lunedì 11 gennaio 2010

RINO GAETANO "RIVIVE" IN UN BEL VOLUME A FUMETTI

Di Diego Del Pozzo

(Mega n.° 151 - Gennaio 2010)

Comics e popular music si sono incontrati numerose volte, nel corso del Novecento. Sotto varie forme e con esiti differenti: copertine di dischi di maggiore o minore rango affidate a fumettisti, biografie disegnate di artisti musicali, originali abbinamenti disco-albo, trasposizioni incrociate e così via.
Dal mese scorso è nelle fumetterie e nelle librerie un bellissimo volume a fumetti, realizzato da un autore napoletano e dedicato all'originale universo poetico-musicale di Rino Gaetano, cantautore che ha saputo diventare un'autentica icona socio-culturale per chi è stato giovane negli anni Settanta. L'artista che ha scritto e disegnato questo libro si chiama Andrea Scoppetta, ha trentadue anni e già diverse rilevanti esperienze artistiche alle sue spalle. Scoppetta ha voluto rendere il proprio personale tributo al compianto cantautore di Gianna, Nuntereggae più e tanti altri classici moderni con Sereno su gran parte dell'Italia. Una favola per Rino Gaetano (112 pagine, 17 euro), un volume pubblicato dalla casa editrice padovana Becco Giallo, specializzatasi in libri a fumetti rigorosamente "d'autore" calati nella realtà italiana e internazionale del presente e del passato (sono loro, tra l'altro, anche le intense biografie disegnate di Luigi Tenco e Fabrizio De André)...

venerdì 8 gennaio 2010

ROCK AROUND THE SCREEN: ELVIS 75...

Di Diego Del Pozzo

Se fosse ancora vivo, Elvis Presley avrebbe compiuto settantacinque anni proprio oggi. Nacque, infatti, l'8 gennaio 1935 a Tupelo nel Mississippi da Vernon e Gladys Smith.
Elvis è, senza ombra di dubbio, il mito più potente costruito dall'industria dello spettacolo a stelle e strisce durante l'intero Ventesimo secolo. Dal suo apparire sulla scena, intorno alla metà degli anni Cinquanta, divenne il principale punto di riferimento per l'immaginario collettivo giovanile statunitense e mondiale, restando tale almeno fino alla comparsa dei Beatles.
Oltre che un titano del rock 'n' roll, Elvis avrebbe potuto esserlo anche del cinema, se solo fosse stato guidato e consigliato diversamente. Il grande schermo, comunque, ha avuto modo di frequentarlo in occasione di decine di film, quasi tutti, però, di livello poco più che sufficiente. Quasi tutti, perché almeno Il delinquente del rock 'n' roll (Jailhouse Rock, 1957) di Richard Thorpe e La via del male (King Creole, 1958) di Michael Curtiz sono pellicole di grande interesse.
Elvis Presley, la sua musica e il suo cinema sono al centro di un mio lungo saggio pubblicato in apertura del libro Rock Around the Screen. Storie di cinema e musica pop, che ho curato assieme allo storico del cinema Vincenzo Esposito per Liguori Editore. Il volume sarà in libreria dal 1 febbraio.

giovedì 7 gennaio 2010

ROCK AROUND THE SCREEN: "GIMME SHELTER"

Di Alberto Crespi

(L'Unità - 7 gennaio 2010)

Gli snuff-movies sono quei film - clandestini e super-proibiti - dove viene mostrata, a scopi voyeuristici, l'autentica uccisione di un essere umano. Tecnicamente, Gimme Shelter è uno snuff-movie. Ma è anche uno dei più importanti documentari della storia del cinema, nonché uno dei film che meglio hanno mostrato la natura profonda del rock 'n' roll intercettando un gruppo come i Rolling Stones all'apice della loro creatività. Ed è un film maledetto: girato nel 1969, uscì negli Usa nel 1970 e fu presentato a Cannes nel 1971, poi sparì dalla circolazione. Qualche anno fa, chi scrive ebbe l'occasione di vederlo al Torino Film Festival, in una retrospettiva sul New American Cinema: i registi, Charlotte Zwerin e i fratelli David e Albert Maysles, erano esponenti importanti di quel movimento. Ora la Warner l'ha pubblicato in dvd, in una copia splendidamente restaurata.
Perché definiamo Gimme Shelter uno snuff-movie? Perché mostra l'uccisione di un uomo. Il delitto avvenne nel dicembre del '69 durante il raduno di Altamont, in California. Gli Stones erano l'attrazione principale di una "risposta californiana" a Woodstock (tenuto nell'agosto del medesimo anno) dove suonarono anche Jefferson Airplane e Grateful Dead. Il manager dei Dead ebbe la balzana idea di affidare il servizio d'ordine agli Hell's Angels, la gang di motociclisti nota per la dedizione alle moto, alla birra e alla violenza gratuita. La giornata fu segnata da continue risse fra gli Hell's Angels e gli spettatori, finché a notte fonda, mentre gli Stones eseguivano Under My Thumb, uno degli Angels - Alan Passaro, allora 21enne - accoltellò Meredith Hunter, un ragazzo di colore che stava sotto il palco (armato di pistola, va detto). Le macchine da presa dei fratelli Maysles e dei loro operatori (fra di loro, secondo una testimonianza di Albert Maysles mai del tutto confermata, anche un 25enne George Lucas) ripresero tutta la scena. Gli Stones, sul palco, non si accorsero dell'omicidio, ma era fin dall'inizio della loro esibizione che davanti a loro succedeva di tutto: risse, botte, spettatori strafatti, ragazze che cercavano di saltar loro addosso, e gli Angels che "controllavano" la situazione stando sul palco, gomito a gomito con i musicisti.
Si trattasse solo di questo, Gimme Shelter sarebbe solo una tragica candid-camera: un operatore riprende un musicista che suona, pochi metri più in là un uomo uccide un altro uomo, l'operatore lo inquadra per caso. Roba buona per il processo. Invece Gimme Shelter è un grande film e ora proviamo a spiegare perché.
Passo indietro. Nel '69 i Rolling Stones sono in fase di mutazione. Cambiano chitarrista: Mick Taylor, virtuoso adolescente innamorato del blues, sostituisce l'ormai inaffidabile Brian Jones. Quest'ultimo muore, il 3 luglio. Due giorni dopo gli Stones lo ricordano in un concerto gratuito a Hyde Park, Londra, e subito dopo partono per una tournée americana dove diventano, davvero, "la più grande rock band del mondo". Tra il '67 e il '69 gli Stones avevano pericolosamente imitato i Beatles inseguendo suoni psichedelici ai quali erano poco adatti e azzerando, o quasi, i concerti. In America, anche grazie a Taylor - che in coppia con Richards dà al gruppo un sound chitarristico formidabile - riscoprono il piacere di suonare dal vivo. A tour finito, vanno ad Altamont per segnare, idealmente, il climax della stagione dei grandi raduni. Ma lì, la morte è in agguato.
Gli Hell's Angels uccidono non solo Meredith Hunter, ma anche l'utopia dei giorni di "pace amore e musica" nata a Woodstock e durata pochi mesi. È la documentazione di quella morte - la morte dell'innocenza del rock, ammesso fosse mai nata - che rende Gimme Shelter straordinario. La bellezza del film, invece, è tutta nell'idea dei fratelli Maysles: partiti per documentare un trionfo, si trovano a registrare una catastrofe. Chiunque altro avrebbe buttato il film. Loro lo rivoltano. Girano, come fosse una seduta di autoanalisi, una "cornice" in cui gli Stones, assieme a loro, rivedono alla moviola il materiale girato: la tournée, la caotica organizzazione di Altamont, il bagno di folla, fino al vero climax: l'assassinio. Che osservato in moviola, analizzato nei dettagli ("vedi, Mick, ha un coltello" - "sì, e quell'altro ha in mano una pistola..."), non è più uno snuff-movie, ma una riflessione sulla morte al lavoro e su quanto il cinema possa essere un occhio indifferente, o empatico, su di essa. Poi, nel film, c'è anche grande musica. Ma vederlo è un'esperienza totale. Diversa da qualunque altro film abbiate mai visto.
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Ad Altamont e agli altri grandi raduni rock svoltisi tra il 1967 e il 1970 - da Monterey all'Isola di Wight, per intenderci... - è dedicato il bel saggio di Vincenzo Esposito incluso nel volume Rock Around the Screen. Storie di cinema e musica pop, curato da me e da lui per l'editore Liguori e in uscita lunedì 1 febbraio.

mercoledì 6 gennaio 2010

ROCK AROUND THE SCREEN 2000-2009 / 2

Di Diego Del Pozzo

1) Quasi famosi - Almost Famous (Cameron Crowe, 2000);
2) Io non sono qui (Todd Haynes, 2007);
3) No Direction Home - Bob Dylan (Martin Scorsese, 2005);
4) Walk the Line (James Mangold, 2005);
5) School of Rock (Richard Linklater, 2003);
6) Shine a Light (Martin Scorsese, 2007);
7) Il futuro non è scritto - Joe Strummer (Julien Temple, 2007);
8) Moulin Rouge (Baz Luhrmann, 2001);
9) 24 Hour Party People (Michael Winterbottom, 2002);
10) I Love Radio Rock (Richard Curtis, 2009).

martedì 5 gennaio 2010

ROCK AROUND THE SCREEN - IL LIBRO: - 27...

Diego Del Pozzo, Vincenzo Esposito (a cura di)
Rock Around the Screen
Storie di cinema e musica pop
Liguori Editore, Napoli
294 pagine, 24.50 euro
In libreria da lunedì 1 febbraio 2009

lunedì 4 gennaio 2010

sabato 2 gennaio 2010

ROCK AROUND THE SCREEN 2000-2009 / 1

Di Vincenzo Esposito

(Nursery Mind - 27 dicembre 2009)

Ecco i "miei" dieci migliori film rock del decennio 2000-2009.
Godetevi i trailer e... felice anno nuovo!

I'm Not There (Todd Haynes, 2007);
Joe Strummer: The Future Is Unwritten (Julien Temple, 2007);
Neil Young: Heart of Gold (Jonathan Demme, 2006);
Shine a Light (Martin Scorsese, 2007);
Moulin Rouge (Baz Luhrmann, 2001);
Dancer in the Dark (Lars von Trier, 2000);
Walk the Line (James Mangold, 2005);
Almost Famous (Cameron Crowe, 2000);
High Fidelity (Stephen Frears, 2000);
No Direction Home (Martin Scorsese, 2005).