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mercoledì 28 marzo 2012

SECONDO APPUNTAMENTO CON "ROCK AROUND THE SCREEN"

Dopo una settimana di pausa, riprende domani, giovedì 29 marzo, nella rinnovata sala proiezioni del Pan - Palazzo delle arti di Napoli (via dei Mille, 60), la programmazione di Rock Around the Screen. Storie di cinema e musica pop, la rassegna cinematografica a cura di Diego Del Pozzo e Vincenzo Esposito dedicata agli affascinanti intrecci tra gli universi del cinema e del rock.
Il ciclo di rock movies, inserito nell'ambito della manifestazione Filmzone - Storia permanente del cinema, si ricollega idealmente ai temi analizzati all'interno dell'omonimo volume curato da Del Pozzo ed Esposito e pubblicato l'anno scorso da Liguori.Per il suo secondo appuntamento, Rock Around the Screen. Storie di cinema e musica pop propone i seguenti film: Ore 15 - il travolgente Chuck Berry - Hail! Hail! Rock n' Roll! (1987) di Taylor Hackford (120 min.); Ore 17 - il nostalgico e divertente ritratto d'epoca Quasi famosi - Almost Famous (2000) di Cameron Crowe (119 min.); Ore 19 - il capolavoro del genere rockumentary Gimme Shelter (1970) di Albert e David Maysles e Charlotte Zweryn, con i Rolling Stones al loro meglio (nella foto), immortalati durante il tragico concerto dello Altamont Speedway (91 min.).
Tutti i film sono proiettati in lingua originale con sottotitoli in italiano. L'ingresso è gratuito.
Rock Around the Screen. Storie di cinema e musica pop proseguirà giovedì 5 e giovedì 12 aprile, sempre dalle ore 15 e sempre con tre film alla volta.
Filmzone - Storia permanente del cinema è promossa dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli e organizzata dalla Mediateca Santa Sofia, dalla Scuola di cinema Pigrecoemme e da Marcello Sannino.
Fonte: Ansa.

mercoledì 14 marzo 2012

DA DOMANI, AL PAN, STORIE DI CINEMA E ROCK...

Le mille sfaccettature del rapporto tra cinema e rock saranno declinate a partire da domani pomeriggio durante la rassegna cinematografica “Rock Around the Screen. Storie di cinema e musica pop”, a cura di Diego Del Pozzo e Vincenzo Esposito.
Il ciclo di rock movies, programmato nell’ambito della manifestazione “Filmzone – Storia permanente del cinema” in corso di svolgimento nella rinnovata sala proiezioni del Pan – Palazzo delle arti di Napoli (via dei Mille, 60), si ricollega idealmente ai temi analizzati all’interno dell’omonimo volume curato da Del Pozzo ed Esposito e pubblicato l’anno scorso da Liguori.
Si parte alle ore 15 con “Walk the Line – Quando l’amore brucia l’anima”, diretto nel 2005 da James Mangold e interpretato da Joaquin Phoenix nei panni del “man in black” Johnny Cash (nella foto, qui a sinistra). Alle 17.15, i due curatori presenteranno la rassegna e poi daranno spazio ad altri due film: il beatlesiano “A Hard Day’s Night – Tutti per uno” di Richard Lester (1964) e, alle 19, lo scoppiettante “I Love Radio Rock” di Richard Curtis (2009).
Dopo una settimana di pausa, la rassegna proseguirà per altri tre giovedì consecutivi, al ritmo di tre film ogni volta. Il 29 marzo, alle 15, si vedrà “Chuck Berry – Hail! Hail! Rock n’ Roll!” di Taylor Hackford (1987); alle 17, “Quasi famosi – Almost Famous” di Cameron Crowe (2000); alle 19, lo straordinario rockumentary con i Rolling Stones “Gimme Shelter” di Albert e David Maysles con Charlotte Zweryn (1970).
Poi, il 5 aprile, alle 15, toccherà a “Io non sono qui” di Todd Haynes (2007); alle 17.20, alla rock opera degli Who “Tommy” diretta da Ken Russell nel 1975; alle 19.10, a “Pink Floyd – The Wall” di Alan Parker (1982). Infine, giovedì 12 aprile, alle 15, sarà proiettato “Joe Strummer – Il futuro non è scritto” di Julien Temple (2007); alle 17, “It Might Get Loud” di Davis Guggenheim (2008); alle 19, lo springsteeniano “Wings for Wheels: The Making of Born to Run” di Thom Zimny (2005).
Tutti i film saranno proiettati in lingua originale con sottotitoli in italiano. L’ingresso è gratuito.
“Filmzone – Storia permanente del cinema” è organizzata dalla Mediateca Santa Sofia del Comune di Napoli, in collaborazione con la Scuola di cinema Pigrecoemme.

mercoledì 2 novembre 2011

I LIBRI "DI MICHELANGELO IOSSA" PRIMA E DOPO LA CURA

Di Diego Del Pozzo

Evidentemente qualcuno deve aver suggerito all'ineffabile Michelangelo Iossa che forse era meglio eliminare dal proprio profilo Facebook quel post farlocco che tanto ha fatto discutere nei giorni scorsi, con foto altrettanto farlocca dei "suoi" libri, poiché tra questi ne aveva inserito uno che "suo" non era affatto, cioè Rock Around the Screen. Storie di cinema e musica pop, a cura di Diego Del Pozzo (cioè io) e Vincenzo Esposito, edito da Liguori a inizio 2010.
Ebbene, con "soli" cinque (5!) giorni di ritardo e dopo un bel po' di proteste che hanno attraversato la Rete, Iossa ha deciso, finalmente, di rimuovere quel suo post incriminato e di sostituirlo con una versione corretta.
A futura memoria, comunque, ecco le due immagini dei libri "di Michelangelo Iossa" prima e dopo la cura (Rock Around the Screen è il penultimo libro).
Ps: Per la cronaca, in Rock Around the Screen Michelangelo Iossa ha pubblicato, su invito dei due curatori, un intervento sui Beatles lungo una decina di pagine (dalla 155 alla 165) su un totale di 260 pagine del libro. Magari, prima di definire "suo" questo volume, dunque, poteva pensarci meglio...

lunedì 31 ottobre 2011

L'INCREDIBILE CASO DEI LIBRI "DI MICHELANGELO IOSSA"

La contraffazione, in diritto penale, è il delitto previsto dall'articolo 473 del Codice penale, che recita quanto segue: "Chiunque contraffà o altera i marchi o segni distintivi, nazionali o esteri, delle opere dell'ingegno o dei prodotti industriali, ovvero, senza essere concorso nella contraffazione o alterazione, fa uso di tali marchi o segni contraffatti o alterati, è punito con la reclusione fino a tre anni".
Questa sarebbe la LEGGE! Senonché, qui siamo a favore del re-model, del re-make, del re-mix, insomma del riuso LIBERO anche di opere coperte dal diritto d'autore. Quindi, non è il caso di denunciare questo tizio che, con stile assai discutibile, ha inserito il volume Rock Around the Screen. Storie di cinema e musica pop curato da Diego Del Pozzo e Vincenzo Esposito tra "I SUOI LIBRI" (ignorando i civili inviti di uno dei curatori a correggere il tiro). A questo punto, dunque, è meglio pensare che l'operazione di "restyling" (diciamo così) sia il segno del successo dell'opera.
Va detto, però, che anche nel "rimescolamento post-moderno", ci sono i nani e i giganti: e non è questa la sede per chiarire a quale delle due categorie appartenga questo signore, che risponde al nome di Michelangelo Iossa. Peace & Love! E soprattutto, buon "Cut & Paste" a tutti.

venerdì 17 settembre 2010

CINEMA & ROCK DOMANI SERA A BARI...

Domani sera, alle ore 21.30, Diego Del Pozzo e Vincenzo Esposito saranno all'Arena Airiciclotteri di Bari per presentare il loro libro Rock Around the Screen. Storie di cinema e musica pop (Liguori, 2010). L'incontro è in programma prima della proiezione della seconda parte di Woodstock, nel corso della serata conclusiva della programmazione estiva dell'arena barese di strada Massimi - Losacco 4. Il biglietto d'ingresso costa 5 euro (con ridotti a 4, 2 e 1 euro). Per chi fosse già a Bari, stasera l'Arena Airiciclotteri propone la prima parte del classico rockumentary di Michael Wadleigh.

sabato 12 giugno 2010

ESCLUSIVA: DEMME E NEIL YOUNG DI NUOVO ASSIEME

Di Diego Del Pozzo
(Rock Around the Screen - 12 giugno 2010)

Jonathan Demme e Neil Young saranno ancora una volta al lavoro assieme, per un nuovo rockumentary che completerà la loro "trilogia live" dopo Heart of Gold (qui sotto, un momento dell'esibizione di Young) e Trunk Show: il grande regista di Philadelphia e Il silenzio degli innocenti mi ha regalato questa autentica "chicca" a margine della conferenza stampa partenopea di giovedì pomeriggio al Napoli Film Festival, quando l'ho avvicinato, assieme a un paio di amici, per regalargli una copia autografata del nostro libro Rock Around the Screen. Storie di cinema e musica pop e per approfondire con più calma alcuni concetti appena sfiorati durante la suddetta conferenza stampa.
Ebbene, a un certo punto, il grande Jonathan mi ha raccontato quanto segue: "Proprio lunedì, mi sono sentito telefonicamente con Neil Young e abbiamo deciso di realizzare un nuovo rockumentary subito dopo l'estate. Sarà un film-concerto che girerò in 3D, con un'illuminazione molto particolare e con grande attenzione agli effetti sonori in dolby surround. Lo realizzeremo a settembre, durante il nuovo tour di Neil, all'interno di un teatro di una località costiera della Louisiana o del Mississippi, anche come segnale di vicinanza e sostegno nei confronti delle popolazioni di quegli Stati, colpite così duramente dalla marea nera che sta devastando la natura in queste settimane. Il nostro nuovo rockumentary completerà la trilogia che comprende già Heart of Gold e Trunk Show e sarà girato durante due serate consecutive, nella stessa location. Il set di Neil sarà per metà acustico e per metà elettrico e io cercherò di restituire nella migliore maniera possibile sia l'atmosfera e le sensazioni del palco sia ciò che accadrà di volta in volta dietro le quinte. Penso che anche questa volta ci divertiremo molto, così come è successo nelle due precedenti occasioni. D'altra parte, per me i film-rock sono la cosa più eccitante che mi possa capitare di girare".
Di tutto ciò, Jonathan Demme non aveva fatto cenno nella conferenza stampa appena terminata e, infatti, non ve ne è stata traccia nei resoconti presenti sui quotidiani del giorno dopo (tranne un velocissimo accenno all'interno dell'articolo realizzato dal mio amico Alberto Castellano - pure lui presente all'intervista privata - per Il Mattino di Napoli). Insomma, stavolta i miei blog hanno fatto lo scoop!
Nel corso della conferenza stampa "ufficiale", Demme aveva confermato anche i suoi due prossimi progetti cinematografici "di fiction": il cartone animato Zeitoun, tratto dall'omonimo romanzo-reportage di Dave Eggers appena tradotto in Italia da Mondadori; e la commedia The Angriest Man in Brooklyn con Jeff Bridges. Ma la notizia più succosa sarebbe arrivata di lì a qualche minuto...

mercoledì 19 maggio 2010

DOMANI CARLO VERDONE PRESENTA IL NOSTRO LIBRO

Domani mattina a Roma, alle 11, Carlo Verdone parlerà di cinema e rock all'Università, in occasione della presentazione del libro Rock Around the Screen. Storie di cinema e musica pop, curato da Diego Del Pozzo e Vincenzo Esposito e pubblicato da Liguori. Interverrà anche il musicista Fabio Liberatori. Modererà Giandomenico Curi. Saranno presenti, assieme ai due curatori e ai graditi ospiti, anche diversi autori dei saggi contenuti nel volume.
L'appuntamento è per domani, alle ore 11, nell'aula magna Volpi della Facoltà di Scienze della formazione dell'Università Roma Tre (ingresso da via Milazzo 11/a).
Chi fosse a Roma domattina e volesse partecipare a questo incontro ci trova tutti lì.

martedì 13 aprile 2010

ANCHE A NAPOLI IL "ROCKY HORROR PICTURE SHOW"!

Di Diego Del Pozzo
(Rock Around the Screen - 13 aprile 2010)

Giovedì sera, alle 21.30, il multicinema Modernissimo di Napoli ospiterà un evento imperdibile per ogni vero "credente": una proiezione-rappresentazione di The Rocky Horror Picture Show, l'ideale per immergersi nell'universo di ironia, sensualità e trasgressione che, dal 1973 a teatro e dal 1975 al cinema, ha conquistato milioni di spettatori in tutto il mondo.
Sì, perché sia il musical originale di Richard O'Brien sia, ancora di più, il film diretto due anni dopo dall'australiano Jim Sharman hanno letteralmente polverizzato tutti i record di longevità sui palcoscenici e nelle sale, diventando autentici fenomeni di culto e suscitando vera e propria venerazione nei fan, pronti a rivederli anche centinaia di volte, magari in uno dei cinema che li programmano una volta alla settimana da trentacinque anni a questa parte, travestendosi come i propri beniamini e facendo dei messaggi di apertura verso la diversità e di opposizione al grigiore perbenista dell'omologazione addirittura una filosofia di vita.
La serata napoletana di giovedì abbinerà alla proiezione del film anche la messa in scena contemporanea del musical teatrale, a cura del Teatro dell'Anima. Con la regia di Dario Aquilina, le coreografie di Teresa Giaccio e i costumi di Veronica Quaranta, sul palco del Modernissimo si esibiranno il Frank-N-Furter interpretato da Riccardo Pisani, la Janet Weiss di Marialuisa Firpo, il Brad Majors di Armando Cortese, il Riff Raff di Donato Giliberti e, naturalmente, il Rocky di Maurizio Scotto di Santolo; mentre sullo schermo cinematografico gli stessi personaggi avranno i consueti tratti di una giovanissima Susan Sarandon (Janet), Barry Bostwick (Brad), lo stesso Richard O'Brien (Riff Raff), Peter Hinwood (Rocky) e, naturalmente, di un Tim Curry indimenticabile nel caratterizzare il "dolce travestito del pianeta Bisesso della galassia Transilvania" che già nel nome, Frank-N-Furter, racchiude in sé gli universi stilistici del rock 'n' roll e del cinema horror di Serie B, dei quali si nutre il cult movie di Jim Sharman.

giovedì 1 aprile 2010

ROCK AROUND THE SCREEN RECENSITO SU "ROLLING STONE"

Di Raffaella Giancristofaro
(Rolling Stone n.° 78 - Aprile 2010)

Undici saggi, colti e non pallosi, su cinema e rock. Un altro libro sul tema? Già, ma vale la spesa. Per la scioltezza di linguaggio, la ricchezza dei riferimenti, la non "gonzità" degli scriventi (fa strano forse leggerlo qui, ma in questo genere saggistico è più che apprezzabile).
Una manciata competente di studiosi, cinefili, giornalisti, ispirati da un taglio trasversale, ricostruisce contesti e scenari, senza fermarsi alle curiosità da fan né parlare solo agli iniziati. Dalla nascita della cultura rock col teen movie e Elvis al rockumentary, dal cinema "dei" Beatles, Pink Floyd e Dylan all'opera rock e al citazionismo dei clip. Chiudono le interviste a Julien Temple, Carlo Verdone, Gaetano Curreri e Fabio Liberatori.
Non considerate la grafica, polverosa.

Diego Del Pozzo, Vincenzo Esposito
(a cura di)
Rock Around the Screen
Liguori, pp. 243, euro 24.50

mercoledì 31 marzo 2010

ROCK AROUND THE SCREEN RECENSITO SU "FILM TV"

Schermi Rock
Di Mauro Gervasini
(Film Tv n.° 13/2010 - 4 aprile 2010)

Di monografie sul rapporto tra rock 'n' roll e cinema ne sono già state scritte, ma Rock Around the Screen di Diego Del Pozzo e Vincenzo Esposito (Liguori editore, pp. 243, euro 24.50) risulta oggi la più completa e attuale. Soprattutto perché dedica all'excursus storico una riassuntiva e doverosa prima parte, ma poi si concentra sull'evoluzione del filone.
In particolare, è ottima la seconda parte dedicata al "rockumentary", con saggi di Simone Arcagni, Rosario Gallone e del nostro Alberto Castellano. Paragrafi dedicati al cinema di alcune icone pop-rock (Beatles, Bob Dylan, David Bowie, Pink Floyd) e ottima conclusione dedicata alle interviste, tutte inedite, a Julien Temple, Carlo Verdone (anche in veste di musicista), Gaetano Curreri degli Stadio e Fabio Liberatori, firmate da Fabio Maiello, tra i più noti esperti italiani di colonne sonore.
Un libro rigoroso e da non perdere.

martedì 9 marzo 2010

DA OGGI, IN MOSTRA A NAPOLI LA WOODSTOCK DI LEVINE

Di Diego Del Pozzo
(Rock Around the Screen - 9 marzo 2010)

Da oggi, il megastore La Feltrinelli - Libri e Musica di Napoli ospita una bella mostra fotografica di Barry Z. Levine, interamente dedicata al megaraduno rock di Woodstock. Con i suoi scatti, il grande fotografo riesce a farci rivivere l'incredibile atmosfera di quei giorni, attraverso i volti e i corpi degli artisti e degli spettatori di un evento che, nell'agosto 1969, cambiò per sempre la storia della musica rock e, grazie al film che lo documentò, anche quella del cinerock.
Nelle foto di Levine (una è riprodotta qui a lato) si possono ammirare le facce del pubblico scottate dal sole, i tecnici che si arrampicano sulle impalcature prima del concerto, rockstar come Jimi Hendrix e le tante altre che deliziarono le centinaia di migliaia di giovani presenti a quegli indimenticabili tre giorni di pace, amore e musica.
E, su Woodstock, ecco ciò che scrive Vincenzo Esposito nel suo bellissimo saggio intitolato Dalla Terra alla Luna e incluso nel libro Rock Around the Screen. Storie di cinema e musica pop, curato da me e da lui per l'editore Liguori e presentato a inizio mese sempre alla Feltrinelli di Napoli: "Lontana dalla West Coast, una folla sterminata di persone (cinquecentomila, forse più) assistette, per tre giorni, a una serie lunghissima di numeri musicali: Joan Baez, Jefferson Airplane, Joe Cocker, Country Joe and the Fish, Richie Havens, Crosby Stills & Nash, The Who, Santana, Canned Heat, Creedence Clearwater Revival, Janis Joplin, Jimi Hendrix e altri ancora. "Una esposizione sotto il segno dell'Acquario", così recitava la locandina dell'epoca. Il sogno americano, dopo aver toccato il suo punto più occidentale con Monterey, stava tornando indietro, verso Est, come nel viaggio di Easy Rider, dove i due motociclisti Wyatt e Billy vanno alla ricerca di un sogno, che però non riescono a trovare, forse proprio perché lo rincorrono ad Oriente. A Est invece che a Ovest, quindi, ma soprattutto in campagna invece che in città. In quest'ultimo aspetto risiede una delle peculiarità di Woodstock: la grande comunità hippie si assiepò nell'enorme distesa verde della fattoria di Max Yasgur configurandosi come un popolo in fuga dalla città, in cerca di un consesso spirituale con la Natura e di un'utopica società pre-capitalistica e pre-tecnologica. Una materia che si annunciava epica, e che il documentario di Michael Wadleigh ha avuto il merito di saper rappresentare. [...] Attraverso l'uso frequente della pratica dello split-screen (cioè dello schermo occupato contemporaneamente da due o più inquadrature), Wadleigh intende rappresentare qualcosa di "irrappresentabile", un evento che è stato "troppo grande per il mondo", e che quindi rischia di essere troppo grande anche per il cinema. Lo split-screen è il cuore del film, ne scandisce il ritmo dall'interno, liberando la narrazione dalla tradizionale logica dei raccordi tra inquadrature. Esse, al contrario, fluiscono liberamente e parallelamente, talvolta ignorando le strutture spazio-temporali. [...] Woodstock è davvero un vortice atemporale, un presente immanente che, nel tentativo di rappresentare il futuro col meccanismo della reiterazione, pietrifica il sogno in mito. Nel documentario di Wadleigh sembra proprio che la Woodstock Nation sia finita in un "fuori orario" mitologico [...]".
Naturalmente, il saggio di Vincenzo Esposito è molto più lungo, in quanto propone un originale e informatissimo percorso storico-critico lungo le mutazioni della cultura giovanile di fine anni Sessanta nella breve stagione compresa tra gli eventi rock di Monterey e dell'Isola di Wight. Tornando a Woodstock, invece, qui di seguito potete gustarvi il trailer dello straordinario cofanetto "con le frange" - chi ce l'ha sa a cosa mi riferisco - pubblicato l'anno scorso in occasione del quarantesimo anniversario del mega-raduno. Chi può non esiti a procurarselo, perché è davvero imperdibile...

venerdì 5 marzo 2010

IL BOOKTRAILER DI "ROCK AROUND THE SCREEN"

Qui di seguito potete guardare il booktrailer di Rock Around the Screen. Storie di cinema e musica pop, il libro a cura di Diego Del Pozzo e Vincenzo Esposito edito da Liguori. Il video, proiettato con successo martedì sera alla Feltrinelli - Libri e Musica di Napoli in occasione della prima presentazione del volume, è stato realizzato dalla Scuola di Cinema e Fotografia di Napoli Pigrecoemme. Buona visione!

lunedì 1 marzo 2010

DOMANI SI PRESENTA "ROCK AROUND THE SCREEN"

Domani pomeriggio, alle ore 18, presso il megastore La Feltrinelli - Libri e Musica di piazza dei Martiri a Napoli, è in programma la presentazione del volume Rock Around the Screen. Storie di cinema e musica pop, a cura di Diego Del Pozzo e Vincenzo Esposito (Liguori Editore).
Interviene lo storico del cinema Valerio Caprara; coordina la giornalista Teresa Mancini. Saranno presenti i due curatori, gli autori dei vari saggi e il direttore della collana Cinema e Storia Pasquale Iaccio. E' prevista la proiezione di un video realizzato in collaborazione con la Scuola di Cinema e Fotografia di Napoli Pigrecoemme.
"A metà anni Cinquanta, il rock - spiegano i curatori Del Pozzo ed Esposito - determina una svolta epocale nel rapporto tra cinema e popular music. Il nostro libro esplora proprio questo affascinante intreccio attraverso saggi e interviste esclusive a registi rock come Julien Temple e Carlo Verdone e a musicisti come Gaetano Curreri e Fabio Liberatori".
Le interviste sono realizzate da Fabio Maiello, mentre i saggi sono, oltre che dei due curatori, di Simone Arcagni, Alberto Castellano, Giandomenico Curi, Bruno Di Marino, Giacomo Fabbrocino, Rosario Gallone, Michelangelo Iossa, Corrado Morra e Antonio Tricomi.
Ovviamente, chi fosse a Napoli si faccia vedere, perché più siamo e meglio è...

martedì 16 febbraio 2010

UN DOCUMENTARIO SUI DOORS NARRATO DA JOHNNY DEPP

Uscirà nei cinema americani tra poco meno di due mesi (il 9 aprile) When You're Strange, il documentario scritto e diretto da Tom Di Cillo dedicato all'inimitabile parabola artistica dei Doors e, in particolar modo, a quella del loro leader, Jim Morrison. Il film - presentato con successo l'anno scorso a festival prestigiosi come Sundance, Berlinale, Deauville e San Sebastian - si avvarrà della voce narrante di Johnny Depp: "Guardando le ipnotiche sequenze inedite di Jim, John, Ray e Robby - ha spiegato l'attore - mi è sembrato di riviverne l'esperienza attraverso i loro occhi".
When You're Strange - titolo che riprende un verso del brano People Are Strange, uno dei "manifesti" musicali e "ideologici" dei Doors - è stato realizzato prevalentemente attraverso il montaggio di sequenze rare e inedite, rese disponibili grazie alla collaborazione dei membri superstiti della band californiana - Ray Manzarek, John Densmore e Robby Krieger - e degli eredi di Jim Morrison. Nei novanta minuti del documentario, che mostrerà anche alcune riprese inedite di Jim e Ray ai tempi dei corsi di cinema frequentati alla Ucla, è narrato il periodo temporale compreso tra la nascita dei Doors nel 1965 e la morte di Morrison nel 1971. Secondo Manzarek il film va considerato come "un antidoto a The Doors di Oliver Stone", pellicola che suscitò molte polemiche, quando uscì nel 1991, in particolar modo per come erano descritti i rapporti tra i vari componenti della band.

giovedì 11 febbraio 2010

TRE GUITAR HEROES IN UN IMPERDIBILE DOCUMENTARIO

Di Diego Del Pozzo
(Rock Around the Screen - 9 febbraio 2010)

Jimmy Page, 65 anni; Dave Evans in arte The Edge, 48 anni; Jack White, 34 anni: tre innamorati persi della chitarra elettrica, appartenenti a generazioni differenti e dotati di diversi stili e inclinazioni. Sono loro tre i protagonisti del magnifico It Might Get Loud, il documentario diretto da quel Davis Guggenheim che, dopo il canto d'amore nei confronti del Pianeta Terra intitolato Una scomoda verità e realizzato assieme al Premio Nobel Al Gore (e premiato con l'Oscar), ha deciso di realizzarne uno altrettanto intenso, coinvolto e coinvolgente dedicato al più rock degli strumenti musicali: sua maestà la chitarra elettrica.
It Might Get Loud, presentato lo scorso anno al festival di Berlino, è un film bellissimo, che riesce a mettere a confronto tre mondi chitarristici (e artistici) apparentemente inassimilabili ma, in realtà, molto più affini di quanto si possa credere, innanzitutto per l'inesauribile voglia di sperimentazione dei tre guitar heroes. "Avrei potuto coinvolgere tanti altri chitarristi virtuosi - spiega Guggenheim - o altre leggende della chitarra. Ma non avrei potuto mai trovarne tre che sono al tempo stesso musicisti e ricercatori: ognuno di loro, infatti, è ancora in cerca di ciò che vuol dire con esattezza fare musica".
Adesso, il documentario di Guggenheim è appena uscito in dvd e costituisce una visione da non perdere assolutamente, per qualsiasi appassionato vero di cinerock: è imperdibile, infatti, per come ripercorre le storie personali dei tre chitarristi, calandoli nelle rispettive tradizioni di riferimento; e lo è per la straordinaria raffinatezza che sfoggia dal punto di vista della concezione, della realizzazione e del montaggio; lo è, infine, per come riesce a delineare, al tempo stesso, tre diverse personalità artistiche, tre differenti stagioni della storia del rock e tre filosofie musicali; il tutto in modo davvero trascinante e molto, molto divertente.

lunedì 8 febbraio 2010

ROCK-SCREEN: POLEMICA VERDONE-GELDOF

Di Diego Del Pozzo
(Rock Around the Screen - 6 febbraio 2010)

In questi giorni, stanno facendo molto discutere le dichiarazioni di Carlo Verdone contenute nell'intervista presente all'interno del nostro libro Rock Around the Screen. Storie di cinema e musica pop. A partire da lunedì, infatti, le hanno riportate innumerevoli siti web, agenzie di stampa e quotidiani.
In particolare, ha suscitato scalpore ciò che Verdone pensa delle iniziative benefiche organizzate da alcune rockstar come Bono degli U2 o Bob Geldof: "Non sono servite a niente. Si tratta di iniziative promozionali di gente che fa un discorso e riparte sul suo jet privato". Al regista e attore romano ha replicato direttamente Geldof, che in un'intervista al quotidiano Il Giornale - che martedì aveva dato molto spazio proprio al nostro libro e alle frasi di Verdone - ha dichiarato: "I concerti benefici aiutano i poveri, sono i politici che non fanno nulla. È disarmante sentire che una persona ricca non può aiutare i poveri, ma è lo specchio della nostra società, dove ricchi e poveri devono rimanere ben separati. Se hai dei soldi e li investi per aiutare chi ha bisogno, dov'è il problema?".
Insomma, il nostro libro ha catturato su di sé una certa attenzione...

venerdì 5 febbraio 2010

UN FILM RACCONTA I PRIMI ANNI DEGLI U2

Di Diego Del Pozzo
(Rock Around the Screen - 5 febbraio 2010)

Anche gli U2 saranno presto protagonisti di un film che ne rievocherà gli esordi e il conseguente volo verso il successo. La pellicola s'intitola Killing Bono e affronterà l'argomento da un punto di vista piuttosto originale: quello di un loro compagno di liceo nella Dublino di metà anni Settanta. Più che un biopic classico, dunque, il film aspira a essere il ritratto di un'epoca fatta di sogni e aspirazioni destinati a tramutarsi, prima o poi, in realtà (o forse no).
Le riprese di Killing Bono - la cui uscita è prevista entro fine 2010 - sono iniziate l'undici gennaio a Belfast e dureranno sei settimane, spostandosi poi anche a Londra. Per dirigere il film è stato scelto il regista nord-irlandese Nick Hamm (The Hole), che sta lavorando su una sceneggiatura di Dick Clement e Ian La Frenais, gli stessi di The Commitments, basata sul libro autobiografico Killing Bono: I Was Bono's Doppelganger, scritto da Neil McCormick, il succitato amico di gioventù dei quattro musicisti irlandesi. Per il film, Nick Hamm ha privilegiato i toni della commedia, imperniata anzitutto sulla goffaggine del giovane Neil rispetto ai suoi ben più talentuosi compagni di scuola. Nel ruolo di Neil McCormick recita Ben Barnes, visto recentemente nel deludente Il ritratto di Dorian Gray, mentre Bono ha il volto del ventiseienne Martin McCann, lanciato come Fedro nel kolossal fantasy-mitologico Scontro tra Titani, dal 2 aprile sugli schermi italiani. Nel cast figurano anche Robert Sheehan (che interpreta il fratello di Neil, Ivan McCormick) e poi Pete Postlethwaite, Krysten Ritter, Charlie Cox e Jason Byrne. Al momento, non è ancora chiaro in quali forme la musica degli U2 comparirà nella colonna sonora.
Nel libro che ha ispirato il film, McCormick racconta l'avvio dell’epopea degli U2 dal punto di vista di colui che, invece, non riesce a sfondare per evidente mancanza di talento. I suoi sono ricordi diretti, derivanti da una frequentazione nata ai tempi del liceo alla Mount Temple di Dublino e consolidatasi negli anni. Tra l'altro, Neil può vantarsi di aver partecipato al primissimo incontro dal quale scaturirono i Feedback, poi destinati a trasformarsi prima negli Hype e quindi negli U2: era l'autunno del 1976 e un gruppetto di liceali rispose all'avviso che il batterista sedicenne Larry Mullen jr. aveva affisso ai muri della scuola. A casa di Larry, al numero 60 di Rosemount Avenue, si presentarono in cinque, tutti con ambizioni di chitarra solista in una rock band: Adam Clayton, che deviò immediatamente sul basso, lo strumento che suonava meglio; i fratelli Dave e Dick Evans, un certo Paul Hewson e, appunto, Neil McCormick. Dopo il primo assolo di prova, Dave Evans mise subito in chiaro perché di lì a poco sarebbe diventato The Edge; allo stesso modo, invece, Neil rinunciò, letteralmente schiacciato dal carisma del compagno di scuola Paul Hewson, che qualche mese dopo sarebbe stato ribattezzato Bono Vox e sarebbe poi diventato famoso in tutto il mondo come frontman degli U2.
Dopo i fallimenti giovanili come cantante, comunque, Neil McCormick ha continuato a occuparsi professionalmente di musica, in veste di critico e giornalista per numerose autorevoli testate britanniche (tra cui la storica rivista rock irlandese Hot Press, ma anche il Daily Telegraph), seguendo con puntualità la carriera degli U2, dei quali è rimasto amico. Non a caso, è sua l'autobiografia ufficiale della band, U2 by U2, edita tre anni fa e tradotta anche in Italia da Rizzoli.
Su questo stesso argomento ho scritto anche un articolo più breve, pubblicato ieri sul quotidiano Il Mattino. Chi volesse leggerlo, può cliccare qui.

lunedì 1 febbraio 2010

IL ROCK ITALIANO? NON ESISTE: LO DICE CARLO VERDONE NEL NUOVO LIBRO "ROCK AROUND THE SCREEN"

Il rock italiano? Non esiste: parola di Carlo Verdone. "Quello che esiste - spiega il regista, campione d'incasso nei cinema con Io, loro e Lara - è soltanto una riproposizione del rock inglese o americano. La musica rock non è nata in Italia. In Italia sono nati Claudio Villa, Gigliola Cinquetti, Nilla Pizzi, Gino Latilla e Ricchi e Poveri. Non riesco ad appassionarmi alla musica italiana perché ha sempre un occhio e un piede a Sanremo: Vasco Rossi ha prodotto cose eccellenti ma Ligabue, ad esempio, mi sembra Guccini con la chitarra elettrica". Di questo e altro, Verdone parla in una lunga intervista sulla sua grande passione per il rock, pubblicata all'interno del libro Rock Around the Screen. Storie di cinema e musica pop, curato dal giornalista e critico Diego Del Pozzo e dallo storico del cinema Vincenzo Esposito. Il volume, pubblicato dall'editore napoletano Liguori, esce domani in libreria.
Nell'intervista, realizzata da Fabio Maiello, Carlo Verdone svela le sue passioni rock - da Jimi Hendrix ai Led Zeppelin, da Scott Walker a Nick Drake - ma anche gli artisti e le tendenze che detesta: per esempio, i Clash ("Un'altra bufala: se questi tizi sono considerati dei grandi, dove dobbiamo allora mettere gli Allman Brothers"), i Queen ("Il loro è un rock trash, cafone, mieloso") o le iniziative benefiche di big come Bono degli U2 o Bob Geldof ("È molto fastidioso vedere personaggi come Bono che salgono sul palco per fare proclami contro questo e per salvare quello. Come prima di lui Bob Geldof. Quelle operazioni benefiche, alla fine, sono state soltanto delle grandi messinscene. Degli eventi promozionali. La situazione di quei paesi non è migliorata e le cose vanno sempre peggio").
Rock Around the Screen. Storie di cinema e musica pop (294 pagine, 24.50 euro, Liguori Editore) è una raccolta di saggi e interviste a cura di Diego Del Pozzo e Vincenzo Esposito. "Quelle che abbiamo voluto raccontare in questo libro - spiegano i due curatori - sono storie artistiche e produttive, culturali e industriali che si sono sviluppate, per tutta la seconda metà del Novecento e fino a oggi, all'insegna dell'affascinante "abbraccio" tra cinema giovane, innanzitutto nello spirito, e musica rock. Lo abbiamo fatto cercando di dare conto dei principali snodi cronologici, privilegiando però itinerari volutamente ondivaghi che fossero in grado di far percepire al lettore il "suono" e magari il "corpo" del rock al cinema e del cinema più rock".
Il libro si apre con due lunghi saggi dei curatori, dedicati ai teen-rock movies degli anni Cinquanta con e senza Elvis Presley (Del Pozzo) e ai grandi raduni rock che, a cavallo del Sessantotto, decretarono la perdita d'innocenza della cosiddetta "Woodstock Generation" (Esposito). Nelle sezioni successive, poi, Rock Around the Screen propone saggi storico-critici su forme e sottogeneri specifici (Simone Arcagni sui rockumentaries, Rosario Gallone sui falsi documentari rock, Alberto Castellano sugli "sguardi d'autore", Giacomo Fabbrocino sulla rock opera, Bruno Di Marino sulla citazione video-filmica), filmografie emblematiche (Michelangelo Iossa sui Beatles e Giandomenico Curi sui Pink Floyd), originali cortocircuiti psico-autoriali (Antonio Tricomi su un Bob Dylan perennemente "altrove" e Corrado Morra sulle mille mutazioni del corpo della rockstar). La sezione conclusiva presenta, infine, quattro interviste, tutte realizzate da Fabio Maiello, a registi rock come Julien Temple e Carlo Verdone e a musicisti come Gaetano Curreri degli Stadio e Fabio Liberatori, compositore di fiducia dello stesso Verdone e autore, tra l'altro, anche della colonna sonora del recente Io, loro e Lara.
"Non abbiamo voluto inseguire intenti di natura enciclopedica, lasciando liberi i vari autori - sottolineano Del Pozzo ed Esposito - di declinare secondo i propri interessi e le rispettive inclinazioni un tema talmente vasto da coincidere quasi con quello dello sviluppo della cultura giovanile tardo-novecentesca". Diego Del Pozzo, giornalista e critico, si occupa prevalentemente di cinema, televisione e fumetti. È autore di Ai confini della realtà. Cinquant'anni di telefilm americani e dei testi del volume fotografico Scenari. Dieci anni di cinema in Campania, oltre che di numerosi saggi in volumi collettivi, cataloghi di festival, riviste specializzate. Attualmente collabora col quotidiano Il Mattino. Vincenzo Esposito, storico del cinema, è autore, tra l'altro, di una monografia su Alf Sjoberg e di un libro sul cinema svedese, La luce e il silenzio. Dirige l'Italian Film Festival di Stoccolma, è vicepresidente della F.I.C.C. – Federazione Italiana dei Circoli del Cinema e insegna Storia del Cinema all'Università degli Studi di Napoli "Federico II".