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giovedì 22 settembre 2011

BYE BYE R.E.M.: ECCO UN CONCERTO TEDESCO DEL 1985


Di Diego Del Pozzo

Ieri sera, la notizia dello scioglimento dei R.E.M. ha colpito all'improvviso gli appassionati di tutto il mondo, e me tra loro, come il classico fulmine a ciel sereno. Così, per ricordare come merita la band di Athens, ho pensato di recuperare e pubblicare, qui sopra, il video di questo ottimo concerto integrale del 2 ottobre 1985 in Germania.
Il terzo album dei R.E.M., Fables of the Reconstruction, è uscito a giugno di quell'anno e, dunque, è presente nella scaletta del concerto tedesco con sette brani sui dieci totali. Inoltre, ve ne sono due tratti dal disco d'esordio Murmur e altri sette dal secondo Reckoning. Ecco, comunque, il live set completo: Feeling Gravitys Pull, Harborcoat, Sitting Still, Maps and Legends, Fall On Me, Green Grow the Rushes, Driver 8, Hyena, So. Central Rain, Have You Ever Seen the Rain?, Can't Get There From Here, King of the Road, Seven Chinese Brothers, Auctioneer, Old Man Kensey, Little America, Pretty Persuasion, Theme From Two Steps Onward, Toys in the Attic, See No Evil, Second Guessing, Ghost Riders in the Sky, (Don't Go Back to) Rockville, We Walk-Falling In Love Again-Behind Closed Doors, Paint It Black. Tra l'altro, sia l'audio che il video del concerto sono sorprendentemente buoni.
Dunque, buon divertimento a tutti. E ciao ciao a Michael, Peter, Mike (e Bill). Grazie davvero per questi trentuno anni di grande musica.

sabato 2 luglio 2011

PEPPE SERVILLO, DAGLI AVION TRAVEL AL NUOVO QUINTETTO

Di Diego Del Pozzo
(Il Mattino - 1 luglio 2011)

L’atteso concerto di stasera alla Milanesiana rappresenta un nuovo punto di svolta e ripartenza nell’intensa carriera artistica di Peppe Servillo. Il cantante e attore casertano, infatti, porterà sul palco meneghino del teatro Dal Verme, nell’ambito della manifestazione culturale ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi, un inedito quintetto formato assieme a due “complici” storici come i jazzisti Javier Girotto (sassofoni) e Natalio Mangalavite (pianoforte e tastiere) e due nuovi compagni di viaggio come Emanuele Smimo (batteria e percussioni) e Daniele Basirico (contrabbasso e violoncello). L’appuntamento è alle 21 e il titolo del concerto, L’amante improvviso, richiama un brano degli Avion Travel e, dunque, rimanda direttamente al repertorio della band che, come conferma lo stesso Servillo, “ha deciso di prendersi un periodo di pausa”.
Come si pone, dunque, il nuovo progetto del quintetto rispetto alla band originale?
“L’idea del quintetto nasce proprio in seguito alla scelta di fermarci per un po’ come Avion Travel. D’altra parte, nel corso della mia carriera ho sempre spaziato ed esplorato nuove direzioni nell’ambito di progetti paralleli, che sono stati una ricchezza anche per la band. E lo stesso hanno fatto anche gli altri componenti del nucleo base”.
Quale sarà il repertorio che eseguirete durante il concerto milanese?
“Rileggeremo in maniera originale, ma coerente con la mia storia, numerosi episodi della discografia degli Avion Travel. Accanto a questi, però, proporremo anche brani originali e cose nuove alle quali stiamo lavorando nell’ambito di questo progetto. Sarà, comunque, un concerto di canzoni, eseguite alla mia maniera e arricchite dalle coloriture degli straordinari musicisti che mi affiancano”.
Dopo la tappa alla Milanesiana e quelle successive a Roma, Serre (vicino Salerno, l’8 agosto) e Lecce, per il quintetto arriverà anche il momento dell’incisione di un album in studio.
“Io sono abituato a pensare sempre prima in termini di palcoscenico e soltanto in un secondo momento a guardare ai dischi. Comunque, queste date serviranno anche per rodarci e quella dell’approdo discografico è certamente una possibilità”.
In ogni caso, i fans degli Avion Travel possono stare tranquilli sulla durata del periodo sabbatico? Il nuovo quintetto non prenderà il posto della band originale?
“Noi stiamo insieme da più di trent’anni e, come detto, ciascuno di noi ha sempre esplorato in direzioni parallele. Non mi sembra nemmeno il caso di puntualizzare, dunque, rispetto al ruolo degli Avion Travel per ciascuno di noi. Comunque, sono sicuro che ai nostri fans non interessino queste scadenze tipiche di un certo establishment…”.
A proposito di esperienze parallele, come procede la carriera di attore?
“Dopo l’estate riprenderò Sconcerto a teatro assieme a mio fratello Toni: saremo al Piccolo di Milano e poi anche all’estero. Inoltre, da pochi giorni ho finito di girare il nuovo film dei fratelli Manetti: sarà pronto a settembre ed è un horror puro nel quale io interpreto il cattivo. E, devo dire, la cosa mi ha divertito davvero molto”.
Il film in questione s’intitola La stanza dell’orco e sarà realizzato in 3D a basso budget. Racconta la storia di tre ragazzi della periferia romana – interpretati da Lorenzo Pedrotti, Domenico Diele e Claudio Di Biagio – che decidono di approfittare della villa di un ricco e misterioso signore, durante la sua assenza. All’interno, però, s’imbatteranno negli oscuri segreti del padrone di casa (Servillo) che, peraltro, tornerà a casa prima del previsto…

mercoledì 29 giugno 2011

NAPOLI ARAB STYLE: FUSIONE DI SUONI E CULTURE

Di Diego Del Pozzo
(Il Mattino - 24 giugno 2011)

Il dialogo tra Napoli e le culture popolari del resto del Mezzogiorno e dell’intera area mediterranea è il filo conduttore della rassegna di teatro e musica Orto volante, ideata e diretta da Enzo Di Maio per l’associazione Città mediterranee presso l’Orto botanico di via Foria. A inaugurare la rassegna, questa sera alle 21, sarà il concerto Napoli Arab Style, che vedrà interagire sul palco la cantante e percussionista italo-tunisina M’Barka Ben Taleb – già tra i protagonisti del neapolitan-musical cinematografico Passione di John Turturro – e i PietrArsa di Mimmo Maglionico. Alla serata si unirà anche Patrizio Trampetti, cantante e attore napoletano, già tra i fondatori della storica Nuova compagnia di canto popolare.
Napoli Arab Style è un progetto artistico ideato l’anno scorso da Mimmo Maglionico e Renato Rizzardi, i quali lo hanno costruito sulla fusione tra sonorità della tradizione popolare partenopea e suoni del Maghreb. “Si tratta – spiega Maglionico – di un lavoro di ricerca concepito per porre in reciproca e scambievole relazione storie di popoli e di fratellanza, incastri melodici e sonori che, nel risultato finale, siano in grado di proporre una testimonianza attiva della possibilità di sintesi pacifica tra modalità e stili normalmente destinati a percorsi paralleli se non addirittura antitetici”. A dare ulteriore forza ai tellurici fiati di Mimmo Maglionico e alle voci di Trampetti e M’Barka Ben Taleb vi sarà una big band composta da Marilù Poledro (voce, tammorra), Carmine D’Aniello (voce, tammorre, chitarra battente), Gino Evangelista (chitarra portoghese, oud, mandolino), Giosi Cincotti (tastiere, fisarmonica), Domenico Monda (percussioni), Paolo Termini (chitarra), Antonio Rubino (basso), Arcangelo Nocerino (batteria). Saranno eseguiti brani originali dei PietrArsa strutturati come tammurriate dal sapore mediorientale, canti d’emigrazione e speranza, rielaborazioni world di canti “a fronne”, tarantelle, pizziche, ma anche omaggi a Renato Carosone e Fabrizio De André.
La rassegna Orto volante proseguirà, poi, tra agosto e settembre con altri tre appuntamenti: la favola napoletana in musica di Carlo Faiello …Tra il Sole e la Luna (5 agosto); l’omaggio alla classicità partenopea Di Giacomo-Viviani-Eduardo: ‘800-‘900, teatro musica poesia a cura di Mario Brancaccio, Michele Boné, Massimo Masiello, Giuseppe Di Colandrea, Gigi Savoia, Gianluca Mirra, Patrizia Spinosi, Mimmo Napolitano e Luigi Sigillo (2 settembre); infine Sud Folk Song, il nuovo percorso musicale di Patrizia Spinosi (8 settembre).

mercoledì 5 gennaio 2011

UNA TRAVOLGENTE POP SONG DI QUALCHE ANNO FA!

Prendiamoci un break, con un po' di buona musica di qualche anno fa, dall'altro mio sito Rock Around the Screen. Cliccate qui e lasciatevi andare!

venerdì 28 maggio 2010

INAUGURATO A NAPOLI "ASPETTANDO PERGOLESI"

Di Diego Del Pozzo

Si è aperta venerdì scorso con lo Stabat Mater di Giovan Battista Pergolesi, nello scenario unico del Palazzo Reale di Napoli, la programmazione di Aspettando Pergolesi, un denso ciclo che proporrà, tra il 21 maggio e il 4 luglio, percorsi artistici caratterizzati da musica, spettacoli e mostre dedicati al grande compositore a trecento anni dalla sua nascita.
Accolto trionfalmente dal pubblico, con ben sette minuti di applausi al termine dell'esecuzione, il concerto inaugurale diretto dal giovane Giacomo Sacripanti, proveniente dalla Scuola dell'Opera Italiana di Bologna, ha proposto una sintesi delle più significative creazioni del grande compositore. Con Roberto Moreschi al clavicembalo e le voci soliste di Maria Rosaria Lopalco e Rosa Bove, applauditissime, si è passati dalle atmosfere sprizzanti ritmo ed energia della sinfonia de Lo Frate 'nnamorato, attraverso le intense devozionali pagine del Salve Regina in Fa minore per contralto, archi e basso continuo, fino al capolavoro di Pergolesi, lo Stabat Mater, sintesi felicissima di linguaggi musicali operistici e liturgici.
Il concerto è stato realizzato, nell'ambito di un ampio progetto dedicato al grande compositore, a cura della Fondazione Teatro di San Carlo. La programmazione proseguirà domenica alle ore 18 e martedì alle 21, ancora nel Salone d'Ercole di Palazzo Reale, con Intrattenimento a casa Di Giacomo: La serva padrona, intermezzo buffo in due parti di Giovan Battista Pergolesi per la regia, la drammaturgia e lo spazio scenico di Mariano Bauduin. Sul podio Salvatore Percacciolo. Lunedì, invece, a partire dalle 9.30, il Teatro San Carlo ospiterà la finale del concorso Premio Teatro di San Carlo - Aspettando Pergolesi che unirà in scena circa 400 giovani musicisti provenienti dalle Scuole italiane pubbliche e private di ogni ordine e grado. Martedì, infine, alle ore 19, s'inaugurerà nell'Appartamento Storico di Palazzo Reale la mostra Pergolesi…d'intorno, percorso espositivo dedicato al genio di Pergolesi e alla grande Scuola napoletana a cura di Nicola Rubertelli, Laura Valente e Giusi Giustino.

domenica 23 maggio 2010

THE BLACK HEART PROCESSION LIVE IN NAPLES

Sarà il fascino decadente del Lanificio 25 - raro e mirabile esempio, a Napoli, di archeologia industriale riconvertita a usi culturali - a fare da cornice, domani sera alle ore 21, all'attesissimo concerto partenopeo (unica data meridionale) degli americani Black Heart Procession. Con il live della band di San Diego la programmazione concertistica targata Wakeupandream raggiunge quest'anno il suo vertice, nonché uno dei picchi della sua intera esperienza.
Attivi da oltre un decennio e titolari di sei dischi in studio, The Black Heart Procession sono ormai entrati nell'Olimpo della scena indipendente internazionale, depositari indiscussi di un suono che si colloca tra il folk maledetto e crepuscolare dei crooner più classici (da Nick Cave a Leonard Cohen, da Tom Waits a Mark Lanegan agli Smog) e lo slowcore tipico di band come Low e Codeine. La voce di Pall Jenkins e il sibilo della sega elettrificata che lui stesso suona con un archetto, gli accordi di piano radi, profondi e circolari di Tobias Nathaniel, la precisione marziale di una impeccabile sezione ritmica, gli innesti di tromba e tastiere, i rintocchi dei campanacci, un immaginario che attinge splendidamente alle pagine di William Faulkner, Harper Lee e Cormac McCarthy (e del southern gothic tutto) per raccontare storie di amori finiti (male), misteri, nefandezze, aspirazioni e sogni di un'America rurale, notturna e impenetrabile sono i molteplici frammenti che compongono l'universo Black Heart Procession.
E dire che in origine i BHP erano un side-project al quale Pall Jenkins e Tobi Nathaniel si dedicavano nei ritagli di tempo e nelle pause dell'attività del gruppo madre, quei Three Mile Pilot che in piena era grunge portavano avanti un sound tagliente, graffiante e imploso, di forte matrice post-punk. Le cose si sarebbero poi rovesciate, con l'attività dei TMP a diradarsi sempre più (salvo un recentissimo ritorno in pista, a quanto pare) e quella dei BHP a intensificarsi in virtù del successo che ha subito accompagnato i loro lavori. In particolare è il trittico di dischi intitolati con semplice progressione numerica - 1, 2 e 3 - usciti tra 1998 e 2000, a far gridare al miracolo critica e pubblico per la capacità di inserirsi nel solco del miglior cantautorato noir, di immergerlo nelle poco rassicuranti acque della new wave britannica (Joy Division su tutti) e di aggiungervi un certo pessimismo blacksabbathiano.
Seguono un paio di album dai titoli letterari che, pur non mancando di presentare i soliti due-tre capolavori, mostrano un leggero calo d'ispirazione. Col ritorno alla titolazione numerica di Six, uscito da pochi mesi su Temporary Residence, è però tornata anche quella e non solo i BHP hanno recuperato i vecchi fans ma ne hanno conquistati di nuovi: Six è, infatti, disco di gran classe e maturità e contiene alcuni tra i loro pezzi più belli di sempre.
Ad aprire le date del tour italiano dei BHP saranno i Grimoon, piccola orchestrina italo-francese, guidata dall'artigiana Solenn Le Marchand, che compone musica per ricavarne immagini e viceversa. I Grimoon eseguono un folk naif e onirico, freak e retrò, spesso eseguito alla maniera dei Calexico, sostituendo il contesto mariachi con quello della chanson. Super 8, cd-dvd pubblicato a marzo, conferma il loro talento come cineasti oltre che come musicisti e si avvale della produzione musicale di Scott Mercado, polistrumentista in tour proprio con i Black Heart Procession.

lunedì 26 aprile 2010

WOODEN SHJIPS A NAPOLI: CONCERTONE DA NON PERDERE!

Di Diego Del Pozzo

Un concerto da non perdere, quello che - giovedì sera, alle 22, al Cellar Theory di Napoli - concluderà la quarta edizione di Retronuevo. Percorsi di musiche sghembe, la rassegna itinerante a cura di Wakeupandream. Nel club partenopeo, infatti, saranno "on stage" i californiani Wooden Shjips.
Il nome lo hanno preso, modificandolo appena un po', da un celebre brano anti-militarista dei grandissimi Jefferson Airplane. E questo ci fa capire molto bene quale sia il retroterra dei Wooden Shjips e la fonte alla quale si abbevera il loro sound: Sixties, psichedelia californiana immersa in piena Summer of Love, Doors, 13th Floor Elevators, sonorità lisergiche, ossessive e allucinate, ipnotiche e intorpidenti, con trame fluide di organo, voce leggermente riverberata, chitarre sature di feedback, batteria minimale ma capace di penetrare sorniona nella mente dell'ascoltatore.
Il loro album più recente s'intitola Vol. 2, pur essendo il loro terzo, e ospita anche due cover d'autore: Vampire Blues di Neil Young e Contact di Serge Gainsbourg.
Da non perdere!

domenica 18 aprile 2010

SAN CARLO: ANTONIO PAPPANO IN CONCERTO A NAPOLI

Di Diego Del Pozzo

Al Teatro San Carlo di Napoli, sabato 24 aprile alle 20.30, è in programma l'unica tappa italiana della tournée europea di Antonio Pappano (qui nella foto) e della Gustav Mahler Jugendorchester. Il maestro torna a Napoli, dunque, dopo lo strepitoso successo dello scorso luglio in piazza del Plebiscito, con un concerto-evento che proporrà musiche di Strauss e Šostakovič.
Si tratta di un programma già presentato con grande successo nei più prestigiosi teatri di Lisbona, Parigi, Amsterdam, Vienna e Zurigo. Pappano, già direttore musicale del Covent Garden di Londra e dell'Accademia di Santa Cecilia, dirigerà al San Carlo la Gustav Mahler Jugendorchester, una delle più importanti formazioni giovanili al mondo, fondata da Claudio Abbado nel 1986 e composta da oltre cento musicisti selezionati tra i migliori talenti di tutta Europa. L'orchestra, che in questa particolare circostanza accoglierà la ventottenne violoncellista coreana Han-Na Chang, allieva di Rostropovic e Maisky, eseguirà Morte e Trasfigurazione e La Vita d'un Eroe di Strauss e il Concerto per violoncello e orchestra n. 1 op. 107 di Šostakovič.
Dopo la data al San Carlo di Napoli, Antonio Pappano terminerà con la Gustav Mahler Jugendorchester la sua applauditissima tournée all'Auditorium Nazionale di Musica di Madrid.

venerdì 16 aprile 2010

IL TRANCE-ROCK DEI TERRIBLE EAGLE A NAPOLI

Di Diego Del Pozzo

Prosegue, domenica sera alle 22.30 al Mamamù di Napoli (in piena zona universitaria), la bella rassegna musicale Retronuevo. Percorsi di musiche sghembe. Per il suo terzo appuntamento, la kermesse organizzata da Wakeupandream proporrà un live set dei Terrible Eagle.
Formatasi a New York nel 2007 ma oggi residente a Berlino, la band rappresenta il progetto di Brandon Davis, chitarrista degli eccellenti Indian Jewelry (autori di un gran disco come Free Gold) assieme a Ken Wiatrek (synth, live electronics). A loro si è unito, recentemente, il batterista tedesco Till Van Daalen.
Il sound dei Terrible Eagle è innervato di sporco, sgangherato groovy e magnetico trance-rock, a base di macchinari vintage, tra estetica electro-punk molto Eighties, chitarre distorte e psichedelia texana. Il loro live, dunque, promette autentiche scintille. Prima di loro, comunque, penseranno a riscaldare l'atmosfera del Mamamù i napoletani Endorgan, con le loro violentissime frustate sonore.

mercoledì 30 dicembre 2009

ROCK: NEL 2010 RITORNANO I SOUNDGARDEN

Di Diego Del Pozzo

L'anno che sta per iniziare porterà una reunion attesissima da tutti gli appassionati di rock "duro e puro": quella dei "mitici" Soundgarden, che durante gli anni Novanta si imposero come una tra le band più influenti della straordinaria scena musicale di Seattle (Grunge e dintorni...).
Dopo dodici anni, infatti, il gruppo tornerà insieme nel 2010, come annunciato sul sito ufficiale dell'ex - e, a questo punto, attuale - leader e cantante Chris Cornell. Assieme a Cornell - forse la voce maschile più bella dell'hard rock di fine Secondo millennio - torneranno a far parte della band anche il chitarrista Kim Thayil, il batterista Matt Cameron e il bassista Ben Shepherd, per ricostituire una tra le line-up rock più potenti e versatili degli ultimi vent'anni.
I "nuovi" Soundgarden avrebbero già pianificato la loro prima tournée estiva lungo la costa occidentale degli Stati Uniti, con tanto di partecipazione al cartellone del prossimo Coachella Festival (ovviamente, come evento di punta...).

domenica 27 dicembre 2009

BEST OF 2009: TOP TEN SONGS

Di Vincenzo Esposito

(Nursery Mind - 26 dicembre 2009)

Akron Family, River (Set 'em Wild, Set 'em Free);
Joe Bonamassa, The Ballad of John Henry (The Ballad of John Henry);
Chuck Prophet, Sonny Liston's Blues (Let Freedom Ring);
Mark Knopfler, Cleaning My Gun (Get Lucky);
Porcupine Tree, Time Flies (The Incident);
Vic Chesnutt, Chinaberry Tree (At the Cut);
David Sylvian, Small Metal Gods (Manafon);
Chris Garneau, Dirty Night Clowns (El Radio);
David Gray, Draw the Line (Draw the Line);
Local Natives, World News (Gorilla Manor).