Laurentiis per il cinema è questione di eredità familiare, ma anche conseguenza di un profondo coinvolgimento personale che fin da bambino lo ha portato a eleggere come preferita proprio la settima arte. E domenica sera, in un auditorium di Castel Sant’Elmo gremito, il produttore cinematografico della Filmauro ha raccontato questa travolgente passione per l’universo delle immagini in movimento al pubblico del Napoli Film Festival, nel corso di un incontro intitolato &lt;span style="font-style: italic;"&gt;A tu per tu con il cinema del passato e il cinema del futuro&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Coerentemente con la form&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-L26LxjDa6G0/TqPT0ebUyyI/AAAAAAAACJE/1-AeOCvAvo0/s1600/dela.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 260px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-L26LxjDa6G0/TqPT0ebUyyI/AAAAAAAACJE/1-AeOCvAvo0/s400/dela.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5666605654636546850" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ula di queste chiacchierate serali condotte da Antonio Monda, De Laurentiis ha selezionato alcune sequenze di film amati, proiettate e poi commentate a caldo. Tre i classici scelti per l’occasione: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La strada&lt;/span&gt; di Federico Fellini, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Rashomon&lt;/span&gt; di Akira Kurosawa e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Spartacus&lt;/span&gt; di Stanley Kubrick. Il motivo, a suo dire, è semplice: “Dalle origini a oggi, la storia del cinema ha prodotto - spiega - tanti grandi registi. Ma, secondo me, soltanto tre autentiche star della regia: Fellini, Kurosawa e Kubrick. Ripercorrendo le loro filmografie, ho scelto proprio questi film perché, in due casi su tre, li ho conosciuti da bambino quando andavo a vedere i film dei grandi”.&lt;br /&gt;In particolare, il felliniano &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La strada&lt;/span&gt; suscita in De Laurentiis &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(qui, nella foto, durante la serata)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; tanti ricordi: “Il film, prodotto da mio zio Dino e Carlo Ponti, uscì nel 1954. All’epoca, io ero un bambino vivace e curioso - ricorda - che frequentava con assiduità quel set coloratissimo. Ero una specie di mascotte e non mi perdevo una sola ripresa. Per me, poi, quel set fu davvero speciale anche per un altro motivo: Fellini girò molte sequenze in un circo, quello della ditta Saltanò dalla quale deriva il nome dello Zampanò di Anthony Quinn; e per un bimbo della mia età stare lì era una cosa straordinaria”. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Rashomon&lt;/span&gt; restò subito impresso nella memoria del piccolo Aurelio: “Avevo quattro anni, quando lo vidi per la prima volta. Col senno di poi, quel film mi sembra perfetto per capire le differenze tra l’Italia di allora e quella odierna. Mentre oggi, infatti, si ricorre continuamente a termini inglesi, quasi vergognandosi di non conoscerli, all’epoca sui manifesti di quel capolavoro campeggiava il nome del grande Akira Kurosawa scritto con “ch” invece che con la lettera “k”, senza alcun imbarazzo”. Su &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Spartacus&lt;/span&gt;, uscito nel 1960 e visto già quasi da adolescente, il racconto di De Laurentiis è meno emotivo e più razionale: “Pur non essendo il miglior film di Kubrick, è un libello sulla libertà, con dialoghi incredibili scritti dal grande Dalton Trumbo, assurdamente perseguitato ai tempi del maccartismo nell’America degli anni Cinquanta. E poi, Kubrick mi è sempre piaciuto per come ha saputo coniugare il cinema di genere con l’approccio autoriale. Da parte mia, infatti, diffido di quei registi che non amano il cinema di genere e raccontano cose interessanti solo per se stessi”. L’escursione nella memoria si conclude col ricordo di due amici e maestri: “Pasquale Festa Campanile e Mario Monicelli sono quelli ai quali ero più affezionato. E, poi, il grande Mario è riuscito anche a farmi smettere di fumare”.&lt;br /&gt;Dai film del passato, la chiacchierata con Aurelio De Laurentiis si sposta sullo stato attuale e sulle prospettive future del cinema italiano e internazionale: “Oggi, produrre film in Italia ha costi folli, paragonabili a quelli di Hollywood, senza poter contare sulla medesima capacità di esportarli all’estero, anzitutto per motivi linguistici. Io stesso, con &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Manuale d’amore 3&lt;/span&gt; ho avuto difficoltà a vendere il film, nonostante la presenza di Robert De Niro, perché tutti gli attori, lui compreso, recitano in italiano”. Il futuro, non soltanto in Italia, è in modalità distributive differenti, che sappiano tener conto dell’accelerazione della fruibilità “derivante - conclude De Laurentiis - da Internet e dai social network. Serve la contemporaneità dell’uscita nei cinema, in pay tv e sul web; naturalmente con prezzi differenziati a seconda della piattaforma distributiva. In questo modo, tutti vedrebbero un film nuovo e l’industria farebbe ulteriori introiti rispetto alla sola uscita in sala. E una percentuale di questi maggiori incassi potrebbe essere data agli esercenti, per “proteggerli” dall’eventuale danno derivante dalla contemporanea presenza del film anche altrove”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-3083336072122777390?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/3083336072122777390/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/10/aurelio-de-laurentiis-e-lamore-per-il.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/3083336072122777390'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/3083336072122777390'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/10/aurelio-de-laurentiis-e-lamore-per-il.html' title='AURELIO DE LAURENTIIS E L&apos;AMORE PER IL CINEMA'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-L26LxjDa6G0/TqPT0ebUyyI/AAAAAAAACJE/1-AeOCvAvo0/s72-c/dela.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-5831669303151250835</id><published>2011-10-16T19:58:00.005+02:00</published><updated>2011-10-22T19:21:26.858+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visioni'/><title type='text'>PARLA PAOLO SORRENTINO, IL REGISTA DEL MOMENTO</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Mattino&lt;/span&gt; - 16 ottobre 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Paolo Sorrentino festeggia nella sua Napoli il clamoroso risultato al botteghino del nuovo film, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;This Must be the Place&lt;/span&gt;, che ha incassato nel primo giorno di programmazione ben 276mila euro in oltre 300 sale, primo nella classifica dei più visti in Italia. E la proiezione sull’intero week-end, a questo punto, potrebbe far superare il milione e mezzo di euro alla prima produzione internazionale del regista partenopeo, con Sean Penn nei panni di una ex rockstar in disarmo che attraversa gli Stati Uniti alla ricerca dell’anziano aguzzino nazista responsabile dei soprusi subiti dal padre durante la Seconda guerra mondiale. Oggi, dunque, Sorrentino &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(qui sotto, nella foto)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; saluterà gli spettatori napoletani alle 18.10 al cinema Filangieri, alle 20.20 all’America Hall (dove il film è programmato in versione originale) e alle 20.45 come ospite serale del Napoli Film Festival, dove racconterà i film della sua vita al pubblico presente all’Auditorium di Castel Sant’Elmo (e, dopo di lui, interverrà a sorpresa, sullo stesso tema, anche il produttore Aurelio De Laurentiis).&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Molte sue predilezioni &lt;span style="font-style: italic;"&gt;cinéphile&lt;/span&gt;, Sorrentino&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;s&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;o&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;no&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.alcinema.info/wp-content/uploads/sorrentino.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 460px; height: 276px;" src="http://www.alcinema.info/wp-content/uploads/sorrentino.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; confluite anche nel nuovo film?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“In realtà, io sono meno cinefilo di quanto si possa pensare guardando i miei lavori. E, anche nel caso di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;This Must be the Place&lt;/span&gt;, più che ispirarmi a film o autori specifici ho provato a rifarmi a un certo immaginario americano che mi affascina da sempre. Ovviamente, conosco quei film, americani o europei, che sono stati accostati al mio. Ho amato molto, per esempio, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Una storia vera&lt;/span&gt; di David Lynch, che considero un grandissimo cineasta. Ma, proprio per questo, mi sono imposto di non provare nemmeno a imitare o citare quelli che ritengo bravi, anche perché ho tentato di trovare uno sguardo e un approccio personali”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di quali film parlerà stasera al Napoli Film Festival?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Racconterò, innanzitutto, la mia passione trasversale per il cinema, ma anche per la musica. Ho scelto alcune sequenze di film che amo, come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Toro scatenato&lt;/span&gt; di Scorsese, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Non è un paese per vecchi&lt;/span&gt; dei fratelli Coen, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;8 ½&lt;/span&gt; di Fellini e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Voglia di tenerezza&lt;/span&gt; di Brooks. Ma questi sono soltanto alcuni tra i tanti possibili, poiché avrei potuto sceglierne 500 invece che soltanto quattro o cinque. Anche nei confronti della musica sono onnivoro e trasversale: mi piace ascoltare di tutto, alla ricerca di nuove scoperte e possibili sorprese. Nella colonna sonora di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;This Must be the Place&lt;/span&gt; ho fatto confluire il totale amore verso un idolo della mia adolescenza, David Byrne, che con i suoi Talking Heads mi ha sempre affascinato per la capacità di abbinare elementi popolari e sperimentali in una vena innovativa ma facilmente fruibile. Per me è stato un vero onore poter lavorare con lui a un progetto comune”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Non crede che il mix tra “alto” e “basso” e tra popolare e sperimentale sia una caratteristica anche del suo cinema?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“A me piace coniugare registri differenti, dal punto di vista stilistico e dei contenuti. Non voglio rivolgermi a una nicchia di pubblico, ma provo a essere popolare, naturalmente a modo mio, cioè senza utilizzare codici facili e mantenendomi coerente con me stesso. In tal senso, sono molto felice per gli ottimi risultati del primo giorno di programmazione”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La presenza di un divo come Sean Penn, l’ambientazione statunitense e il contesto produttivo internazionale potrebbero essere sufficienti per puntare a una candidatura agli Oscar?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Io ho fatto il film che volevo e il resto non m’interessa. Però, da questo punto di vista un distributore statunitense come Harvey Weinstein garantisce impegno e attenzione, anche perché ha mostrato una comprensione profonda del film e del mio sguardo sugli Stati Uniti”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Da Napoli al successo internazionale: com’è, oggi che vive e lavora altrove, il rapporto con la sua città?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“La mia è soltanto un’assenza fisica, perché continuo a essere molto attento alle cose partenopee. E, soprattutto, continuo a sentirmi intimamente napoletano. D’altra parte, i ricordi e gli affetti sono tanti, essendo io cresciuto in città, avendovi iniziato a fare cinema e, fondamentalmente, avendola vissuta in profondità per 37 anni. Stavolta ci torno con ancora più gioia perché, a causa della lavorazione del film, manco da un bel po’ di tempo”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-5831669303151250835?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/5831669303151250835/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/10/intervista-paolo-sorrentino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/5831669303151250835'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/5831669303151250835'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/10/intervista-paolo-sorrentino.html' title='PARLA PAOLO SORRENTINO, IL REGISTA DEL MOMENTO'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-4827730681025809197</id><published>2011-10-15T23:53:00.003+02:00</published><updated>2011-10-22T19:07:10.533+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visioni'/><title type='text'>A NAPOLI, PAOLO VIRZI' E I FILM DELLA SUA VITA</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Mattino&lt;/span&gt; - 15 ottobre 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’amore per il cinema, declinato coerentemente con le proprie traiettorie artistiche ed esistenziali e secondo le inclinazioni e predilezioni di ciascuno, è al centro del format degli ultimi tre “Incontri ravvicinati” del Napoli Film Festival 2011, che da stasera a lunedì (sempre alle 20.45) vedono protagonisti nell’Auditorium di Castel Sant’Elmo i registi Paolo Virzì (oggi) e Paolo Sorrentino (domani), l’attore Filippo Timi e un interprete-romanziere come Giorgio Faletti (entrambi lunedì). Questi incontri, moderati da Antonio Monda, riprendono la fortunata formula della manifestazione “I film della mia vita”, organizzata per qualche anno dalla scuola di cinema Pigrecoemme e dalla Mediateca Santa Sofia del Comune di Nap&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://cdn.ilcinemaniaco.com/wp-content/uploads/2011/01/Paolo-Virz%C3%AC.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 500px; height: 352px;" src="http://cdn.ilcinemaniaco.com/wp-content/uploads/2011/01/Paolo-Virz%C3%AC.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;oli con ottimi riscontri.&lt;br /&gt;Stasera, l’apertura è affidata a Paolo Virzì &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(nella foto)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;, il regista livornese di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ovosodo&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La prima cosa bella&lt;/span&gt;, erede della grande tradizione della commedia all’italiana più graffiante e calata nella società del proprio tempo. Però, in vista dell’appuntamento cinefilo di Castel Sant’Elmo, Virzì è destinato a sorprendere la platea napoletana con scelte inattese. “Ho risposto con entusiasmo all’invito di Antonio Monda - racconta il regista - indicandogli di getto una ventina di autori, più che semplici titoli, che istintivamente mi sono venuti in mente: da maestri del nostro cinema come Fellini, De Sica e Scola, a cineasti stranieri che amo molto come, per esempio, Scorsese. La mia passione per il cinema, infatti, è totalizzante e, per così dire, onnivora. E, dunque, anche la selezione fatta per il festival di Napoli segue questi criteri”.&lt;br /&gt;Gli spezzoni che accompagneranno la chiacchierata tra Virzì e il pubblico hanno un obiettivo semplice ma ambizioso: “Quello di trasmettere l’amore che ho per questa forma d’arte. Vorrei, però, che emergesse anzitutto il mio approccio da spettatore e da cinefilo, senza troppi riferimenti al lavoro di regista o alla mia produzione cinematografica. Magari, poi, proverò a spiegare qualche meccanismo del funzionamento di un film attraverso alcune particolari sequenze. E, in questa ottica, come esempio di straordinaria recitazione cinematografica farò vedere una magnifica scena con due grandi attori come Vittorio Gassman e Philippe Noiret, tratta da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La famiglia&lt;/span&gt; di Ettore Scola”.&lt;br /&gt;A Napoli, Virzì viene sempre molto volentieri. Ma stavolta ha una curiosità in più da soddisfare: “Dall’esterno, mi è sembrato di percepire un clima nuovo che si respira in città, dopo l’elezione di De Magistris come sindaco. Dunque, ci tenevo a vedere con i miei occhi se questa impressione rispondesse a realtà. E, poi, non vedo l’ora di fare una passeggiata domenicale mattutina tra i colori, i rumori e gli odori dell’autunno partenopeo”. Della città, il regista livornese apprezza anche il cinema e alcuni suoi autori: “Proprio prima di partire per Napoli sono stato all’anteprima del nuovo film di Paolo Sorrentino, un regista che, a proposito di gusti e predilezioni, apprezzo davvero molto. D’altra parte, il suo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;This Must be the Place&lt;/span&gt; mi sembrava un titolo da non perdere”. La toccata e fuga partenopea serve anche per staccare per qualche ora dai suoi futuri progetti: “Anche se, in effetti, sto semplicemente almanaccando su alcune idee interessanti, alla ricerca di quella giusta da poter portare fino in fondo”.&lt;br /&gt;Intanto, ieri mattina il protagonista di giornata delle lezioni “Parole di cinema”, cioè quel Gian Alfonso Pacinotti esordiente quest’anno in concorso a Venezia con &lt;span style="font-style: italic;"&gt;L’ultimo terrestre&lt;/span&gt; dopo una carriera da star del fumetto col nome d’arte Gipi, ha svelato qualche dettaglio del suo nuovo progetto cinematografico: “Ho firmato il contratto per il mio secondo film da regista proprio due giorni fa. Sarà tratto da una sceneggiatura originale e non da un fumetto come il precedente. Quasi certamente lo girerò ancora in Toscana, nuovamente con Gabriele Spinelli come protagonista. In quanto alla mia carriera da autore di fumetti, invece, credo che sia finita, perché non ho più la giusta ispirazione”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-4827730681025809197?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/4827730681025809197/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/10/napoli-paolo-virzi-e-i-film-della-sua.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/4827730681025809197'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/4827730681025809197'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/10/napoli-paolo-virzi-e-i-film-della-sua.html' title='A NAPOLI, PAOLO VIRZI&apos; E I FILM DELLA SUA VITA'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-221702431945867329</id><published>2011-10-14T23:52:00.006+02:00</published><updated>2011-10-22T19:01:51.517+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eventi'/><title type='text'>PROIEZIONI, OSPITI E MOSTRE AL NAPOLI FILM FESTIVAL</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Mattino&lt;/span&gt; - 13 ottobre 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tocca alla strana coppia formata da Maurizio Nichetti &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(nella foto)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; e Lino Banfi inaugurare oggi, nella cornice monumentale di Castel Sant’Elmo, al Vomero, la tredicesima edizione del Napoli Film Festival, l’ormai tradizionale rassegna cinematografica organizzata dall’associazione Napolicinema col supporto della Soprintendenza per il Polo museale. Infatti, il regista e attore di commedie visionarie come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Volere volare&lt;/span&gt; apre in mattinata (alle 10) la sezione “Parole di cinema” rivolta agli studenti dell’Università Suor Orsola Benincasa, mentre il popolarissimo comico pugliese tanto amato dal pubblico televisivo per il ruolo di nonno Libero in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Un medico in famiglia&lt;/span&gt; è protagonista alle 20.45 del primo “incontro ravvicinato” col pubblico dell’auditoriu&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.lastampa.it/redazione/cmssezioni/spettacoli/201007images/maurizio-nichetti01g.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 330px; height: 250px;" src="http://www.lastampa.it/redazione/cmssezioni/spettacoli/201007images/maurizio-nichetti01g.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;m, al quale racconterà la sua inimitabile carriera stuzzicato dalle domande del giornalista Fabrizio Corallo. Domani, poi, sarà il turno di Gipi - il fumettista pisano Gian Alfonso Pacinotti, esordiente alla regia con &lt;span style="font-style: italic;"&gt;L’ultimo terrestre&lt;/span&gt; - per le lezioni mattutine e di Alessandro Siani per gli incontri serali. E, nei giorni successivi, interverranno la documentarista Cecilia Mangini (il 15), Sergio Staino (17) e Vincenzo Terracciano (18) di mattina; e, moderati da Antonio Monda secondo la formula narrativa dei “film della vita”, Paolo Virzì (15), Paolo Sorrentino (16), Filippo Timi e Giorgio Faletti (entrambi il 17) in serata.&lt;br /&gt;Detto degli ospiti, però, va evidenziato come il Napoli Film Festival 2011 proponga da oggi a martedì ben 103 film - tra corti, documentari e lungometraggi di finzione - proiettati nel corso di sei giornate piuttosto intense tra l’auditorium e le altre sale allestite all’interno del castello vomerese. Molto attesa è la retrospettiva di nove titoli di un maestro come il russo Andreij Tarkovskij, mentre saranno come al solito affollate le proiezioni delle diverse sezioni competitive di Schermo Napoli, dedicate alle sperimentazioni dei cineasti partenopei di domani e formate da 42 cortometraggi, 20 documentari e 17 corti scolastici. Altre sorprese squisitamente cinéphile, quindi, potrebbero arrivare dal concorso Europa Mediterraneo, che quest’anno propone sette film inediti in Italia, dalla commedia israeliana &lt;span style="font-style: italic;"&gt;A cinque ore da Parigi&lt;/span&gt; all’erotismo dello sloveno &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Detto tra noi&lt;/span&gt; al divertimento puro del francese &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dernier etage, gauche, gauche&lt;/span&gt;. “Abbiamo cercato alcune chicche delle cinematografie del Mediterraneo e dei Paesi dell’Est - sottolinea il direttore artistico Mario Violini - proprio per stimolare la curiosità degli spettatori, che magari potranno imbattersi in piccoli gioielli sconosciuti”.&lt;br /&gt;Nel denso cartellone del Napoli Film Festival ci sono anche nomi già noti come il regista di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Là-Bas&lt;/span&gt;, Guido Lombardi, presente col corto &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Vomero Travel&lt;/span&gt;; oppure Romano Montesarchio (col documentario &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Arapha, la ragazza dagli occhi bianchi&lt;/span&gt;), Gaetano Di Vaio (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il loro Natale&lt;/span&gt;), Giuseppe Gaudino e Isabella Sandri (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Per questi stretti morire&lt;/span&gt;), Carlo Luglio (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Radici&lt;/span&gt;). Ma nei vari concorsi sono presenti anche tanti esordienti o giovani filmaker, come per esempio il duo Alessandro De Vivo e Ivano Di Natale dell’interessante corto &lt;span style="font-style: italic;"&gt;The Story of a Mother&lt;/span&gt;, la Carlotta Cerquetti del documentario &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ageroland&lt;/span&gt;, l’Antonio Longo della video-inchiesta &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Una storia invisibile&lt;/span&gt; e di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Midnight Bingo&lt;/span&gt; prodotti dalla scuola di cinema Pigrecoemme, il Francesco Cavaliere di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(R)esistenza&lt;/span&gt;, la Francesca Bonfim Bandiera dell’originale &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Quantum, la gotica commedia partenopea&lt;/span&gt;. Completano il programma le proiezioni di alcune messe in scena teatrali del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Museum&lt;/span&gt; di Renato Carpentieri, due convegni sui rifiuti (in collaborazione col Marano Spot Festival e con Legambiente Campania) e sullo scenario produttivo (moderato dal presidente della Film Commission Regione Campania, Valerio Caprara) e le mostre &lt;span style="font-style: italic;"&gt;I volti del Napoli Film Festival&lt;/span&gt; di Francesco Esposito, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Castello d’Irpinia - Set cinematografici tra natura e storia&lt;/span&gt; di Giuseppe Ottaiano, la collettiva &lt;span style="font-style: italic;"&gt;FotoGrammi&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Orbita Ellittica&lt;/span&gt; di Ferruccio Orioli e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Wormhole - Buco di verme&lt;/span&gt; di Alessandro Cocchia.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-221702431945867329?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/221702431945867329/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/10/proiezioni-ospiti-e-mostre-al-napoli.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/221702431945867329'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/221702431945867329'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/10/proiezioni-ospiti-e-mostre-al-napoli.html' title='PROIEZIONI, OSPITI E MOSTRE AL NAPOLI FILM FESTIVAL'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-961971887537532524</id><published>2011-10-12T23:56:00.002+02:00</published><updated>2011-10-22T18:53:00.179+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tivvù'/><title type='text'>ALESSANDRO PREZIOSI NOVELLO MONTECRISTO...</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Mattino&lt;/span&gt; - 12 ottobre 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Interpretare un personaggio liberamente ispirato a Edmond Dantès, il protagonista del celebre romanzo di Alexandre Dumas &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il conte di Montecristo&lt;/span&gt;, è sempre un’esperienza piacevole per un attore come il napoletano Alessandro Preziosi, che con i classici ha una frequentazione regolare sui palcoscenici teatrali. Ed è stato proprio lo spessore del suo personaggio a fargli accettare di recitare nella fiction di Canale 5 &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Un amore e una vendetta&lt;/span&gt;, che da stasera per otto mercoledì fa rivivere le suggestioni del romanzo popolare ottocentesco, attualizzandole nella Trieste di oggi. Qui, il matrimonio di Laura (Anna Valle) e Marco (Lorenzo Flaherty) viene interrotto dal ritrovamento dei resti di una donna sulla spiaggia della villa di famiglia, nonostante Alberto (Ray Lovelock), il filantropo e ricchissimo armatore padre della sposa, abbia fatto di tutto per organizzare le nozze perfette. A questo punto, sbucato quasi dal nulla, entra in scena l’inquietante uomo d’affari interpretato da Alessandro Preziosi.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Come descriverebbe il suo pe&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://cinetvmania.it/wp-content/uploads/2011/10/Alessandro-Preziosi-Un-amore-e-una-vendetta.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://cinetvmania.it/wp-content/uploads/2011/10/Alessandro-Preziosi-Un-amore-e-una-vendetta.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;rsonaggio, Preziosi?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Interessante e misterioso. Insomma, il classico eroe da romanzo popolare. Si chiama Lorenzo Bermann e sembra arrivare dal nulla, mosso da una incrollabile sete di vendetta. Il suo bisogno di vendicarsi, però, è comprensibile, perché dodici anni prima tre suoi presunti amici gli hanno portato via tutto: i sogni, la donna che amava, il futuro. Lo scopo di Lorenzo, dunque, è scoprire chi sia tra loro il vero colpevole, anche se man mano che la trama si sviluppa capirà che forse le cose non sono andate come lui immaginava. La storia prende sempre più respiro, proprio come in un mélo: e lui, da uomo gelido col cuore privo di emozioni, cambia e torna sui suoi passi. Fino a riprendersi l’amore, l’amicizia, la vita: tutto ciò che aveva perduto in passato e che non ha intenzione di perdere ancora”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In che modo si è posto nei confronti del classico letterario di Dumas?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Il personaggio di Edmond Dantès lo conosco bene e, anzi, l’ho utilizzato come ispirazione anche ai tempi di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Elisa di Rivombrosa&lt;/span&gt;. Comunque, nel caso di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Un amore e una vendetta&lt;/span&gt; l’ispirazione è piuttosto libera, anche perché molti temi sono tipici di tutta la grande letteratura popolare. In ogni caso, pur essendo ovviamente imparagonabili tra loro il romanzo e la nostra fiction, sono molto soddisfatto del risultato e penso che il pubblico rimarrà affascinato dai grandi sentimenti e dall’umanità dei vari personaggi. Certo, se qualcuno dovesse scoprire &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il conte di Montecristo&lt;/span&gt; dopo aver visto la nostra serie, sarei ancora più felice”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Com’è stato, sul set, il rapporto con gli altri interpreti?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Molto buono, anche perché siamo riusciti a creare un’atmosfera intima che ha contribuito al nostro affiatamento. Con Anna Valle si è creata un’ottima intesa, anche perché tutti e due eravamo molto coinvolti: per entrare meglio nei rispettivi personaggi, infatti, è stato decisivo il fatto che entrambi fossimo genitori. Però, mi sono trovato benissimo anche con Lorenzo Flaherty e Ray Lovelock”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La lavorazione di questa fiction, comunque, non le ha fatto certo trascurare il teatro e il cinema. Quali sono i suoi impegni attuali?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Proprio ieri sera, ho recitato un testo su San Filippo Neri a Saluzzo, in Piemonte. Però, nei prossimi mesi mi dedicherò a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Cyrano de Bergerac&lt;/span&gt;, una grossa produzione teatrale con la quale sarò in tournée, anche a Napoli, dall’inizio dell’anno. E poi, sono curiosissimo di vedermi nel nuovo film di Pappi Corsicato, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il volto di un’altra&lt;/span&gt;, nel quale ho il ruolo di un chirurgo plastico che, assieme alla moglie interpretata da Laura Chiatti, si muove in uno scenario grottesco e amaro impregnato dell’ossessione contemporanea per l’immagine e la bellezza a tutti i costi”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-961971887537532524?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/961971887537532524/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/10/alessandro-preziosi-novello-montecristo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/961971887537532524'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/961971887537532524'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/10/alessandro-preziosi-novello-montecristo.html' title='ALESSANDRO PREZIOSI NOVELLO MONTECRISTO...'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-5520300771776226413</id><published>2011-10-08T20:49:00.003+02:00</published><updated>2011-10-22T18:47:54.174+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eventi'/><title type='text'>INIZIA GIOVEDI' IL NAPOLI FILM FESTIVAL 2011</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Mattino&lt;/span&gt; - 8 ottobre 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In un’ideale staffetta cinefila, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Venezia a Napoli: il cinema esteso&lt;/span&gt; dà il cambio al Napoli Film Festival. Infatti, se ieri sera s’è conclusa la rassegna promossa dal Comune di Napoli e dalla Biennale di Venezia, con un bilancio estremamente positivo in termini di risposta del pubblico e di qualità dei film proposti, giovedì inizia la tredicesima edizione del festival organizzato dall’associazione Napolicinema col supporto della Soprintendenza per il Polo museale. Così, gli appassionati napoletani potranno godersi, fino a martedì 18, altre sei intense giornate di cinema, nella tradizionale sede vomerese di Castel Sant’Elmo.&lt;br /&gt;Il Napoli Film Festival 2011, dunque, proporrà i consueti incontri ravvicinati serali con alcuni protagonisti del cinema italiano, le lezioni filmiche mattutine rivolte agli studenti dell’Università Suor Orsola Benincasa, una retrospettiva completa del grande cinema del maestro russo Andrej Tarkovskij, le proiezioni internazionali della sezione Europa Mediterraneo e i concorsi di Schermo Napoli, suddivisi nelle sezioni Corti, Documentari e Scuola. Due, inoltre, le iniziative collaterali: il concorso di fotografia cinéphile &lt;span style="font-style: italic;"&gt;FotoGrammi&lt;/span&gt; e la mostra &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Wormhole - Buco di verme&lt;/span&gt; dell’artista napoletano Alessandro Cocchia.&lt;br /&gt;I sei protagonisti italiani degli incontri ravvicinati saranno Lino Banfi (giovedì 13), Alessandro Siani (venerdì 14), Paolo Virzì (sabato 15), Paolo Sorrentino (domenica 16) e Filippo Timi con Giorgio Faletti (entrambi lunedì 17). Ciascuno di loro si racconterà al pubblico del festival, nel corso di una serie di faccia a faccia serali che, negli scorsi anni, sono sempre stati molto apprezzati dagli appassionati napoletani. Dopo gli incontri con Banfi e Siani, i successivi si svilupperanno secondo la formula dei “film della vita”, con ogni ospite che svelerà le proprie predilezioni cinefile oltre a soffermarsi sul suo lavoro. Altri cinque ospiti, poi, saranno al centro del ciclo di lezioni mattutine “Parole di cinema”: cinque incontri con gli studenti di storia del cinema del Suor Orsola, per capire “dall’interno” come nasce e si sviluppa un progetto filmico. Protagonisti delle varie lezioni, coordinate da Augusto Sainati, saranno Maurizio Nichetti (il 13), Gipi (14), Cecilia Mangini (15), Sergio Staino (17) e Vincenzo Terracciano (18).&lt;br /&gt;Particolarmente attesa, infine, è la sezione competitiva Schermo Napoli, dedicata ai giovani filmaker attivi sulla scena partenopea e del resto della regione. In totale, si contenderanno i vari premi 42 cortometraggi e 20 documentari. Tra i registi presenti ci sono anche nomi già noti come il Guido Lombardi di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Là-Bas&lt;/span&gt;, presente col corto &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Vomero Travel&lt;/span&gt;, oppure documentaristi come Romano Montesarchio (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Arapha, la ragazza dagli occhi bianchi&lt;/span&gt;), Gaetano Di Vaio (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il loro Natale&lt;/span&gt;), Giuseppe Gaudino e Isabella Sandri (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Per questi stretti morire&lt;/span&gt;), Carlo Luglio (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Radici&lt;/span&gt;). Completa il denso programma la sezione di Schermo Napoli rivolta alle scuole, nella quale si vedranno 19 corti realizzati dagli studenti campani.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-5520300771776226413?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/5520300771776226413/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/10/inizia-giovedi-il-napoli-film-festival.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/5520300771776226413'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/5520300771776226413'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/10/inizia-giovedi-il-napoli-film-festival.html' title='INIZIA GIOVEDI&apos; IL NAPOLI FILM FESTIVAL 2011'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-6867172347583196770</id><published>2011-10-07T09:59:00.004+02:00</published><updated>2011-10-07T10:05:55.506+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visioni'/><title type='text'>FRANCESCO PATIERNO: UN DOCUMENTARIO SU FIORAVANTI</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Mattino&lt;/span&gt; - 7 ottobre 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La chiusura di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Venezia a Napoli: il cinema esteso&lt;/span&gt;, la rassegna gratuita organizzata dal Comune di Napoli e dalla Biennale di Venezia, è affidata a una selezione di documentari all’Astra (dalle 20) e, soprattutto, a Francesco Patierno &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(qui sotto, in una foto sul set)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;, il quarantasettenne regista napoletano del quale è appena uscito in libreria il bel documentario &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Giusva - La vera storia di Valerio Fioravanti&lt;/span&gt;, sulla controversa figura del terrorista nero dei Nuclei armati rivoluzionari condannato per la strage alla stazione di Bologna (edito da Sperling &amp;amp; Kupfer, cofanetto con dvd e libro di 120 pagine a 19 euro). Patierno presenta all’auditorium di Scampia, alle 19, il suo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Cose dell’altro mondo&lt;/span&gt;, film che già ieri sera è stato proiettato con grande successo al cinema Pierrot di Ponticelli.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.screenweek.it/2011/3/14/cose-dellaltro-mondo-francesco-patierno-foto-dal-set-4_mid.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 640px; height: 427px;" src="http://static.screenweek.it/2011/3/14/cose-dellaltro-mondo-francesco-patierno-foto-dal-set-4_mid.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Che valore hanno per lei, Patierno, queste proiezioni in periferia a Ponticelli e Scampia?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Sono molto importanti. La cosa alla quale tengo di più, infatti, è comunicare col pubblico. E mi sembra che in questi contesti, spesso molto più giovani rispetto ai quartieri del centro, vi sia maggiore capacità e possibilità di attivare forme di comunicazione. Per questo, anche stasera a Scampia mi aspetto osservazioni geniali da parte dei tanti ragazzi che mi auguro di vedere in sala”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Anche perché il suo film, che affronta un tema come il razzismo in maniera originalissima, si presta a essere interpretato dal pubblico.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Con &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Cose dell’altro mondo&lt;/span&gt; mi sono posto una domanda paradossale: cosa succederebbe se una mattina, di punto in bianco, tutti gli extracomunitari svanissero dall’Italia? E, attraverso una commedia non convenzionale, ho provato a sviluppare questo spunto surreale nel contesto realistico della cittadina veneta dove interagiscono i protagonisti Diego Abatantuono, Valerio Mastandrea e Valentina Lodovini. Tuttavia, poiché non amo indirizzare lo spettatore, ho pensato a un finale che lo lasciasse libero di risolvere a modo suo il paradosso di partenza”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Come sono i risultati al box office?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Sono particolarmente contento, perché pur essendo uscito a inizio settembre e di sabato invece che di venerdì e nonostante una contrazione complessiva degli incassi in sala pari al 40 per cento, finora abbiamo incassato più di un milione e mezzo di euro, con gradimento altissimo da parte degli spettatori. Tra l’altro, il film continua a girare per festival e, a fine ottobre, sarà in concorso a Tokyo, in quella che è la più importante rassegna asiatica”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Da qualche giorno è in libreria il cofanetto col suo documentario su Fioravanti. Di che si tratta?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“E’ un progetto al quale tengo tantissimo e che cercavo di realizzare da anni. Per un periodo, ho anche provato a fare un film di finzione su Valerio Fioravanti, ma senza successo. Comunque, credo di aver affrontato questo pezzo di storia italiana in maniera equilibrata, senza edulcorare il passato ma cercando di inserire i personaggi nel contesto di estrema violenza degli anni Settanta italiani: un periodo di particolare ferocia che i ragazzini di oggi quasi non conoscono”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In che modo ha strutturato il racconto?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Sono partito dalla consapevolezza di come Valerio Fioravanti fosse il terrorista più noto d’Italia, grazie anche ai suoi trascorsi da attore bambino in un popolare sceneggiato Rai come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La famiglia Benvenuti&lt;/span&gt;. Così, ho deciso di utilizzare proprio alcuni spezzoni di questa serie del 1969, inserendoli in un contesto che rimandasse a ciò che Fioravanti sarebbe diventato dieci anni dopo. E, addirittura, ho montato alcune sequenze contenenti i dialoghi di quel bambino bello e perfettino usandole come se la famiglia Benvenuti della tv fosse la vera famiglia di Fioravanti. Il libro allegato al dvd contiene un mio saggio e altri tre di Andrea Colombo, Nicola Rao e Luca Telese. Oltre all’uscita in libreria, il documentario sarà proiettato in alcuni festival e poi approderà in televisione: all’estero lo hanno già richiesto la Bbc e in Norvegia e Danimarca”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;I suoi film successivi al folgorante esordio &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pater familias&lt;/span&gt; sono girati lontano da Napoli. Pensa mai di tornare a fare cinema nella sua città?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Ci penso spesso e, anzi, sto concretamente lavorando per un mio prossimo ritorno a Napoli molto forte”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-6867172347583196770?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/6867172347583196770/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/10/francesco-patierno-un-documentario-su.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/6867172347583196770'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/6867172347583196770'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/10/francesco-patierno-un-documentario-su.html' title='FRANCESCO PATIERNO: UN DOCUMENTARIO SU FIORAVANTI'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-1104411776675182767</id><published>2011-10-07T09:11:00.004+02:00</published><updated>2011-10-07T09:23:11.524+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='reallife'/><title type='text'>IL FILM SULLA NASCITA DEL MITO DI STEVE JOBS</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Steve il sognatore contro Bill il razionale. Da una parte l'eccentrico e anticonformista fondatore della Apple Computer, dall'altra il freddo e concreto padre della Microsoft. E' &lt;span style="font-style: italic;"&gt;I pirati della Silicon Valley&lt;/span&gt;, film americano del 1999, che racconta, in forma romanzata, la rivalità tra Jobs e Gates, agli albori della Silicon Valley. Pensato per la tv americana, è diretto da Martyn Burke e vede Noah Wyle, il popolare dottor Carter di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;E.R.&lt;/span&gt;, nei panni di Steve Jobs e Anthony Michael Hall in quelli di Bill Gates.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-ymQmxrmXpn4/To6ngQib1EI/AAAAAAAACIg/EpLJiwwj-88/s1600/1317913495740_Pirates_of_Silicon_Valley%2528movie_wallpaper_pictures_photo_pics_poster%2529I_pirati_di_Silicon_4.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 270px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-ymQmxrmXpn4/To6ngQib1EI/AAAAAAAACIg/EpLJiwwj-88/s400/1317913495740_Pirates_of_Silicon_Valley%2528movie_wallpaper_pictures_photo_pics_poster%2529I_pirati_di_Silicon_4.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5660645954288342082" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il film, come più volte dichiarato dal regista, non ha mai aspirato a essere una biografia dei personaggi rappresentati. Ma, a detta di Steve Wozniak, uno dei protagonisti, i ritratti e gli eventi narrati sono abbastanza affidabili. Nel giorno della scomparsa di Jobs, però, il film torna prepotentemente alla ribalta grazie a un aneddoto accaduto al Macworld Expo nell'anno di uscita della pellicola, l'ormai lontano 1999.&lt;br /&gt;A mettere in piedi la scenetta sono stati lo stesso Jobs e Noah While, l'attore che lo interpretava sul set. A presentarsi sul palco per presentare le novità Apple fu proprio quest'ultimo. Solo in un secondo momento saltò fuori dalle quinte il vero Jobs, tra applausi e ilarità del pubblico. "E' un me migliore di me", commentò allora il fondatore di Apple, per nulla infastidito dalla sua rappresentazione cinematografica. "Arrabbiato io? - ha risposto allora alla provocazione dell'attore - E' solo un film. Ma se proprio vuoi mettere a posto le cose potresti farmi avere una piccola parte in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;E.R.&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;La pellicola e' tratta dal libro &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fire in the Valley&lt;/span&gt;, di Paul Freiberger e Michael Swaine. A narrare la storia sono i "numeri due" dei due colossi dell'informatica: Steve Wozniak, co-fondatore di Apple e Steve Ballmer, suo omologo sul fronte Microsoft.&lt;br /&gt;In un arco di tempo compreso tra il 1976 e il 1984 viene descritta, anche se con diverse "libertà", la nascita del "mito" Apple, dai primi esperimenti nel garage di Jobs al successo dei computer della mela. Sull'altro fronte Gates riesce a convincere Ibm a istallare il suo sistema operativo, l'Ms-Dos, nei personal computer, macchine che "Big Blue" aveva creato quasi per caso senza pensare potessero avere un futuro.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Fonte: &lt;a href="http://www.ansa.it/web/notizie/photostory/spettacolo/2011/10/06/visualizza_new.html_675132861.html?idPhoto=2"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ansa&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="480" width="640"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/TIClAanU7Os?version=3&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/TIClAanU7Os?version=3&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="480" width="640"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-1104411776675182767?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/1104411776675182767/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/10/il-film-sulla-nascita-del-mito-di-steve.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/1104411776675182767'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/1104411776675182767'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/10/il-film-sulla-nascita-del-mito-di-steve.html' title='IL FILM SULLA NASCITA DEL MITO DI STEVE JOBS'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-ymQmxrmXpn4/To6ngQib1EI/AAAAAAAACIg/EpLJiwwj-88/s72-c/1317913495740_Pirates_of_Silicon_Valley%2528movie_wallpaper_pictures_photo_pics_poster%2529I_pirati_di_Silicon_4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-2874345518660837253</id><published>2011-10-06T23:57:00.003+02:00</published><updated>2011-10-07T09:59:12.805+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visioni'/><title type='text'>LA NAPOLI MITOLOGICA DI LUGLIO &amp; GRAGNANIELLO</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Mattino&lt;/span&gt; - 6 ottobre 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Radici&lt;/span&gt; di Carlo Luglio &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(qui sotto, una scena) &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;con Enzo Gragnaniello viene proiettato nell’ambito di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Venezia a Napoli: il cinema esteso&lt;/span&gt; alle 20.30 al Martos Metropolitan, seguito da un concerto dello stesso Gragnaniello con i Sud Express (ingresso a 5 euro per l’inte&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.napoliurbanblog.com/wp-content/uploads/2011/09/radici4-460x250.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 460px; height: 250px;" src="http://www.napoliurbanblog.com/wp-content/uploads/2011/09/radici4-460x250.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ra serata).&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Luglio, da quali esigenze nasce questo film&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Dal desiderio di valorizzare un’altra Napoli, quella del mito e della storia, capace di attraversare i millenni come un’entità viva. Per farlo, mi è sembrata perfetta la guida musicale di un interprete sanguigno e quasi sciamanico come Gragnaniello, in grado di interpretare le svariate anime delle nostre radici: quella lunare, quella solare e quella popolare”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Come ha strutturato questo viaggio cine-musicale?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Come una sorta di itinerario ondivago, nel quale Toni Cercola ha il ruolo di un bizzarro e trasognato Virgilio, che fa da guida al viandante Gragnaniello in luoghi dell’anima come l’Antro della Sibilla a Cuma, il Castello di Baia, la Casina vanvitelliana del Fusaro, la Solfatara, il Tempio di Mercurio, la Piscina Mirabilis, l’Arenile di Bagnoli, i Quartieri spagnoli, il Maschio Angioino. Così, attraverso una serie di incontri con altri artisti e con questi luoghi senza tempo, lo spettatore sente riaffiorare il meglio della tradizione musicale e iconografica partenopea”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nel film c’è spazio anche per la Napoli più quotidiana?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Ci sono tante sequenze a casa di Gragnaniello e in studio di registrazione, mentre lui esegue alcuni brani con i Sud Express. E, assieme alla direttrice della fotografia Francesca Amitrano, ho elaborato differenti toni e colori per differenziare queste parti da quelle più “magico-mitologiche”, quasi virate nel giallo millenario del tufo”.&lt;br /&gt;Il resto del programma odierno di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Venezia a Napoli&lt;/span&gt; propone al cinema La Perla, dalle 19.30, il documentario &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Tahrir 2011&lt;/span&gt; sulle rivolte egiziane di pochi mesi fa e, alle 21.30, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Summer Games&lt;/span&gt; di Rolando Colla con Antonio Merone (presente in sala); al Modernissimo, alle 20.30, il film spagnolo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Eva&lt;/span&gt; di Kike Maillo; al Pierrot alle 21 &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Cose dell’altro mondo&lt;/span&gt; di Francesco Patierno.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-2874345518660837253?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/2874345518660837253/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/10/la-napoli-mitologica-di-luglio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/2874345518660837253'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/2874345518660837253'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/10/la-napoli-mitologica-di-luglio.html' title='LA NAPOLI MITOLOGICA DI LUGLIO &amp; GRAGNANIELLO'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-501856482963022908</id><published>2011-10-06T10:16:00.005+02:00</published><updated>2011-10-07T09:30:16.240+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='reallife'/><title type='text'>BYE BYE STEVE JOBS (1955-2011) AND THANK YOU FOR ALL...</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="480" width="640"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/oObxNDYyZPs?version=3&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/oObxNDYyZPs?version=3&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="480" width="640"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ecco, qui di seguito, il testo integrale del "mitico" discorso pronunciato da Steve Jobs alla Stanford University di Palo Alto il 12 giugno 2005.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sono onorato di essere qui con voi oggi, nel giorno della vostra laurea presso una delle migliori università del mondo. Io non mi sono mai laureato. A dir la verità, questa è l’occasione in cui mi sono di più avvicinato a un conferimento di titolo accademico. Oggi voglio raccontarvi tre episodi della mia vita. Tutto qui, nulla di speciale. Solo tre storie.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La prima storia parla di “unire i puntini”. Ho abbandonato gli studi al Reed College dopo sei mesi, ma vi sono rimasto come imbucato per altri diciotto mesi, prima di lasciarlo definitivamente. Allora perché ho smesso? Tutto è cominciato prima che io nascessi. La mia madre biologica era laureanda ma ragazza-madre, decise perciò di darmi in adozione. Desiderava ardentemente che io fossi adottato da laureati, così tutto fu approntato affinché ciò avvenisse alla mia nascita da parte di un avvocato e di sua moglie. All’ultimo minuto, appena nato, questi ultimi decisero che avrebbero preferito una femminuccia. Così quelli che poi sarebbero diventati i miei “veri” genitori, che allora si trovavano in una lista d’attesa per l’adozione, furono chiamati nel bel mezzo della notte e venne chiesto loro: “Abbiamo un bimbo, un maschietto, ‘non previsto’; volete adottarlo?”. Risposero: “Certamente”. La mia madre biologica venne a sapere successivamente che mia mamma non aveva mai ottenuto la laurea e che mio padre non si era mai diplomato: per questo si rifiutò di firmare i documenti definitivi per l’adozione. Tornò sulla sua decisione solo qualche mese dopo, quando i miei genitori adottivi le promisero che un giorno sarei andato all’università. Infine, diciassette anni dopo ci andai. Ingenuamente scelsi un’università che era costosa quanto Stanford, così tutti i risparmi dei miei genitori sarebbero stati spesi per la mia istruzione accademica. Dopo sei mesi, non riuscivo a comprenderne il valore: non avevo idea di cosa avrei fatto nella mia vita e non avevo idea di come l’università mi avrebbe aiutato a scoprirlo. Inoltre, come ho detto, stavo spendendo i soldi che i miei genitori avevano risparmiato per tutta la vita, così decisi di abbandonare, avendo fiducia che tutto sarebbe andato bene lo stesso. Ok, ero piuttosto terrorizzato all’epoca, ma guardandomi indietro credo sia stata una delle migliori decisioni che abbia mai preso. Nell’istante in cui abbandonai potei smettere di assistere alle lezioni obbligatorie e cominciai a seguire quelle che mi sembravano interessanti.&lt;/span&gt;&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Non era tutto così romantico al tempo. Non avevo una stanza nel dormitorio, perciò dormivo sul pavimento delle camere dei miei amici; portavo indietro i vuoti delle bottiglie di coca-cola per raccogliere quei cinque cent di deposito che mi avrebbero permesso di comprarmi da mangiare; ogni domenica camminavo per sette miglia attraverso la città per avere l’unico pasto decente nella settimana presso il tempio Hare Krishna. Ma mi piaceva. Gran parte delle cose che trovai sulla mia strada per caso o grazie all’intuizione in quel periodo si sono rivelate inestimabili più avanti. Lasciate che vi faccia un esempio: il Reed College a quel tempo offriva probabilmente i migliori corsi di calligrafia del paese. Nel campus ogni poster, ogni etichetta su ogni cassetto, erano scritti in splendida calligrafia. Siccome avevo abbandonato i miei studi ‘ufficiali’ e pertanto non dovevo seguire le classi da piano studi, decisi di seguire un corso di calligrafia per imparare come riprodurre quanto di bello visto là attorno. Ho imparato dei caratteri serif e sans serif, a come variare la spaziatura tra differenti combinazioni di lettere, e che cosa rende la migliore tipografia così grande. Era bellissimo, antico e così artisticamente delicato che la scienza non avrebbe potuto ‘catturarlo’, e trovavo ciò affascinante.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Nulla di tutto questo sembrava avere speranza di applicazione pratica nella mia vita, ma dieci anni dopo, quando stavamo progettando il primo computer Macintosh, mi tornò utile. Progettammo così il Mac: era il primo computer dalla bella tipografia. Se non avessi abbandonato gli studi, il Mac non avrebbe avuto multipli caratteri e font spazialmente proporzionate. E se Windows non avesse copiato il Mac, nessun pc ora le avrebbe. Se non avessi abbandonato, se non fossi incappato in quel corso di calligrafia, i computer oggi non avrebbero quella splendida tipografia che ora possiedono. Certamente non era possibile all’epoca “unire i puntini” e avere un quadro di cosa sarebbe successo, ma tutto diventò molto chiaro guardandosi alle spalle dieci anni dopo. Vi ripeto, non potete sperare di unire i puntini guardando avanti, potete farlo solo guardandovi alle spalle: dovete quindi avere fiducia che, nel futuro, i puntini che ora vi paiono senza senso possano in qualche modo unirsi nel futuro. Dovete credere in qualcosa: il vostro ombelico, il vostro karma, la vostra vita, il vostro destino, chiamatelo come volete… Questo approccio non mi ha mai lasciato a terra, e ha fatto la differenza nella mia vita.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La mia seconda storia parla di amore e di perdita. Fui molto fortunato – ho trovato cosa mi piacesse fare nella vita piuttosto in fretta. Io e Woz fondammo la Apple nel garage dei miei genitori quando avevo appena vent’anni. Abbiamo lavorato duro, e in dieci anni Apple è cresciuta […] sino ad una compagnia da due miliardi di dollari con oltre quattromila dipendenti. Avevamo appena rilasciato la nostra migliore creazione – il Macintosh – un anno prima, e avevo appena compiuto trent’anni… quando venni licenziato. Come può una persona esser licenziata da una società che ha fondato? Beh, quando Apple si sviluppò assumemmo una persona – che pensavamo di grande talento – per dirigere la compagnia con me, e per il primo anno le cose andarono bene. In seguito però le nostre visioni sul futuro cominciarono a divergere finché non ci scontrammo. Quando successe, il nostro consiglio di amministrazione si schierò con lui. Così a trent’anni ero a spasso. E in maniera plateale. Ciò che aveva focalizzato la mia intera vita adulta non c’era più, e tutto questo fu devastante.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Non avevo la benché minima idea di cosa avrei fatto, per qualche mese. Sentivo di aver tradito la precedente generazione di imprenditori, che avevo lasciato cadere il testimone che mi era stato passato. Mi incontrai con David Packard e Bob Noyce e provai a scusarmi per aver mandato all’aria tutto così malamente: era stato un vero fallimento pubblico, e arrivai addirittura a pensare di andarmene dalla Silicon Valley. Ma qualcosa cominciò a farsi strada dentro me: amavo ancora quello che avevo fatto, e ciò che era successo alla Apple non aveva cambiato questo di un nulla. Ero stato rifiutato, ma ero ancora innamorato. Così decisi di ricominciare. Non potevo accorgermene allora, ma venne fuori che essere licenziato dalla Apple era la cosa migliore che mi sarebbe potuta capitare. La pesantezza del successo fu sostituita dalla soavità di essere di nuovo un iniziatore, mi rese libero di entrare in uno dei periodi più creativi della mia vita.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Nei cinque anni successivi fondai una Società chiamata NeXT, un’altra chiamata Pixar, e mi innamorai di una splendida ragazza che sarebbe diventata mia moglie. La Pixar produsse il primo film di animazione interamente creato al computer, “Toy Story”, ed è ora lo studio di animazione di maggior successo nel mondo. In una mirabile successione di accadimenti, Apple comprò NeXT, ritornai in Apple e la tecnologia che sviluppammo alla NeXT è nel cuore dell’attuale rinascimento di Apple. E io e Laurene abbiamo una splendida famiglia insieme.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sono abbastanza sicuro che niente di tutto questo mi sarebbe accaduto se non fossi stato licenziato dalla Apple. Fu una medicina con un saporaccio, ma presumo che “il paziente” ne avesse bisogno. Ogni tanto la vita vi colpisce sulla testa con un mattone. Non perdete la fiducia, però. Sono convinto che l’unica cosa che mi ha aiutato ad andare avanti sia stato l’amore per ciò che facevo. […] Se non avete ancora trovato ciò che fa per voi, continuate a cercare, non fermatevi, come capita per le faccende di cuore, saprete di averlo trovato non appena ce l’avrete davanti. E, come le grandi storie d’amore, diventerà sempre meglio col passare degli anni. Quindi continuate a cercare finché non lo trovate. Non accontentatevi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La mia terza storia parla della morte. Quando avevo diciassette anni, ho letto una citazione che recitava: “Se vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo, uno di questi ci avrai azzeccato”. Mi fece una gran impressione, e da quel momento, per i successivi trentatré anni, mi sono guardato allo specchio ogni giorno e mi sono chiesto: “Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?”. E ogni volta che la risposta era “No” per troppi giorni consecutivi, sapevo di dover cambiare qualcosa. Ricordare che sarei morto presto è stato lo strumento più utile che abbia mai trovato per aiutarmi nel fare le scelte importanti nella vita. Perché quasi tutto – tutte le aspettative esteriori, l’orgoglio – sono cose che scivolano via di fronte alla morte, lasciando solamente ciò che è davvero importante. Ricordarvi che state per morire è il miglior modo per evitare la trappola rappresentata dalla convinzione che abbiate qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è ragione perché non seguiate il vostro cuore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Un anno fa mi è stato diagnosticato un cancro. Effettuai una scansione alle sette e trenta del mattino, e mostrava chiaramente un tumore nel mio pancreas. Fino ad allora non sapevo nemmeno cosa fosse un pancreas. I dottori mi dissero che con ogni probabilità era un tipo di cancro incurabile, e avevo un’aspettativa di vita non superiore ai tre-sei mesi. Il mio dottore mi consigliò di tornare a casa “a sistemare i miei affari”, che è un modo per i medici di dirti di prepararti a morire. Significa che devi cercare di dire ai tuoi figli tutto quello che avresti potuto nei successivi dieci anni in pochi mesi. Significa che devi fare in modo che tutto sia a posto, così da rendere la cosa più semplice per la tua famiglia. Significa che devi pronunciare i tuoi “addio”. Ho vissuto con quella spada di Damocle per tutto il giorno. In seguito quella sera ho fatto una biopsia, dove mi infilarono una sonda nella gola, attraverso il mio stomaco fin dentro l’intestino, inserirono una sonda nel pancreas e prelevarono alcune cellule del tumore. Ero in anestesia totale, ma mia moglie, che era lì, mi disse che quando videro le cellule al microscopio, i dottori cominciarono a gridare perché venne fuori che si trattava di una forma molto rara di cancro curabile attraverso la chirurgia. Così mi sono operato e ora sto bene.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Questa è stata la volta in cui mi sono trovato più vicino alla morte, e spero lo sia per molti decenni ancora. Essendoci passato, posso dirvi ora qualcosa con maggiore certezza rispetto a quando la morte per me era solo un puro concetto intellettuale. Nessuno vuole morire. Anche le persone che desiderano andare in paradiso non voglion morire per andarci. E nonostante tutto la morte rappresenta l’unica destinazione che noi tutti condividiamo, nessuno è mai sfuggito ad essa. Questo perché è come dovrebbe essere: la morte è la migliore invenzione della vita. E’ l’agente di cambio della vita: fa piazza pulita del vecchio per aprire la strada al nuovo. Ora come ora “il nuovo” siete voi, ma un giorno non troppo lontano da oggi, gradualmente diventerete “il vecchio” e sarete messi da parte. Mi dispiace essere così drammatico, ma è pressappoco la verità. Il vostro tempo è limitato, perciò non sprecatelo vivendo la vita di qualcun’altro. Non rimanete intrappolati nei dogmi, che vi porteranno a vivere secondo il pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui zittisca la vostra voce interiore. E, ancora più importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione: loro vi guideranno in qualche modo nel conoscere cosa veramente vorrete diventare. Tutto il resto è secondario. Quando ero giovane, c’era una pubblicazione splendida che si chiamava “The whole Earth catalog”, che è stata una delle bibbie della mia generazione. Fu creata da Steward Brand, non molto distante da qui, a Menlo Park, e costui apportò ad essa il suo senso poetico della vita. Era la fine degli anni Sessanta, prima dei personal computer, ed era fatto tutto con le macchine da scrivere, le forbici e le fotocamere polaroid: era una specie di Google formato volume, trentacinque anni prima che Google venisse fuori. Era idealista, e pieno di concetti chiari e nozioni speciali. Steward e il suo team pubblicarono diversi numeri di “The whole Earth catalog”, e quando concluse il suo tempo, fecero uscire il numero finale. Era la metà degli anni Settanta e io avevo pressappoco la vostra età. Nella quarta di copertina del numero finale c’era una fotografia di una strada di campagna nel primo mattino, del tipo che potete trovare facendo autostop se siete dei tipi così avventurosi. Sotto, le seguenti parole: “Siate affamati. Siate folli”. Era il loro addio, e ho sperato sempre questo per me. Ora, nel giorno della vostra laurea, pronti nel cominciare una nuova avventura, auguro questo a voi. Siate affamati. Siate folli&lt;/span&gt;".&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-501856482963022908?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/501856482963022908/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/10/bye-bye-steve-jobs-1955-2011-and-thank.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/501856482963022908'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/501856482963022908'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/10/bye-bye-steve-jobs-1955-2011-and-thank.html' title='BYE BYE STEVE JOBS (1955-2011) AND THANK YOU FOR ALL...'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-3688520530396649008</id><published>2011-10-05T23:51:00.004+02:00</published><updated>2011-10-07T09:51:56.425+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visioni'/><title type='text'>PIETRO MARCELLO E IL CINEMA DI ARTAVADZ PELESJAN</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Mattino&lt;/span&gt; - 5 ottobre 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il taglio fortemente culturale di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Venezia a Nap&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;oli: il cinema esteso&lt;/span&gt;, la rassegna gratuita organizzata dal Comune di Napoli e dalla Biennale di Venezia fino a venerdì, trova la sua declinazione ideale nella prog&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.salinadocfest.it/2010/img/news/pietro-marcello.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 250px; height: 265px;" src="http://www.salinadocfest.it/2010/img/news/pietro-marcello.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;rammazione prevista dalle 18 al cinema Astra di via Mezzocannone, dove Enrico Ghezzi introduce la filmografia, ancora misconosciuta in Occidente, di una leggenda vivente del cinema mondiale come il settantatreenne regista armeno Artavadz Pelesjan. Dopo oltre tre ore di suoi corti e mediometraggi di rara bellezza, il programma dell’Astra si conclude, alle 22, con la proiezione del cine-ritratto &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il silenzio di Pelesjan&lt;/span&gt;, realizzato dal cineasta casertano Pietro Marcello &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(qui nella foto)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;, l’autore di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il passaggio della linea&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La bocca del lupo&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Da quale esigenza nasce, Marcello, il suo film-omaggio a questo maestro del cinema internazionale?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Dall’esigenza intima di fare un film sul cinema che più mi piace, quello russo; e poi dalla voglia di divulgare i lavori di un cineasta straordinario. Così, ho provato a raccontare la memoria delle sue opere, ma anche quella del rapporto tra l’uomo e il cinema, con la sua vita, il suo pensiero, le sue emozioni: c’è tanta vita, infatti, nel cinema di Pelesjan”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Come definirebbe il suo film?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Né una biografia né un saggio, ma il semplice resoconto di un’impresa, cioè quella di essere riuscito nell’atto di filmare, per la prima volta dopo trent’anni, uno tra i maestri del cinema mondiale. Artavazd Pelesjan, infatti, è rimasto sconosciuto in Occidente fino al 1983, quando il celebre critico francese Serge Daney riuscì ad avvicinarlo e a diffonderne i film in Europa”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Quali sono le caratteristiche del cinema di Pelesjan?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Proprio Daney ne diede una definizione bellissima: “Lo scopo di Pelesjan è quello di captare la cardiografia emozionale e sociale del proprio tempo”. Il suo cinema, infatti, ha un’intensità rara e, al tempo stesso, si propone come campo di sperimentazione accurata di quello che lui ha teorizzato come “montaggio a distanza”, derivante dalla lezione di Ejzenstejn e Vertov ma che, al tempo stesso, congiura contro i loro principi teori&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.sentieriselvaggi.it/public/articoli/43465/Images/il%20silenzio.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 403px; height: 227px;" src="http://www.sentieriselvaggi.it/public/articoli/43465/Images/il%20silenzio.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ci”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lei alterna riprese realizzate a Mosca con Pelesjan a immagini tratte dai suoi film e a spezzoni d’archivio. Come ha costruito l’alternanza tra queste due linee di racconto?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Ho provato anch’io a rifarmi ai principi del “montaggio a distanza”, da intendersi come iperbole sperimentale e messa in opera piena e intensa di un montaggio interiore. In particolare, ho tentato di mettere insieme una visione lirica del suo mondo seguendo due direttrici: la narrazione costruita a partire dall’incontro a Mosca, con Pelesjan &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(qui, in una scena del documentario)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; che resta in silenzio per l’intero film; e il reperimento dei frammenti delle sue opere e di materiali inediti che lo ritraggono in momenti eccezionali della sua vita, quasi come se fossero cellule filmiche vibranti, capaci di restituire il senso stesso delle sue opere. E ho trovato frammenti straordinari: tra questi, mi piace segnalare alcune sequenze dell’esame di diploma al Vgik, il prestigioso Istituto Panrusso di Cinematografia di Mosca, di fronte a una commissione che schierava, tra gli altri, registi del calibro di Shukshin e Medvedkin”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il viaggio in Russia le è stato utile anche in vista di un suo prossimo film?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“In effetti sì, perché sto pensando di dedicarmi, l’anno prossimo, a un film di finzione, storico e in costume. Per raccontare il contemporaneo, infatti, non ho bisogno della finzione, perché il documentario va più in profondità”.&lt;br /&gt;Il programma odierno di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Venezia a Napoli&lt;/span&gt; propone anche alle 17.30 al Pan l’appuntamento conclusivo dell’interessante retrospettiva &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Orizzonti - Cinema italiano di ricerca 1960-1978&lt;/span&gt;, curata da Enrico Magrelli (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il potere&lt;/span&gt; di Augusto Tretti); e alle 20.30 al Filangieri il film a episodi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Scossa&lt;/span&gt; di Ugo Gregoretti, Carlo Lizzani, Francesco Maselli e Nino Russo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-3688520530396649008?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/3688520530396649008/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/10/pietro-marcello-e-il-cinema-di-artavadz.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/3688520530396649008'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/3688520530396649008'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/10/pietro-marcello-e-il-cinema-di-artavadz.html' title='PIETRO MARCELLO E IL CINEMA DI ARTAVADZ PELESJAN'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-9001534217834278762</id><published>2011-10-04T23:28:00.002+02:00</published><updated>2011-10-07T09:38:12.934+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='reallife'/><title type='text'>A NAPOLI NASCE UN'ASSOCIAZIONE PER IL CINEMA INDIE</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oggi pomeriggio, al cinema Astra di via Mezzocannone a Napoli, è in programma l’assemblea costitutiva di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Indinapolicinema&lt;/span&gt;, un’associazione nata per le attività di sviluppo, realizzazione e diffusione del cinema indipendente partenopeo, con l’ambizioso obiettivo di aggregare registi, autori, documentaristi, attori, tecnici in modo da renderli parte di un soggetto unico che sia più forte sul proprio territorio di riferimento, naturalmente anche nel rapporto con gli enti locali. Al primo punto del decalogo di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Indinapolicinema&lt;/span&gt;, infatti, c’è la richiesta alla Regione Campania di una legge regionale a sostegno del cinema indipendente, come già avviene in altre regioni italiane.&lt;br /&gt;Presidente della neonata associazione è stato nominato il regista Maurizio Fiume, col filmaker Antonio Vladimir Marino come segretario e la direttrice della fotografia di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Là-Bas&lt;/span&gt; Francesca Amitrano come vice-presidente. Tra gli aderenti ci sono anche i registi Guido Lombardi, Carlo Luglio, Marcello Sannino; i responsabili della scuola di cinema Pigrecoemme, la Lega delle Cooperative della Campania. “Abbiamo deciso di dotarci - spiega Fiume - anche di un codice etico, del quale si occuperà un regista italiano indipendente come Daniele Gaglianone. La nuova legge regionale dovrebbe regolare i bandi, garantire una gestione trasparente dei fondi e prevedere incentivi fiscali e contributivi. Inoltre, ci proponiamo di creare una rete affinché le creatività possano incontrarsi e lavorare a un nuovo modello produttivo, organizzativo e, soprattutto, distributivo, con un nucleo di sale digitali che sappiano dare spazio al cinema indipendente”.&lt;br /&gt;Tra i progetti di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Indinapolicinema&lt;/span&gt; c’è anche l’apertura, entro i primi mesi del prossimo anno, di una casa del cinema che possa fare da punto di riferimento per coloro che fanno, studiano e vedono cinema a Napoli, sul modello del Kino di Roma.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-9001534217834278762?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/9001534217834278762/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/10/napoli-nasce-unassociazione-per-il.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/9001534217834278762'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/9001534217834278762'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/10/napoli-nasce-unassociazione-per-il.html' title='A NAPOLI NASCE UN&apos;ASSOCIAZIONE PER IL CINEMA INDIE'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-1163353616912847422</id><published>2011-10-03T12:44:00.002+02:00</published><updated>2011-10-03T12:50:55.358+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visioni'/><title type='text'>INTERVISTA A GIUSEPPE TORNATORE...</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Mattino&lt;/span&gt; - 3 ottobre 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In attesa di iniziare le riprese del suo nuovo film, il misterioso &lt;span style="font-style: italic;"&gt;The Best Offer&lt;/span&gt; che comincerà a girare tra qualche mese per poi dedicarsi nel 2013 all’attesissimo kolossal internazionale &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Leningrad&lt;/span&gt;, Giuseppe Tornatore &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(nella foto, al lavoro sul set)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; presenta stasera, al teatro Manzoni di Milano, il cortometraggio istituzionale che ha realizzato nei mesi scorsi per la catena di supermercati lombarda Esselunga. Si tratta di un nuovo esempio di regia pubblicitaria d’autore, firmata da un cineasta che, negli anni, ha frequentato con una certa regolarità anche questo campo.&lt;br /&gt;Sabato sera, intanto, il regista siciliano è stato premiato a Procida come “Complice d’autore”, nell’ambito della venticinquesima edizione dello storico premio letterario &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Elsa Morante - Isola d’Arturo&lt;/span&gt;.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.film.it/immagini/400x300/Baaria_Tornatore-8956717.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://www.film.it/immagini/400x300/Baaria_Tornatore-8956717.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Un riconoscimento, Tornatore, che rappr&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;esenta un’ulteriore conferma della solidità del rapporto che lei ha con la Campania?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Effettivamente, da uomo del Sud mi sento molto legato a Napoli e alla Campania, che certamente erano presenti anche nei sogni incubati da ragazzo in quella dimensione di provincia isolana che ha indubbiamente contribuito a farli crescere e maturare dentro di me e, poi, a trasformarli in progetti artistici concreti”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;E, da isolano, avrà gradito ancora di più un premio consegnatole proprio su un’isola come Procida, peraltro estremamente cinematografica al pari della sua Sicilia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Procida è un luogo incantevole e la serata di sabato è stata magnifica, soprattutto per la straordinaria fiducia nella forza della scrittura che quasi si percepiva nell’aria. Alla Sicilia, poi, io mi sento molto legato e sono fiero di averla potuta raccontare, da siciliano, nei miei film, mentre prima era quasi sempre stata oggetto di progetti cinematografici concepiti altrove”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Stasera lei presenta a Milano un nuovo lavoro pubblicitario. Come nasce la sua passione per questa forma espressiva?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Si tratta di un tipo di lavoro che mi diverte e al quale mi dedico solitamente tra un film e l’altro. Ho iniziato a girare spot pubblicitari già nel 1990, quando realizzai una campagna legata alla nazionale di calcio e ai Mondiali di Italia ’90. Poi, negli anni, questo rapporto è proseguito, anche perché da parte mia c’è sempre molta curiosità verso tutto ciò che è immagine in movimento. Naturalmente, però, devo trovare progetti che mi piacciano e che non siano, dunque, puramente su commissione. Tra l’altro, è interessante esplorare altri formati espressivi e comunicativi in un momento nel quale il cinema è seguito con minore attenzione rispetto al passato, anche perché i possibili spettatori sono sempre più distratti”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lei ha realizzato pubblicità sempre estremamente cinematografiche, spesso avvalendosi anche di interpreti del calibro di Philippe Noiret o Monica Bellucci. Il filmato che presenta stasera, intitolato &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il mago di Esselunga&lt;/span&gt;, promette di essere molto diverso, però, da quelli da lei girati in passato. Come mai?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Innanzitutto per la durata, perché è un vero e proprio cortometraggio di 16 minuti, più che un semplice spot. E già questo lo differenzia molto dalle mie altre precedenti esperienze pubblicitarie. Attraverso la figura di Bernardo Caprotti, fondatore e presidente di Esselunga, ho puntato a fare emergere i valori e la filosofia di questo gruppo milanese della grande distribuzione. In ogni caso, mi sono divertito molto a realizzarlo”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L’attesa degli appassionati, però, è rivolta naturalmente ai suoi prossimi progetti per il grande schermo, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;The Best Offer&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Leningrad&lt;/span&gt;. Che novità ci sono su questo fronte?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Ritengo che si sia parlato troppo presto di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Leningrad&lt;/span&gt;, che dovrei girare soltanto nel 2013. Prima, invece, sarò sul set di quello che sarà il mio prossimo film, alla cui preparazione sto continuando a dedicarmi in queste settimane. Le riprese cominceranno all’inizio del nuovo anno e probabilmente gireremo anche qualcosa in Alto Adige”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-1163353616912847422?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/1163353616912847422/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/10/intervista-giuseppe-tornatore.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/1163353616912847422'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/1163353616912847422'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/10/intervista-giuseppe-tornatore.html' title='INTERVISTA A GIUSEPPE TORNATORE...'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-1581461922539266245</id><published>2011-10-03T12:37:00.003+02:00</published><updated>2011-10-03T12:43:27.208+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visioni'/><title type='text'>EMANUELE CRIALESE CONQUISTA LA PERIFERIA DI NAPOLI</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Mattino&lt;/span&gt; - 3 ottobre 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La risposta di Ponticelli alla proiezione di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Terraferma&lt;/span&gt; e al suo autore Emanuele Crialese, che presenta il suo film scelto per rappresentare l’Italia nella corsa agli Oscar in un cinema Pierrot gremito, ieri pomeriggio, da oltre 600 persone, è - come sottolinea lo stesso regista di origini siciliane - “commovente e davvero incoraggiante”. A conferma di come la formula “diffusa” tra centro e periferie di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Venezia a Napoli: il ci&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.wellme.it/images/stories/tempo_libero/cinema/emanuele_crialese.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 250px; height: 167px;" src="http://www.wellme.it/images/stories/tempo_libero/cinema/emanuele_crialese.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;nema esteso&lt;/span&gt;, la rassegna organizzata dal Comune di Napoli e dalla Biennale di Venezia fino a venerdì, sia assolutamente azzeccata.&lt;br /&gt;Crialese è l’ospite d’onore della seconda giornata della manifestazione fortemente voluta dall’assessore comunale alla Cultura, Antonella Di Nocera. “E questa di Napoli - spiega il regista - è un’accoglienza che porterò con me lungo quel percorso che spero possa coronarsi come tutti noi ci auguriamo. Quella di rappresentare il cinema italiano nella competizione per il miglior film straniero è un’enorme responsabilità, che però ho accettato con gioia e onore. Adesso, comunque, tutto è nelle mani degli americani, perciò, da meridionale scaramantico quale sono, preferisco attendere in silenzio, ovviamente incrociando le dita”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Terraferma&lt;/span&gt; scuote anche gli spettatori accorsi al Pierrot, con la sua storia di umanità respinte e di identità desiderose di libertà e movimento. “Più che l’aspetto socio-politico - racconta Crialese - ho privilegiato quello umano, lavorando in profondità con gli attori, cercando di farli calare nei luoghi delle riprese, per provare, in qualche modo, a catturare quanta più vita possibile”. La Lampedusa di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Terraferma&lt;/span&gt; è crocevia e prigione al tempo stesso: “Questo perché da Paese di emigrazione - aggiunge il regista - l’Italia si è trasformato in Paese chiuso, applicando norme che contrastano pericolosamente con quella legge del mare che impone il soccorso e l’apertura verso l’altro”.&lt;br /&gt;Oggi, intanto, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Venezia a Napoli&lt;/span&gt; prosegue alle 16 all’Astra, con la maratona dedicata alla &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Trilogia del potere&lt;/span&gt; di Aleksandr Sokurov (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Moloch&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Taurus&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il sole&lt;/span&gt; proiettati uno dopo l’altro, in attesa, domani sera alle 20.30 sempre all’Astra, di quel &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Faust&lt;/span&gt; premiato col Leone d’Oro alla Mostra di quest’anno); inoltre, al Vittoria (alle 18) col film giapponese &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Himizu&lt;/span&gt; di Sion Sono e al Modernissimo (alle 20.30) col cinese &lt;span style="font-style: italic;"&gt;A Simple Life&lt;/span&gt; di Ann Hui.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-1581461922539266245?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/1581461922539266245/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/10/emanuele-crialese-conquista-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/1581461922539266245'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/1581461922539266245'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/10/emanuele-crialese-conquista-la.html' title='EMANUELE CRIALESE CONQUISTA LA PERIFERIA DI NAPOLI'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-8092690224579882841</id><published>2011-10-02T23:34:00.002+02:00</published><updated>2011-10-03T12:34:08.053+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visioni'/><title type='text'>MARCO MULLER, TRA VENEZIA E NAPOLI...</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Mattino&lt;/span&gt; - 2 ottobre 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C’è tanta Napoli nel futuro di Marco Muller, il direttore della Mostra del cinema di Venezia protagonista ieri, con Marco Bellocchio, della prima giornata di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Venezia a Napoli: il cinema esteso&lt;/span&gt;, la rassegna orga&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.cinematografo.it/cinematografo_new/allegati/3224/marco_muller_230.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 230px; height: 230px;" src="http://www.cinematografo.it/cinematografo_new/allegati/3224/marco_muller_230.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;nizzata dal Comune di Napoli e dalla Biennale fino a venerdì.  Muller, dopo aver inaugurato al Pan, assieme all’assessore comunale alla Cultura Antonella Di Nocera e al curatore Enrico Magrelli, la retrospettiva &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Orizzonti - Cinema italiano di ricerca 1960-1978&lt;/span&gt;, conferma di voler approfondire la conoscenza di Partenope, sia come operatore culturale che come produttore cinematografico. “Naturalmente, tutto dipenderà - spiega - da come si evolverà il mio rapporto con la Biennale, perché nella Mostra del cinema ho investito i miei ultimi otto anni. Però, dopo l’esperienza di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Venezia a Napoli&lt;/span&gt; sarebbe bello dare un seguito più strutturato a iniziative come questa, capaci di fare da ponte tra due straordinari centri d’attrazione del Mediterraneo”. E nel suo futuro potrebbe esserci un ruolo importante nel Forum delle Culture 2013.&lt;br /&gt;Anche il Muller produttore, comunque, sarà spesso a Napoli nei prossimi mesi. “Il progetto del film di Johnnie To tratto dal romanzo a fumetti di Igort &lt;span style="font-style: italic;"&gt;5 è il numero perfetto&lt;/span&gt; - conferma - va avanti senza intoppi e credo che potremo girarlo, a Napoli e dintorni, l’anno prossimo. E un film come questo potrebbe essere perfetto proprio per essere presentato in anteprima nell’ambito del Forum delle Culture: cosa c’è di meglio, infatti, di un film intrinsecamente napoletano, tratto dal fumetto di un autore sardo-bolognese e diretto da un grande regista asiatico con un cast internazionale? Sarebbe un bel messaggio di apertura e contaminazione culturale”.&lt;br /&gt;Oggi, infine, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Venezia a Napoli&lt;/span&gt; si sposta a Ponticelli, dove il cinema Pierrot ospita, alle 19, il neo-candidato italiano all’Oscar, Emanuele Crialese, col suo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Terraferma&lt;/span&gt;. Alle 22, invece, al cinema La Perla di Fuorigrotta è in programma &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Là-Bas&lt;/span&gt; di Guido Lombardi, alla presenza del regista e del produttore Gaetano Di Vaio dei Figli del Bronx.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-8092690224579882841?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/8092690224579882841/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/10/marco-muller-tra-venezia-e-napoli_02.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/8092690224579882841'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/8092690224579882841'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/10/marco-muller-tra-venezia-e-napoli_02.html' title='MARCO MULLER, TRA VENEZIA E NAPOLI...'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-4784476518009138571</id><published>2011-10-01T23:25:00.005+02:00</published><updated>2011-10-03T12:25:59.376+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visioni'/><title type='text'>INTERVISTA A MARCO BELLOCCHIO, LEONE ALLA CARRIERA</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Mattino&lt;/span&gt; - 1 ottobre 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il momento clou della prima giornata di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Venezia a Napoli: il cinema esteso&lt;/span&gt;, la rassegna cinematografica organizzata dal Comune di Napoli assieme alla Biennale di Venezia fino a venerdì prossimo, è in programma stasera al multicinema Modernissimo, dove alle 20 un maestro del cinema italiano e internazionale come Marco Bellocchio, Leone d’Oro alla carriera alla Mostra del cinema di quest’anno, introduce - assieme alla montatrice Francesca Calvelli e a Luciano Sovena di Cinecittà Luce - la proiezione della nuova versione “redux” di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Nel nome del padre&lt;/span&gt;, la sua pellicola del 1971 scelta per la serata di premiazione veneziana.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lei, Bellocchio, nel presentare &lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.film.it/fnts/film/immagini/330x250/lapresse_y106_the_canadian_-14342998.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 330px; height: 250px;" src="http://www.film.it/fnts/film/immagini/330x250/lapresse_y106_the_canadian_-14342998.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;a Venezia il film che si vedrà stasera a Napoli, parlò di “immagini liberate”. Cosa intendeva con questa felice definizione?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Mi riferivo alla necessità, che all’epoca della realizzazione non assecondai pienamente per timore di mostrarmi politicamente ambiguo, di liberare le immagini e la drammaturgia stessa del film, alleggerendolo da quella pesantezza ideologica che un po’ lo schiacciava e soffocava sotto il peso di tante parole che giudicavano, spiegavano, citavano. Ecco, queste sono cadute e nella nuova versione, più breve della precedente, tutto mi sembra cinematograficamente più efficace”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ma, così, non si corre il rischio di tradire lo spirito originale del film?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Non credo. Liberare le immagini, infatti, è servito per privilegiare quanto di lieve, caldo, paradossale, surreale, crudele, sarcastico c’è nel film. Ma, detto ciò, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Nel nome del padre&lt;/span&gt; non è cambiato nei contenuti o nei significati rispetto alla versione precedente, non è stato addolcito in alcun modo, non è meno violento e si caratterizza ancora per il profondo pessimismo nei confronti della società italiana. Forse, però, adesso fa pensare un po’ meno a Bertolt Brecht e un po’ di più a Jean Vigo”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;A proposito di libertà, riuscirà mai a realizzare quel film sull’Italia di oggi che pare nessuno le voglia produrre?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Per ora il progetto è fermo. Ma non è che mi stia disperando più di tanto. Anche perché determinati temi potranno essere affrontati anche all’interno del mio prossimo film, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Bella addormentata&lt;/span&gt;, nel quale parlerò di come il nostro Paese ha vissuto la vicenda di Eluana Englaro. Lo sfondo, infatti, sarà quello degli ultimi sei giorni di vita di Eluana, dal 3 al 9 febbraio 2009. Ci sarà la politica, con le sue ingerenze e i suoi litigi, ma emergeranno anche gli italiani comuni più o meno scossi da quel dramma e da ciò che significò. Comunque, sono certo che il taglio grottesco-politico del film che ho in mente sull’Italia prima o poi riemergerà, perché quando un’idea è buona non ti abbandona mai, ma continua a ossessionarti fino a riprodursi, magari in un contesto differente”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lei è l’ospite d’onore di questa prima edizione di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;Venezia a Napoli&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;. Ha mai pensato di ambientare un suo film all’ombra del Vesuvio?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Ci ho pensato varie volte, ma Napoli è una città talmente complessa e straordinaria che non può essere presa sotto gamba. Bisognerebbe viverci per diversi mesi, immergersi nel suo ventre, respirarne gli odori. E, naturalmente, avere una storia e dei personaggi adatti a un simile contesto. A tale proposito, qualche giorno fa ho finito di leggere quel bellissimo libro che è &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mistero napoletano&lt;/span&gt; di Ermanno Rea. E, devo dire, ho pensato che mi piacerebbe moltissimo trarne un film da girare a Napoli. Però, si tratterebbe di un’impresa difficilmente realizzabile, anche perché ci sarebbero enormi difficoltà scenografiche e produttive da superare, dovendo ricostruire luoghi precisi di una città degli anni Cinquanta che oggi non esiste più. Magari, tenendo presente anche quel meraviglioso precedente che è &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Morte di un matematico napoletano&lt;/span&gt; di Mario Martone, meglio di me potrebbe provarci con successo qualche regista partenopeo…”.&lt;br /&gt;Prima dell’appuntamento serale al Modernissimo, gli eventi a ingresso gratuito di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Venezia a Napoli: il cinema esteso&lt;/span&gt; s’inaugurano alle 18 al Pan di via dei Mille, dove il direttore della Mostra di Venezia Marco Muller, l’assessore comunale alla Cultura Antonella Di Nocera e il curatore Enrico Magrelli aprono la retrospettiva &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Orizzonti - Cinema italiano di ricerca 1960-1978&lt;/span&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-4784476518009138571?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/4784476518009138571/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/10/intervista-marco-bellocchio-leone-doro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/4784476518009138571'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/4784476518009138571'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/10/intervista-marco-bellocchio-leone-doro.html' title='INTERVISTA A MARCO BELLOCCHIO, LEONE ALLA CARRIERA'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-5838173649913321909</id><published>2011-09-30T23:51:00.003+02:00</published><updated>2011-10-03T12:18:23.590+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eventi'/><title type='text'>DA SABATO, "VENEZIA A NAPOLI: IL CINEMA ESTESO"</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Mattino&lt;/span&gt; - 29 settembre 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La parola-chiave che meglio descrive la prima edizione di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Venezia a Napoli: il cinema esteso&lt;/span&gt; è “condivisione”, non a caso utilizzata spesso dall’assessore comunale alla Cultura, Antonella Di Nocera, durante la presentazione della rassegna cinematografica organizzata dal Comune di Napoli con la Biennale di Venezia da questo sabato a venerdì prossimo. “Condivisione di un progetto culturale da parte di realtà consolidate presenti sul territorio cittadino - precisa l’assessore - e di un’idea di cinema e cultura che va oltre il circuito commerciale e si trasforma in proposta culturale solidale per gli appassionati. Le caratteristiche più evidenti che differenziano la nostra iniziativa da quelle simili di Milano e Roma sono due: la totale gratuità degli eventi e la scelta di privilegiare visioni che altrimenti non sarebbero arrivate a Napoli, in lingua originale con sottotitoli come durante i festival. In effe&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.adnkronos.com/IGN/Assets/Imgs/T/terraferma_crialese--400x300.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://www.adnkronos.com/IGN/Assets/Imgs/T/terraferma_crialese--400x300.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;tti, con la nostra manifestazione proseguiamo, d’accordo col direttore di Venezia Marco Muller, in quella che è la missione culturale della Mostra del cinema”.&lt;br /&gt;Il programma è denso e diffuso in tutta la città, dal centro alle periferie. Si comincia sabato pomeriggio (alle 18) al Pan con l’apertura della retrospettiva &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Orizzonti - Cinema italiano di ricerca 1960-1978&lt;/span&gt; alla presenza di Muller e del curatore Enrico Magrelli. A seguire, alle 20, al Modernissimo, serata dedicata al Leone d’oro alla carriera, Marco Bellocchio, che introdurrà la proiezione di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Nel nome del padre&lt;/span&gt; assieme alla montatrice Francesca Calvelli e a Luciano Sovena di Cinecittà Luce. Domenica, quindi, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il cinema esteso&lt;/span&gt; si sposterà a Ponticelli, dove il cinema Pierrot ospiterà, alle 19, il neo-candidato italiano all’Oscar, Emanuele Crialese, col suo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Terraferma&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(nella foto, una scena)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;; alle 22, invece, alla Perla di Fuorigrotta sarà proiettato &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Là-Bas&lt;/span&gt; di Guido Lombardi, alla presenza del regista e del produttore Gaetano Di Vaio.  Lunedì s’inizia alle 16 all’Astra, dove si vedranno &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Moloch&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Taurus&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il sole&lt;/span&gt; di Aleksandr Sokurov. Il grande cinema del regista russo, Leone d’Oro a Venezia 2011 con &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Faust&lt;/span&gt;, sarà protagonista anche la sera dopo, sempre all’Astra dalle 20.30, quando la sua collaboratrice Aliona Shumakova presenterà proprio la proiezione della pellicola trionfatrice al Lido. Tornando a lunedì, previsti anche il giapponese &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Himizu&lt;/span&gt; di Sion Sono al Vittoria (alle 18) e il cinese &lt;span style="font-style: italic;"&gt;A Simple Life&lt;/span&gt; di Ann Hui al Modernissimo (alle 20.30). Ancora martedì, invece, al Vittoria si vedrà &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Un Eté brulant&lt;/span&gt; di Philip Garrel con Monica Bellucci (alle 18.30).&lt;br /&gt;Mercoledì, dalle 18, Enrico Ghezzi introdurrà all’Astra i corti del regista armeno Artavadz Pelesjan, seguiti dal film-omaggio di Pietro Marcello &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il silenzio di Pelesjan&lt;/span&gt;. Al Filangieri, invece, Ugo Gregoretti, Carlo Lizzani, Francesco Maselli e Nino Russo presenteranno, alle 20.30, il loro film a episodi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Scossa&lt;/span&gt;, dedicato al terremoto messinese del 1908. Giovedì, alla Perla, dalle 19.30, si vedranno il documentario &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Tahrir 2011&lt;/span&gt; sulle rivolte egiziane di pochi mesi fa e, alle 21.30, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Summer Games&lt;/span&gt; di Rolando Colla con Antonio Merone (presente in sala); al Modernissimo, alle 20.30, il film spagnolo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Eva &lt;/span&gt;di Kike Maillo; al Pierrot alle 21 (e il giorno dopo alle 19 all’Auditorium di Scampia) &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Cose dell’altro mondo&lt;/span&gt; di Francesco Patierno; mentre al Martos Metropolitan - a pagamento: 5 euro - &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Radici&lt;/span&gt; di Carlo Luglio con Enzo Gragnaniello e, a seguire, concerto dello stesso Gragnaniello con i Sud Express. Per il gran finale di venerdì, l’Astra proporrà, dalle 20, tre documentari alla presenza dei rispettivi registi: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;In attesa dell’avvento&lt;/span&gt; di Felice D’Agostino e Arturo Levorato, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pasta nera&lt;/span&gt; di Alessandro Piva e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Amore carne&lt;/span&gt; di Pippo Delbono.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-5838173649913321909?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/5838173649913321909/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/09/da-sabato-venezia-napoli-il-cinema.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/5838173649913321909'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/5838173649913321909'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/09/da-sabato-venezia-napoli-il-cinema.html' title='DA SABATO, &quot;VENEZIA A NAPOLI: IL CINEMA ESTESO&quot;'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-8887801507891608506</id><published>2011-09-28T23:04:00.004+02:00</published><updated>2011-10-03T11:51:59.111+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visioni'/><title type='text'>CINEMA INDIPENDENTE: "IO SONO LI" DI ANDREA SEGRE</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Mattino&lt;/span&gt; - 28 settembre 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo il successo ottenuto alle Giornate degli autori durante la Mostra di Venezia, è da venerdì in sala (in 25 copie, a Napoli al Filangieri) &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Io sono Li&lt;/span&gt;, il primo lungometraggio di finzione del bravo documentarista veneto Andrea Segre. La pellicola, prodotta da Jolefilm e Aeternam Films in collaborazione con Rai Cinema e distribuita da Parthenos, può schierare un cast art&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-qhJjtO19NAA/TomFOEHGoTI/AAAAAAAACIY/VvtlvIViNxo/s1600/Io%2Bsono%2BLi.%2B%2B%2BBepi%2B%2528Rade%2B%25C5%25A0erbed%25C5%25BEija%2529%2Be%2BShun%2BLi%2B%2528Zhao%2BTao%2529%2B.%2Bfoto%2BSimone%2BFalso.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 222px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-qhJjtO19NAA/TomFOEHGoTI/AAAAAAAACIY/VvtlvIViNxo/s400/Io%2Bsono%2BLi.%2B%2B%2BBepi%2B%2528Rade%2B%25C5%25A0erbed%25C5%25BEija%2529%2Be%2BShun%2BLi%2B%2528Zhao%2BTao%2529%2B.%2Bfoto%2BSimone%2BFalso.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5659200883435938098" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;istico di notevole livello: l’attrice cinese Zhao Tao (già in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Still Life&lt;/span&gt;, Leone d’Oro 2006 a Venezia), il croato Rade Serbedzija (protagonista di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Prima della pioggia&lt;/span&gt; di Milco Mancevski, Leone d’Oro 1994), Marco Paolini, Giuseppe Battiston e Roberto Citran.&lt;br /&gt;Quasi interamente girato a Chioggia e nella Laguna di Venezia, tranne alcune scene a Roma e Padova, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Io sono Li&lt;/span&gt; è incentrato sull’incontro tra la giovane cinese Shun Li che lavora in un bar del porto e il vecchio pescatore-poeta Bepi di origini croate. Attraverso la loro amicizia, il regista prova a dire la sua sul rapporto tra individui e identità culturali in un mondo nel quale le appartenenze geografiche e identitarie sono sempre più confuse. Con questo film, Segre propone una sintesi del suo percorso artistico decennale, sviluppatosi in ambito documentaristico e sempre molto attento alle tematiche delle migrazioni verso l’Europa e delle mutazioni del territorio sociale e geografico veneto.&lt;br /&gt;“Ricordo ancora il mio incontro - racconta il regista - con una donna che potrebbe essere Shun Li. Era in una tipica osteria veneta, frequentata dai pescatori del luogo da generazioni. Il ricordo di questo volto di donna, così estraneo e straniero a questi luoghi ricoperti dalla patina del tempo e dell’abitudine, non mi ha più lasciato: c’era qualcosa di onirico nella sua presenza e gli spunti per il racconto nascevano guardandola. Quali rapporti avrebbe potuto instaurare in una regione come la mia, così poco abituata ai cambiamenti? Sono partito da questa domanda per cercare di immaginare la sua vita. Le varie esperienze di regia con il cinema documentario - conclude Segre - mi hanno permesso di apprezzare il racconto non solo del reale, ma anche nel reale, aiutandomi a capire come con esso sia possibile scoprire la dimensione intima e profondamente umana della realtà, anche quando si affrontano tematiche urgenti e attuali della società odierna”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-8887801507891608506?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/8887801507891608506/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/09/cinema-indipendente-io-sono-li-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/8887801507891608506'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/8887801507891608506'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/09/cinema-indipendente-io-sono-li-di.html' title='CINEMA INDIPENDENTE: &quot;IO SONO LI&quot; DI ANDREA SEGRE'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-qhJjtO19NAA/TomFOEHGoTI/AAAAAAAACIY/VvtlvIViNxo/s72-c/Io%2Bsono%2BLi.%2B%2B%2BBepi%2B%2528Rade%2B%25C5%25A0erbed%25C5%25BEija%2529%2Be%2BShun%2BLi%2B%2528Zhao%2BTao%2529%2B.%2Bfoto%2BSimone%2BFalso.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-5015398899051714183</id><published>2011-09-26T23:49:00.002+02:00</published><updated>2011-09-29T00:42:37.979+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='reallife'/><title type='text'>LEGGE BAVAGLIO: FERMIAMOLI DI NUOVO!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://static.repubblica.it/politica/leggebavaglio.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 290px;" src="http://static.repubblica.it/politica/leggebavaglio.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-5015398899051714183?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/5015398899051714183/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/09/legge-bavaglio-fermiamoli-di-nuovo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/5015398899051714183'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/5015398899051714183'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/09/legge-bavaglio-fermiamoli-di-nuovo.html' title='LEGGE BAVAGLIO: FERMIAMOLI DI NUOVO!'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-8904024990143697772</id><published>2011-09-25T23:53:00.003+02:00</published><updated>2011-10-03T12:06:43.246+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visioni'/><title type='text'>UN DOCUMENTARIO CAPOLAVORO: "SALESMAN" DEI MAYSLES</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="480" width="640"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/PgTXwBqHH0A?version=3&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/PgTXwBqHH0A?version=3&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="480" width="640"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-8904024990143697772?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/8904024990143697772/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/09/un-documentario-capolavoro-salesman-dei.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/8904024990143697772'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/8904024990143697772'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/09/un-documentario-capolavoro-salesman-dei.html' title='UN DOCUMENTARIO CAPOLAVORO: &quot;SALESMAN&quot; DEI MAYSLES'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-6353598478252677661</id><published>2011-09-22T19:38:00.007+02:00</published><updated>2011-09-22T23:04:49.610+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='suoni'/><title type='text'>BYE BYE R.E.M.: ECCO UN CONCERTO TEDESCO DEL 1985</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object width="640" height="480"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/pBVVtNnHeEg?version=3&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/pBVVtNnHeEg?version=3&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="640" height="480"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ieri sera, la notizia dello scioglimento dei R.E.M. ha colpito  all'improvviso gli appassionati di tutto il mondo, e me tra loro, come  il classico fulmine a ciel sereno. Così, per ricordare come merita la  band di Athens, ho pensato di recuperare e pubblicare, qui sopra, il video di questo ottimo concerto integrale del 2 ottobre 1985 in Germania.&lt;br /&gt;Il terzo album dei R.E.M., &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fables of the Reconstruction&lt;/span&gt;, è uscito a giugno di quell'anno e, dunque, è presente nella scaletta del concerto tedesco con sette brani sui dieci totali. Inoltre, ve ne sono due tratti dal disco d'esordio &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Murmur&lt;/span&gt; e altri sette dal secondo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Reckoning&lt;/span&gt;. Ecco, comunque, il live set completo: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Feeling Gravitys Pull&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Harborcoat&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sitting Still&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Maps and Legends&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fall On Me&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Green Grow the Rushes&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Driver 8&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Hyena&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;So. Central Rain&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Have You Ever Seen the Rain?&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Can't Get There From Here&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;King of the Road&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Seven Chinese Brothers&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Auctioneer&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Old Man Kensey&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Little America&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pretty Persuasion&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Theme From Two Steps Onward&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Toys in the Attic&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;See No Evil&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Second Guessing&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ghost Riders in the Sky&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(Don't Go Back to) Rockville&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;We Walk-Falling In Love Again-Behind Closed Doors&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Paint It Black&lt;/span&gt;. Tra l'altro, sia l'audio che il video del concerto sono sorprendentemente buoni.&lt;br /&gt;Dunque, buon divertimento a tutti. E ciao ciao a Michael,  Peter, Mike (e Bill). Grazie davvero per questi trentuno anni di grande musica.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-6353598478252677661?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/6353598478252677661/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/09/bye-bye-rem-un-concerto-tedesco-del.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/6353598478252677661'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/6353598478252677661'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/09/bye-bye-rem-un-concerto-tedesco-del.html' title='BYE BYE R.E.M.: ECCO UN CONCERTO TEDESCO DEL 1985'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-3850947436933499033</id><published>2011-09-20T23:58:00.004+02:00</published><updated>2011-09-23T17:52:33.417+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visioni'/><title type='text'>WALT DISNEY &amp; SALVADOR DALI': A MASTERPIECE FROM THE PAST</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;object width="640" height="360"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/1dIznsAdTOE?version=3&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/1dIznsAdTOE?version=3&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="360" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-3850947436933499033?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/3850947436933499033/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/09/walt-disney-salvador-dali-masterpiece.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/3850947436933499033'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/3850947436933499033'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/09/walt-disney-salvador-dali-masterpiece.html' title='WALT DISNEY &amp; SALVADOR DALI&apos;: A MASTERPIECE FROM THE PAST'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-6299668104902867545</id><published>2011-09-19T15:59:00.001+02:00</published><updated>2011-09-19T16:02:39.336+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='reallife'/><title type='text'>ANTONIO PASCALE SULLA "GOMORRA" IMPUNITA</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Antonio Pascale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Mattino&lt;/span&gt; - 19 settembre 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Per commentare l'incresciosa vicenda, ovvero la prescrizione dei 95 imputati nell'inchiesta Cassiopea (relativa al traffico dei rifiuti illegali dal nord al sud Italia) si potrebbe partire da un'intervista. Nel 1989, sulla rivista Tempo Economico, l'allora amministratore delegato della Fintermica (un'impresa interessata al settore rifiuti), Giorgio Poidomani disse a Lorenzo Pinna: "Attualmente il trattamento di un rifiuto speciale viene valutato 200-300 lire al chilo, per un rifiuto nocivo si parla si 2000-3000. Sono prezzi allucinanti, fuori da qualsiasi logica di mercato. Questi prezzi generano fenomeni speculativi di operatori che vogliono far colpo, approfittando dello squilibrio tra domanda e offerta. Qui c'è solo un’enorme domanda di smaltimento, l'offerta, quella seria, qualificata, non esiste, perché gli investimenti necessari a costruire impianti di smaltimento hanno bisogno di un quadro legislativo chiaro e articolato. Solo la presenza di questo quadro consentirebbe agli operatori di settore di effettuare gli investimenti necessari".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Se si fosse provveduto per tempo a riequilibrare la domanda e l'offerta, con norme e regolamenti chiari, i costi dei trattamenti sarebbero scesi e si sarebbe così ridotta la spinta verso lo smaltimento illegale. Noi scegliamo i politici affinché con preveggenza analizzino i problemi e offrano una soluzione. Quindi, per prima cosa dobbiamo ammettere che abbiamo scelto male. Nulla è stato fatto in questi anni per equilibrare il sistema e la camorra si è inserita con prepotenza nel settore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;È una lezione che dovremmo sempre tenere a mente, la camorra è forte ogni volta che noi siamo deboli. Infatti, fu solo a causa di problemi politici, ossia la difficoltà nel concedere autorizzazioni per la costruzioni degli impianti. E fu, in fondo, solo perché noi cittadini non ci siamo mai chiesti che fine fanno i nostri rifiuti, vittime come siamo del concetto dell"allontana e dimentica".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;E questo nonostante il decreto del 1982 e successive modifiche e integrazioni impegnassero le Regioni a realizzare un piano per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti, la Campania è stata per decenni, è in fondo sta ancora, in alto mare. Insomma, fu solo a causa delle nostre lacune che la camorra si è inserita nel settore: la "munnezza è oro", come disse in un'ormai famosa telefonata, roba da teche storiche, nel 1992, il camorrista, poi pentito, Nunzio Perrella. La camorra possiede (purtroppo bisogna usare il tempo presente) infatti sia "capitale umano", tra l'altro, molto preparato per gestire traffici illeciti, sia può controllare ampi spazi di territorio, contando sul silenzio della popolazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;È inoltre più vicina rispetto ad altre forme di criminalità all'aerea industriale del nord, dove si producono tra il 75% e l'80% dei rifiuti tossici. E non basta. Rispetto agli altri traffici più rischiosi (armi, droga, prostituzione) con i rifiuti si rischiava poco, al massimo una multa. Solo l'otto marzo 2001, giusto per far capire che ritardi cronici subisce questo paese, è stata approvata la legge (n.93) che inasprisce le pene, trasformando il traffico dei rifiuti in un "delitto" e ha quindi reso possibile le intercettazioni ambientali e l'attuazione di strumenti di indagini adeguati: rogatorie internazionale e indagini patrimoniali, flagranza di reato, ecc. Ma era troppo tardi, perché in questi anni, larghe zone della Campania si sono trasformate in pattumiera. È inutile e penoso riassumere la situazione, chiunque lavorava in quelle zone, periti agrari, geometri, commercialisti, avvocati e dottori, aveva capito che cosa succedeva. Decine e decine di pseudo imprese, riuscivano a farsi rilasciare autorizzazioni illecite a raffica. Alcuni settori della Pubblica Amministrazione (come scopriranno poi diverse inchieste giudiziarie), in particolare l'assessorato all'Ambiente della Provincia di Napoli, fra il 1985 e il 1995, rilasciarono, appunto, autorizzazioni non solo per discariche, cioè semplici buche da riempire ma anche per importare rifiuti pericolosi da altre zone del paese. Così, queste pseudo imprese camorristiche potevano così esibire uno straccio di legalità, trattare con le imprese industriali, proporre prezzi ribassati grazie alle quali sono finiti in Campania, per dirne una, anche i fanghi della famigerata Acna di Cengio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ora non resta che costatare il disastro. Oltre alla constatazione delle differenze statisticamente rilevabili, cioè le incidenze di tumori tra il 10% e il 15%, oltre a una alta frequenza di malformazioni neonatali, rispetto alla media italiana, dobbiamo, inoltre, costatare che vari impacci burocratici e cattive gestioni processuali, hanno portato alla prescrizione di un'inchiesta (la Cassiopea) che avrebbe dovuto solo sottolineare una cosa ovvia e risaputa, a nord come al sud: interrare silenziosamente i rifiuti è convenuto a molti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-6299668104902867545?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/6299668104902867545/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/09/antonio-pascale-sulla-gomorra-impunita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/6299668104902867545'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/6299668104902867545'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/09/antonio-pascale-sulla-gomorra-impunita.html' title='ANTONIO PASCALE SULLA &quot;GOMORRA&quot; IMPUNITA'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-857146758548253816</id><published>2011-09-18T20:33:00.004+02:00</published><updated>2011-09-25T23:54:10.379+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eventi'/><title type='text'>NAPOLI IN PIAZZA CON SIANI PER SAN GENNARO</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Mattino&lt;/span&gt; - 18 settembre 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono tante le sorprese che Alessandro Siani sta continuando a organizzare in queste ore per soddisfare i napoletani che, lunedì sera, accorreranno in piazza del Plebiscito per celebrare assieme a lui la ricorrenza di San Gennaro assistendo allo spettacolo gratuito organizzato dal Comune di Napoli. Il protagonista, comunque, sarà lui, l’attore partenopeo ormai popolarissimo in tutta Italia dopo il successo di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Benvenuti al Sud&lt;/span&gt; e reduce dai ciak conclusivi del sequel del campione d’incassi diretto da Luca Miniero, quel &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Benvenuti al Nord&lt;/span&gt; finito di girare proprio ieri pomeriggio a Castellabate. Nella colonna sonora del nuovo film, tra l’altro, ci sarà spazio anche per una versione in arabo di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;’O sole mio&lt;/span&gt;, cantata da ‘M Barka Ben Taleb come già in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Passione&lt;/span&gt; di John Turturro.&lt;br /&gt;Appena terminato l’ultimo ciak cilentano di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Benvenuti al &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Nord&lt;/span&gt;, Siani corre a Napoli per festeggiare il suo compleanno in famiglia - ieri ha compiuto 36 anni - e presentare a palazzo San Giacomo lo spettacolo di lunedì sera, intitolato &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Benvenuti in piazza del Plebiscito&lt;/span&gt;. Con lui c’è il vicesindaco Tommaso Sodano, in rappresentanza del primo cittadino Luigi de Magistris, fuori città per impegni istituzionali. “Sono sicuro che la gente si divertirà - racconta il comico - perché stiamo organizzando cose grosse, anche se i tempi strettissimi con i quali ci siamo mossi m’impediscono di fare i nomi di chi interverrà, per evitare di venire smentito all’ultimo momento. Comunque, una cosa posso anticiparla: sul palco con me ci saranno i calciatori del Napoli. E, poiché la sera prima si gioca la partita col Milan, sono sicuro che in caso di vittoria ci sarà tutta la squadra”.&lt;br /&gt;Un altro nome lo aggiunge Sodano: “Sarà con noi anche Guido Lombardi, il giovane regista di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Là-Bas&lt;/span&gt;, la pellicola premiata alla Mostra di Venezia come migliore opera prima, a ulteriore testimonianza della vitalità artistica della nostra città. E, a proposito di vitalità, ringrazio Alessandro Siani per il bel regalo fatto a tutti noi, decidendo di esibirsi gratis in occasione della festa più sentita dai napoletani”. E, in previsione del forte afflusso che dovrebbe esserci lunedì sera in piazza Plebiscito, il Comune ha predisposto il prolungamento degli orari delle funicolari fino a mezzanotte e mezza, in modo da facilitare gli spostamenti con i trasporti pubblici.&lt;br /&gt;Siani ci tiene a spiegare il senso del titolo dello spettacolo: “Sulla scia del successo di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Benvenuti al Sud&lt;/span&gt; voglio accogliere quanta più gente possibile in piazza con me, anche per ringraziarla dell’affetto che continua a darmi. Soprattutto, però, quel “Benvenuti” vuol essere un’occasione per parlare delle cose belle della nostra Napoli, spesso messe in secondo piano da problemi che spero vivamente possano essere superati grazie al lavoro di questa nuova giunta comunale e alla disponibilità crescente di tutti i napoletani”. Questo show, organizzato in maniera estemporanea, potrebbe avere un seguito più strutturato il prossimo anno. “La nostra volontà c’è - conclude Sodano - e vorremmo studiare la cosa, con più tempo a disposizione, proprio assieme a Siani”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-857146758548253816?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/857146758548253816/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/09/napoli-in-piazza-con-siani-per-san.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/857146758548253816'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/857146758548253816'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/09/napoli-in-piazza-con-siani-per-san.html' title='NAPOLI IN PIAZZA CON SIANI PER SAN GENNARO'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-8344122068833935263</id><published>2011-09-17T23:56:00.004+02:00</published><updated>2011-09-19T16:29:59.793+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visioni'/><title type='text'>ANTEPRIMA PER "LA'-BAS" NEI LUOGHI DELLA STRAGE</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Mattino&lt;/span&gt; - 17 settembre 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo il successo ottenuto alla Mostra di Venezia, dove ha ottenuto il premio del pubblico “Kino” per i film in concorso alla Settimana della Critica e il Leone del Futuro - Premio “Luigi De Laurentiis” per la migliore opera prima, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Là-Bas - Educazione criminale&lt;/span&gt; di Guido Lombardi viene proiettato in anteprima nazionale questa sera, alle 19, presso la Casa del bambino di Castelvolturno, la località del litorale domitio nella &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://img.photogallery.tiscali.it/canali/Spettacoli/2011/agosto/la_bas/la_bas_01.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 430px; height: 340px;" src="http://img.photogallery.tiscali.it/canali/Spettacoli/2011/agosto/la_bas/la_bas_01.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;quale ebbe luogo, il 18 settembre 2008, una terribile strage di camorra nella quale furono uccisi sei cittadini africani innocenti. Il tragico evento è raccontato proprio all’interno della pellicola d’esordio di Lombardi e, dunque, la proiezione di stasera vuol essere anche un modo per ricordare quelle vittime senza colpa e riflettere sulla situazione esplosiva di un’area nella quale vive, generalmente in condizioni di degrado, una comunità africana di oltre 20mila persone.&lt;br /&gt;Alla serata organizzata con ingresso gratuito dall’Assessorato alle politiche sociali del Comune di Napoli, dai missionari comboniani di Castelvolturno, dalla Casa del bambino e dall’associazione “Black and White” saranno presenti, assieme al regista e ai produttori, anche il protagonista Kader Abdou Alassane, il resto del cast composto quasi interamente da non professionisti, l’assessore napoletano alle Politiche sociali Sergio D’Angelo, il consigliere comunale Sandro Fucito, il presidente della Film Commission Regione Campania Valerio Caprara, il critico cinematografico Enrico Ghezzi.&lt;br /&gt;Prodotto dalla factory partenopea Figli del Bronx assieme a Eschimo e Minerva Pictures, col contributo della Regione Campania e del consorzio sociale Gesco e la collaborazione della Film Commission regionale, il film segna l’esordio nel lungometraggio del talentuoso trentaseienne regista e sceneggiatore napoletano Guido Lombardi, dopo i numerosi riconoscimenti ottenuti come autore di corti. Al centro della trama di quello che gli addetti ai lavori hanno già soprannominato “Gomorra nero” c’è Yssouf (Alassane), un ragazzo della media borghesia africana giunto in Italia in aereo dal Burkina Faso per lavorare onestamente con lo zio Moses, del quale però ignora le collusioni con i clan camorristici locali.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-8344122068833935263?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/8344122068833935263/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/09/anteprima-per-la-bas-nei-luoghi-della.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/8344122068833935263'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/8344122068833935263'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/09/anteprima-per-la-bas-nei-luoghi-della.html' title='ANTEPRIMA PER &quot;LA&apos;-BAS&quot; NEI LUOGHI DELLA STRAGE'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-117637394078754141</id><published>2011-09-16T23:17:00.004+02:00</published><updated>2011-09-19T16:43:25.001+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visioni'/><title type='text'>INTERVISTA ESCLUSIVA A CATHERINE DENEUVE</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Mattino&lt;/span&gt; - 16 settembre 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tra le caratteristiche più evidenti di Catherine Deneuve, oltre a un fascino che il trascorrere degli anni non è riuscito a scalfire, c’è anche una innata curiosità: chiede, s’informa, approfondisce, si guarda continuamente intorno, in contrasto con quell’aura da mito del cinema mondiale che la circonda. E proprio questa sua ansia di conoscenza emerge in maniera spontanea anche durante la breve visita al sito borbonico monumentale del Belvedere di San Leucio, a pochi chilometri da Caserta. Qui, mercoledì sera, le è stato attribuito il nuovo premio “Chiamata alle arti” nell’ambito della tredicesima edizione del Leuciana Festival ideato e diretto da Nunzio Areni. “Ed essendo stata per anni ambasciatrice dell’Unesco - sottolinea la grande attrice &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(qui sotto in una foto d'epoca)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; - sono particolarmente contenta di aver ricevuto questo riconoscimento proprio all’interno di un sito che è patrimonio Unesco”.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://img.listal.com/image/1149709/600full-catherine-deneuve.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 600px; height: 722px;" src="http://img.listal.com/image/1149709/600full-catherine-deneuve.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nonostante la brevità di questo soggiorno campano, signora Deneuve, è riuscita a visitare altri siti storico-monumentali?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Ho trascorso l’intera giornata di mercoledì a passeggiare nel centro storico di Napoli, che è un enorme monumento a cielo aperto. E poi, sono rimasta affascinata dalla storia di San Leucio, dove all’epoca dei Borbone si lavoravano le più pregiate sete d’Europa”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lei l’altra sera, sul palco del Leuciana, ha letto con grande trasporto un brano tratto da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ferito a morte&lt;/span&gt; di Raffaele La Capria. Cosa la affascina della città partenopea e della sua cultura?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“C’è qualcosa nella sua storia, ma anche nella luce e nelle atmosfere, che me l’hanno fatta entrare subito nel cuore, fin dalla prima volta che l’ho visitata, purtroppo appena tre anni fa. E’ scattato qualcosa di misterioso e profondo, forte e dolce al tempo stesso, dovuto non soltanto alla presenza del mare e del Vesuvio o allo straordinario passato, ma al carattere stesso della città”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ha riscontrato qualche differenza rispetto al suo precedente soggiorno di tre anni fa?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Ho trovato Napoli più pulita e sgombra dalla spazzatura. E spero vivamente che possa restare così il più a lungo possibile. Vorrà dire che, appena potrò, tornerò per controllare di persona”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il suo rapporto co&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.cine101.com/wp-content/uploads/2010/10/catherine-deneuve-reveals-a-pattern.jpeg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 215px; height: 300px;" src="http://www.cine101.com/wp-content/uploads/2010/10/catherine-deneuve-reveals-a-pattern.jpeg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;n l’Italia si conferma saldissimo. Come giudica lo stato attuale del cinema italiano?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Mi sembra che ci sia grande vitalità, sia nei suoi autori più consolidati che in quelli emergenti. Recentemente, per esempio, ho molto apprezzato &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Habemus Papam&lt;/span&gt; di Nanni Moretti e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Vincere&lt;/span&gt; di Marco Bellocchio ma, tornando a Napoli, mi piace tanto anche il cinema di un regista più giovane come Paolo Sorrentino. Il limite vero del cinema italiano di oggi, forse, sta nella sua scarsa visibilità all’estero, dove non è più distribuito bene come in passato. Anche in Francia, arrivano pochi film dall’Italia”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lei &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(qui in una foto recente)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;, che nel corso di una carriera straordinaria ha avuto il privilegio di lavorare con alcuni tra i più importanti autori della storia del cinema, cosa cerca nel suo regista ideale?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“A me piacciono quegli artisti dotati di un loro punto di vista forte e personale sulla realtà che li circonda. E per questo motivo ho sempre privilegiato il cinema d’autore, ben oltre l’età o la nazionalità dei vari registi. All’inizio della mia carriera, per esempio, ho potuto imparare tanto da un grande maestro come Luis Bunuel, come ho fatto ancora di recente lavorando con l’ultracentenario Manoel de Oliveira. Spesso, invece, sono stata diretta da giovani talenti, com’erano Jacques Demy e Roman Polanski a metà anni Sessanta, o il Francois Truffaut di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La mia droga si chiama Julie&lt;/span&gt; e, più avanti, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;L’ultimo metrò&lt;/span&gt;. Tra i tanti, proprio Truffaut, Demy e Polanski occupano un posto speciale nel mio cuore”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ancora oggi, comunque, lavora con registi giovani, come Francois Ozon o Christophe Honoré…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“In realtà, ho sempre lavorato con registi giovani. Rispetto a una volta, però, la differenza principale è che all’epoca ero una loro coetanea, mentre oggi non è più così. Comunque, a proposito dei grandi cineasti con i quali ho recitato a inizio carriera, la loro frequentazione è stata decisiva per farmi comprendere le possibilità che avevo”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;In questo periodo, invece, a cosa sta lavorando?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Ho appena finito di interpretare la regina d’Inghilterra nel nuovo film di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Asterix&lt;/span&gt; che uscirà l’anno prossimo: è stato divertente, anche perché ho dovuto recitare in francese con accento inglese. E poi, ho ritrovato in un contesto completamente diverso Gerard Depardieu e Fabrice Luchini, che poco tempo prima erano stati con me in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Potiche&lt;/span&gt; di Ozon. Infine, è appena uscito in Francia &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Les bien-aimé&lt;/span&gt; di Christophe Honoré, un originale dramma musicale nel quale recito accanto a mia figlia Chiara Mastroianni e a Ludivine Sagnier”.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-117637394078754141?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/117637394078754141/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/09/intervista-esclusiva-catherine-deneuve.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/117637394078754141'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/117637394078754141'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/09/intervista-esclusiva-catherine-deneuve.html' title='INTERVISTA ESCLUSIVA A CATHERINE DENEUVE'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-2005156530310298606</id><published>2011-09-15T14:06:00.003+02:00</published><updated>2011-09-19T16:26:51.449+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eventi'/><title type='text'>SAN GENNARO IN PIAZZA CON ALESSANDRO SIANI</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Mattino&lt;/span&gt; - 15 settembre 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lunedì sera Alessandro Siani farà segnare un nuovo primato in una carriera artistica in continua ascesa: in coincidenza con la festa patronale di San Gennaro, infatti, sarà il primo comico a esibirsi con un proprio spettacolo personale nello scenario di piazza Plebiscito. “Per me - spiega Siani in una pausa delle riprese cilentane di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Benvenuti al Nord&lt;/span&gt; a Castellabate - è davvero un sogno che si realizza, perché quel luogo ha un incredibile valore simbolico per i napoletani”. Lo show, organizzato dal Comune di Napoli a ingresso gratuito, s’intitola &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Benvenuti in piazza del Plebiscito&lt;/span&gt;, proprio per richiamare il titolo del film campione d’incassi diretto da Luca Miniero, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Benvenuti al Sud&lt;/span&gt;, al cui sequel l’attore sta lavorando in queste settimane.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Siani, com’è nata l’idea di questo s&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" style="font-weight: bold;" href="http://images.movieplayer.it/2003/09/04/alessandro-siani-in-ti-lascio-perche-ti-amo-troppo-25187.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 325px; height: 217px;" src="http://images.movieplayer.it/2003/09/04/alessandro-siani-in-ti-lascio-perche-ti-amo-troppo-25187.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;pettacolo così speciale?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Stavo pensando da tempo a un evento col quale ripagare il pubblico del travolgente affetto che mi ha sempre dato in questi anni, sostenendomi nei vari passaggi della mia carriera. Proprio per questo, non ho voluto nemmeno un euro e, anzi, ho insistito per regalare lo spettacolo alla gente”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L’idea, però, si è concretizzata di recente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Ha preso forma concreta a fine agosto, durante la serata di presentazione del Napoli allo stadio San Paolo. In quell’occasione, io che facevo da presentatore ebbi modo di intrattenermi, oltre che col presidente De Laurentiis, anche col cardinale Sepe e col sindaco De Magistris. E, proprio parlando col sindaco, siamo riusciti a mettere in piedi lo show di piazza Plebiscito”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Certo che, per un comico, lo scenario di quella piazza piena come per un concerto rock è da far tremare i polsi…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Sicuramente: per me sarà una grande emozione ma anche un grande onore. E il fatto che lo spettacolo vada in scena a San Gennaro rende l’occasione ancora più speciale. E’ mia intenzione offrire alla gente una serata di divertimento e positività, magari mettendo in evidenza anche, come abbiamo fatto con &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Benvenuti al Sud&lt;/span&gt;, quelle che sono le eccellenze meridionali”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Cosa devono aspettarsi i napoletani?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Tante sorprese. Lo show, comunque, pescherà nel mio repertorio, anche se si baserà soprattutto sullo spettacolo teatrale più recente, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Più di prima… Benvenuti a teatro&lt;/span&gt;, che naturalmente sarà adattato alle esigenze, anche sceniche, di piazza Plebiscito nonché a quelle dell’attualità e dell’improvvisazione. E, in tal senso, stiamo ancora studiando come inserire nella maniera più efficace e divertente le varie ospitate a sorpresa”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ci sarà spazio, sul palco, anche per il sindaco?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Lo spero davvero. D’altra parte, nel mio piccolo m’è sembrato giusto provare a fare qualcosa per dare una mano a lui e alla nuova amministrazione comunale in un momento difficile come questo. Soltanto con l’impegno di tutti noi, infatti, potremo provocare realmente una nuova rinascita di questa città. L’esempio perfetto è quello della spazzatura: bisogna capire presto e bene il meccanismo per attuare una raccolta porta a porta, così da dare vantaggi a tutti. Ecco, io voglio lanciare un messaggio di positività e speranza. E, da questo punto di vista, mi auguro che il successo del mio spettacolo in piazza possa essere di buon auspicio pure per il sindaco”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Prima dello show napoletano di lunedì sera, però, la attendono gli ultimi giorni di riprese di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Benvenuti al Nord&lt;/span&gt;. Com’è l’atmosfera a Castellabate?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Assolutamente incredibile. La gente ci ha accolti con un calore indescrivibile. Venerdì scorso, poi, mi hanno anche fatto emozionare, quando mi hanno consegnato la cittadinanza onoraria. In questi giorni, sul territorio hanno organizzato tante iniziative culturali e turistiche in concomitanza con le riprese e attorno al nostro set c’è un clima di festa continua. E sarà sicuramente così fino al ciak conclusivo, previsto per domani”.&lt;br /&gt;Intanto, ieri sera, il tifosissimo azzurro Alessandro Siani è riuscito a convincere la produzione a sospendere le riprese di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Benvenuti al Nord&lt;/span&gt; per due ore, in modo da poter seguire in televisione il ritorno del Napoli in Champions League ventuno anni dopo i fasti maradoniani. “Non mi sarei perso la partita col Manchester City - conclude Siani - per nulla al mondo”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-2005156530310298606?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/2005156530310298606/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/09/san-gennaro-in-piazza-con-alessandro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/2005156530310298606'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/2005156530310298606'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/09/san-gennaro-in-piazza-con-alessandro.html' title='SAN GENNARO IN PIAZZA CON ALESSANDRO SIANI'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-1738077434366248532</id><published>2011-09-13T20:23:00.004+02:00</published><updated>2011-09-17T19:47:43.132+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tivvù'/><title type='text'>SPARTACUS NON CE L'HA FATTA: MORTO ANDY WHITFIELD!</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Mattino&lt;/span&gt; - 13 settembre 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La sua storia aveva commosso l’America, quando all’inizio dello scorso anno la terribile malattia che lo aveva colpito lo costrinse a fermarsi all’apice del successo per farsi curare, costringendo i vertici del network Starz ad annullare in fretta e furia la seconda stagione della popolarissima serie tv della quale era protagonista. Purtroppo, però, le cure non hanno sortito l’effetto sperato e così il trentanovenne attore gallese Andy Whitfield, star assoluta dello show televisivo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Spartacus: san&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;gue e sabbia&lt;/span&gt;, s’è dovuto arrendere al cancro contro il quale aveva combattuto nell’ultimo anno e mezzo.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://glee.subsfactory.it/wp-content/uploads/2011/09/glee.subsfactory.it-Andy-Whitfield1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 600px; height: 400px;" src="http://glee.subsfactory.it/wp-content/uploads/2011/09/glee.subsfactory.it-Andy-Whitfield1.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Whitfield, che nel 2010 aveva fatto in tempo a recitare anche nel film &lt;span style="font-style: italic;"&gt;The Clinic&lt;/span&gt;, è morto domenica a Sidney, in Australia, dove si era trasferito da qualche anno assieme alla moglie Vashti, che ha voluto salutarlo con queste parole dense di affetto e commozione: “In una bella mattina di sole, a Sydney, circondato dalla sua famiglia, tra le braccia di sua moglie, il nostro bello e giovane guerriero Andy Whitfield ha perso i suoi 18 mesi di battaglia contro il linfoma”.&lt;br /&gt;La malattia di Whitfield aveva provocato prima il rinvio e poi la cancellazione della seconda stagione di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Spartacus: sangue e sabbia&lt;/span&gt;, nonostante il clamoroso successo ottenuto da questa rilettura pop-adulta - con dosi abbondanti di sesso patinato e violenza fumettistica - del peplum ambientato nell’antica Roma. Così, per correre ai ripari, i produttori avevano realizzato velocemente un prequel, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Spartacus: gli dei dell’arena&lt;/span&gt;, ambientato qualche anno prima degli eventi narrati nella serie originale e attualmente in programmazione italiana su Sky Uno dopo l’anteprima di luglio all’Ischia Global Film &amp;amp; Music Fest.  Il presidente del network Starz, Chris Albrecht, si è detto “profondamente rattristato” per la scomparsa di Whitfield, aggiungendo: “Siamo stati fortunati ad aver lavorato con Andy in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Spartacus&lt;/span&gt;. Lui, infatti, ha interpretato un campione sullo schermo, ma è stato anche un campione nella vita, in quanto fonte d’ispirazione per come ha affrontato questa battaglia con coraggio e forza”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-1738077434366248532?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/1738077434366248532/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/09/spartacus-non-ce-lha-fatta-morto.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/1738077434366248532'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/1738077434366248532'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/09/spartacus-non-ce-lha-fatta-morto.html' title='SPARTACUS NON CE L&apos;HA FATTA: MORTO ANDY WHITFIELD!'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-1108941820575150925</id><published>2011-09-13T20:18:00.005+02:00</published><updated>2011-09-17T19:50:24.227+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tivvù'/><title type='text'>STASERA SU RAI STORIA COMENCINI E I "SUOI" BAMBINI</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Mattino&lt;/span&gt; - 13 settembre 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C’era una volta una Rai che realizzava straordinarie inchieste televisive a puntate affidandole a grandi nomi del cinema italiano, come per esempio Luigi Comencini. Chi volesse vedere o rivedere l’esito più felice della collaborazione extracinematografica tra il maestro di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pane amore e fantasia&lt;/span&gt; - poiché il suo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pinocchio&lt;/span&gt; televisivo è cinema puro - e la tv pubblica può sintonizzarsi stasera alle 23 su Rai Storia, il canale del pacchetto Rai Educational presente sul digitale terrestre, per gustarsi la prima delle sei puntate de &lt;span style="font-style: italic;"&gt;I b&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.ufficiostampa.rai.it/imageus/78773_raistoria_bambinienoi%20copia.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 480px; height: 278px;" src="http://www.ufficiostampa.rai.it/imageus/78773_raistoria_bambinienoi%20copia.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ambini e noi&lt;/span&gt;, lo storico reportage artistico che Comencini realizzò per la Rai nel 1970. Gli altri cinque episodi, inseriti come il primo all’interno del programma &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Res&lt;/span&gt; di Giuseppe Giannotti e Davide Savelli, andranno in onda nei prossimi cinque martedì alla stessa ora.&lt;br /&gt;Con &lt;span style="font-style: italic;"&gt;I bambini e noi&lt;/span&gt;, Luigi Comencini - non a caso definito “il regista dei bambini” grazie alla sensibilità innata nel narrare vicende e drammi infantili: basti pensare a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Incompreso&lt;/span&gt; (1967), &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Le avventure di Pinocchio&lt;/span&gt; (1972) e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Cuore&lt;/span&gt; (1982) - fotografò in maniera mirabile la condizione di vita dei piccoli italiani a partire dalla fine degli anni Sessanta, mettendo a confronto le voci di bambini appartenenti a contesti socio-economici e geografici differenti.  Naturalmente, però, attraverso il suo sguardo focalizzato sulle problematiche del mondo giovanile, il regista riuscì a indagare anche tra le pieghe più ampie del Paese adulto, catturandolo in un cruciale momento di passaggio.&lt;br /&gt;La serie fu inaugurata da una puntata ambientata a Napoli - quella che Rai Storia manda in onda stasera - nella quale i più piccoli sono costretti a lavorare invece di andare a scuola e studiare come tanti altri loro coetanei. L’episodio s’intitola &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La fatica&lt;/span&gt;, termine che a Napoli indica proprio il lavoro; e al suo interno, scorrono l’una dopo l’altra le storie più o meno incredibili di tanti bambini vetrai, meccanici, fabbri, carrozzieri, che si pongono fino a un certo punto come casi-limite: ed è utile, nel periodo della riapertura delle scuole, riflettere su una realtà che ancora oggi, in determinati contesti sociali, non è poi così diversa.  In questa e nelle successive puntate, comunque, la macchina da presa di Comencini osserva i bambini al lavoro, li segue a casa, li interroga sui loro sogni e desideri. Il tono del regista è affettuoso, spesso preoccupato per ciò che individui ancora indifesi devono affrontare nelle loro quotidianità. Dal punto di vista stilistico, poi, le scene dialogate e la quasi totale assenza di speaker riescono a restituire allo spettatore di ieri e di oggi la complessità delle varie situazioni narrate, invitandolo a meditare su ciò che sta osservando.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-1108941820575150925?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/1108941820575150925/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/09/stasera-su-rai-storia-comencini-e-i.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/1108941820575150925'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/1108941820575150925'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/09/stasera-su-rai-storia-comencini-e-i.html' title='STASERA SU RAI STORIA COMENCINI E I &quot;SUOI&quot; BAMBINI'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-2278694917059488118</id><published>2011-09-08T19:14:00.003+02:00</published><updated>2011-09-08T19:25:58.770+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visioni'/><title type='text'>ALLA MOSTRA DI  VENEZIA ARRIVA "HOLLYWOOD INVASION"!</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Mattino&lt;/span&gt; - 8 settembre 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tre decenni di rapporti tra cinema americano ed europeo, inseriti nel più ampio contesto delle relazioni sociali e culturali tra nuovo e vecchio continente, riprendono vita nei 60 minuti di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Hollywood Invasion&lt;/span&gt;, il documentario scritto e diretto dal critico cinematografico napoletano Marco Spagnoli, con produzione e distribuzione di NbcUniversal e musiche di Pivio e Aldo De Scalzi, in programma giovedì alla Mostra di Venezia come evento speciale della sezione Controcampo italiano. Dopo l’anteprima mondiale al Lido, poi, il film andrà in onda in prima tv il 21 settembre alle 21.15 su Studio Universal.&lt;br /&gt;“Ma il mio - anticipa Spagnoli -&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-eR0t3k0ABQM/Tmj6dtOIFnI/AAAAAAAACFU/kk_WyVdZWRc/s1600/HOLLYWOOD%2BINVASION%2BPOSTER.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 280px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-eR0t3k0ABQM/Tmj6dtOIFnI/AAAAAAAACFU/kk_WyVdZWRc/s400/HOLLYWOOD%2BINVASION%2BPOSTER.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5650041120798283378" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; vuol essere, più che altro, un “controcampo americano”, poiché &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Hollywood Invasion&lt;/span&gt; è un progetto complementare a un altro mio lavoro di due anni fa, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Hollywood sul Tevere&lt;/span&gt;, rispetto al quale attinge allo stesso periodo storico, quello compreso tra anni ’50 e ‘70, raccontandolo però dal punto di vista americano invece che europeo come nel precedente documentario”. L’autore, infatti, ripercorre trent’anni di grande cinema internazionale attraverso materiali spesso inediti tratti da reportage e servizi televisivi del network statunitense Nbc, “che se da un lato - precisa - confermano la potenza invasiva delle produzioni hollywoodiane in Europa, dall’altro testimoniano la fascinazione nei confronti dei talenti europei, capaci a loro volta di “invadere” l’immaginario collettivo statunitense, segnandolo in profondità grazie al carisma e talento”. E se il precedente documentario era nato scavando nell’archivio Luce a Cinecittà, stavolta Spagnoli ha lavorato a New York all’interno dell’immenso archivio NbcUniversal, quasi tutto inaccessibile al pubblico e, dunque, pieno di sorprese inattese e gemme rare.&lt;br /&gt;Tra gli inediti più sorprendenti ce n’è uno ambientato a Napoli: il lungo filmato televisivo a colori della visita in città del presidente americano John Fitzgerald Kennedy il 2 luglio 1963. “Quando l’ho visto - spiega Spagnoli - sono sobbalzato sulla sedia, perché sembravano le immagini di quattro mesi più tardi a Dallas, quando Kennedy fu assassinato. Naturalmente, però, lo sfondo del centro di Napoli è inconfondibile, come dimostrano i minuti del corteo tra piazza Plebiscito e piazza Garibaldi montati nel film. Queste immagini, tra l’altro, hanno anche un valore storico, perché Napoli fu l’ultima tappa dell’ultimo viaggio europeo di Kennedy prima della morte”.  Ma quando si parla di rapporti tra l’Italia e Hollywood negli anni Sessanta, il primo nome che viene in mente è quello di una star globale di origini napoletane come Sophia Loren, non a caso effigiata sul manifesto di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Hollywood Invasion&lt;/span&gt;. “Nel film - conferma Spagnoli - lei compare ben tre volte. In particolare, risulteranno sorprendenti le immagini tratte da una biografia televisiva della Nbc, con la Loren intervistata nel 1962 sul set parigino del film di Anatole Litvak &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il coltello nella piaga&lt;/span&gt;, dove appare simpaticissima e, come gran parte degli artisti italiani ed europei dell’epoca, in possesso di un inglese fluente”. E Sophia è protagonista anche di un altro momento emblematico dell’ammirazione nutrita da Hollywood verso gli artisti europei, quando un annoiato inviato della Nbc a Cannes si esalta definendola “Queen of movies”, aggiungendo che senza di lei i film non sarebbero altro che semplice celluloide. “Più in generale, comunque, lo sguardo degli americani su noi italiani ed europei - aggiunge Spagnoli - risulta più accurato e intelligente rispetto ai tanti cliché presenti oggi nelle produzioni hollywoodiane”.&lt;br /&gt;Dopo Venezia, Marco Spagnoli sarà presente probabilmente anche al Festival di Roma con un altro suo documentario, che si preannuncia interessante fin dal titolo: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Saviano racconta Scarface&lt;/span&gt;. “Avevo intervistato lo scrittore per gli extra di una nuova edizione in dvd, ma la conversazione di quasi 90 minuti era talmente densa e sorprendente da meritare un film autonomo. E anche qui - conclude - le sorprese non mancheranno, come quando Saviano racconta di aver scritto &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Gomorra&lt;/span&gt; col poster di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Scarface&lt;/span&gt; appeso alle spalle, perché quel film è stato decisivo per la sua crescita culturale”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-2278694917059488118?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/2278694917059488118/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/09/alla-mostra-di-venezia-arriva-hollywood.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/2278694917059488118'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/2278694917059488118'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/09/alla-mostra-di-venezia-arriva-hollywood.html' title='ALLA MOSTRA DI  VENEZIA ARRIVA &quot;HOLLYWOOD INVASION&quot;!'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-eR0t3k0ABQM/Tmj6dtOIFnI/AAAAAAAACFU/kk_WyVdZWRc/s72-c/HOLLYWOOD%2BINVASION%2BPOSTER.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-3932815216310263775</id><published>2011-09-07T20:10:00.003+02:00</published><updated>2011-09-07T20:18:17.089+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tivvù'/><title type='text'>SABRINA FERILLI IN TV: DA TATA A BRIGANTESSA</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;(&lt;em&gt;Il Mattino&lt;/em&gt; - 7 settembre 2011)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Se tra qualche mese sarà accanto a Christian De Sica nel nuovo cinepanettone &lt;em&gt;Natale a Cortina&lt;/em&gt; prodotto da Aurelio De Laurentiis, da stasera Sabrina Ferilli torna a vestire i panni della sexy tata, nonché ex spogliarellista, Anna nella seconda stagione di &lt;em&gt;Anna e i cinque&lt;/em&gt;, in onda in prima serata su Canale 5 per sei settimane. La seconda serie, diretta da Franco Amurri, vede ancora la protagonista impegnata con i cinque figli del ricco finanziere Ferdinando Ferrari interpretato da Pierre Cosso, “ma in questa nuova stagione - spiega Sabrina - ci sono molti cambiamenti, a partire dal trasferimento di Anna da Milano a Roma, dove arriva per incontrare la mamma che, fino ad allora, ha sempre creduto morta”.&lt;br /&gt;Nella Capitale, la donna inizia anche u&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_NqFVTzCJCZc/SEc3Ll83r7I/AAAAAAAAAHI/NwkDPbqjffM/s400/anna+e+i+cinque+-+sabrina+ferilli.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 360px; height: 386px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_NqFVTzCJCZc/SEc3Ll83r7I/AAAAAAAAAHI/NwkDPbqjffM/s400/anna+e+i+cinque+-+sabrina+ferilli.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;n’altra professione: quella di attrice in una soap opera. “La sua vita da tata, comunque, prosegue, perché Ferdinando - aggiunge la Ferilli - si trasferisce a sua volta a Roma con i cinque figli, pur di restare accanto ad Anna. Ci saranno tanti colpi di scena. E molto spazio pure per i momenti sul set della soap opera, realizzata prendendo in giro quelle tipiche sudamericane, con effetti molto divertenti”. In una trama da garbata commedia romantica per famiglie, inoltre, fa capolino anche l’attualità della crisi economica globale. “Infatti, la società di Ferdinando va in bancarotta, in seguito a una serie di raggiri finanziari. Così, come nel Paese reale, i vari personaggi devono affrontare la povertà. E proprio la semplicità di Anna fa capir loro come a contare non sia la ricchezza materiale bensì valori più profondi e genuini”.&lt;br /&gt;Da tata a brigantessa il passo non è breve. “Ma è proprio questo - racconta Sabrina - il ruolo che mi aspetta in un’altra fiction che ho appena finito di girare”. Si tratta di &lt;em&gt;Né con te né senza di te&lt;/em&gt;, diretta dal regista e sceneggiatore partenopeo Vincenzo Terracciano e ambientata a metà Ottocento durante la breve esperienza della Repubblica romana. Nella serie, che andrà in onda tra qualche mese su Raiuno, la Ferilli recita, tra gli altri, accanto a un’attrice napoletana importante come Isa Danieli: “Una grande interprete davvero, con la quale è stato un onore lavorare”. Il personaggio di Sabrina Ferilli è ispirato alla figura di Francesca Sipicciani, realmente vissuta a metà Ottocento a nord del Garigliano, tra Fondi e le paludi pontine: “Era una brigantessa chiamata la Capitana, che per un periodo era riuscita ad avere sotto il suo comando un centinaio di uomini”. E, a proposito di polemiche su brigantaggio e Unità, l’attrice ha le idee chiare sui contrasti ideologici che, da Sud e da Nord, hanno accompagnato il centocinquantesimo anniversario dell’Italia unita: “Penso che gli interessi di chi governa e detiene il potere siano sempre gli stessi, oggi come allora, spesso a discapito della povera gente. Inoltre, non riesco a sopportare quelle teste di zucca che vogliono dividere a tutti i costi l’Italia: non è così, infatti, che si fa un grande Paese”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-3932815216310263775?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/3932815216310263775/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/09/sabrina-ferilli-in-tv-da-tata.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/3932815216310263775'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/3932815216310263775'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/09/sabrina-ferilli-in-tv-da-tata.html' title='SABRINA FERILLI IN TV: DA TATA A BRIGANTESSA'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_NqFVTzCJCZc/SEc3Ll83r7I/AAAAAAAAAHI/NwkDPbqjffM/s72-c/anna+e+i+cinque+-+sabrina+ferilli.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-8880444860805293157</id><published>2011-09-05T23:00:00.004+02:00</published><updated>2011-09-06T00:48:45.228+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visioni'/><title type='text'>TSUI HARK FA ANCORA CENTRO COL DETECTIVE DEE...</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oggi pomeriggio, ho visto al cinema &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Detective Dee e il mistero della fiamma fantasma&lt;/span&gt;, l'ottimo nuovo film del maestro Tsui Hark: perfetto "Hong Kong Style" con budget da kolossal "ufficiale" cinese (ma la pellicola è tutt'altro che apologetica col potere, anzi...). Qui sotto, ho inserito il backstage di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Detective Dee&lt;/span&gt;, purtroppo non sottotitolato ma comunque in grado di restituire la spettacolarità estrema e l'accesa visionarietà del film. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;(d.d.p.)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="390" width="640"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/rx83AAK8bE0?version=3&amp;amp;hl=en_US"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/rx83AAK8bE0?version=3&amp;amp;hl=en_US" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="390" width="640"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-8880444860805293157?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/8880444860805293157/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/09/tsui-hark-fa-ancora-centro-col.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/8880444860805293157'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/8880444860805293157'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/09/tsui-hark-fa-ancora-centro-col.html' title='TSUI HARK FA ANCORA CENTRO COL DETECTIVE DEE...'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-7726428758083505990</id><published>2011-08-31T22:52:00.005+02:00</published><updated>2011-09-04T23:43:22.950+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visioni'/><title type='text'>LA PASTA AL CINEMA: IL GUSTO E LA VISIONE...</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;(&lt;a href="http://www.ilmattino.it/articolo_app.php?id=40825&amp;amp;sez=PIACERI"&gt;&lt;em&gt;Il Mattino&lt;/em&gt; - 31 agosto 2011&lt;/a&gt;)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il fatto che, negli anni Sessanta, gli americani abbiano ribattezzato proprio “spaghetti western” i film italiani che, da Sergio Leone in poi, rileggevano con sguardo europeo il mito della Frontiera la dice lunga su come, nell’immaginario collettivo planetario, la pasta sia considerata uno tra i simboli più immediatamente riconoscibili dell’italianità.&lt;br /&gt;E, lungo la sua storia, proprio il cinema italiano ha fatto ricorso in innumerevoli occasioni a un bel piatto di maccheroni o spaghetti per arricchire e tratteggiare in maniera rapida ed efficace personaggi e situazioni. La prima immagine &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-J7T-AA1CUWE/TmPw4IWZWQI/AAAAAAAACFE/jIpDZPZ4-1U/s1600/miseria_nobilta4.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 280px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-J7T-AA1CUWE/TmPw4IWZWQI/AAAAAAAACFE/jIpDZPZ4-1U/s400/miseria_nobilta4.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5648623204757494018" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;che torna alla mente dell’appassionato è quella di Totò in piedi sul tavolo, impegnato in una danza quasi da baccanale in &lt;em&gt;Miseria e nobiltà&lt;/em&gt;, pronto a soddisfare una fame atavica arraffando spaghetti a più non posso, in bocca, nelle tasche del soprabito, ovunque, quasi come colto da vero e proprio raptus. Altra sequenza immortale, poi, è quella dello “yankee” Nando Moriconi interpretato da Alberto Sordi in &lt;em&gt;Un americano a Roma&lt;/em&gt;, dove va in scena un autentico duello tra un piatto di maccheroni e il protagonista coatto ante litteram. Nel secondo dopoguerra, comunque, la pasta è onnipresente nel cinema italiano, sia nelle pellicole neorealiste che nelle commedie che portano agli anni del Boom sessantesco. I significati, però, sono diversissimi. Così, se nel capolavoro-simbolo del neorealismo, &lt;em&gt;Roma città aperta&lt;/em&gt; di Rossellini, l’Italia che esce affamata e speranzosa dalla guerra è ben incarnata nel nonno che raccomanda al nipote avviato alle nozze di non litigare con la futura sposa e far saltare la cerimonia perché “se dovemo fa’ ‘na magnata”, invece in commedie come &lt;em&gt;I soliti ignoti&lt;/em&gt; di Mario Monicelli la fascinazione della pasta è più suadente e leggera, tale però da far fermare la banda di ladri da strapazzo formata, tra gli altri, da Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni e Totò di fronte a un piatto di pasta e fagioli mentre è in atto la “rapina del secolo”.&lt;br /&gt;Il legame tra la pasta e il cinema italiano, comunque, è molto stretto e sono davvero tanti gli interpreti di rango che, nell’ambito di pellicole più o meno celebri, hanno avuto a che fare con un bel piatto di pastasciutta fumante: dalla Anna Magnani de &lt;em&gt;L’onorevole Angelina&lt;/em&gt; ai giovani altrettanto proletari di &lt;em&gt;Domenica d’agosto&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Poveri ma belli&lt;/em&gt;, dal Totò emigrato in Spagna e improvvisato torero di &lt;em&gt;Fifa e arena&lt;/em&gt; al clamoroso Aldo Fabrizi de &lt;em&gt;La famiglia Passaguai&lt;/em&gt;, dai ripetuti omaggi felliniani fino alla Sabrina Ferilli del più recente &lt;em&gt;Ferie d’agosto&lt;/em&gt; di Paolo Virzì, dalla famiglia di pastai pugliesi - è storia dell’anno scorso - del premiato &lt;em&gt;Mine vaganti&lt;/em&gt; di Ferzan Ozpetek ai cortometraggi d’autore prodotti in questi anni dal pastificio Garofalo di Gragnano e affidati a nomi celebri come Valeria Golino o Terry Gilliam.&lt;br /&gt;L’omaggio più romantico alla pasta intesa come elemento capace di condizionare in meglio l’esistenza, però, arriva probabilmente da Hollywood. E non da un film con attori in carne e ossa, bensì da quel capolavoro dell’animazione che è il disneyano &lt;em&gt;Lilli e il vagabondo&lt;/em&gt;, nel quale i due cagnolini protagonisti s’innamorano proprio davanti a un bel piatto di spaghetti al pomodoro, servito da un cuoco che, naturalmente, è di origini italiane.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-7726428758083505990?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/7726428758083505990/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/08/la-pasta-al-cinema-il-gusto-e-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/7726428758083505990'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/7726428758083505990'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/08/la-pasta-al-cinema-il-gusto-e-la.html' title='LA PASTA AL CINEMA: IL GUSTO E LA VISIONE...'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-J7T-AA1CUWE/TmPw4IWZWQI/AAAAAAAACFE/jIpDZPZ4-1U/s72-c/miseria_nobilta4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-753791718001398619</id><published>2011-08-28T20:42:00.007+02:00</published><updated>2011-09-04T23:40:12.387+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vintage'/><title type='text'>L'ESTATE STA FINENDO... E UN ANNO SE NE VA...</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object width="640" height="390"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/NVfbg_rWePw?version=3&amp;amp;hl=en_US"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/NVfbg_rWePw?version=3&amp;amp;hl=en_US" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="640" height="390"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-753791718001398619?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/753791718001398619/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/08/lestate-sta-finendo-e-un-anno-se-ne-va.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/753791718001398619'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/753791718001398619'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/08/lestate-sta-finendo-e-un-anno-se-ne-va.html' title='L&apos;ESTATE STA FINENDO... E UN ANNO SE NE VA...'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-4449573715374897987</id><published>2011-08-27T20:20:00.005+02:00</published><updated>2011-08-27T20:52:04.207+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letture'/><title type='text'>UN OTTIMO SAGGIO SUL PRIMO CINEMA DI PISCICELLI</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Mattino&lt;/span&gt; - 27 agos&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;to 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La Napoli che Salvatore Piscicelli descrive nei suoi primi film, tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta, può essere considerata come una sorta di emblematico laboratorio della profonda mutazione socio-antropologica in atto nell’Italia intera, già denunciata da Pier Paolo Pasolini nel decennio precedente: una città, come la nazione tutta, nella quale subiscono una cruciale accelerazione i processi di trasformazione del panorama politico e dell’orizzonte culturale, nonché quelli delle forme della comunicazione, che devono iniziare a fare i conti con un assetto mediatico inedito rispetto a quello in auge fino ad allora. E’ in questo panorama “in progress” che il primo cinema di Piscicelli dice la parola probabilmente definitiva su ciò che Napoli e l’Italia si apprestano a diventare nel corso degli anni Ottanta, influenzati da un’onda lunga che ancora oggi caratterizza la nostra quotidianità.&lt;br /&gt;A questo periodo dec&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-eM-ZSk67Hhc/Tlk8Ac3rOAI/AAAAAAAACE0/hXd-sryc_00/s1600/AlleOriginiDiGomorra-Cover.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 213px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-eM-ZSk67Hhc/Tlk8Ac3rOAI/AAAAAAAACE0/hXd-sryc_00/s320/AlleOriginiDiGomorra-Cover.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5645609586333005826" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;isivo e a colui che, utilizzando in maniera modernissima il linguaggio delle immagini in movimento, s’impose come uno tra i suoi esegeti più illuminati e preveggenti è dedicato l’interessante volume di Francesco Crispino edito da Liguori e intitolato &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Alle origini di G&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;omorra. Salvatore Piscicelli tra Nuovo cinema e Neotelevisione&lt;/span&gt; (158 pagine, 19.90 euro). Va subito spiegato come il riferimento nel titolo al libro di Roberto Saviano e, soprattutto, al successivo film di Matteo Garrone sia motivato dall’approccio privilegiato da Crispino, che individua - a ragion veduta - nel regista e sceneggiatore originario di Pomigliano d’Arco l’anticipatore di quei ritratti di insediamenti urbani e periferie estese e degradate poi popolarizzati, quasi trent’anni dopo, dal fenomeno &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Gomorra&lt;/span&gt;. In particolare, Crispino - che ha insegnato Storia del cinema negli Atenei di Firenze, Roma Tre e Cassino, curato un volume su Pasolini e diretto alcuni cortometraggi e documentari - si sofferma su pellicole seminali come l’esordio piscicelliano del 1979 &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Immacolata e Concetta&lt;/span&gt;, il secondo film &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Le occasioni di Rosa&lt;/span&gt; del 1981 e la coeva serie di documentari televisivi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Bestiario metropolitano&lt;/span&gt;, realizzata per Raitre (istituita appena nel 1975, in seguito alla riforma della tv pubblica) e trasmessa in sei puntate di mezz’ora l’una sulle frequenze regionali campane.&lt;br /&gt;E una tra le tracce seguite dall’autore nell’accostarsi alla prima produzione di Piscicelli riguarda appunto lo storico “passaggio di testimone” tra cinema e televisione, del quale un artista intermediale raffinato e consapevole come il regista campano, capace - scrive Crispino - “di mescolare varie discipline e far dialogare diversi mezzi di comunicazione”, diventa emblema e punto di riferimento per coloro che verranno dopo.  La traccia più significativa seguita dall’autore di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Alle origini di Gomorra&lt;/span&gt;, però, è quella introdotta da ciò che scrive Franco Monteleone nella densa prefazione, a proposito del retroterra socio-etnografico del cinema di Piscicelli e del violento stravolgimento del tessuto sociale della provincia napoletana nella quale il cineasta si forma. “Com’è noto, si verifica allora in quei luoghi - scrive Monteleone - un repentino cambiamento della loro tradizionale fisionomia agricola. Il nuovo insediamento industriale dell’Alfasud, che manca ovviamente di una radicata cultura operaia, si affianca allo stabilimento dell’Italsider di Bagnoli, rimodellando l’intero bacino produttivo regionale, proprio nel momento in cui la vecchia e solida cultura operaia dell’altoforno meridionale stava scomparendo per effetto della crisi siderurgica. Da sedimento di miti, riti e di memorie ancestrali, quell’area finisce per trasformarsi in un perverso crogiuolo di neosviluppo, che assume tutti i caratteri della cosiddetta postmodernità, fondati sulle logiche di una tumultuosa quanto sregolata crescita economica”.&lt;br /&gt;Questo itinerario è descritto quasi in diretta da Salvatore Piscicelli, prima nei documentari antropologici pomiglianesi con Marcello Colasurdo e nel tragico e spaesante melò rurale &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Immacolata e Concetta&lt;/span&gt;, quindi grazie all’avvicinamento alla città di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Bestiario metropolitano&lt;/span&gt; e all’algida e disperata Scampia di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Le occasioni di Rosa&lt;/span&gt;. Quattro anni dopo, nel 1985, arriveranno le storie vesuwave di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Blues metropolitano&lt;/span&gt; e il cinema piscicelliano avrà compiuto il suo percorso urbano fin dentro il rutilante e polifonico ventre della “nuova” Partenope sospesa tra terremoto e fine millennio.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-4449573715374897987?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/4449573715374897987/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/08/un-ottimo-saggio-sul-primo-cinema-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/4449573715374897987'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/4449573715374897987'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/08/un-ottimo-saggio-sul-primo-cinema-di.html' title='UN OTTIMO SAGGIO SUL PRIMO CINEMA DI PISCICELLI'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-eM-ZSk67Hhc/Tlk8Ac3rOAI/AAAAAAAACE0/hXd-sryc_00/s72-c/AlleOriginiDiGomorra-Cover.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-5420738057329674770</id><published>2011-08-27T20:04:00.005+02:00</published><updated>2011-08-27T20:38:12.330+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visioni'/><title type='text'>A VENEZIA LA CUCINA DOC DELLO CHEF GENNARO ESPOSITO</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Mattino&lt;/span&gt; - 26 agosto 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Una volta, se dicevi a una ragazza che facevi il cuoco, lei ti guardava come si guarda un bandito. Oggi non è più così, anzi sei considerato quasi più come un artista”. Questa bella riflessione del quarantunenne master chef vesuviano Gennaro Esposito, che con le sue due stelle Michelin è tra i più richiesti del momento, apre il documentario di Elisabetta Pandimiglio intitolato proprio &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Più come un artista&lt;/span&gt;, la cui anteprima mondiale è prevista per il 7 settembre alla Mostra di Venezia nell’ambito delle Giornate degli autori.&lt;br /&gt;L’idea della brava regista e sceneggiatrice è semplice: seguire Esposito e il suo staff nel loro lavoro quotidiano in quello che è il loro regno, cioè la cucina del celebrato ristorante Torre del Saracino di Vico Equense, aperto proprio da Esposito e dalla moglie Vittoria ormai vent’anni fa. Dall’autentico pedinamento emergono la passione viscerale verso l’arte del cucinare e l’ossessione per la perfezione condivisa da tutti coloro che lavorano con lo chef, ma anche i ritmi infernali che caratterizzano il “dietro le quint&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-5Dtf48yYOr8/Tlk5NAIE6lI/AAAAAAAACEs/0hjFzc3mhB8/s1600/Gennaro_jpg-480x369.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 246px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-5Dtf48yYOr8/Tlk5NAIE6lI/AAAAAAAACEs/0hjFzc3mhB8/s320/Gennaro_jpg-480x369.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5645606503420586578" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;e” di un ristorante ricercato come Torre del Saracino. “Ho cercato di restituire - racconta l’autrice Elisabetta Pandimiglio - il senso di quella che si configura come un’autentica comunità, nella quale ci sono tensioni e momenti di crisi, ma anche esultanza per un successo e orgoglio per un’idea condivisa. L’alternanza tra ritmi convulsi e tempi morti, poi, mi ha permesso anche di fare un lavoro sui pensieri dei vari protagonisti, a partire da quelli di Gennaro”.&lt;br /&gt;E, in tal senso, sono molto belli e pregnanti i poetici inserti tra un capitolo e l’altro, nei quali lo chef riflette sul senso della sua arte e della sua vita mentre nuota nel mare davanti Vico. “Ho iniziato a nuotare con regolarità da tre-quattro anni - racconta Gennaro Esposito - e quei momenti con la testa sott’acqua mi servono per staccare dai ritmi serrati che caratterizzano il mio lavoro: è qualcosa che mi fa stare bene fisicamente ma, soprattutto, psicologicamente, poiché la mia giornata tipo inizia alle 8 e, con un’unica piccola pausa, prosegue fino a notte fonda, tutti i giorni, tra rapporti con i clienti e col personale, inconvenienti vari da risolvere, ansia per qualche nuova idea da sperimentare, esigenza di mantenersi sempre a livelli di eccellenza”. Per Esposito, cucinare è tutto: “Si può tranquillamente parlare di ossessione, abbinata ovviamente a una passione fortissima. Lavoro in cucina da quando avevo 14 anni e, pian piano, ho scoperto cose nuove, ho studiato, sono cresciuto, conquistando con l’impegno quotidiano tutto ciò che ho ottenuto. Dunque, posso certamente dire che la cucina per me è una ragione di vita”. E questo approccio “totale” è la cifra stilistica dell’arte culinaria dello chef vesuviano: “Io mi sono ripromesso di non farmi mai trascinare dalla corrente, ma di proporre qualcosa di personale e indicativo del mio stile e del mio essere: lo devo alla gente, alla quale cerco di regalare un’esperienza diversa da tutte le altre; e lo devo al mio territorio, dal quale prendo la materia prima per ciò che cucino”.&lt;br /&gt;Esposito ha una certa dimestichezza con le telecamere, grazie alle numerose presenze in tv, ma non ha dubbi nel definire unica l’esperienza del documentario di Elisabetta Pandimiglio: “E’ tutta un’altra cosa rispetto a quando vai in tv per presentare una ricetta. Qui, le telecamere erano nel nostro regno e il loro occhio ha catturato le nostre quotidianità. In alcuni momenti c’erano addirittura quattro operatori che giravano contemporaneamente, ma sono sempre stati molto discreti. Da parte nostra, io e lo staff ci siamo concessi totalmente, anche per pura curiosità verso questa esperienza. Tra l’altro, ho notato molte analogie tra il lavoro del regista e quello dello chef: entrambi creano assieme a un gruppo di collaboratori fidati. Nel mio caso, poi, molti di loro sono con me fin dall’inizio: e questo rende ancora più bello e prezioso ciò che facciamo”. Tra qualche giorno ci sarà il tappeto rosso veneziano: “Non so davvero cosa aspettarmi dalla presenza alla Mostra di Venezia. In ogni caso, sarà un’esperienza un po’ al confine, perché accanto al cinema ci sarà pure la gastronomia, grazie a una cena che prepareremo per dopo la proiezione. Però, io sono un grande appassionato di cinema, oltre che di musica. Anzi, da ragazzo ho praticamente vissuto in un cinema, perché aiutavo uno zio che ne gestiva la bouvette: mi sedevo in ultima fila, pronto a scattare all’intervallo per aiutare lo zio; e così ho visto davvero tantissimi film. Tra i miei preferiti dell’epoca, c’erano quelli di Sergio Leone, Bruce Lee e Massimo Troisi”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-5420738057329674770?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/5420738057329674770/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/08/venezia-la-cucina-doc-dello-chef.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/5420738057329674770'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/5420738057329674770'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/08/venezia-la-cucina-doc-dello-chef.html' title='A VENEZIA LA CUCINA DOC DELLO CHEF GENNARO ESPOSITO'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-5Dtf48yYOr8/Tlk5NAIE6lI/AAAAAAAACEs/0hjFzc3mhB8/s72-c/Gennaro_jpg-480x369.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-1941163156709792513</id><published>2011-08-27T00:51:00.006+02:00</published><updated>2011-08-27T20:18:36.527+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letture'/><title type='text'>UMBERTO LENZI: DA REGISTA A SCRITTORE DI GIALLI</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Mattino&lt;/span&gt; - 25 agosto 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una serie di romanzi gialli con Totò e i fratelli De Filippo come personaggi? L’accostamento è meno bizzarro di quanto si possa pensare se i libri in questione sono scritti da Umberto Lenzi &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(qui nella foto)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;, il regista di culto &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-tdvb07l2MZI/Tlk0E4CcykI/AAAAAAAACEc/N5ZwsheS0AI/s1600/UmbertoLenzi.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 215px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-tdvb07l2MZI/Tlk0E4CcykI/AAAAAAAACEc/N5ZwsheS0AI/s320/UmbertoLenzi.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5645600866252409410" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;di tanti film di genere anni Settanta, autore di riferimento di un cineasta doc come Quentin Tarantino e a sua volta cinefilo coltissimo. Lenzi, che negli anni d’oro ha firmato autentici cult movies come il thriller &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Orgasmo&lt;/span&gt; e il “poliziottesco” &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Napoli violenta&lt;/span&gt;, ha intrapreso da qualche tempo una seconda carriera di scrittore, passando - come sottolinea con malcelato orgoglio - “dal cinema raccontato con la macchina da presa a quello di carta, poiché lo stile narrativo e il taglio dei capitoli dei miei romanzi sono mutuati dai film, nel senso che vivono di immagini visive più che di sensazioni astratte e descrizioni letterarie”.&lt;br /&gt;Dal 2008, infatti, sta portando avanti una saga poliziesca appena giunta al quarto capitolo, grazie alla recente uscita di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Scalera di sangue&lt;/span&gt; (con riferimento allo storico stabilimento cinematografico romano), pubblicato come i precedenti tre da Coniglio editore.  L’intero ciclo è ambientato nell’universo del cinema italiano a cavallo della Seconda guerra mondiale: si parte nella Roma fascista del 1940 di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Delitti a Cinecittà&lt;/span&gt; (2008) per passare alla fine del 1942 di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Terrore ad Harlem&lt;/span&gt; del 2009 (e l’&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Harlem&lt;/span&gt; del titolo è un kolossal di propaganda anti-americana diretto da Carmine Gallone), poi alla Venezia del 1944 di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Morte al Cinevillaggio&lt;/span&gt; (2010) e, infine, alla Roma liberata del luglio 1945 che fa da scenario al nuovo romanzo. “Protagonista dei quattro libri - racconta Umberto Lenzi - è l’investigatore privato Bruno Astolfi, che nel corso delle sue indagini avrà a che fare col gotha del cinema italiano dell’epoca: da Alessandro Blasetti a Luisa Ferida, da Alida Valli ad Amedeo Nazzari, da Aldo Fabrizi ai giovani Ugo Tognazzi e Federico Fellini, fino a Vittorio De Sica, Totò e i fratelli Ed&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-v8kGobyIVZ0/Tlk0UsYjQmI/AAAAAAAACEk/lieNCwYtY5Y/s1600/ScaleraDiSangue-Cover.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 234px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-v8kGobyIVZ0/Tlk0UsYjQmI/AAAAAAAACEk/lieNCwYtY5Y/s320/ScaleraDiSangue-Cover.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5645601138001789538" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;uardo e Peppino De Filippo”.  Con ciascuno, Astolfi interagisce attraverso pagine a metà tra citazionismo estremo e gustoso divertissment. E, tra i tanti, è particolarmente riuscito proprio l’incontro con i De Filippo, che va in scena nel secondo libro sul set di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Non ti pago&lt;/span&gt;, quando il detective viene coinvolto da Eduardo in un botta e risposta davanti alla macchina da presa, dopo che quest’ultimo lo scambia per l’attore che avrebbe dovuto recitare la scena con lui. “L’idea di collocare queste vicende poliziesche nell’ambiente del cinema italiano durante gli anni del fascismo - sottolinea Lenzi - si spiega col fatto che prima di essere un regista sono un cinefilo e un appassionato di storia. Da questo duplice punto di vista, dunque, ho voluto assecondare la mia esigenza di raccontare l’Italia tra il 1940 e il 1945, assemblando una formula a base di cinema, ministoria e thriller”.&lt;br /&gt;Lo statuto di regista di culto di Umberto Lenzi è stato confermato anche dalla bollente accoglienza avuta qualche mese fa all’Accademia di Belle arti di Napoli, dov’è intervenuto nell’ambito di un convegno di storici del cinema e dove i tantissimi giovani presenti lo hanno letteralmente subissato di domande e richieste di foto e autografi, a conferma dell’enorme popolarità dei suoi film cosiddetti di Serie B. “Non tornavo a Napoli - ricorda Lenzi - dal giorno della “prima” di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Napoli violenta&lt;/span&gt;, ad agosto 1976. All’epoca, la città mi sembrò magnifica e sarebbe bello se potesse tornare come allora, senza tanta spazzatura per strada. Ci accolsero al meglio, per l’intero periodo delle riprese, nonostante il film con Maurizio Merli parlasse di violenza metropolitana e criminalità organizzata, problemi purtroppo ancora attuali. Dal cinema, comunque, mi sono autopensionato da oltre dieci anni e - conclude - oggi preferisco dedicarmi ai miei libri, che considero come la continuazione dei film con altri mezzi. Infatti, cerco sempre di catturare l’appassionato, prenderlo alla gola e costringerlo a leggere tutto il romanzo nel giro di un solo giorno”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-1941163156709792513?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/1941163156709792513/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/08/umberto-lenzi-da-regista-scrittore-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/1941163156709792513'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/1941163156709792513'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/08/umberto-lenzi-da-regista-scrittore-di.html' title='UMBERTO LENZI: DA REGISTA A SCRITTORE DI GIALLI'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-tdvb07l2MZI/Tlk0E4CcykI/AAAAAAAACEc/N5ZwsheS0AI/s72-c/UmbertoLenzi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-3979627078682092219</id><published>2011-08-23T23:28:00.002+02:00</published><updated>2011-08-23T23:38:53.509+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visioni'/><title type='text'>NAPOLI A VENEZIA: GRAGNANIELLO ATTACCA BASSOLINO</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;br /&gt;(&lt;em&gt;Il Mattino&lt;/em&gt; - 23 agosto 2011)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Doppia presentazione con polemica, quella organizzata ieri a Roma dalla factory napoletana Figli del Bronx, per mostrare in anteprima alla stampa le sue due produzioni che porterà a fine mese alla Mostra di Venezia: l’atteso &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Là-Bas&lt;/span&gt; di Guido Lombardi (il film, già ribattezzato “Gomorra nero”, selezionato nella Settimana della critica) e il documentario &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Radici&lt;/span&gt; di Carlo Luglio (che si vedrà nelle Giornate degli autori).&lt;br /&gt;La polemica esplode quando prende la p&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-1P_ZLbWBQyM/TlQdsBT-PNI/AAAAAAAACEU/FC2cL4JuxPM/s1600/documentario%2BCarlo%2B228.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-1P_ZLbWBQyM/TlQdsBT-PNI/AAAAAAAACEU/FC2cL4JuxPM/s400/documentario%2BCarlo%2B228.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5644168875105729746" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;arola Enzo Gragnaniello, autentica anima di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Radici&lt;/span&gt;, tutto costruito intorno a lui, che fa da guida sciamanica dello spettatore nella Partenope più magico-mitologica e storica &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(qui nella foto, una scena)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. Gragnaniello, infatti, senza troppi giri di parole com’è nel suo personaggio, coglie l’occasione per dire la sua sul recente passato e sul difficile presente della città che ama visceralmente. “In questi anni - attacca - troppi esponenti politici hanno letteralmente macinato Napoli: l’hanno distrutta, invece di mostrarle il rispetto che una città dalla forza unica, anche grazie alla potenza che le deriva dalla presenza del Vesuvio, avrebbe meritato. In particolare, l’esperienza amministrativa di Antonio Bassolino, prima al Comune e poi alla Regione, ha macinato i napoletani, ai quali ha fatto credere che avrebbe favorito la nascita di una nuova Napoli. Oggi, invece, l’unica rivoluzione possibile - prosegue con rabbia Gragnaniello - sarebbe proprio quella di prendere Bassolino, che negli anni Settanta non l’avrebbe fatta franca, per fargli vedere di persona in che condizioni ha lasciato la nostra città”.&lt;br /&gt;Il “j’accuse” di Enzo Gragnaniello si sofferma su un aspetto, a suo dire determinante: “Napoli è stata governata troppo a lungo da amministratori provenienti dalla provincia: da tanti assessori, per esempio, che non sapevano quasi nulla di questa città e che per anni hanno badato a sistemare i propri amici e parenti”. Il paragone con la fresca amministrazione di Luigi de Magistris, quindi, scatta automatico: “Per ora, il nuovo sindaco mi sta convincendo, soprattutto perché sta parlando in maniera efficace anche alla parte più irrazionale ed emotiva dei napoletani, che per troppo tempo, invece, sono stati letteralmente robotizzati dalle precedenti amministrazioni. Io penso che i napoletani siano un popolo fondamentalmente anarchico: e questa cosa non è stata compresa fino in fondo”. L’irrazionale e il magico sono elementi centrali in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Radici&lt;/span&gt;, il bel documentario che Carlo Luglio ha costruito come un itinerario ondivago quasi interamente musicale nel quale proprio Gragnaniello fa da custode della memoria e da “genius loci” di una Partenope mistica e viscerale, antichissima e sospesa nel tempo, incarnata in autentici luoghi dell’anima come l’Antro della Sibilla a Cuma, il Castello di Baia, la Casina vanvitelliana del Fusaro, la Solfatara, il Tempio di Mercurio, la Piscina Mirabilis, l’Arenile di Bagnoli, i Quartieri spagnoli, il Maschio Angioino.&lt;br /&gt;Sempre in tema di polemiche, poi, Gragnaniello sottolinea, piuttosto sconsolato, come nessuna amministrazione locale campana abbia voluto finanziare &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Radici&lt;/span&gt;: “Addirittura, i tremila euro per andare alla presentazione di Venezia li metterò io. Peccato, che in questi anni la Regione abbia finanziato persino una montagna di sale messa in piazza del Plebiscito, mentre per un film culturale come il nostro finora nessuno ha dato nulla”. Nel cast del documentario di Luglio, oltre a Gragnaniello, ci sono anche Maria Luisa Santella, Ida Di Benedetto, Tony Cercola, James Senese, Riccardo Veno, Enzo Moscato e Franco Del Prete.&lt;br /&gt;Atmosfere diversissime, invece, quelle di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Là-Bas&lt;/span&gt;, il lungometraggio d’esordio di Guido Lombardi, che ha deciso di raccontare una storia di immigrazione, camorra, degrado e speranza nella Castelvolturno d’inizio millennio popolata da quasi 20mila immigrati africani. Il film, unico titolo italiano in concorso alla Settimana della critica, condivide con &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Radici&lt;/span&gt;, oltre alla produzione di Figli del Bronx, anche la giovane ed estremamente dotata direttrice della fotografia Francesca Amitrano. Nei ruoli principali, assieme agli attori Salvatore Ruocco ed Esther Elisha, recitano soltanto non professionisti, a partire dal bravissimo protagonista Abdou Kader Alassane.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-3979627078682092219?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/3979627078682092219/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/08/napoli-venezia-gragnaniello-attacca.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/3979627078682092219'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/3979627078682092219'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/08/napoli-venezia-gragnaniello-attacca.html' title='NAPOLI A VENEZIA: GRAGNANIELLO ATTACCA BASSOLINO'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-1P_ZLbWBQyM/TlQdsBT-PNI/AAAAAAAACEU/FC2cL4JuxPM/s72-c/documentario%2BCarlo%2B228.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-4176550566280628740</id><published>2011-08-22T15:25:00.004+02:00</published><updated>2011-08-22T23:07:47.443+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visioni'/><title type='text'>INTERVISTA A ESTHER ELISHA, ATTRICE DI "LA'-BAS"...</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Mattino&lt;/span&gt; - 21 agosto 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel cast di talentuosi interpreti non professionisti messo insieme dal regista Guido Lombardi e dal produttore Gaetano Di Vaio per &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Là-Bas&lt;/span&gt;, l’atteso film prodotto dalla factory partenopea Figli del Bronx selezionato nella Settimana della critica della prossima Mostra di Venezia, ci sono due artisti che, invece, fanno gli attori per mestiere e che sperano nel successo della pellicola già ribattezzata “Gomorra nera” per spiccare definitivamente il volo. Si tratta dell’emergente napoletano Salvatore Ruocco e di Esther Elisha, bresciana originaria del Benin, il cui coinvolgimento in un film ambientato nella comunità africana di Castelvolturno risulta ancora più interessante proprio per le sue origini. “Sono felicissima - racconta Esther - che, finalmente, anche il cinema italiano si sia accorto dei mutamenti in atto nella società e abbia aperto a un film con protagonisti africani. E’ stata una scelta coraggiosa, che spero possa fare da apripista”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Com’è stata per lei l’e&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-gKVRBuOwZII/TlLE0fyCh5I/AAAAAAAACEE/O_k3WlqzYy4/s1600/EstherElisha-3.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 266px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-gKVRBuOwZII/TlLE0fyCh5I/AAAAAAAACEE/O_k3WlqzYy4/s400/EstherElisha-3.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5643789689212274578" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;sperienza sul set di un film così particolare?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Bellissima, anche perché ho avuto modo di lavorare con tanti giovani di valore, sia nel cast che nella troupe, su una storia importante che mi aveva colpito fin da quando avevo letto la sceneggiatura. E poi, il fatto di aver potuto interagire con una serie di non professionisti, a partire dal talentuoso protagonista Abdou Kader Alassane, ha arricchito profondamente ciascuno di noi”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il film parla di camorra, immigrazione, degrado. Ma lascia aperto più di uno spiraglio di speranza. Come pensa che possa essere recepito dal pubblico?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“A me piacerebbe innanzitutto che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Là-Bas&lt;/span&gt; potesse trovare una strada nelle sale e raggiungere un suo pubblico, che sono sicura esserci. In Italia, infatti, c’è tanto cinema indipendente di valore, che lotta per emergere e farsi guardare, ma non riesce ad arrivare concretamente in sala. E, invece, penso che puntare su progetti giovani e originali come questo potrebbe essere la vera ricchezza dalla quale far ripartire il cinema italiano”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La ricchezza di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Là-Bas&lt;/span&gt;, poi, è anche linguistica e, dunque, culturale…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“E per me proprio questo è stato un ulteriore elemento di straordinario interesse. Nel film, infatti, si alternano molte lingue diverse: nigeriano, inglese, senegalese, napoletano, italiano. E vanno a comporre un’autentica polifonia che arricchisce la narrazione. Da parte mia, ho vissuto una vera e propria sfida, perché ho dovuto fare un lavoro in profondità su un dialetto nigeriano che, essendo italiana originaria del Benin, non parlavo affatto”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Che personaggio interpreta nel film?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Io sono Suad, una prostituta della quale s’innamora il protagonista poco dopo il suo arrivo dall’Africa a Castelvolturno. Lui, però, all’inizio non sa cosa faccia davvero la ragazza per vivere. Poi, quando lo capisce, cerca in tutti i modi di trascinarla via da quella vita, fin quasi a farne un’ossessione”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Com’è stato, sul set, il rapporto con un regista in pratica suo coetaneo come Guido Lombardi?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Guido è stato da subito molto aperto e disponibile al confronto e alla collaborazione, per tentare di raggiungere un risultato che andasse il più possibile al di là dello stereotipo. Mi piacerebbe molto, anche in futuro, moltiplicare incontri artistici come questo, perché partecipare alla realizzazione del progetto di un regista della tua stessa età, se non più giovane, che è alla ricerca di un linguaggio nuovo, porta automaticamente una grande dose di energia e stimoli importanti”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lei ha lavorato anche in passato in film indipendenti, come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Last Minute Marocco&lt;/span&gt; e il francese &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Les gardiens de l’ordre&lt;/span&gt;, ma anche in tv in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Boris&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il commissario De Luca&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Don Matteo 5&lt;/span&gt;. Cosa c’è nel suo futuro, dopo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Là-Bas&lt;/span&gt;?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“In autunno, sarò nella fiction &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Una musica nel cuore&lt;/span&gt;, in onda in prima serata su Raiuno. Poi, recentemente ho iniziato a collaborare con una coppia di artisti contemporanei della scena berlinese, gli Ze Coeupel, cioè Ambra Pittoni e Paul-Flavien Enriquez-Sarano, nell’ambito di un progetto performativo itinerante creato tra Berlino e Milano. Lo porteremo in scena da settembre, al Festival de performances &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Préavis de Désordre Urbain&lt;/span&gt; di Marsiglia: è un progetto al quale tengo molto, perché mira a spingere il cittadino a interrogarsi sul rapporto che ha con la città nella quale vive”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-4176550566280628740?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/4176550566280628740/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/08/intervista-esther-elisha-attrice-di-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/4176550566280628740'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/4176550566280628740'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/08/intervista-esther-elisha-attrice-di-la.html' title='INTERVISTA A ESTHER ELISHA, ATTRICE DI &quot;LA&apos;-BAS&quot;...'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-gKVRBuOwZII/TlLE0fyCh5I/AAAAAAAACEE/O_k3WlqzYy4/s72-c/EstherElisha-3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-7197225391368948027</id><published>2011-08-21T20:57:00.006+02:00</published><updated>2011-09-04T23:44:46.966+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visioni'/><title type='text'>MAURIZIO NICHETTI: "MEGLIO LA TV CHE FILM SENZA IDEE"</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Mattino&lt;/span&gt; - 21 agosto 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci sono registi che, per il tipo di cinema praticato in carriera, in Italia non hanno incontrato la fortuna critica che magari, per talento e capacità, avrebbero meritato. Tra di loro, un posto speciale è occupato da Maurizio Nichetti, il visionario autore milanese formatosi negli anni Settanta all’interno della factory dell’animazione di Bruno Bozzetto.&lt;br /&gt;Quello stesso Nichetti che, nonostante u&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-Vyb6ws73hzg/TlLB0SK4vZI/AAAAAAAACD8/MiCMxSNDdXs/s1600/MaurizioNichetti.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 266px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-Vyb6ws73hzg/TlLB0SK4vZI/AAAAAAAACD8/MiCMxSNDdXs/s400/MaurizioNichetti.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5643786387023510930" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;na densa filmografia fatta da titoli coraggiosi e di successo come, tra gli altri, l’esordio &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ratataplan&lt;/span&gt; del 1979 e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Volere volare&lt;/span&gt; del 1991, non dirige un lungometraggio per il grande schermo ormai dal 2001 di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Honolulu Baby&lt;/span&gt;. “Anche se - racconta il regista - continuo a lavorare regolarmente per la televisione, nonostante molti credano che io sia sparito dalla circolazione”.  Il riferimento è ai tv movies &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dottor clown&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Agata e Ulisse&lt;/span&gt;, trasmessi da Canale 5 rispettivamente a fine 2008 e all’inizio di quest’anno. “Si tratta di prodotti dignitosissimi - spiega l’autore - nei quali hanno recitato ottimi attori come Massimo Ghini, Serena Autieri e Angela Finocchiaro nel primo caso; e Antonio Catania ed Elena Sofia Ricci nel secondo. Entrambi, tra l’altro, sono stati visti da diversi milioni di telespettatori, totalizzando cioè numeri decisamente superiori rispetto a quelli di un film medio italiano. Ma il solo fatto di averli girati per la tv li ha resi praticamente invisibili. E, invece, io penso che se il panorama del cinema italiano è quello attuale, fatto di commedie tutte uguali e senza troppa fantasia, allora è meglio lavorare per la televisione”.&lt;br /&gt;Nichetti, però, ha coltivato per diversi anni un progetto ambizioso per il grande schermo, quello di un sequel di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Volere volare&lt;/span&gt;, la sua fortunata commedia romantica con la quale, nel 1991, seguì con ottimi risultati le orme del Robert Zemeckis di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Chi ha incastrato Roger Rabbit?&lt;/span&gt; miscelando animazione e cinema live action. “Purtroppo, però, attualmente - spiega - l’industria cinematografica italiana non è in grado di produrre un film come questo, perché costerebbe troppo e, quindi, sarebbe economicamente rischioso. Invece, la strada da seguire dovrebbe essere proprio quella del coraggio e della fantasia, invece di rimasticare sempre le stesse formule narrative”. In effetti, in Italia il cinema fantastico non ha mai attecchito. “Qui da noi, per essere etichettato come autore - prosegue Nichetti - devi mostrarti impegnato, perché è quasi come se praticare il sentiero della fantasia cozzasse con un approccio autoriale sincero. Naturalmente, la situazione è molto diversa nel resto del mondo, dove invece il fantastico è considerato l’arte di rendere semplice l’impossibile”.&lt;br /&gt;Così, anche per l’immediato futuro gli sforzi creativi di Maurizio Nichetti si rivolgeranno alla televisione, con un altro tipo di sequel pronto in autunno. “Si tratta della seconda stagione della serie a cartoni animati &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Teen Days&lt;/span&gt;, della quale l’anno scorso ho già diretto i ventisei episodi della prima annata per Raidue. La serie ruota intorno a sei adolescenti protagonisti di un talent show. Per me si tratta di un ritorno alle origini, quando lavoravo presso lo studio di Bruno Bozzetto, anche se in questo caso - conclude - la narrazione si sviluppa lungo le tredici ore di un’intera stagione, con tutte le difficoltà che ne conseguono. Comunque, la prima serie ha ottenuto un buon successo ed è stata venduta anche all’estero. E pure le aspettative per la nuova stagione sono buone”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-7197225391368948027?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/7197225391368948027/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/08/maurizio-nichetti-meglio-la-tv-che-un.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/7197225391368948027'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/7197225391368948027'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/08/maurizio-nichetti-meglio-la-tv-che-un.html' title='MAURIZIO NICHETTI: &quot;MEGLIO LA TV CHE FILM SENZA IDEE&quot;'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-Vyb6ws73hzg/TlLB0SK4vZI/AAAAAAAACD8/MiCMxSNDdXs/s72-c/MaurizioNichetti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-8887889928440083432</id><published>2011-08-20T15:00:00.003+02:00</published><updated>2011-08-20T15:50:56.993+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visioni'/><title type='text'>ADDIO A JACOPETTI, L'AUTORE DI "MONDO CANE"</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Mattino&lt;/span&gt; - 19 agosto 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lo scandalo è stato il fedele compagno di vita di Gualtiero Jacopetti, il giornalista, sceneggiatore, regista e documentarista scomparso ieri nella sua casa romana all’età di 91 anni. Jacopetti, infatti, era diventato famoso in tutto il mondo, in un turbinìo di polemiche, per aver creato, all’inizio degli anni Sessanta, un vero e proprio sotto-genere del cinema documentaristico: quello dei cosiddetti "mondo movies", dal più celebre tra loro, il capostipite &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mondo cane&lt;/span&gt; del 1960-1961.&lt;br /&gt;Lo scandalo e le polemiche, &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.giornaledibarganews.com/wp-content/uploads/2011/08/Gualtiero-Jacopetti-big-p-0012.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 376px; height: 550px;" src="http://www.giornaledibarganews.com/wp-content/uploads/2011/08/Gualtiero-Jacopetti-big-p-0012.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;però, sono sempre stati più italiani che altro, poiché all’estero il nome di Jacopetti è circondato ancora oggi da una fama senz’altro più positiva che negativa. Basti pensare semplicemente alla grande considerazione della quale gode tra i registi della Hollywood contemporanea più indipendente e arrabbiata (quella, tra gli altri, dei vari Tarantino e Rodriguez) o agli omaggi che, in anni recenti, gli hanno tributato musicisti importanti come l’ex leader dei Faith No More, Mike Patton, con l’album &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mondo cane&lt;/span&gt;, oppure come gli U2, che durante molti loro mega-tour degli anni Novanta utilizzavano proprio immagini tratte dai "mondo movies" jacopettiani per arricchire visivamente l’esecuzione dei brani più controversi.&lt;br /&gt;Il regista, per sua esplicita volontà, sarà sepolto senza nessuna cerimonia religiosa nel Cimitero degli inglesi a Roma, accanto all’attrice Belinda Lee, che fu la sua compagna fino al 1961, quando un tragico incidente stradale gliela strappò, lasciandolo ferito nell’animo oltre che nel corpo. Negli anni Sessanta, comunque, Jacopetti era già all’apice della popolarità, per il suo passato di giornalista d’assalto, protagonista di accese polemiche socio-culturali e ispiratore del personaggio di Marcello Mastroianni ne &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La dolce vita&lt;/span&gt; di Fellini. All’epoca, infatti, il vero Gualtiero Jacopetti aveva via Veneto ai suoi piedi, grazie alla tumultuosa vita sentimentale e ai servizi a effetto realizzati per la storica &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Settimana Incom&lt;/span&gt; e per giornali come il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Cronache&lt;/span&gt; da lui fondato negli anni Cinquanta, subito dopo il suo primo ritorno a casa da quell’Africa tanto amata e tante volte raccontata. Proprio in Africa, peraltro, Jacopetti conobbe la prigione e rischiò anche di peggio, accusato per lo stupro, da lui sempre negato, di una ragazza minorenne che poi avrebbe sposato (e, in seguito, lasciato per Belinda Lee).&lt;br /&gt;Il successo mondiale, però, Gualtiero Jacopetti lo conobbe quando riuscì a convincere, assieme all’amico Carlo Prosperi, il commendatore Angelo Rizzoli a produrre un anticonvenzionale film di montaggio ricco di immagini a sensazione aggressive, narrate da un punto di vista cinico e indifferente ai modelli etici della Chiesa e del Comunismo, allora dominanti in Italia: era nato &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mondo cane&lt;/span&gt;, il film che gli avrebbe procurato una nomination all’Oscar per la colonna sonora di Riz Ortolani (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;More&lt;/span&gt; divenne una delle sigle del decennio) ma, soprattutto, incassi clamorosi e tonnellate di polemiche e attacchi. Indifferente a tutto, da buon toscanaccio qual era (nativo di Barga, vicino Lucca), Jacopetti realizzò prima un sequel piuttosto svogliato, poi, dopo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La donna nel mondo&lt;/span&gt; (con Paolo Cavara), tornò a scuotere le coscienze dei benpensanti nel 1965 con &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Africa addio&lt;/span&gt;, nel quale riproponeva il medesimo approccio di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mondo cane&lt;/span&gt; per mettere alla berlina i guasti e le storture del colonialismo. Dopo gli sfortunati &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Addio zio Tom&lt;/span&gt; del 1971 e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mondo candido&lt;/span&gt; del 1975, le porte del cinema - al quale si era affacciato negli anni Cinquanta interpretando un avvocato in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Un giorno in pretura&lt;/span&gt; di Steno e poi lavorando alla sceneggiatura di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Europa di notte&lt;/span&gt; di Blasetti - gli si chiusero definitivamente, lasciando comunque negli occhi degli appassionati le immagini di quel cinema disturbante che scioccò l’Italia degli anni Sessanta.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-8887889928440083432?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/8887889928440083432/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/08/addio-jacopetti-lautore-di-mondo-cane.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/8887889928440083432'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/8887889928440083432'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/08/addio-jacopetti-lautore-di-mondo-cane.html' title='ADDIO A JACOPETTI, L&apos;AUTORE DI &quot;MONDO CANE&quot;'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-4012441374068921564</id><published>2011-08-18T10:03:00.002+02:00</published><updated>2011-08-20T15:55:10.686+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='suoni'/><title type='text'>E SE N'E' ANDATO GUALTIERO JACOPETTI...</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object width="640" height="510"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/doE_lNRyMlA?version=3&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/doE_lNRyMlA?version=3&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="640" height="510"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-4012441374068921564?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/4012441374068921564/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/08/e-se-ne-andato-gualtiero-jacopetti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/4012441374068921564'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/4012441374068921564'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/08/e-se-ne-andato-gualtiero-jacopetti.html' title='E SE N&apos;E&apos; ANDATO GUALTIERO JACOPETTI...'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-2672485329585438023</id><published>2011-08-16T16:53:00.005+02:00</published><updated>2011-08-20T23:56:04.195+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comicdome'/><title type='text'>CINECOMICS PRIMAVERA-ESTATE 2011: I PIU' E I MENO</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il periodo estivo è utile anche perché, offrendo un po’ di pausa, permette di fare il punto della situazione sui tanti cine-comics, prevalentemente di argomento supereroistico, arrivati in questi mesi sugli schermi dei cinema di tutto il mondo. Una premessa, però, è doverosa: si tratta quasi sempre di film piuttosto deludenti, sia dal punto di vista squisitamente cinematografico sia per quel che riguarda il rapporto col fumetto d’origine. Una seconda premessa, poi, riguarda l’abuso del 3D di nuova generazione che si sta facendo in questo tipo di pellicole: non serve a nulla, se non a giustificare un prezzo più elevato del biglietto d’ingresso!&lt;br /&gt;Comunque, il primo film uscito anche in Italia, a maggio, è stato il roboante e pubblicizzatissimo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Thor&lt;/span&gt; diretto da Kenneth Branagh. Ebbene, da sempre specialista nel mettere in scena gli intrighi di corte delle opere shakespeariane, il colto regista britannico ha provato a utilizzare il medesimo approccio per narrare i rapporti familiari delle divinità nordiche. Naturalmente, però, il fatto di dover comunque dare il necessario spazio alle scazzottate tipiche dei comics di supereroi e, soprattutto, l’essersi dovuto appoggiare su un protagonista inespressivo come Chris Hemsworth ha fatto la frittata, producendo un bizzarro pasticcio marvel-shakespeariano, incapace di cogliere lo spirito della “Casa delle Idee” ma anche quello delle opere del Bardo inglese. La trama del film risale alle origini del personaggio, quando Odino (un&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.vivacinema.it/wp-galleryo/x-men-first-class-nuove-foto-ufficiali/x-men-first-class-cast.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 450px; height: 282px;" src="http://www.vivacinema.it/wp-galleryo/x-men-first-class-nuove-foto-ufficiali/x-men-first-class-cast.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; ottimo e sprecato Anthony Hopkins), stanco dell’irruenza incontrollabile del figlio Thor (Hemsworth), lo esilia sulla Terra, mandandolo a vivere tra gli umani. A rendere tutto più intricato ci pensa Loki (Tom Hiddlestone), il figlio adottivo di Odino, prontissimo a impossessarsi del trono durante l’assenza dell’odiato fratellastro. A proposito di interpreti sprecati, in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Th&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;or&lt;/span&gt; nessuno batte una Natalie Portman che sembra capitata lì per caso.&lt;br /&gt;Sempre Marvel, ma stavolta con esiti più felici, per il secondo cine-comic approdato in sala nella tarda primavera: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;X-Men - L’inizio&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(nella foto)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;, prequel della trilogia sui popolarissimi mutanti marvelliani diretta da Bryan Singer e Brett Ratner. La pellicola, firmata dal regista emergente Matthew Vaughn, racconta la giovinezza di Charles Xavier (James McAvoy) ed Erik Lensherr (Michael Fassbender), cioè i futuri Professor X e Magneto. Legati inizialmente da una profonda amicizia, i due ragazzi entrano a far parte di un’unità speciale composta da mutanti, durante i primi anni Sessanta, destreggiandosi da par loro in particolare nel corso della crisi missilistica cubana che esplose durante la breve presidenza Kennedy. Nel corso del film, però, appariranno man mano sempre più evidenti le profonde differenze di approccio (soprattutto per quel che concerne il rapporto umani-mutanti) esistenti tra i due amici, che così finiranno per diventare gli acerrimi nemici che il pubblico delle tre pellicole precedenti ha conosciuto già più in là negli anni. Punto di forza di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;X-Men - L’inizio&lt;/span&gt; è la freschezza dell’approccio registico, che rinnova realmente la saga filmica dei mutanti riportandola al momento nel quale tutto iniziò. Menzione speciale, poi, per il curatissimo decor d’epoca, che rende alcune sequenze autentiche sciccherie visive.&lt;br /&gt;Una parentesi extra-supereroistica (ma fino a un certo punto), quindi, è stata proposta da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Red&lt;/span&gt;, il mix di commedia e action movie spionistico diretto da Robert Schwentke e tratto dal fumetto di Warren Ellis. La storia è quella di Frank Moses (Bruce Willis), agente della Cia in pensione, improvvisamente minacciato di morte. Per far fronte alla minaccia, l’uomo sarà costretto a rimettere insieme i suoi vecchi colleghi, per organizzare un vero e proprio contrattacco che farà emergere un inatteso complotto. Il cast stellare basta da solo a giustificare una pellicola comunque piuttosto divertente: accanto a Willis, infatti, ci sono anche altri grossi calibri hollywoodiani come Morgan Freeman, John Malkovich e Helen Mirren.&lt;br /&gt;Si ritorna tra i supereroi in piena estate, infine, con l’arrivo in sala di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Captain America - Il primo vendicatore&lt;/span&gt; (ma perché “Captain” e non “Capitan”, visto che il sottotitolo è stato tradotto in italiano? Mah…), diretto da quel Joe Johnston esploso qualche anno fa con l’ottimo cine-comic tratto da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Rocketeer&lt;/span&gt; e poi responsabile anche della regia di kolossal invece meno riusciti come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Jurassic Park III&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Wolfman&lt;/span&gt;. Nonostante fosse in cantiere già dal 1997, dispute sui diritti e cambi della casa di produzione hanno provocato al progetto più di dieci anni di ritardo. La trama parte anche qui dalle origini del mito e racconta di Steve Rogers (l’inconsistente Chris Evans che aveva già rovinato la Torcia Umana), il quale, durante la Seconda guerra mondiale, si ritrova trasformato da gracile volontario dell’esercito statunitense in un autentico super-soldato, in seguito a un segretissimo esperimento scientifico. L’uomo qualunque, così, diventa il simbolo incarnato dell’American Dream e si trova catapultato nell’Europa nazista a combattere contro colui che, nei decenni, diventerà il suo arci-nemico: il crudele Teschio Rosso interpretato da Hugo Weaving.&lt;br /&gt;Purtroppo, sia Chris Evans come Capitan America (anzi, Captain) che Chris Hemsworth come Thor ritorneranno l’anno prossimo nell’attesissimo kolossal &lt;span style="font-style: italic;"&gt;The Avengers&lt;/span&gt;, al quale sta lavorando il creatore di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Buffy&lt;/span&gt; Joss Whedon.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-2672485329585438023?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/2672485329585438023/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/08/cinecomics-primavera-estate-2011-i-piu.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/2672485329585438023'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/2672485329585438023'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/08/cinecomics-primavera-estate-2011-i-piu.html' title='CINECOMICS PRIMAVERA-ESTATE 2011: I PIU&apos; E I MENO'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-226553868558714033</id><published>2011-08-14T23:39:00.001+02:00</published><updated>2011-08-16T20:49:52.700+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='suoni'/><title type='text'>ESTATE IN MUSICA DI QUALCHE ANNO FA: TRIBALISTAS!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object width="640" height="510"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/smwj7ISnwXM?version=3&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/smwj7ISnwXM?version=3&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="640" height="510"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-226553868558714033?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/226553868558714033/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/08/estate-in-musica-di-qualche-anno-fa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/226553868558714033'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/226553868558714033'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/08/estate-in-musica-di-qualche-anno-fa.html' title='ESTATE IN MUSICA DI QUALCHE ANNO FA: TRIBALISTAS!'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-2443439185131343770</id><published>2011-08-13T20:29:00.003+02:00</published><updated>2011-08-13T20:36:34.132+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comicdome'/><title type='text'>ADDIO AL GRANDE FRANCISCO SOLANO LOPEZ</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Mattino&lt;/span&gt; - 13 agosto 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se n’è andato stanotte a 83 anni un pezzo di storia del fumetto mondiale, il disegnatore argentino Francisco Solano Lopez, co-autore assieme allo sceneggiatore Héctor German Oesterheld del fumetto sudamericano più famo&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-fPZnGjfU3XA/TkbDuwReOQI/AAAAAAAACC8/YiyN2xdBbfU/s1600/FranciscoSolanoLopez.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 320px; height: 213px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-fPZnGjfU3XA/TkbDuwReOQI/AAAAAAAACC8/YiyN2xdBbfU/s320/FranciscoSolanoLopez.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5640410791327709442" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;so di sempre: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;L’Eternauta&lt;/span&gt;. Realizzata tra il 1957 e il 1959, questa mitica serie fantascientifica è diventata, negli anni, una lucidissima anticipazione del futuro politico che di lì a qualche anno avrebbe vissuto l’Argentina, durante il periodo della dittatura, delle torture e dei desaparecidos (e lo stesso Oesterheld scomparve sotto il regime, mentre Solano Lopez riuscì a fuggire in Spagna).&lt;br /&gt;Il disegnatore era stato colpito qualche settimana fa da un’ischemia, dalla quale si stava riprendendo. Ma una caduta all’inizio di agosto lo aveva fatto entrare in un coma dal quale non è più uscito. Oltre a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;L’Eternauta&lt;/span&gt; - del quale 001 Edizioni ha recentemente pubblicato una lussuosa edizione italiana, unica al mondo, restaurata e rimontata nella forma originaria voluta dagli autori - Solano Lopez ha disegnato tanti altri capolavori del fumetto argentino, sudamericano e mondiale, realizzati con sceneggiatori di talento, tra i quali Ricardo Barreiro e Carlos Sampayo, ma anche in solitaria puntando anzitutto sulla potenza grafica e la visionarietà di un tratto inimitabile. Tra i tanti titoli significativi della sua lunga carriera vanno ricordati almeno autentici classici della Nona Arte come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Evaristo&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Slot Barr&lt;/span&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-2443439185131343770?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/2443439185131343770/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/08/addio-al-grande-francisco-solano-lopez.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/2443439185131343770'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/2443439185131343770'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/08/addio-al-grande-francisco-solano-lopez.html' title='ADDIO AL GRANDE FRANCISCO SOLANO LOPEZ'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-fPZnGjfU3XA/TkbDuwReOQI/AAAAAAAACC8/YiyN2xdBbfU/s72-c/FranciscoSolanoLopez.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-4218664267523514431</id><published>2011-08-11T17:14:00.001+02:00</published><updated>2011-08-13T20:29:18.740+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='suoni'/><title type='text'>HOT SUMMER WITH HOT JAZZ: JOHN COLTRANE!!!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object width="640" height="510"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/olOYynQ-_Hw?version=3&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/olOYynQ-_Hw?version=3&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="640" height="510"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-4218664267523514431?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/4218664267523514431/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/08/hot-summer-with-hot-jazz-john-coltrane.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/4218664267523514431'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/4218664267523514431'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/08/hot-summer-with-hot-jazz-john-coltrane.html' title='HOT SUMMER WITH HOT JAZZ: JOHN COLTRANE!!!'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-1808741926715150087</id><published>2011-08-10T23:52:00.006+02:00</published><updated>2011-08-11T00:32:12.678+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visioni'/><title type='text'>WEB SERIES: WHO IS JO MONACIELLO?</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Potrebbe diventare il nuovo fenomeno di culto “Made in Partenope” e conquistare il web col suo riuscito mix di ironia e dissacrazione: è Jo Monaciello, il primo esempio di neomelodico-satanista, che dalle frequenze immaginarie di TelePianura conduce da par suo il programma &lt;em&gt;Jastemma con Jo&lt;/em&gt;, nel corso del quale canta le sue hit deliranti - prima tra tutte &lt;em&gt;Zolfo e cioccolato&lt;/em&gt; e risponde alle telefonate e agli sms di fans estasiate, che provano a conquistarlo con frasi come “Jo, me sì trasut’ dint’ ‘e vene”.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-RtUSKAFGep0/TkMFlqceljI/AAAAAAAACCc/9QG_gbReAcQ/s1600/SatanismForDummies-1-JoMonaciello.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px 10px 10px 0px; width: 267px; float: left; height: 400px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5639357303005025842" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-RtUSKAFGep0/TkMFlqceljI/AAAAAAAACCc/9QG_gbReAcQ/s400/SatanismForDummies-1-JoMonaciello.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Interpretato dal giovane attore napoletano Michele Rosiello, il personaggio di Jo Monaciello &lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(qui nella foto)&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; è stato creato dal regista e sceneggiatore Federico Cappabianca per la serie web &lt;em&gt;Satanism for Dummies&lt;/em&gt;, della quale è stato girato nelle scorse settimane l’episodio pilota come saggio di fine corso realizzato dagli allievi del master 2010-2011 della Scuola di cinema e televisione Pigrecoemme di Napoli. Nella serie, Jo è membro della sgangherata setta satanica delle Bestie flegree e alterna la carriera di artista neomelodico e conduttore televisivo alle evocazioni demoniache che, nelle intenzioni sue e dei suoi improbabili compari, dovrebbero far diventare Napoli la nuova capitale italiana dell’occulto a discapito di Torino e dei loro acerrimi rivali, i satanisti sabaudi Lacrime di Lucifero.&lt;br /&gt;Il pilot della serie possiede gli ingredienti giusti per suscitare l’attenzione della Rete, anche se - dopo i riscontri estremamente positivi delle prime proiezioni per addetti ai lavori - gli autori stanno seriamente pensando alla realizzazione di una serie web parallela, un vero e proprio spin-off interamente dedicato a Jo Monaciello. “Nel frattempo, abbiamo registrato presso la Siae il brano &lt;em&gt;Zolfo e cioccolato&lt;/em&gt;, del quale - anticipa il co-sceneggiatore Rosario Gallone, anche co-autore della canzone - abbiamo appena finito di girare pure il videoclip, interamente ambientato alla Solfatara. Dopo l’estate, quindi, lanceremo ufficialmente la canzone e la serie, con una campagna di marketing virale sul web, un sito dedicato a &lt;em&gt;Satanism for Dummies&lt;/em&gt; e, se ne avremo la possibilità, un po’ di prodotti di merchandising collegati”. Per ora, Pigrecoemme ha iscritto il pilot al festival If Tv, in programma dal 22 al 27 agosto a San Benedetto del Tronto e dedicato a idee e format originali per il cinema, la televisione e il web.&lt;br /&gt;Accanto a Rosiello-Monaciello, in &lt;em&gt;Satanism for Dummies&lt;/em&gt; recitano anche Luna Chiucis, Alberto De Rosa, Camilla De Simone, Marilù D’Avella, Alessio Di Giulio Cesare, Antimo Prencipe e Fulvio Sacco. Con Cappabianca, invece, firma la regia anche Elena Di Candia, mentre l’ottimo montaggio è di Luca Silvestre e le musiche di Ugo Russo. Alle viste, intanto, c’è anche un crossover con un’altra serie web campana, &lt;em&gt;Travel Companions&lt;/em&gt;, realizzata da Ferdinando Carcavallo e Luca Napoletano, che nei mesi scorsi hanno conquistato un prestigioso riconoscimento a Hollywood nell’ambito del Los Angeles Web Festival.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ps:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Una differente versione, più breve, di questo articolo è stata pubblicata sul quotidiano &lt;/span&gt;&lt;span&gt;Il Mattino&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; in edicola oggi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-1808741926715150087?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/1808741926715150087/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/08/web-series-who-is-jo-monaciello.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/1808741926715150087'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/1808741926715150087'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/08/web-series-who-is-jo-monaciello.html' title='WEB SERIES: WHO IS JO MONACIELLO?'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-RtUSKAFGep0/TkMFlqceljI/AAAAAAAACCc/9QG_gbReAcQ/s72-c/SatanismForDummies-1-JoMonaciello.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-4943809757799213861</id><published>2011-08-09T23:52:00.006+02:00</published><updated>2011-08-10T10:40:12.144+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tivvù'/><title type='text'>CON L'OTTAVA STAGIONE CHIUDE "DESPERATE HOUSEWIVES"</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;br /&gt;(&lt;em&gt;Il Mattino&lt;/em&gt; - 9 agosto 2011)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Con l’ottava stagione, in onda negli Stati Uniti dal 25 settembre, &lt;em&gt;Desperate Housewives&lt;/em&gt; si congederà definitivamente dai suoi fans. L’annuncio della cancellazione della serie sui misteri che si celano dietro le tranquille esistenze di quattro casalinghe borghesi della periferia americana arriva direttamente da Paul Lee, il presidente del network Abc, nel corso del summer press tour della Tca, l’associazione dei critici televisivi statunitensi, riuniti per la presentazione ufficiale dell’ottava stagione dello show. Dunque, a maggio del prossimo anno le casalinghe disperate Susan, Lynette, Bree e Gabrielle e i loro amici e vicini di casa residenti a Wisteria Lane, opulento sobborgo dell’immaginaria cittadina di Fairview, saluteranno gli appassionati che li seguono fin dall’episodio pilota dell’ottobre 2004.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-VPFVjCzu1rs/TkG5f3QAb7I/AAAAAAAACCU/iJeV0T49tFs/s1600/DesperateHousewives-1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px 10px 10px 0px; width: 371px; float: left; height: 351px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5638992165502742450" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-VPFVjCzu1rs/TkG5f3QAb7I/AAAAAAAACCU/iJeV0T49tFs/s400/DesperateHousewives-1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Di fronte alla notizia, il creatore di &lt;em&gt;Desperate&lt;/em&gt;, Marc Cherry, preferisce vedere il bicchiere mezzo pieno. “Sono stati sette anni incredibili, nei quali - spiega - ho avuto modo di lavorare con un cast incredibile. E, per questo motivo, vogliamo dare alla serie il finale che merita. Ho comunicato la notizia alle protagoniste venerdì e le ho sentite tristi come tutti noi, anche se la soddisfazione per questa lunga esperienza è certamente superiore”. L’impressione, però, è che Cherry la faccia un po’ troppo facile. La realtà dietro le quinte, infatti, è ben diversa, con le quattro attrici protagoniste Teri Hatcher, Felicity Huffman, Marcia Cross ed Eva Longoria &lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(nella foto)&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; decisamente arrabbiate per una comunicazione giunta anche a loro senza troppi preavvisi. Per ciascuna, in questi mesi, c’era stata una trattativa serrata col network per il rinnovo dei rispettivi contratti, sempre più onerosi per la Abc. E, accanto alle firme per l’ottava stagione, il quartetto era stato opzionato anche per la nona, dopo che lo stesso Marc Cherry aveva reso pubblica la volontà di portare avanti lo show per nove anni. Ma &lt;em&gt;Desperate Housewives&lt;/em&gt; paga il deciso calo negli indici d’ascolto - e nelle conseguenti commesse pubblicitarie - rispetto ai roboanti numeri dell’esordio del 3 ottobre 2004, quando il pilot totalizzò quasi ventidue milioni di telespettatori, superati di slancio dall’episodio conclusivo di quella stessa stagione, che sfondò la soglia dei trenta milioni. Il successo, anche internazionale, è proseguito, poi, fino allo scorso anno, con &lt;em&gt;Desperate Housewives&lt;/em&gt; che tra 2006 e 2010 è stata la serie comedy più vista al mondo, con una media di quasi sessanta milioni di telespettatori in sessantotto Paesi.&lt;br /&gt;La cancellazione della creatura di Marc Cherry è l’ennesima conferma di come la nuova “Golden Age” della televisione americana - per molti osservatori qualitativamente superiore persino a quella storica degli anni Cinquanta - sia ormai terminata, almeno per ciò che concerne i network tradizionali, perché invece i canali via cavo continuano a sfornare serie interessanti a getto continuo. Lo testimoniano le chiusure, spesso risolte in maniera deludente, di show emblematici come &lt;em&gt;Lost&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;24&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Heroes&lt;/em&gt;, ai quali si aggiungeranno l’anno prossimo gli altri due grossi calibri &lt;em&gt;House&lt;/em&gt; e, appunto, &lt;em&gt;Desperate Housewives&lt;/em&gt;, serie all’epoca rivoluzionaria per il sapiente mix di dramma, commedia, giallo, satira e soap opera. In molti casi, accanto al naturale esaurimento della vena creativa degli autori, il motivo di queste cancellazioni è economico e riguarda, in particolare, l’esponenziale aumento dei costi causato da compensi crescenti di interpreti diventati sempre più divi, come Hugh Laurie di &lt;em&gt;House&lt;/em&gt; e le quattro casalinghe di &lt;em&gt;Desperate&lt;/em&gt;. All’opposto, poi, c’è il calo inarrestabile degli indici d’ascolto, provocato dalla parcellizzazione dei pubblici e da fenomeni sempre più diffusi come il file sharing e il download degli episodi, che hanno reso obsoleto il tradizionale appuntamento settimanale catodico.&lt;br /&gt;Comunque, &lt;em&gt;Desperate Housewives&lt;/em&gt; dovrebbe salutare il proprio pubblico - in Italia sul satellitare Foxlife e in chiaro sulla Rai - con un finale di serie davvero speciale. “Ho un’idea per l’ultimo episodio - anticipa Marc Cherry poco dopo l’annuncio della chiusura - che renderà omaggio a tutti i personaggi visto nelle otto stagioni”. Appare quasi certo, dopo queste dichiarazioni, il ritorno in scena della Mary Alice interpretata da Brenda Strong, cioè la quinta casalinga disperata, suicida nel prologo della serie e poi voce narrante di tutti gli episodi successivi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-4943809757799213861?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/4943809757799213861/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/08/con-lottava-stagione-chiude-desperate.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/4943809757799213861'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/4943809757799213861'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/08/con-lottava-stagione-chiude-desperate.html' title='CON L&apos;OTTAVA STAGIONE CHIUDE &quot;DESPERATE HOUSEWIVES&quot;'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-VPFVjCzu1rs/TkG5f3QAb7I/AAAAAAAACCU/iJeV0T49tFs/s72-c/DesperateHousewives-1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-5458198437259819015</id><published>2011-08-08T15:49:00.005+02:00</published><updated>2011-08-10T10:40:54.966+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visioni'/><title type='text'>INTERVISTA A CAROLINA CRESCENTINI</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;br /&gt;(&lt;em&gt;Il Mattino&lt;/em&gt; - 5 agosto 2011)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Carolina Crescentini è una tra le attrici italiane più interessanti e apprezzate della sua generazione. Romana trentunenne, bionda naturale dalla bellezza originalissima, considera il Nastro d’argento ottenuto a luglio per &lt;em&gt;20 sigarette&lt;/em&gt; come il viatico migliore per iniziare una nuova stagione che la vedrà ancora protagonista sul grande e piccolo schermo.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Tra i film che ha appena terminato suscita particolare curiosità L’industriale, diretto da un maestro del cinema italiano come Giuliano Montaldo. Di che parla?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;“Si tratta di una pellicola attualissima, incentrata sulla crisi economica vissuta dal punto di vista di Nicola, un piccolo industriale torinese interpretato da Pierfrancesco Favino. Io sono Laura, la moglie, architetto per passione e non per necessità, coinvolta all’improvviso nelle difficoltà di un marito che lei ama moltissimo. Ovviamente, la crisi lavorativa crea una cappa di angoscia e incomunicabilità tra di loro. Il mio è un personaggio contraddittorio, che ho molto amato: è una donna che non vuole subire la crisi ma, soprattutto, non intende perdere il marito”.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Com’è stato tornare a lavorare con Montaldo dopo I demoni di San Pietroburgo?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;“Per me Giuliano è un vero mito. Ho studiato i suoi film all’università. Poi, me lo sono ritrovato come insegnante di recitazione al Centro sperimentale. E anche l’esperienza del film precedente è stata meravigliosa. Dunque, sono stata felicissima quando mi ha richiamato per questo nuovo lavoro. Sul set lui è un autentico leader, un trascinatore capace di creare un’atmosfera rara con gli attori e la troupe&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-tv1l7C-WrUU/TkG25ovswhI/AAAAAAAACCM/no1_fh3VBmM/s1600/CarolinaCrescentini-TiAmoTroppoPerDirtelo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px 10px 10px 0px; width: 400px; float: left; height: 267px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5638989309750854162" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-tv1l7C-WrUU/TkG25ovswhI/AAAAAAAACCM/no1_fh3VBmM/s400/CarolinaCrescentini-TiAmoTroppoPerDirtelo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;. Sa motivarti, darti fiducia e tirarti fuori il meglio”.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mentre &lt;em&gt;L’industriale&lt;/em&gt; dovrebbe andare in anteprima al Festival di Roma, il 7 ottobre sarà in sala, distribuita da Medusa, la commedia di Marco Ponti &lt;em&gt;Ti amo troppo per dirtelo &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;(qui, una scena)&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;“E’ una commedia romantica ambientata a Torino. Io interpreto Stella, una giovane attrice che arriva in città per girare il suo primo film da protagonista e inizia una storia con Pietro, avvocato divorzista che ha il volto di Fabio Troiano, fidanzatissimo con la ricercatrice universitaria Francesca, interpretata da Jasmine Trinca. Dopo aver gestito per un po’ questo triangolo, Pietro va in crisi quando le due donne si conoscono. Nel cast ci sono anche Francesco Scianna ed Enrico Bertolino”.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;A proposito di commedie, c’è qualche possibilità di assistere a un ritorno di &lt;em&gt;Boris&lt;/em&gt;, al cinema o in tv?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;“A me e agli altri attori piacerebbe moltissimo, perché siamo tutti fans della serie. Però, credo che gli autori vogliano misurarsi con altri progetti. Io, però, resto boris-dipendente e quando ho gli attacchi d’insonnia mi riguardo le vecchie puntate. E firmerei in bianco per tornare a interpretare l’attrice-cagna Corinna”.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Oscilla tra commedia e thriller, invece, &lt;em&gt;Breve storia di lunghi tradimenti&lt;/em&gt; di Davide Marengo. Cosa devono aspettarsi gli spettatori?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;“Un thriller grottesco che sarà molto apprezzato da chi ha conosciuto Davide per &lt;em&gt;Notturno Bus&lt;/em&gt;. Sono tornata qualche settimana fa, pochi giorni prima dell’Ischia Global Fest, dalla Colombia, dove abbiamo terminato le riprese dopo Roma, Torino, Londra e la Bolivia. La storia è ambientata nell’ambiente dell’alta finanza globalizzata, con azione, intrighi, amore ma anche ironia. Io sono Cecilia, la spietata amministratrice delegata di una banca internazionale, pronta a mettere nei guai il protagonista Giulio interpretato da Guido Caprino. Con noi ci sono anche Maya Sansa, Philippe Leroy, Ennio Fantastichini e Francesco Pannofino”.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;C’è un altro suo nuovo film, stavolta televisivo, destinato a far molto discutere. Di che si tratta?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;“S’intitola &lt;em&gt;Il segreto del web&lt;/em&gt; e lo ha diretto Marco Pontecorvo. Andrà in onda sulla Rai in autunno, nell’ambito della serie di quattro film &lt;em&gt;Un corpo in vendita&lt;/em&gt;, prodotta da Claudia Mori e dedicata al tema della violenza sulle donne. Io e Francesca Inaudi interpretiamo due studentesse che si spogliano per il web e che dovranno fronteggiare il lato oscuro della Rete. Ho detestato il mio personaggio per buona parte delle riprese, perché mi ha fatto sentire nuda dentro pur senza esserlo mai sul set”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-5458198437259819015?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/5458198437259819015/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/08/intervista-carolina-crescentini.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/5458198437259819015'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/5458198437259819015'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/08/intervista-carolina-crescentini.html' title='INTERVISTA A CAROLINA CRESCENTINI'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-tv1l7C-WrUU/TkG25ovswhI/AAAAAAAACCM/no1_fh3VBmM/s72-c/CarolinaCrescentini-TiAmoTroppoPerDirtelo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-3418209730038588708</id><published>2011-08-06T21:46:00.006+02:00</published><updated>2011-08-10T10:41:39.900+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letture'/><title type='text'>UN BEL LIBRO SUL CINEMA MELO' ITALIANO ANNI '50</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;br /&gt;(&lt;em&gt;Il Mattino&lt;/em&gt; - 4 agosto 2011)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;C’è stata un’epoca, in Italia, caratterizzata da un’industria cinematografica forte, capace di intercettare (e spesso anticipare) gli umori del Paese per trasformarli in intrattenimento popolare ma di qualità, magari declinato attraverso le coordinate narrative dei generi e arricchito dallo sguardo di cineasti dotati di sicuro talento. In questo contesto artistico-industriale di primo livello un posto rilevante lo occupa il melò filmico degli anni Cinquanta, “super-genere” nel quale confluiscono le eredità dell’opera lirica, della sceneggiata napoletana e del romanzo d’appendice, calate in quegli stessi scenari fortemente contemporanei portati sul grande schermo qualche anno prima dal neorea&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-WOtIzNrZ4Z8/TkG0348K6HI/AAAAAAAACCE/M6i3lWbTuh4/s1600/Cos%25C3%25ACPiangevano-Cover.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px 10px 10px 0px; width: 223px; float: left; height: 320px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5638987080715135090" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-WOtIzNrZ4Z8/TkG0348K6HI/AAAAAAAACCE/M6i3lWbTuh4/s320/Cos%25C3%25ACPiangevano-Cover.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;lismo.&lt;br /&gt;Al centro di questi film cosiddetti “strappalacrime”, in un periodo storico dominato dalla centralità del cinema tra gli svaghi degli italiani (fin oltre la metà del decennio, infatti, assorbe più del sessanta per cento della spesa per il tempo libero), si stagliano figure attoriali, soprattutto femminili, capaci di dare vita a un autentico nuovo divismo nazional-popolare: dalla Sophia Loren de &lt;em&gt;La donna del fiume&lt;/em&gt; alla Gina Lollobrigida de &lt;em&gt;La provinciale&lt;/em&gt;, da Silvana Pampanini a Lucia Bosè, dalla Silvana Mangano dell’epocale &lt;em&gt;Riso amaro&lt;/em&gt; (per il quale Renato Guttuso dipinse una serie di suggestive locandine-gouaches) a Eleonora Rossi Drago e Yvonne Sanson. Si tratta di volti e corpi fatti apposta per far sognare e commuovere un’Italia sempre meno contadina e più urbanizzata, in un raffinato gioco di incroci e rimandi tra i film e il loro pubblico, tra l’universo di celluloide e la realtà circostante: donne spesso piangenti o comunque perdute, alle prese con mariti emigrati e amanti spregiudicati; perennemente in bilico tra innocenza e dannazione, purezza e trasgressione.&lt;br /&gt;Come fa notare Emiliano Morreale nel suo notevole saggio &lt;em&gt;Così piangevano&lt;/em&gt; (Donzelli editore, 336 pagine, 25 euro), dedicato al cinema melò nell’Italia degli anni Cinquanta, nei film italiani “non si è mai pianto tanto” come durante quel decennio, simbolicamente inaugurato da &lt;em&gt;Catene&lt;/em&gt; di Raffaello Matarazzo, campione d’incassi nella stagione 1949-1950, coprodotto da Goffredo Lombardo, figlio di quel Gustavo vecchio produttore di film napoletani all’epoca del muto, liberamente tratto da &lt;em&gt;Lacreme napulitane&lt;/em&gt; di Libero Bovio. Matarazzo sfrutta abilmente le suggestioni derivanti dai melodrammi vesuviani realizzati in quegli stessi anni da un cineasta geniale seppur estremamente discontinuo come il napoletano Roberto Amoroso, autore di titoli cult come &lt;em&gt;Malaspina&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Nennella&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;La figlia della Madonna&lt;/em&gt;. Dai film di Amoroso e da quelli di altri registi partenopei come Natale Montillo, Enzo Di Gianni, Antonio Ferrigno, Ettore Fizzarotti, Giacomo Gentilomo (analizzati da Morreale in un capitolo apposito), il celebre capofila del cosiddetto “neorealismo popolare” trae situazioni, temi, personaggi e suggestioni della celeberrima trilogia composta, oltre che da &lt;em&gt;Catene&lt;/em&gt;, anche da &lt;em&gt;Tormento&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;I figli di nessuno&lt;/em&gt;, dominando le classifiche d’incasso dell’epoca.&lt;br /&gt;Seppure ulteriormente “cartolinizzata” ed edulcorata rispetto a quella produzione coeva naif ma ruspante, Napoli è protagonista di tanti melò cinematografici italiani del periodo, nei quali gli autori cercano di offrire al pubblico nazionale ciò che su scala locale aveva conquistato la platea vesuviana. Un caso a parte, però, è rappresentato da una pellicola che lavora in maniera raffinata sull’icona Napoli, diretta nel 1953 da un cineasta talentuoso e pienamente consapevole come Giuseppe De Santis, che pochi anni prima era stato tra i teorici più estremi della svolta neorealista: si tratta di &lt;em&gt;Un marito per Anna Zaccheo&lt;/em&gt;, interpretata da un tris d’assi formato da Silvana Pampanini, Massimo Girotti e quello stesso Amedeo Nazzari assurto a simbolo del melò grazie ai film matarazziani. La Anna Zaccheo tratteggiata da una Pampanini mai più così credibile è, secondo Morreale, “una donna condannata dalla propria bellezza, una maggiorata tragica le cui sventure nascono dall’impulso sessuale che ella suscita nei maschi”. Il film, però, è come pochi altri anche una raffinata riflessione sul sistema dei media in mutamento, tra tradizione delle canzoni e delle sceneggiate napoletane e novità rappresentate dai fotoromanzi e da un’industria pubblicitaria sempre più invadente; e, più in generale, riesce ad anticipare temi e personaggi che emergeranno compiutamente soltanto qualche anno più tardi, col boom economico.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-3418209730038588708?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/3418209730038588708/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/08/un-bel-libro-sul-cinema-melo-italiano.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/3418209730038588708'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/3418209730038588708'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/08/un-bel-libro-sul-cinema-melo-italiano.html' title='UN BEL LIBRO SUL CINEMA MELO&apos; ITALIANO ANNI &apos;50'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-WOtIzNrZ4Z8/TkG0348K6HI/AAAAAAAACCE/M6i3lWbTuh4/s72-c/Cos%25C3%25ACPiangevano-Cover.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-2002699114548612865</id><published>2011-08-04T18:27:00.002+02:00</published><updated>2011-08-04T20:42:36.834+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='suoni'/><title type='text'>IL CULTO DELL'ESTATE 2011: JO MONACIELLO!!!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/A4WCyAFQDM0?version=3&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="390" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-2002699114548612865?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/2002699114548612865/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/08/il-culto-dellestate-2011-jo-monaciello.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/2002699114548612865'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/2002699114548612865'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/08/il-culto-dellestate-2011-jo-monaciello.html' title='IL CULTO DELL&apos;ESTATE 2011: JO MONACIELLO!!!'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-84952082187477828</id><published>2011-08-02T19:26:00.007+02:00</published><updated>2011-08-10T10:43:37.130+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vintage'/><title type='text'>PARLA KENNY ORTEGA: "IL MIO AMICO MICHAEL JACKSON"</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;br /&gt;(&lt;em&gt;Il Mattino&lt;/em&gt; - 1 agosto 2011)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Alla fine del mese, per la precisione il 29 agosto, Michael Jackson avrebbe compiuto 53 anni. Purtroppo per i milioni di fans che ancora lo idolatrano, però, il 25 giugno di due anni fa il destino ha fatto scelte differenti. Tra i tanti amici inconsolabili che il geniale pop artist di &lt;em&gt;Thriller&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Bad&lt;/em&gt; ha lasciato dietro di sé occupa certamente un posto di rilievo Kenny Ortega, il sessantunenne vulcanico regista e coreografo - ospite d’onore, in luglio, dell’Ischia Global Film &amp;amp; Music Fest - autore di fenomeni mediatici per teenagers come i cicli di tv movies di &lt;em&gt;Cheetah Girls&lt;/em&gt; e, soprattutto, &lt;em&gt;High School Musical&lt;/em&gt;. &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-gK5Gm6PKWeE/TkGx8AwzD5I/AAAAAAAACB8/nkO1zc6-xqw/s1600/KennyOrtegaAndMichaelJackson-2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px 10px 10px 0px; width: 400px; float: left; height: 266px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5638983852999511954" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-gK5Gm6PKWeE/TkGx8AwzD5I/AAAAAAAACB8/nkO1zc6-xqw/s400/KennyOrtegaAndMichaelJackson-2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ortega, infatti, è stato per anni fedele collaboratore, nonché amico sincero, di Jackson e, come tale, possiede i giusti requisiti per ricordarlo fuor di retorica &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;(qui, nella foto, i due insieme sul set di&lt;/em&gt; This Is It&lt;em&gt;)&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;. “Michael è stata la persona più generosa che io abbia mai conosciuto”, esordisce mostrando una sincera commozione. “Per lui, infatti, i rapporti umani erano fondamentali - prosegue Ortega - anche mentre si lavorava. Nel suo corpo sempre più fragile ha albergato fino all’ultimo una straordinaria umanità. E il suo essere così buono, timido e persino indifeso lo ha portato a quella simbiosi assoluta col suo pubblico, senza alcuna barriera di tipo emotivo”.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ortega, lei ha diretto &lt;em&gt;This Is It&lt;/em&gt;, sorta di testamento cinemusicale di Michael Jackson. E, dunque, lo ha frequentato fino all’ultimo. Cosa ricorda del momento della sua scomparsa?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;“Eravamo allo Staples Center di Los Angeles, dove stavamo proseguendo nell’organizzazione delle prove per la tournée. Stavamo aspettando tutti che Michael tornasse per riprendere il lavoro che avevamo terminato assieme la sera prima. Poi, all’improvviso, giunse quella maledetta telefonata, nella quale ci avvertivano che c’era stato un incidente. Così, uno dei produttori raggiunse di corsa l’ospedale, mentre noi rimanemmo lì, tutti assieme come una vera famiglia, in attesa di notizie. Purtroppo, dopo un po’, arrivò la seconda telefonata, con la conferma della morte”.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Come sono state le ultime settimane di vita di un così grande artista?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;“Ricordo soprattutto che Michael era davvero felice di tornare sul palco, dopo un periodo buio della sua carriera e della sua vita. Ci voleva tornare con tutte le sue forze, anzitutto per i figli, che erano diventati più grandi e avrebbero potuto apprezzarne il lavoro. Insomma, voleva fargli vedere ciò di cui era capace il loro papà. Durante i mesi di prove che ho filmato in &lt;em&gt;This Is It&lt;/em&gt;, Michael stava muovendo i primi passi e, fondamentalmente, stava provando a recuperare, prima di ogni altra cosa, la forza fisica e quella vocale. Naturalmente, eravamo tutti consapevoli delle difficoltà di quella nuova tournée, ma principalmente perché non sapevamo se saremmo stati in grado di tramutare in realtà ciò che Michael aveva nella mente”.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Era davvero tanto geniale?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;“Assolutamente sì. E, secondo me, aveva ancora tanto da dare ai fans. Michael era realmente un genio, una sorta di miracolo della musica e della danza incarnato in un essere umano. Rispetto a tanti altri grandi artisti, aveva una comprensione della performance talmente profonda e sofisticata da porsi a un livello superiore, impossibile da raggiungere per chiunque altro. Devo dire, tra l’altro, che aver potuto assistere a tutto ciò di persona, come suo collaboratore creativo, è stato incredibile e impagabile”.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Da quanto tempo vi conoscevate?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;“Dall’inizio degli anni Novanta, dai tempi di &lt;em&gt;Dangerous&lt;/em&gt;. Fu allora che iniziammo a lavorare insieme e, da quel momento, ogni volta che mi chiamava mollavo gli altri progetti ai quali stavo lavorando e correvo da lui”.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Fece la stessa cosa anche per la nuova tournée?&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;“Sì. Lo raggiunsi a casa e lo trovai con gli occhi scintillanti dall’emozione, anche se col fisico gracile e piuttosto provato. Comunque, da visionario autentico qual è sempre stato, iniziò immediatamente a raccontarmi ciò che avrebbe voluto realizzare col nuovo tour. E ricordo una cosa soprattutto: ci teneva al fatto che lo spettacolo avrebbe dovuto portare gioia”.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Michael Jackson è il re del pop, mentre un altro grandissimo come Elvis Presley è passato alla storia come il re del rock ‘n’ roll. Per lei, è possibile fare un paragone tra questi due straordinari artisti senza tempo?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;“Senza Elvis la nostra epoca sarebbe sicuramente stata diversa, perché durante gli anni Cinquanta il suo avvento fu un segnale dirompente di libertà per milioni di giovani statunitensi. Senza Michael, però, non sarebbe esistita la musica senza barriere e senza colore, grazie alla sua capacità innata di superare qualsiasi limite e confine”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-84952082187477828?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/84952082187477828/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/08/intervista-kenny-ortega-che-ricorda.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/84952082187477828'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/84952082187477828'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/08/intervista-kenny-ortega-che-ricorda.html' title='PARLA KENNY ORTEGA: &quot;IL MIO AMICO MICHAEL JACKSON&quot;'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-gK5Gm6PKWeE/TkGx8AwzD5I/AAAAAAAACB8/nkO1zc6-xqw/s72-c/KennyOrtegaAndMichaelJackson-2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-4053230040839277085</id><published>2011-07-30T23:55:00.001+02:00</published><updated>2011-09-08T20:04:55.257+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visioni'/><title type='text'>CAPOLAVORI DA RISCOPRIRE: "JUDEX" DI FRANJU</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object width="640" height="510"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/_HM_hN6uDvk?version=3&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/_HM_hN6uDvk?version=3&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="640" height="510"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-4053230040839277085?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/4053230040839277085/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/07/capolavori-da-riscoprire-judex-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/4053230040839277085'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/4053230040839277085'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/07/capolavori-da-riscoprire-judex-di.html' title='CAPOLAVORI DA RISCOPRIRE: &quot;JUDEX&quot; DI FRANJU'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-3270448746745479456</id><published>2011-07-27T23:52:00.005+02:00</published><updated>2011-08-10T10:44:19.883+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visioni'/><title type='text'>A VENEZIA CI SARA' "LA'-BAS", IL "GOMORRA NERO"</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;br /&gt;(&lt;em&gt;Il Mattino&lt;/em&gt; - 25 luglio 2011)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sarà un film campano l’unico titolo italiano presente quest’anno nella Settimana della critica, la prestigiosa rassegna riservata alle opere prime organizzata dal Sindacato nazionale critici cinematografici italiani e in programma dal 31 agosto al 10 settembre nell’ambito della Mostra del cinema di Venezia: si tratta di &lt;em&gt;Là-Bas - Con il mare negli occhi&lt;/em&gt;, esordio nel lungometraggio del trentaseienne regista e sceneggiatore napoletano Guido Lombardi dopo i numerosi riconoscimenti ottenuti come autore di corti (tra i quali l’interessante &lt;em&gt;Vomero Travel&lt;/em&gt;). L’annuncio ufficiale è previsto per oggi, durante la presentazione della ventiseiesima edizione della Settimana, alle 11.30 a Roma presso il cinema Quattro fontane alla presenza dei vertici del Sindacato critici, che renderanno noto l’elenco completo delle sette opere prime in gara per i 100mila dollari del Leone del futuro - Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”. &lt;img style="text-align: center; margin: 0px auto 10px; width: 596px; display: block; height: 398px;" alt="" src="http://www.primissima.it/images/sized/images/galleries/film/La-bas_03-596x398.jpg" border="0" /&gt;Che il film d’esordio di Lombardi &lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(qui sopra, una scena)&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; fosse destinato a far parlare di sé lo si era capito già durante le riprese, sul set allestito in pieno litorale domizio, perché la trama è immersa nel cupo universo camorristico di &lt;em&gt;Gomorra&lt;/em&gt;, che il grande pubblico ha conosciuto grazie al libro di Roberto Saviano e al film di Matteo Garrone, osservato però dall’inedito punto di vista degli immigrati africani residenti a Castelvolturno, che lì formano una comunità di quasi 20mila persone. Quello che molti addetti ai lavori hanno già soprannominato il “Gomorra nero”, tra l’altro, avrà il suo culmine drammaturgico in una lunga sequenza nella quale viene rievocato, con ritmi degni di un thriller statunitense, uno tra gli episodi più cruenti mai avvenuti nell’area: la strage di immigrati del 18 settembre 2008, quando un commando di killer facente capo al boss casalese Giuseppe Setola uccise un pregiudicato locale e ben sei africani, la cui sola colpa era quella di essere presenti in quel momento sul luogo dell’agguato.&lt;br /&gt;Il film è prodotto dalla factory partenopea Figli del Bronx, assieme a Minerva Pictures ed Eskimo, col supporto della Film Commission Regione Campania. “Siamo felicissimi per la selezione nella Settimana della critica - spiega il produttore Gaetano Di Vaio, dei Figli del Bronx - perché è una sezione sempre molto attenta alle proposte di qualità. Per il nostro film poteva esserci anche la possibilità di andare a Venezia nella sezione Controcampo italiano, ma credo che la Settimana sia un approdo ideale. L’idea del film è nata quasi cinque anni fa, sul set di &lt;em&gt;Napoli Napoli Napoli&lt;/em&gt; di Abel Ferrara, del quale Lombardi era aiuto regista. Fu allora che Guido mi parlò per la prima volta di &lt;em&gt;Là-Bas&lt;/em&gt;. All’epoca, la strage di Castelvolturno non c’era ancora stata. Poi più avanti, mentre procedevamo con la lavorazione, dato che il copione prevedeva comunque un conflitto a fuoco tra immigrati e camorristi, decidemmo di inserire il riferimento esplicito a quel tragico avvenimento reale”. “Nel 2008, purtroppo, la realtà ci ha superati”, aggiunge il regista Guido Lombardi, che poi prosegue: “Così, abbiamo deciso di orientare la sceneggiatura raccontando ciò che era accaduto davvero. Abbiamo girato interamente a Castelvolturno, su set reali, coinvolgendo direttamente gli immigrati, facendo loro provini da attori ma cercando di utilizzarli nel modo più naturale possibile”. I ruoli degli africani sono tutti affidati a non professionisti, a partire dallo straordinario protagonista Abdou Kader Alassane, che interpreta Yssouf, un ragazzo della media borghesia africana giunto in Italia in aereo dal Burkina Faso per lavorare onestamente con lo zio Moses, del quale però ignora le collusioni con i clan camorristici locali.&lt;br /&gt;Le sequenze viste in anteprima colpiscono l’occhio per la cura nella composizione delle inquadrature, la profondità del lavoro con attori prevalentemente non professionisti, il ritmo sincopato che guarda ai gangster movie all’americana e la splendida fotografia di Francesca Amitrano, capace di restituire i grigi degli animi dei personaggi e del mare d’inverno. Nel cast, oltre al sorprendente protagonista, si distinguono anche Esther Elisha, Moussa Mone e, nel ruolo del killer Setola, l’emergente attore partenopeo Salvatore Ruocco. “Anche Abel Ferrara, che di Lombardi è stato un po’ il maestro, ha apprezzato molto ciò che ha visto del film. E questo - conclude il produttore Gaetano Di Vaio - per noi è certamente di buon auspicio in vista di Venezia”. Ma i Figli del Bronx saranno al Lido anche con un’altra pellicola, &lt;em&gt;Radici&lt;/em&gt; di Carlo Luglio con Enzo Gragnaniello, che sarà proiettata il 2 settembre nell’ambito delle Giornate degli autori e seguita da un concerto veneziano dello stesso Gragnaniello accompagnato dai Sud Express e da Toni Cercola.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-3270448746745479456?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/3270448746745479456/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/07/venezia-ci-sara-la-bas-il-gomorra-nero.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/3270448746745479456'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/3270448746745479456'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/07/venezia-ci-sara-la-bas-il-gomorra-nero.html' title='A VENEZIA CI SARA&apos; &quot;LA&apos;-BAS&quot;, IL &quot;GOMORRA NERO&quot;'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-3757876507873527456</id><published>2011-07-23T23:56:00.004+02:00</published><updated>2011-10-31T18:15:37.604+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visioni'/><title type='text'>TOM HOOPER E L'OSCAR CHE TI CAMBIA LA VITA</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Mattino&lt;/span&gt; - 18 luglio 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Non è la conquista dell’Oscar a cambiarti la vita professionale, ma già il fatto di arrivare alla nomination”: e se lo dice Tom Hooper, il trentanovenne regista inglese che quest’anno ha fatto incetta di Academy awards per &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il discorso del re&lt;/span&gt;, c’è certamente da credergli. Nel contesto rilassante e informale tipico dell’Ischia Global Fest, infatti, il cineasta vincitore anche della statuetta per il miglior regista si lascia andare a considerazioni interessanti sulle conseguenze di un successo che, in molti casi, può cambiarti completamente la vita. “La conseguenza più significativa – aggiunge Hooper – l’ho notata, come dicevo, già dopo essere stato nominato. In quel momento, infatti, mi sono reso conto di essere entrato in un circolo ristretto di autori che, in un modo o nell’altro, potevano avere accesso facilitato a materiali più interessanti della media, come per esempio sceneggiature particolarmente originali. Forse è questo, più che la fama in sé e per sé, il cambiamento maggiore che ho notato”.&lt;br /&gt;Naturalmente, però, un regista giovane e in piena attività come Tom Hooper non può permettersi di cullarsi sugli allori. “Mi rendo perfettamente conto – sottolinea – che appena inizierò a girare un nuovo film non potrò certo chiedere aiuto all’Oscar, ma dovrò cavarmela da solo e contare solo sulle mie capacità. Da questo punto di vista, dunque, non è cambiato proprio nulla. In realtà, credo che vincere un premio come quello sia pazzesco soprattutto da un punto di vista emotivo, ma che poi non debba lasciare troppe conseguenze sulla tua concreta attività quotidiana”.&lt;br /&gt;E, a proposito, di nuovi progetti cinematografici, Hooper parla senza problemi del suo prossimo film a margine della premiazione tenutasi nella baia del Regina Isabella di Lacco Ameno, dove è stato omaggiato con l’Ischia award come regista dell’anno. “Si tratta – racconta – di una versione del classico romanzo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;I miserabili&lt;/span&gt; di Victor Hugo realizzata a partire, però, dal musical londinese musicato nel 1985 da Claude Michel Schoberg. Comunque, per la costruzione drammaturgica mi rifarò direttamente a romanzo originale, che peraltro amo e conosco molto bene. Il musical mi servirà per l’aspetto puramente emotivo, al quale tengo molto e che ho particolarmente curato anche in occasione del mio film precedente con Colin Firth”.&lt;br /&gt;Il kolossal musicale, dunque, sarà prodotto da Cameron McKintosh, già responsabile del musical di riferimento, per Universal Pictures e Working Title, mentre la sceneggiatura sarà firmata da Bill Nicholson. Le riprese dovrebbero iniziare entro la fine dell’anno, tra Parigi e Londra. La casa di produzione, nel frattempo, ha già annunciato il nome del protagonista, che sarà il divo australiano Hugh Jackman, nel ruolo di Jean Valjean. “In effetti, Hugh è un grande attore – sottolinea il regista – e sarò davvero felicissimo di dirigerlo mentre interpreta questo magnifico personaggio”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-3757876507873527456?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/3757876507873527456/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/07/tom-hooper-e-loscar-che-ti-cambia-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/3757876507873527456'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/3757876507873527456'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/07/tom-hooper-e-loscar-che-ti-cambia-la.html' title='TOM HOOPER E L&apos;OSCAR CHE TI CAMBIA LA VITA'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-7954381096977016419</id><published>2011-07-22T22:40:00.004+02:00</published><updated>2011-07-23T00:41:51.941+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visioni'/><title type='text'>GIFFONI 2011: ECCO I FILM VINCITORI</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche quest’anno le varie sezioni competitive del Giffoni Film Festival - &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Elements +3&lt;/span&gt; (3-5 anni), &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Elements +6 &lt;/span&gt;(6-9 anni), &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Elements +10&lt;/span&gt; (10-12 anni), &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Generator +13&lt;/span&gt; (13-15 anni), &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Generator +16&lt;/span&gt; (16-17 anni), &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Generator +18&lt;/span&gt; (dai 18 anni in su) - hanno proposto tanti film di qualità. Compito per nulla facile, dunque, quello dei 3.300 giovani giurati provenienti da tutto il mondo.&lt;br /&gt;Nella sezione per i più piccini, formata da soli cortometraggi, hanno prevalso due lavori italiani: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Gloria trova un vero padron&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-BudU1iubD9E/Tin8YYGxkGI/AAAAAAAACBE/6Py969VLVWA/s1600/SuicideRoom.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 267px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-BudU1iubD9E/Tin8YYGxkGI/AAAAAAAACBE/6Py969VLVWA/s400/SuicideRoom.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5632310304721440866" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;e&lt;/span&gt; di Joshua Held (miglior corto) e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Tora Chan&lt;/span&gt; di Davide Como, Claudia Cutrì, Stefano Schide e Valerio Gori (premio speciale). I giurati dai 6 ai 9 anni, invece, hanno premiato &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fucsia the Mini Witch&lt;/span&gt; dell’olandese Johan Nijenhuis come miglior lungometraggio e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Carlotta and the Cloud&lt;/span&gt; del tedesco Daniel Acht tra i corti. Premi tutti scandinavi, poi, quelli della sezione Elements +10, nella quale hanno avuto la meglio il delicato norvegese &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Totally True Love&lt;/span&gt; di Anne Sewitsky tra i film lunghi e lo svedese &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Weightless&lt;/span&gt; di Robert Lundmark e Magnus Johansson tra i corti.&lt;br /&gt;Tra i 13 e i 15 anni, quindi, le preferenze dei giurati sono andate allo spagnolo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ways to Live Forever&lt;/span&gt; di Gustavo Ron, anche se il bellissimo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Wunderkinder&lt;/span&gt; del tedesco Marcus O. Rosenmuller, sull’amicizia tra una ragazzina tedesca e due coetanei ebrei durante la Seconda guerra mondiale, ha conquistato numerosi premi speciali, tra i quali quelli del presidente del Senato e della Comunità europea. Tra i corti, invece, ha vinto &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Bekas&lt;/span&gt; dell’iraniano Karzan Kader. E ancora, i giurati di 16 e 17 anni hanno premiato l’attualissimo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Suicide Room&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(nella foto)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;, che il polacco Jan Komasa ha dedicato ai pericoli che si celano nell’universo virtuale di Internet e dei social network; mentre il notevole &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Submarine&lt;/span&gt; dell’astro nascente britannico Richard Ayoade (forse il titolo più originale dell’intero lotto, col suo umorismo raffinato e lo sfrenato citazionismo) ha portato a casa il premio della giuria di qualità. Tra i corti, ancora Scandinavia col finlandese &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Burungo&lt;/span&gt; di Dome Karukoski e Pamela Tola.&lt;br /&gt;Nella sezione riservata ai ragazzi maggiorenni, infine, hanno avuto la meglio lo statunitense &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Beautiful Boy&lt;/span&gt; di Shawn Ku e, tra i corti, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La colpa&lt;/span&gt; di Francesco Prisco. All’unico lungometraggio italiano in gara, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Oggetti smarriti&lt;/span&gt; di Giorgio Molteni, è andato il premio Anec degli esercenti, di buon auspicio per una futura uscita in sala.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-7954381096977016419?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/7954381096977016419/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/07/giffoni-2011-ecco-i-film-vincitori.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/7954381096977016419'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/7954381096977016419'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/07/giffoni-2011-ecco-i-film-vincitori.html' title='GIFFONI 2011: ECCO I FILM VINCITORI'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-BudU1iubD9E/Tin8YYGxkGI/AAAAAAAACBE/6Py969VLVWA/s72-c/SuicideRoom.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-2622430334302493565</id><published>2011-07-20T23:57:00.004+02:00</published><updated>2011-10-31T18:12:22.522+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visioni'/><title type='text'>INTERVISTA CINEFILA A MICHEAL RADFORD</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Mattino&lt;/span&gt; - 17 luglio 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Parlare di cinema con Michael Radford è sempre interessante, per la profonda conoscenza che il regista e sceneggiatore britannico ha della Settima arte e per i suoi giudizi mai banali. Se ne sono accorti anche gli studenti universitari iscritti al Movie educational seminar dell’Ischia Global Film &amp;amp; Music Fest 2011, i quali hanno affollato l’incontro di ieri e dialogato piacevolmente con l’autore del recente documentario &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Body and Soul – Michel Petrucciani&lt;/span&gt;, che nei giorni scorsi ha riscosso grande successo in occasione della proiezione nella baia del Regina Isabella di Lacco Ameno.&lt;br /&gt;A margine del seminario, Radford coglie l’occasione per svelare ulteriori dettagli di quello che sarà il suo prossimo film, l’attesissimo ritorno a Shakespeare in coppia con Al Pacino, sette anni dopo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il mercante di Venezia&lt;/span&gt;. “Ad aprile del prossimo anno – spiega – inizierò a girare la trasposizione cinematografica del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Re Lear&lt;/span&gt;, una tra le più importanti e conosciute tragedie shakespeariane. Naturalmente, il ruolo principale sarà di Al, che come me è un grande appassionato di questo testo. E, accanto a lui, ci sarà Emily Blunt, mentre siamo quasi alla firma per Johnny Depp come buffone di corte. Poi, ho avuto una richiesta di partecipazione anche dai fratelli Ralph e Joseph Fiennes, che peraltro mi piacerebbe molto coinvolgere”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Quella per Shakespeare è una passione consolidata. Come spiega una tale fascinazione?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Innanzitutto, con la grandezza delle storie, capaci di essere universali. E poi, con personaggi straordinari, che ancora oggi, a centinaia di anni da quando sono stati scritti, riescono a parlare a ciascuno di noi”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La classicità della narrazione shakespeariana pare sposarsi perfettamente col suo cinema.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Ma non soltanto col mio. Ritengo, infatti, che le regole classiche della narrazione vadano sempre quantomeno conosciute, anche quando poi le si vuol mettere in discussione. In tanti sceneggiatori odierni, invece, vedo proprio questa fretta di voler iniziare a correre prima ancora di avere imparato a camminare. Shakespeare, d’altra parte, è un modello che ho studiato fin da quando ero iscritto alla scuola di cinema in Inghilterra”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nel suo futuro, dunque, proseguirà lungo questa strada, o riserverà qualche sorpresa agli appassionati?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“In effetti, qualche sorpresa ci sarà. In queste settimane, infatti, ho iniziato a scrivere una commedia: una cosa per me completamente nuova. Non mi ci ero mai misurato, ma devo dire che non pensavo mi venisse così naturale. Insomma, mi sto divertendo”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lei si conferma, dunque, autore eclettico per antonomasia, capace di oscillare tra titoli come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Another Time, Another Place&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Orwell 1984&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il postino&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Un colpo perfetto&lt;/span&gt;. Come concilia le esigenze autoriali col contesto fortemente industriale nel quale lavora?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Con l’esperienza. Anche da spettatore, per esempio, continuo ad amare innanzitutto il cinema europeo, però rispetto a quando ero più giovane e mi comportavo da autentico talebano nei confronti dell’odiato cinema hollywoodiano, oggi ho capito che anche in film apparentemente commerciali, se diretti da un buon regista, possono esserci cose fantastiche. Per fare un esempio, ho rivalutato una pellicola che all’epoca detestai, come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La febbre del sabato sera&lt;/span&gt;, che vista oggi mi sembra assolutamente centrale in un discorso sugli anni Settanta, al pari di un altro film diversissimo come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Professione: reporter&lt;/span&gt; di Michelangelo Antonioni”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;E, nella sua classifica personale di cinefilo, dove collocherebbe i film italiani?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Assolutamente ai primi posti, Per me, infatti, nulla può battere il cinema italiano classico degli anni Quaranta, Cinquanta e Sessanta, che poteva schierare decine e decine di grandissimi registi e che riuscì a essere il secondo cinema del mondo, sia dal punto di vista industriale che autoriale. Anche per questo motivo, dunque, mi fa molta tristezza guardare a come oggi l’Italia sia diventata un Paese senza un cinema capace di parlare al mondo”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-2622430334302493565?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/2622430334302493565/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/07/intervista-cinefila-micheal-radford.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/2622430334302493565'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/2622430334302493565'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/07/intervista-cinefila-micheal-radford.html' title='INTERVISTA CINEFILA A MICHEAL RADFORD'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-4720893615662894481</id><published>2011-07-18T19:37:00.003+02:00</published><updated>2011-07-23T00:34:17.477+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visioni'/><title type='text'>UNO SGUARDO AI FILM DI GIFFONI 2011 / 2</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il viaggio tra i film del Giffoni Film Festival 2011 prosegue con la sezione &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Generator +13&lt;/span&gt;, riservata ai giurati tra 13 e 15 anni. Qui il tema ricorrente è quello delle relazioni pericolose, sviscerato con classe dal regista tedesco Marcus O. Rosenmuller in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Wunderkinder&lt;/span&gt; (sull’amicizia tra una ragazzina tedesca e due coetanei ebrei durante la Seconda guerra mondiale), ma anche dall’inglese &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Toast&lt;/span&gt; di S.J. Clarkson e dall’americano &lt;span style="font-style: italic;"&gt;The Art of Getting By&lt;/span&gt; di Gavin Wiesen, entrambi interpretati dall’enfant prodige Freddie Highmore. Ma molto interessante è anche l’israeliano &lt;span style="font-style: italic;"&gt;The Flood&lt;/span&gt;, diretto da Guy Nattiv, che ha imbastito un dramma sulle difficoltà di un ragazzino a relazionarsi con i coetanei e con una famiglia segnata dal grave handicap del fratello maggiore.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-dJ-NPGl_rvM/Tin6r2NZUKI/AAAAAAAACA8/2pH_MhQNVsQ/s1600/Submarine.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 267px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-dJ-NPGl_rvM/Tin6r2NZUKI/AAAAAAAACA8/2pH_MhQNVsQ/s400/Submarine.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5632308440196534434" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Grazie alle pellicole di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Generator +16&lt;/span&gt;, invece, si procede a un vero e proprio viaggio tra le vite degli adolescenti di oggi, come nel bellissimo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Hermano&lt;/span&gt; del venezuelano Marcel Rasquin, ambientato nello squallido barrio di La Ceniza, dove due fratelli cercano nel calcio una via d’uscita da un destino fatto di povertà e lusinghe della criminalità. L’ansia di riscatto è al centro anche del norvegese &lt;span style="font-style: italic;"&gt;King of Devil’s Island&lt;/span&gt; di Marius Holst e del dramma austriaco &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Breathing&lt;/span&gt; di Karl Markovics, nel quale un ragazzo che ha trascorso l’adolescenza in carcere torna in libertà e, privo di qualunque legame affettivo, deve capire come recuperare le coordinate della propria esistenza. Umorismo raffinato, sfrenato citazionismo e continuo oscillare tra fantasia e realtà caratterizzano, invece, la commedia britannica &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Submarine&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(nella foto)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; di Richard Ayoade, uno tra i nomi più interessanti della nuova scena d’Oltremanica. Il film, arricchito da uno stile di regia fresco e originale, ha già conquistato la platea del Sundance, grazie soprattutto all’interpretazione dell’esordiente Craig Roberts, il quale tratteggia un adolescente che sembra quasi un “giovane Holden” postmoderno.&lt;br /&gt;Nei film della sezione per i giurati maggiorenni &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Generator +18&lt;/span&gt;, infine, si parla soprattutto di conflitti familiari e del rapporto complesso tra genitori e figli, argomento del cupo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Beautiful Boy&lt;/span&gt; dell’americano Shawn Ku, del canadese &lt;span style="font-style: italic;"&gt;The Year Dolly Parton Was My Mom&lt;/span&gt; di Tara Johns (sul tema dell’adozione) e dell’ottimo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Neds&lt;/span&gt;, firmato da un big come il britannico Peter Mullan (già vincitore del Leone d’oro a Venezia nel 2002 con &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Magdalene&lt;/span&gt;). Nell’apocalittico francese &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Notre jour viendra&lt;/span&gt;, diretto dal figlio d’arte Romain Gavras (il papà è Constantin Costa-Gavras), si racconta invece il viaggio senza speranza di un mefistofelico Vincent Cassell attraverso un’autentica “no man’s land” fatta di violenza e razzismo. In questa sezione, tra l’altro, è incluso anche l’unico lungometraggio italiano in concorso, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Oggetti smarriti&lt;/span&gt; di Giorgio Molteni, nel quale Roberto Farnesi interpreta un uomo alle prese col suo nuovo ruolo di padre e con l’improvvisa scomparsa della figlia.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right; font-style: italic;"&gt;2/Fine&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-4720893615662894481?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/4720893615662894481/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/07/uno-sguardo-ai-film-di-giffoni-2011-2.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/4720893615662894481'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/4720893615662894481'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/07/uno-sguardo-ai-film-di-giffoni-2011-2.html' title='UNO SGUARDO AI FILM DI GIFFONI 2011 / 2'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-dJ-NPGl_rvM/Tin6r2NZUKI/AAAAAAAACA8/2pH_MhQNVsQ/s72-c/Submarine.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-3986239659800283422</id><published>2011-07-18T00:04:00.002+02:00</published><updated>2011-07-22T22:39:14.428+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visioni'/><title type='text'>UNO SGUARDO AI FILM DI GIFFONI 2011 / 1</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un sicuro punto di forza del Giffoni Film Festival è rappresentato dai tanti film presenti nelle varie categorie del concorso. Anche quest’anno, infatti, le sezioni competitive - organizzate, a seconda dell’età dei 3.300 giovani giurati, in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Elements +3&lt;/span&gt; (3-5 anni), &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Elements +6&lt;/span&gt; (6-9 anni), &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Elements +10&lt;/span&gt; (10-12 anni), &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Generator +13&lt;/span&gt; (13-15 anni), &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Generator +16 &lt;/span&gt;(16-17 anni), &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Generator +18&lt;/span&gt; (dai 18 anni in su) - hanno proposto visioni originali per stile e contenuti ed emozionato le migliaia di spettatori provenienti da tu&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-I-n6fRCL6YQ/TinfuCP3mII/AAAAAAAACA0/XcCtouzJaaA/s1600/TheLiverpoolGoalie.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 267px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-I-n6fRCL6YQ/TinfuCP3mII/AAAAAAAACA0/XcCtouzJaaA/s400/TheLiverpoolGoalie.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5632278790973921410" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;tto il mondo.&lt;br /&gt;La ricognizione tra i film giffonesi inizia da quelli per i più piccini. E non si può che evidenziare l’estrema varietà dei 21 cortometraggi animati, caratterizzati da storie che mirano al divertimento e al sorriso (tra lacci magici, un leone che russa, una mucca in cerca di amici) ma sono anche in grado di raccontare bene le paure tipiche dei bambini, la loro ricerca dell’affetto degli adulti e la tenerezza della loro amicizia con gli animali. In questa categoria, però, hanno colpito anche gli spettatori più grandi soprattutto i due lungometraggi fuori concorso, entrambi realizzati da registe nordeuropee: la norvegese Lise I. Osvoll di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Elias and the Treasure of the Sea&lt;/span&gt; e la danese Karla Bendtson del poetico &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Tigers and Tattoos&lt;/span&gt;.  Nella sezione &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Elements +6&lt;/span&gt;, invece, gli argomenti al centro dei vari film si fanno un po’ meno spensierati, mentre gli autori possono permettersi stili narrativi più sofisticati. Tra i temi ricorrenti, infatti, spicca quello della ricerca di un genitore assente, trattato con garbo dal francese Luc Vinciguerra nel suo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;L’apprenti Père Noel&lt;/span&gt;, dall’indiano Amole Gupte in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Stanley ka dabba&lt;/span&gt;, dal taiwanese LooLoo Lu in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Life is Wonderful&lt;/span&gt;. E’ piaciuto particolarmente, però, il cartoon franco-belga &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Une vie de chat&lt;/span&gt; di Jean-Loup Felicioli e Alain Gagnol, i quali raccontano con ritmo degno di un thriller e spruzzate di tenerezza e divertimento le avventure della piccola Zoé e del suo gatto Dino in giro di notte sui tetti di Parigi.&lt;br /&gt;Nei film della categoria &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Elements +10&lt;/span&gt;, quindi, s’iniziano a intravedere quei turbamenti tipici di un’adolescenza che a volte arriva troppo presto e rimette in discussione le identità dei piccoli protagonisti. Tra tutti, si sono distinti due film norvegesi: &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Totally True Love&lt;/span&gt; di Anne Sewitsky e, soprattutto, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;The Liverpool Goalie&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(nella foto)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;, esordio sul grande schermo del regista pubblicitario e televisivo Arild Andresen, che racconta la tenera storia del tredicenne Jo, il quale cerca di conquistare la coetanea Mari, come lui grande appassionata di calcio, procurandole la rarissima figurina del portiere del Liverpool, lo spagnolo Pepe Reina. Il film di Andresen, che ha ottenuto una vera e propria ovazione dalla platea giffonese, aveva già conquistato l’Orso di cristallo della sezione per ragazzi &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Generation&lt;/span&gt; durante il Festival di Berlino di quest’anno.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;1/Continua&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-3986239659800283422?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/3986239659800283422/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/07/uno-sguardo-ai-film-di-giffoni-2011-1.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/3986239659800283422'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/3986239659800283422'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/07/uno-sguardo-ai-film-di-giffoni-2011-1.html' title='UNO SGUARDO AI FILM DI GIFFONI 2011 / 1'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-I-n6fRCL6YQ/TinfuCP3mII/AAAAAAAACA0/XcCtouzJaaA/s72-c/TheLiverpoolGoalie.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-1926264216861623199</id><published>2011-07-16T20:26:00.004+02:00</published><updated>2011-10-31T18:07:39.345+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visioni'/><title type='text'>RULA JEBREAL E CRISTIANA CAPOTONDI, PRIMEDONNE A ISCHIA</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Mattino&lt;/span&gt; - 15 luglio 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Giornata tutta al femminile, quella di ieri dell’Ischia Global Film &amp;amp; Music Fest 2011, grazie alla presenza quasi contemporanea di Rula Jebreal e Cristiana Capotondi &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(nella foto)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;: presenze diversissime tra loro, con la prima, giornalista e scrittrice (nonché sceneggiatrice di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Miral&lt;/span&gt;, il film sulla questione palestinese diretto dal compagno Julian Schnabel e in concorso l’anno scorso a Venezia) molto impegnata sui temi della libertà d’espressione; e la seconda, attrice di punta del nuovo cinema italiano, tra le interpreti giovani più richieste del momento, reduce dai set napoletani di Terry Gilliam (il cortometraggio &lt;span style="font-style: italic;"&gt;The Wholly Family&lt;/span&gt;) e Ivan Cotroneo (l’esordio alla regia &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La kryptonite nella borsa&lt;/span&gt;).&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.zapster.it/multimedia/3200/3126/big/Cristiana_Capotondi---04.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 560px; height: 408px;" src="http://www.zapster.it/multimedia/3200/3126/big/Cristiana_Capotondi---04.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;L’ex giornalista di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Anno zero&lt;/span&gt; apre la giornata intervenendo al forum tematico mattutino con gli studenti universitari presenti al festival e affronta, con piglio battagliero, argomenti scottanti come il rapporto tra media e potere e l’inevitabile evoluzione tecnologica dei mezzi di comunicazione. “Un punto di svolta decisivo – spiega – c’è stato ai tempi del G8 di Genova, nel 2001. All’epoca, infatti, chi avrebbe mai pensato che i telefonini avrebbero cambiato il modo di comunicare una notizia? Invece, quando ci furono gli scontri con le forze dell’ordine, furono proprio le riprese amatoriali realizzate dalle migliaia di ragazzi presenti a smascherare le menzogne di chi sosteneva come nulla di sbagliato fosse accaduto. Da quel momento, grazie ai social network e all’evoluzione di Internet, il rapporto tra potere e mass media è mutato”.Le domande degli studenti diventano incalzanti e Rula non si sottrae. Anzi. “Oggi, proprio a causa delle nuove tecnologie, il re è definitivamente nudo; ed è diventato difficilissimo – aggiunge – provare a occultare una notizia, grazie ai tanti occhi amatoriali che possono raccontarla in qualunque momento. In questo modo, si sta sviluppando una nuova coscienza da parte della gente, che ormai si informa bypassando i canali tradizionali e cercandone, di volta in volta, di nuovi”. In ogni caso, però, c’è ancora tanto da fare, anche nei Paesi del cosiddetto Primo mondo. “Per esempio, attualmente io vivo negli Stati Uniti – conclude Rula Jebreal – col mio compagno Julian Schnabel. E devo dire che sono rimasta abbastanza scioccata dal rapporto che gli americani hanno con i media: si tratta, infatti, di un Paese intrattenuto più che informato, con tantissime notizie importanti, soprattutto estere, che non sono conosciute da nessuno”.&lt;br /&gt;Con Cristiana Capotondi, invece, si torna a parlare di cinema. E, in particolare, dei nuovi film che ha appena finito di girare. “Si tratta di due commedie raffinate e intelligenti”, racconta l’attrice romana: “La prima – prosegue – è &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La peggior settimana della mia vita&lt;/span&gt; di Alessandro Genovesi, nella quale io e Fabio De Luigi interpretiamo due giovani promessi sposi che dovranno affrontare l’ultima settimana prima delle loro nozze. Naturalmente, gli capiterà di tutto, soprattutto grazie alle intromissioni dei due papà, Andrea Mingardi e Antonio Catania, di mia mamma, Monica Guerritore, e del loro miglior amico, Alessandro Siani. Del set ricordo con grande divertimento proprio la presenza di Siani, che ci ha costretti a girare anche dieci ciak di alcune scene a causa delle sue raffiche di battute”.&lt;br /&gt;L’altro film appena terminato da Cristiana Capotondi è l’esordio alla regia di Ivan Cotroneo, che l’ha tratto dal suo romanzo omonimo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La kryptonite nella borsa&lt;/span&gt;. Nel cast, con lei, ci sono anche Valeria Golino, Luca Zingaretti, Fabrizio Gifuni, Libero De Rienzo e il piccolo Luigi Catani, mentre la produzione è firmata Indigo Film. “Abbiamo girato a Napoli, nei luoghi della gioventù di Ivan, poiché – sottolinea l’attrice – la storia è ambientata nel 1973. Io interpreto Titina, la giovane zia fricchettona del bimbo protagonista, che proprio grazie a me e al personaggio di Libero scoprirà la città delle feste notturne, del divertimento e della trasgressione, però colorata e ingenua. Si tratta di una commedia, nella quale il regista ha messo tutto se stesso”. In questi mesi, l’interprete della &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sissi&lt;/span&gt; televisiva ha frequentato Napoli quasi tutti i giorni. “In effetti, da gennaio a giugno – conclude – sono stata in città spessissimo, prima per il corto di Terry Gilliam e poi per il film di Ivan. E devo dire che ho sofferto molto per lo stato nel quale ho trovato Napoli: piena di rifiuti per strada e, conseguentemente, quasi respingente nei confronti di chi viene da fuori. Peccato, perché la storia e la tradizione di questa città dicono altro e parlano di barocco, magia, suggestioni, arte, cultura”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-1926264216861623199?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/1926264216861623199/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/07/rula-jebreal-e-cristiana-capotondi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/1926264216861623199'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/1926264216861623199'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/07/rula-jebreal-e-cristiana-capotondi.html' title='RULA JEBREAL E CRISTIANA CAPOTONDI, PRIMEDONNE A ISCHIA'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-1092610514267215898</id><published>2011-07-14T20:44:00.003+02:00</published><updated>2011-10-31T18:01:25.357+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visioni'/><title type='text'>MARIO MARTONE E IL SUO RISORGIMENTO DA OSCAR</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Mattino&lt;/span&gt; - 13 luglio 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La campagna a sostegno di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Noi credevamo&lt;/span&gt; di Mario Martone come candidato dell’Italia nella corsa agli Oscar parte dall’Ischia Global Film &amp;amp; Music Fest 2011, dove il film del regista napoletano è stato premiato ieri sera al Punta Molino di Ischia Porto e proiettato con grande successo al cinema Excelsior alla presenza dell’autore. “Sono felicissimo – spiega Martone – che si parli con tanta insistenza di una mia possibile candidatura, ma per adesso non posso che restare in attesa”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Però, Martone, c’è chi sostiene che il suo film possa essere poco comprensibile all’estero. Lei cosa ne pensa?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Preferisco che a parlare sia il pubblico. E, per fortuna, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Noi credevamo&lt;/span&gt; sta godendo di una vita molto lunga anche all’estero, dove continua a riscuotere consensi in festival prestigiosi, recentemente a Karlovy Vary e a Stoccolma, dove molti spettatori mi hanno detto che la storia dei giovani rivoluzionari italiani gli aveva ricordato le rivolte nordafricane di questi mesi. Finora, comunque, non mi è mai capitato qualcuno che mi dicesse di non aver capito la storia”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La corsa verso la candidatura italiana agli Oscar potrebbe essere favorita anche dal recente successo riscosso a New York. Com’è andata?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Il film è stato proiettato al Lincoln Center, nell’ambito di “Open Roads”. E si è trattato di tre proiezioni con la sala strapiena ed entusiasta. Addirittura, mi hanno fatto tornare per il dibattito col direttore artistico Richard Pena al termine di ciascuna proiezione, mentre da programma avrei dovuto parlare una volta soltanto”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Intanto, in autunno il pubblico italiano potrà vedere la versione lunga di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Noi credevamo&lt;/span&gt; su Raitre, nell’ambito di un ciclo sul cinema italiano di qualità previsto per il giovedì sera. Cosa si aspetta dal passaggio televisivo?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Innanzitutto, sono davvero contento che vi sia questa possibilità, senza alcuno snobismo nei confronti della televisione. Fin da quando l’ho progettato anni fa, infatti, ho sempre considerato questo come un film radical-popolare: radicale per il modo nel quale affronta il Risorgimento, popolare per come intende comunicarlo a quanti più italiani possibile. E mi sembra importante che tanta altra gente possa conoscere un’opera con la quale ho provato a dar voce a coloro che la storia ha dimenticato o relegato sullo sfondo, come per esempio i repubblicani o quel Mazzini ridotto a un santino bidimensionale. Quel periodo storico, infatti, non è fatto soltanto di scontri diplomatici o movimenti bellici, ma anche di tanta gente comune, tanti ragazzi soprattutto, che dal basso hanno deciso che era giunto il momento di cambiare le cose”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;E ogni riferimento al presente non è puramente casuale…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Assolutamente no. Già il titolo coniugato all’imperfetto mi ha affascinato proprio per l’idea di tradimento ideale prolungatosi nel tempo. D’altra parte, l’Italia è un Paese opaco che ha sempre avuto problemi a rapportarsi con la propria storia e col proprio passato: un rapporto né pacificato né risolto. Evidentemente hanno ragione coloro che sottolineano come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Noi credevamo&lt;/span&gt; sia riuscito ad anticipare un certo spirito dei tempi, che stiamo vivendo da qualche mese a questa parte sulle due sponde del Mediterraneo. Tra l’altro, la prima ispirazione per il film mi è venuta quando, nel 1996, girai il cortometraggio &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Una storia saharawi&lt;/span&gt;, dedicato a questo popolo che vive diviso tra i territori occupati del Sahara Occidentale marocchino e i campi profughi nel deserto algerino. E oggi mi piacerebbe tornare a occuparmi di loro”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L’autodeterminazione dei saharawi oggi, dopo quella degli italiani nell’800, potrebbe essere, dunque, al centro di un suo prossimo film?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Per adesso si tratta di un desiderio, più che di un vero progetto. Comunque, penso che il momento storico per tornare a occuparmi di queste tematiche sia arrivato”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nel frattempo, a settembre sarà in giuria alla Mostra di Venezia. Come vivrà questa esperienza?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Con grande senso di responsabilità. Sono già stato in giuria anni fa a Cannes e ancora a Venezia e credo che sia decisiva l’attenzione verso tutti i film. Delle precedenti esperienze, poi, serbo bellissimi ricordi dei rapporti umani che si instaurano con gli altri membri, ai quali ti unisce la fortissima passione per il cinema. Naturalmente, pur con grande imparzialità, cercherò di far ottenere ai film italiani l’attenzione che meritano da parte di tutti i giurati”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-1092610514267215898?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/1092610514267215898/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/07/mario-martone-e-il-suo-risorgimento-da.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/1092610514267215898'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/1092610514267215898'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/07/mario-martone-e-il-suo-risorgimento-da.html' title='MARIO MARTONE E IL SUO RISORGIMENTO DA OSCAR'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-596483329207044233</id><published>2011-07-13T20:34:00.003+02:00</published><updated>2011-10-31T17:58:08.425+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visioni'/><title type='text'>INTERVISTA A GERARD BUTLER: "UN FILM CON MUCCINO"</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Mattino&lt;/span&gt; - 12 luglio 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando sale sul palco dell’Ischia Global Film &amp;amp; Music Fest 2011, che ieri sera lo ha premiato nel corso del gala tenutosi al parco termale Castiglione di Casamicciola, Gerard Butler sfoggia una forma fisica sorprendente persino per lui che, attualmente, è uno tra gli attori più sexy sulla scena internazionale. D’altra parte, se sei reduce dal ruolo di un calciatore di successo e ti accingi a interpretare un mito del surf come Jay Moriarty – in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mavericks&lt;/span&gt; di Curtis Hanson, da ottobre il set nel nord della California – è persino banale essere perfettamente allenato. “Ma voglio fare ancora meglio”, racconta Butler poco prima della premiazione ischitana: “Perché, da scozzese grande appassionato di calcio e tifoso sfegatato del Celtic Glasgow, sono stato invitato – aggiunge – a un match benefico da disputarsi contro altri attori sostenitori del Manchester United; e, per questa occasione, voglio farmi trovare pronto”.&lt;br /&gt;Per ora, comunque, Butler ha avuto modo di impersonare un calciatore sul set di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Playing the Field&lt;/span&gt;, l’attesa prima commedia romantica diretta a Hollywood da Gabriele Muccino, dopo le sue precedenti pellicole drammatiche. Le riprese del film, che sarà distribuito in Italia da Medusa a inizio 2012, sono terminate da qualche settimana a Shreveport in Louisiana, dove il regista romano ha ricostruito la tipica cittadina yankee di provincia, abitata da uomini senza qualità e casalinghe disperate terribilmente simili a quelle dell’omonima serie tv della Abc. “In questo universo asfittico – spiega Butler – arriva il mio personaggio, l’ex campione di calcio George Dryer, che si trasferisce lì per ricucire il rapporto col figlioletto, fin lì sacrificato al successo e alla carriera. Per riavvicinarsi al bambino, infatti, George decide di allenare la locale squadra scolastica. Ben presto, però, diventerà oggetto del desiderio delle mamme dei suoi piccoli allievi, le quali troveranno in lui una via d’uscita da un’esistenza fatta di noia e frustrazioni”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di questo film lei non è semplicemente protagonista, ma anche produttore e co-sceneggiatore. Come mai un tale coinvolgimento?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“In effetti, l’idea di partenza è mia, anche se all’inizio il film avrebbe dovuto essere ambientato nel mondo del baseball. Poi, d’accordo con Muccino, ho deciso di utilizzare il calcio come contesto, in quanto meno americano e più globale. Tra l’altro, per la prima volta interpreto un personaggio scozzese come me. E la cosa mi ha reso particolarmente felice”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il resto del cast comprende attori e soprattutto attrici molto importanti. Com’è andata sul set?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Benissimo. Le protagoniste femminili sono star come Catherine Zeta-Jones, Uma Thurman e Jessica Biel. Ed è stato meraviglioso recitare con tutte e tre: Catherine affascinava tutti appena arrivava sul set, con la sua sicurezza e quell’aria di chi ha visto tutto nella vita; con Uma, che è un’attrice di gran classe e raffinatezza, mi sono divertito molto, perché insieme abbiamo le scene più esilaranti e bizzarre; Jessica, infine, ha superato i provini in maniera incredibile, selezionata direttamente da me oltre che dal regista. Non dimenticherei, però, anche la presenza di un grande attore come Dennis Quaid”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;E con Muccino, invece, com’è andata?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Conosco Gabriele già da molto tempo e apprezzo sinceramente il suo lavoro, che considero di grande qualità. Tra l’altro, ci unisce il fatto di essere entrambi, per così dire, “emigranti di lusso”: lui italiano e io scozzese. Anche per questo, dunque, siamo riusciti a proporre uno sguardo fresco e non usuale sulla realtà americana. L’intesa tra noi è scattata automatica e, anche quando ci siamo scontrati sulle nostre diverse visioni della storia, il confronto è stato sempre costruttivo”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Più che di calcio, comunque, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Playing the Field&lt;/span&gt; parla di rapporti interpersonali e, in particolare, familiari. Per entrare meglio nel personaggio, ha attinto anche alle sue esperienze personali?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“A differenza di Gabriele, che essendo papà ha potuto rifarsi a questa sua esperienza reale, io mi sono concentrato sul rapporto tra me e mio padre, visto dal punto di vista di un figlio. Al di là di tutto, però, questo film mi ha fatto capire che cosa mi sono perso finora, avendo superato i quarant’anni senza fare l’esperienza della paternità”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-596483329207044233?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/596483329207044233/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/07/intervista-gerard-butler-un-film-con.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/596483329207044233'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/596483329207044233'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/07/intervista-gerard-butler-un-film-con.html' title='INTERVISTA A GERARD BUTLER: &quot;UN FILM CON MUCCINO&quot;'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-8420118231327993551</id><published>2011-07-12T20:32:00.004+02:00</published><updated>2011-10-31T17:53:27.279+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visioni'/><title type='text'>PARLA CHRISTOPH WALTZ, TRA POLANSKI E TARANTINO</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Mattino&lt;/span&gt; - 11 luglio 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La prima star internazionale dell’Ischia Global Film &amp;amp; Music Fest 2011 è Christoph Waltz, l’attore austriaco che l’anno scorso vinse l’Oscar per il ruolo del cattivissimo Hans Landa, il colonnello nazista cacciatore di ebrei di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Bastardi senza gloria&lt;/span&gt; di Quentin Tarantino. Un Waltz in splendida forma, infatti, anticipa il red carpet inaugurale del festival diretto da Pascal Vicedomini e si ferma a parlare ben volentieri dei prossimi progetti cinematografici, tutti attesissimi, nei quali è coinvolto. A partire da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Carnage&lt;/span&gt;, il nuovo film di Roman Polanski che – svela lo stesso Waltz, anticipando l’ufficialità dei vertici della Biennale – “sarà proiettato in anteprima mondiale il 1 settembre alla Mostra del cinema di Venezia”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Com’è stato, dunque, lavorare con un autore come Polanski?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Un’esperienza davvero straordinaria, perché ho avuto la fortuna di conoscere un maestro assoluto della storia del cinema e un uomo dotato di grande personalità nonché, cosa che non guasta, di notevole senso dell’umorismo. La caratteristica che mi ha più colpito, però, è stato il suo perfezionismo: nei mesi in cui abbiamo lavorato insieme, infatti, credo di aver imparato cos’è la vera precisione”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nel cast di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Carnage&lt;/span&gt; lei è affiancato da Jodie Foster, Kate Winslet e John C. Reilly. Com’è stata l’atmosfera durante la lavorazione?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Assolutamente serena e rilassata. Abbiamo girato all’inizio dell’anno, per dodici settimane, a Parigi. E durante l’intera lavorazione non s’è verificata mai nessuna tensione tra noi. Il merito è stato soprattutto di Polanski, che ha saputo creare un magnifico clima, tenendo fuori tutto ciò che poteva disturbarci. Persino le sue recenti disavventure giudiziarie sono apparse a tutti noi lontanissime”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di che parla &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Carnage&lt;/span&gt;?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Noi quattro protagonisti interpretiamo due coppie di genitori che si conoscono in occasione di un litigio al parco giochi tra i loro figli. Il problema, però, è che ben presto saremo trascinati in una disputa che, all’inizio, sembrava soltanto un gioco da bambini. Per me e per gli altri attori, il film è innanzitutto una commedia, seppur amara. Ma, come sempre, quando si ha a che fare con una commedia, basta scavare un po’ per imbattersi in contenuti ben più seri. Il testo di riferimento, scritto da Yasmina Reza, è già stato adattato diverse volte anche al teatro. Nella sua trasposizione, però, Roman è stato molto attento a evitare espedienti troppo teatrali, attenendosi anzi alle specificità del linguaggio cinematografico”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Avendo lavorato con entrambi, se la sentirebbe di fare un paragone tra Polanski e Tarantino?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“No, perché sono diversissimi come cineasti e come uomini. E, poi, sono impossibili da paragonare anche perché entrambi sono esemplari unici”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;A proposito di Tarantino, in autunno tornerà a lavorare con lui, dopo il trionfo di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Bastardi senza gloria&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Sì, sarò tra i protagonisti di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Django Unchained&lt;/span&gt;, l’omaggio di Quentin alla gloriosa stagione del western all’italiana. Il mio personaggio, però, dovrebbe essere meno negativo di quello che ho interpretato nel suo film precedente. Il protagonista sarà Jamie Foxx, mentre il resto del cast è ancora in via di composizione. Inizieremo a girare a novembre in New Mexico e altre località interne degli Stati Uniti”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il nuovo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Django Unchained&lt;/span&gt; è l’ennesimo atto d’amore di Tarantino verso un certo cinema italiano del passato. Anche lei condivide questa stessa passione?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“In effetti, anche a me piacciono molto i film italiani del passato. Diciamo fino agli anni Settanta. Però, i miei gusti sono più classici rispetto a Quentin: basti pensare che il mio titolo di culto è &lt;span style="font-style: italic;"&gt;8 ½&lt;/span&gt; di Fellini. Apprezzo, poi, anche le maschere italiane della grande commedia dell’arte, tra le quali pure quella napoletana di Pulcinella. E anche nella musica ho gusti abbastanza classici, perché le sinfonie immortali del passato ti sembrano diverse ogni volta che le riascolti, dato che in realtà sei tu a essere cambiato”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lei ha lavorato recentemente anche in una nuova versione in 3D dei &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Tre moschettieri&lt;/span&gt;. Cosa pensa della nuova frontiera digitale?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“A me questo nuovo 3D non piace molto e non mi interessa. Insomma, capisco le ragioni del mercato, ma non penso che possa essere un elemento decisivo per il futuro dell’industria cinematografica. Per quanto riguarda i &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Tre moschettieri&lt;/span&gt;, invece, è stato un lavoro come tanti, divertente ma nulla più. Comunque, ho avuto la soddisfazione di interpretare Richelieu”.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-8420118231327993551?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/8420118231327993551/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/07/parla-christoph-waltz-tra-polanski-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/8420118231327993551'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/8420118231327993551'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/07/parla-christoph-waltz-tra-polanski-e.html' title='PARLA CHRISTOPH WALTZ, TRA POLANSKI E TARANTINO'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-1659017704268689373</id><published>2011-07-10T21:37:00.004+02:00</published><updated>2011-10-31T17:49:32.526+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='reallife'/><title type='text'>MORTO L'UOMO CHE ISPIRO' BENIGNI PER "LA VITA E' BELLA"</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Mattino&lt;/span&gt; - 10 luglio 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C’è un uomo dietro &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La vita è bella&lt;/span&gt;, il celebre film col quale Roberto Benigni conquistò ben tre Oscar nel 1999, dopo aver fatto incetta di premi e incassi in Italia e nel mondo fin dalla prima uscita in sala nel dicembre 1997. Si tratta di un uomo reale, non di un personaggio da film: un uomo che, con la sua storia, ha ispirato il regista e attore toscano fino a convincerlo a trasformare proprio quella storia, tra le tante possibili, in una fiaba tragica sull’Olocausto entrata di diritto negli annali del cinema mondiale. Ebbene, quest’uomo, Rubino Romeo Salmonì, è morto ieri mattina a Roma all’età di 91 anni.&lt;br /&gt;Nel campo di sterminio di Auschwitz, Salmonì giunse appena diciottenne, dopo essere stato catturato dalla polizia fascista nell’aprile 1944, nonostante pochi mesi prima, il 16 ottobre 1943, fosse riuscito a sfuggire alle retate naziste che svuotarono letteralmente il Ghetto di Roma. In seguito all’arresto, l’uomo fu deportato prima a Fossoli e poi nel terribile campo di sterminio aperto dai nazisti nella Polonia occupata. Dalla sua terribile esperienza Salmonì ha tratto un libro di testimonianze e ricordi, intitolato &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ho ucciso Hitler&lt;/span&gt; e presentato pochi mesi fa in occasione della Giornata della Memoria. “Ad Auschwitz – scrive in quelle pagine – non ero più Rubino Romeo Salmoni, ma l’ebreo A 15810 da eliminare”. Prima del suo libro, però, ha avuto modo di ricordare le sue esperienze nel campo di sterminio tante altre volte nel corso della sua vita, anche con gli studenti delle scuole, di fronte ai quali non ha mai esitato a definire quell’esperienza “il mio lungo viaggio verso la morte”, mentre ricostruiva minuziosamente l’inferno quotidiano vissuto in un luogo fatto unicamente di morte e sofferenza. Da quel luogo, però, Rubino Romeo Salmonì riuscì a tornare indietro nel 1945, tra i pochi ebrei romani sopravvissuti ad Auschwitz-Dachau. Quando mise nuovamente piede nella sua città, però, non trovò più i fratelli, Angelo e Davide, che a loro volta erano stati catturati, ma uccisi, dai nazisti.&lt;br /&gt;A chi gli chiedeva di spiegare il titolo paradossale del suo libro di ricordi, Salmonì amava rispondere, con un misto di orgoglio e soddisfazione: “Io sono ancora qui sano e salvo. Ho fatto i miei conti: sono uscito vivo dal campo di sterminio di Auschwitz, ho una bella famiglia, ho festeggiato le nozze d’oro, ho dodici splendidi nipoti. Dunque, credo di aver sconfitto il disegno di Hitler”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-1659017704268689373?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/1659017704268689373/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/07/morto-luomo-che-ispiro-benigni-per-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/1659017704268689373'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/1659017704268689373'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/07/morto-luomo-che-ispiro-benigni-per-la.html' title='MORTO L&apos;UOMO CHE ISPIRO&apos; BENIGNI PER &quot;LA VITA E&apos; BELLA&quot;'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-9083790141680696701</id><published>2011-07-09T21:00:00.004+02:00</published><updated>2011-10-31T17:46:17.358+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visioni'/><title type='text'>COURTNEY LOVE ALL'ISCHIA GLOBAL 2011?</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C’è una star internazionale a sorpresa che va ad arricchire, all’ultimo momento, il già denso parterre di super-ospiti dell’Ischia Global Film &amp;amp; Music Fest 2011: si tratta di Courtney Love, la “vedova nera” del rock mondiale, l’ex moglie di Kurt Cobain, il leader dei Nirvana morto suicida nel 1994. L’icona femminile “maledetta” del cinerock globale anni Novanta arriverà al festival tra lunedì e mercoledì e – sottolinea il produttore dell’Ischia Global, Pascal Vicedomini – “ha già fatto sapere di voler cantare”. Alla Love sarà assegnato un premio che ne metta in risalto il ruolo centrale acquisito nell’ambito di un certo showbiz alternativo di questi anni, grazie alle chiacchierate relazioni post-Cobain con, tra i tanti, artisti del calibro di Michael Stipe dei Rem ed Edward Norton, ma anche a ottimi album come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Live Through This&lt;/span&gt; (1994) e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Celebrity Skin&lt;/span&gt; (1998) realizzati con la sua band, le Hole, e a ruoli da protagonista in film importanti come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Larry Flint – Oltre lo scandalo &lt;/span&gt;(per il quale fu nominata anche ai Golden Globe nel 1996) e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Man on the Moon&lt;/span&gt;, entrambi diretti dal maestro Milos Forman.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-9083790141680696701?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/9083790141680696701/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/07/courtney-love-allischia-global-2011.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/9083790141680696701'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/9083790141680696701'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/07/courtney-love-allischia-global-2011.html' title='COURTNEY LOVE ALL&apos;ISCHIA GLOBAL 2011?'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-601666304609616011</id><published>2011-07-06T23:59:00.003+02:00</published><updated>2011-09-08T20:03:24.763+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visioni'/><title type='text'>RISCOPERTE PER CINEFILI COL "PROGETTO NAPOLI"</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Mattino&lt;/span&gt; - 3 luglio 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci sono personaggi che sembrano fatti apposta per finire nelle note a margine della storia del cinema, in attesa di essere riscoperti e riproposti all’attenzione dei cinefili di tutto il mondo. Tra di loro c’è anche il napoletano Michael Ruggieri, emigrato dalla Campania alla volta degli Stati Uniti all’inizio del Novecento con un sogno: tener viva la memoria della terra lontana attraverso le immagini in movimento del cinematografo, che aveva imparato ad apprezzare proprio nella sua Napoli.  La figura di Michael Ruggieri è al centro della sezione “Progetto Napoli” che, per il secondo anno consecutivo, il festival Il Cinema Ritrovato (la cui venticinquesima edizione s’è chiusa ieri a Bologna) ha proposto agli appassionati, arricchita di materiali rari recuperati negli archivi di alcune importanti cineteche internazionali.&lt;br /&gt;Sbarcato all’ombra della Statua della Libertà, Ruggieri si stabilì un po’ più all’interno, a Rochester, dove costruì negli anni una fiorente attività di distributore cinematografico, caratterizzata, però, dalla predilezione per un tipo di produzione esplicitamente rivolta alla fiorente platea italo-americana. All’apice dell’emigrazione italiana del secolo scorso, tra il 1906 e il 1910, gli italiani rappresentavano addirittura il 7 per cento della popolazione complessiva di New York e costituivano un mercato appetibile. Perciò, si dimostrò vincente l’intuizione di Ruggieri di distribuire nell’area della Grande Mela una serie di film perfetti per alleviare la loro nostalgia di casa.  Una parte consistente di questa produzione giungeva proprio dalla città d’origine del distributore partenopeo che, in quegli anni, riuscì a trasformare in clamorosi successi di pubblico titoli classici del cinema “strappacore” come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;A’ santanotte&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Terra madre&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Piccola mamma&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;I figli di nessuno&lt;/span&gt;, circa metà dei quali andati perduti nel corso dei decenni. Ciò che rimane e che i curatori del “Progetto Napoli” Elena Correra e Luigi Virgolin hanno mostrato in questi giorni a Bologna, comunque, è più sufficiente “per comprendere - spiegano - le scelte distributive di Ruggieri, chiaramente orientate a un pubblico italo-americano, peraltro composto in larga parte proprio da napoletani”.&lt;br /&gt;La collezione Michael Ruggieri è molto ricca. Acquisita anni fa dalla George Eastman House di Rochester, comprende oltre 2.200 elementi tra fotografie, poster, programmi e corrispondenza varia, oltre ai film. Tra le chicche provenienti da questo sterminato archivio hanno destato particolare sensazione a Bologna anche alcune pellicole realizzate direttamente negli Stati Uniti, con registi americani ma contenuti e spesso interpreti squisitamente napoletani. Di uno di questi film, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Senza mamma e ‘nnammurato&lt;/span&gt;, girato nel 1932 da Harold Godsoe, sono sopravvissuti due sorprendenti trailer, nei quali s’intravede un giovane Nino Taranto, che partecipò al film nel corso della sua tournée americana d’inizio anni Trenta, dalla quale - come racconta lui stesso - tornò con “una pianola e mille dollari”, utilizzati per finanziare la sua prima compagnia di varietà. La presenza del comico napoletano nel film di Godsoe è particolarmente rilevante, perché finora si faceva iniziare la filmografia tarantiana addirittura sei anni dopo, nel 1938, con &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Nonna Felicita&lt;/span&gt; di Mario Mattoli.  Un altro film interessante, proveniente dal fondo della George Eastman House e visto durante Il Cinema Ritrovato, è &lt;span style="font-style: italic;"&gt;The Man in Blue&lt;/span&gt;, girato da Edward Laemmle nel 1925 a Little Italy. “Al suo interno, infatti, spiccano tanti elementi - sottolineano Elena Correra e Luigi Virgolin - che rimandano alla Napoli lontana, come il canto e il ballo su melodie tradizionali partenopee, l’accenno a figure malavitose simili a quelle dei guappi e dei camorristi e, soprattutto, la presenza del comico napoletano Cesare Gravina in un ruolo particolarmente stereotipato di emigrato”. Proprio Gravina, interprete e capocomico del teatro d’operetta d’inizio Novecento, partecipò ad altri film simili, anche se nei suoi anni americani tra il 1915 e il 1929 ebbe pure il merito di lavorare, seppur in ruoli secondari, con un maestro assoluto come Erich von Stroheim nei capolavori&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Femmine folli&lt;/span&gt; (1922) e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Greed - Rapacità&lt;/span&gt; (1923).&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-601666304609616011?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/601666304609616011/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/07/riscoperte-per-cinefili-col-progetto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/601666304609616011'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/601666304609616011'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/07/riscoperte-per-cinefili-col-progetto.html' title='RISCOPERTE PER CINEFILI COL &quot;PROGETTO NAPOLI&quot;'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-1607068044601602618</id><published>2011-07-05T21:17:00.004+02:00</published><updated>2011-09-08T19:58:02.656+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='visioni'/><title type='text'>LA NAPOLI MAGICO-MITOLOGICA DI "RADICI"</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Mattino&lt;/span&gt; - 2 luglio 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La Napoli magico-mitologica e storica, la musica e la presenza quasi sciamanica di Enzo Gragnaniello legano assieme il nuovo film di Carlo Luglio, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Radici&lt;/span&gt;, un itinerario ondivago quasi interamente musicale nel quale proprio Gragnaniello fa da custode della memoria e da “genius loci” di una Partenope mistica e viscerale, antichissima e sospesa nel tempo. Il film, prodotto dalla factory napoletana Figli del Bronx, è stato selezionato per le Giornate degli autori della prossima Mostra di Venezia, dove sarà proiettato il 2 settembre e seguito da un concerto al Lido dello stesso Gragnaniello accompagnato dai Sud Express e da Toni Cercola.&lt;br /&gt;Proprio Cercola, nel lavoro scritto e diretto da Carlo Luglio, interpreta il ruolo di un bizzarro e trasognato Virgilio, che fa da guida al viandante Gragnaniello in luoghi dell’anima come l’Antro della Sibilla a Cuma, il Castello di Baia, la Casina vanvitelliana del Fusaro, la Solfatara, il Tempio di Mercurio, la Piscina Mirabilis, l’Arenile di Bagnoli, i Quartieri spagnoli, il Maschio Angioino. “Il progetto - spiega il regista Luglio - nasce dall’esigenza di valorizzare un’altra Napoli, mitologica e magica ma altrettanto viva nei millenni. E per farlo, ci è sembrata perfetta la guida musicale di un interprete sanguigno come Gragnaniello, che ha saputo interpretare le svariate anime delle nostre radici: quella lunare, quella solare e quella popolare. Così, attraverso una serie di incontri con artisti e luoghi, lo spettatore potrà sentir riaffiorare il meglio della tradizione musicale e iconografica partenopea”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Radici&lt;/span&gt;, che si giova dell’ottima fotografia di Francesca Amitrano, è scandito dai brani di alcuni album di Gragnaniello, a partire dai due più recenti, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Radice&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;L’erba cattiva&lt;/span&gt;; ma acquista ulteriore forza anche grazie alla serie di incontri che il protagonista e la sua guida Toni Cercola fanno, via via, con artisti-icone come Maria Luisa Santella, Enzo Moscato, Ida Di Benedetto, Riccardo Veno, James Senese. La loro parte, però, la fanno anche i Sud Express, partner musicali di Gragnaniello in quasi tutte le sue esibizioni musicali (con menzione speciale per un notevole Franco Del Prete). “Il regista - racconta Enzo Gragnaniello - si è detto ispirato dalla mia figura e mi ha voluto utilizzare per quello che sono: un elemento legato spiritualmente a questa terra, come la pietra di tufo e il mare. E, da parte mia, mi sono sentito onorato, proprio perché non mi è stato chiesto di fare l’attore, ma di creare e sentire secondo quello che è il mio istinto”.  La Napoli di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Radici&lt;/span&gt;, comunque, è proprio quella che piace a Gragnaniello: “Per me - aggiunge - è sempre una città bellissima, anche se i suoi valori ancestrali oggi sono un po’ sommersi. Per esempio, tutta la razionalità che ci domina ha fatto scappare i fantasmi, gli spiriti e i monacielli con i quali i napoletani hanno parlato per millenni. E allora, mi chiedo, adesso a chi ci rivolgiamo per trovare la nostra strada? Per fortuna, come si capisce anche dal film, questa città è più forte di tutto, come la gramigna che ricresce anche quando la tagli. Per me - conclude Gragnaniello - dipende dalla sua energia vulcanica, che la gente ha assorbito nel corso del tempo”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-1607068044601602618?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/1607068044601602618/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/07/la-napoli-magico-mitologica-di-radici.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/1607068044601602618'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/1607068044601602618'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/07/la-napoli-magico-mitologica-di-radici.html' title='LA NAPOLI MAGICO-MITOLOGICA DI &quot;RADICI&quot;'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-7049832868415132629</id><published>2011-07-04T23:53:00.004+02:00</published><updated>2011-07-05T22:04:39.719+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tivvù'/><title type='text'>ARRIVA "FALLING SKIES", LA NUOVA SERIE DI SPIELBERG</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Mattino&lt;/span&gt; - 1 luglio 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da qualche anno Steven Spielberg è tornato a collaborare con una certa regolarità con i network televisivi statunitensi, ricollegandosi direttamente ai suoi esordi, quando nel 1970 iniziò a farsi conoscere dirigendo episodi di serie celebri come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Colombo&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Marcus Welby&lt;/span&gt; o &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mistero in galleria&lt;/span&gt;, per tacere del suo primo successo globale, quel &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Duel&lt;/span&gt; che nasceva nel 1971 proprio come tv movie.&lt;br /&gt;I suoi due più recenti progetti seriali per il piccolo schermo, dopo i kolossal bellici &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Band of Brothers&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;The Pacific&lt;/span&gt;, sono entrambi di genere fantascientifico, spesso frequentato da Spielberg anche sul grande schermo per riscrivere le coordinate del cinema hollywoodiano dagli anni Ottanta in poi. Però, mentre per il secondo serial, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Terra Nova&lt;/span&gt;, bisognerà aspettare l’autunno, il primo, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Falling Skies&lt;/span&gt;, ha esordito col botto il 19 giugno negli Stati Uniti, totalizzando quasi sei milioni di telespettatori e facendo segnare, sul network TNT, il più alto indice d’ascolto stagionale per uno show trasmesso da una tv via cavo.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://collider.com/wp-content/uploads/Falling_Skies_TNT_tv_show_18-600x400.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 600px; height: 400px;" src="http://collider.com/wp-content/uploads/Falling_Skies_TNT_tv_show_18-600x400.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ora, dopo l’anteprima di oggi al Telefilm Festival di Milano, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Falling Skies&lt;/span&gt; arriva anche in Italia, dove Fox (canale 111 di Sky) lo trasmetterà a partire dal 5 luglio, ogni martedì alle 21, con due sole settimane di ritardo rispetto alla messa in onda americana. “Un elemento di grande originalità della serie – spiega proprio Steven Spielberg al settimanale americano &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Tv Guide&lt;/span&gt; – è che la storia inizia sei mesi dopo l’avvenuta conquista della Terra da parte degli alieni. A me, infatti, interessava mostrare soprattutto come i personaggi sarebbero riusciti a sopravvivere a una catastrofe che ha cancellato l’80 per cento della popolazione terrestre e ogni forma di tecnologia e comunicazione, magari cercando dentro di sé i valori che li rendono americani”.&lt;br /&gt;Protagonista di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Falling Skies&lt;/span&gt; è quel Noah Wylie diventato una star col ruolo del dottor John Carter di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;E.R. – Medici in prima linea&lt;/span&gt;. Qui, Wylie interpreta Tom Mason, un intellettuale che, dopo aver perso la moglie nel corso dell’invasione e essersi visto portar via il figlio dagli alieni, deve trasformarsi in uomo d’azione per fare i conti con un mondo completamente privo di tecnologia, pieno di insidie e dominato da mostri invasori. Assieme agli altri sopravvissuti, militari e civili, Tom attraverserà un’America post-apocalittica a tratti irriconoscibile alla ricerca del figlioletto, ma anche di un rifugio sicuro che potrebbe non esistere più. “La scelta di un professore di letteratura e storia americana come leader di questo pugno di sopravvissuti – aggiunge Spielberg – mi è servita per coinvolgere il pubblico e farlo immedesimare. Conosco Noah Wylie dai tempi di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;E.R.&lt;/span&gt; e avevo pensato a lui anche per &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Salvate il soldato Ryan&lt;/span&gt;. Così, appena i suoi impegni glielo hanno permesso, non ho avuto dubbi: è stato la mia prima scelta per il ruolo del protagonista”.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://robot6.comicbookresources.com/wp-content/uploads/2010/07/falling-skies.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 600px; height: 400px;" src="http://robot6.comicbookresources.com/wp-content/uploads/2010/07/falling-skies.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Accanto a Wyle, nei dieci episodi che compongono la prima stagione (ma è certa la conferma almeno per il secondo anno) recitano anche altri volti più o meno noti del cinema e della tv a stelle e strisce, come Sara Carter, Will Patton, Drew Roy, Moon Bloodgood, Maxim Knight, Connor Jessup, Seychelle Gabriel. Il copione della serie, invece, è firmato da Robert Rodat (già autore degli script di kolossal come &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Salvate il soldato Ryan&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il patriota&lt;/span&gt;), mentre tra i produttori esecutivi spiccano i nomi degli altri big Graham Yost (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Speed&lt;/span&gt;) e Mark Verheiden (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Battlestar Galactica&lt;/span&gt;). La regia dei primi episodi, infine, è affidata a veterani come Carl Franklin e Greg Beeman.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1288628410864951992-7049832868415132629?l=off-topic-off.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://off-topic-off.blogspot.com/feeds/7049832868415132629/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/07/arriva-falling-skies-la-nuova-serie-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/7049832868415132629'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1288628410864951992/posts/default/7049832868415132629'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://off-topic-off.blogspot.com/2011/07/arriva-falling-skies-la-nuova-serie-di.html' title='ARRIVA &quot;FALLING SKIES&quot;, LA NUOVA SERIE DI SPIELBERG'/><author><name>Diego Del Pozzo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05217126375196275265</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_SNt9XxoC6L8/SXde6e5NOWI/AAAAAAAAAAM/CY57EtZij-E/S220/ElDi%C3%A8-Cover2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1288628410864951992.post-7093822942881648412</id><published>2011-07-02T23:28:00.007+02:00</published><updated>2011-07-05T21:49:42.715+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='suoni'/><title type='text'>PEPPE SERVILLO, DAGLI AVION TRAVEL AL NUOVO QUINTETTO</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Di Diego Del Pozzo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Mattino&lt;/span&gt; - 1 luglio 2011)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’atteso concerto di stasera alla Milanesiana rappresenta un nuovo punto di svolta e ripartenza nell’intensa carriera artistica di Peppe Servillo. Il cantante e attore casertano, infatti, porterà sul palco meneghino del teatro Dal Verme, nell’ambito della manifestazione culturale ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi, un inedito quintetto formato assieme a due “complici” storici come i jazzisti Javier Girotto (sassofoni) e Natalio Mangalavite (pianoforte e tastiere) e due nuovi compagni di viaggio come Emanuele Smimo (batteria e percussioni) e Daniele Basirico (contrabbasso e violoncello). L’appuntamento è alle 21 e il titolo del concerto, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;L’amante improvviso&lt;/span&gt;, richiama un brano degli Avion Travel e, dunque, rimanda direttamente al repertorio della band che, come conferma lo stesso Servillo, “ha deciso di prendersi un periodo di pausa”.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://storage.magazzini-sonori.it/view/1000/Peppe-Servillo.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 500px; height: 375px;" src="http://storage.magazzini-sonori.it/view/1000/Peppe-Servillo.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Come si pone, dunque, il nuovo progetto del quintetto rispetto alla band originale?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“L’idea del quintetto nasce proprio in seguito alla scelta di fermarci per un po’ come Avion Travel. D’altra parte, nel corso della mia carriera ho sempre spaziato ed esplorato nuove direzioni nell’ambito di progetti paralleli, che sono stati una ricchezza anche per la band. E lo stesso hanno fatto anche gli altri componenti del nucleo base”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Quale sarà il repertorio che eseguirete durante il concerto milanese?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Rileggeremo in maniera originale, ma coerente con la mia storia, numerosi episodi della discografia degli Avion Travel. Accanto a questi, però, proporremo anche brani originali e cose nuove alle quali stiamo lavorando nell’ambito di questo progetto. Sarà, comunque, un concerto di canzoni, eseguite alla mia maniera e arricchite dalle coloriture degli straordinari musicisti che mi affiancano”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Dopo la tappa alla Milanesiana e quelle successive a Roma, Serre (vicino Salerno, l’8 agosto) e Lecce, per il quintetto arriverà anche il momento dell’incisione di un album in studio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Io sono abituato a pensare sempre pri
