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giovedì 17 febbraio 2011

EVA SECONDO JIM PHELPS

(Foto di Jim Phelps)

mercoledì 16 febbraio 2011

giovedì 18 novembre 2010

CAMUS-PASOLINI: INTERVISTA A STANISLAS NORDEY

Di Diego Del Pozzo

Grazie alla sua storica versione teatrale di Bestia da stile, messa in scena nel 1992 nella sezione "Off" del Festival di Avignone, Stanislas Nordey ha il merito di aver fatto scoprire alla Francia il Pier Paolo Pasolini autore teatrale, fino ad allora mai rappresentato sui palcoscenici dell'Esagono, dov'era conosciuto e ammirato soprattutto come poeta e cineasta. Da allora, il teatro pasoliniano ha accompagnato l'intera carriera di Nordey, quarantacinquenne attore e regista premiato, negli anni, con riconoscimenti teatrali prestigiosi come il Laurence Olivier Award e il premio Georges Lerminier del Syndicat de la Critique. Nordey (qui nella foto), reduce dalla regia teatrale de I giusti di Albert Camus, è intervenuto alle Giornate Camus-Pasolini, organizzate a Napoli dall'Istituto francese Grenoble, con le Università Federico II, L'Orientale, Paris 3 e Amiens, la Fondazione Banco di Napoli, la Cineteca di Bologna (per il Fondo Pasolini) e Sofia. In particolare, ha partecipato alla giornata inaugurale della manifestazione, dedicata al tema Mettere in scena Camus e Pasolini, del quale ha discusso con Maurizio Scaparro, Orlando Cinque e Laura Angiulli.
Cosa hanno in comune, dunque, il teatro di Camus e quello di Pasolini?
"Ben poco, perché perseguono fini differenti, pur rifacendosi entrambi alla tragedia antica. Pasolini rivendica le difficoltà del suo linguaggio teatrale, mentre Camus riesce ad abbinare facile e difficile. Più in generale, invece, entrambi sono sempre stati considerati degli eclettici, se visti dall'esterno, per aver frequentato regolarmente linguaggi artistici diversi. In realtà, tutti e due hanno saputo declinare le proprie ossessioni in forme differenti, abbinando spesso saggio e narrazione con rara efficacia".
Negli anni, il teatro pasoliniano ha fatto quasi da bussola al suo percorso artistico.
"Ho iniziato proprio con lui, mettendo in scena Bestia da stile nel 1992. Poi, sono seguiti Calderon, Pilade, Porcile e il ruolo da attore in Orgia: insomma, ho lavorato su cinque dei sei testi teatrali di Pasolini. Ma non è solo questo, perché ho basato la mia stessa estetica sul suo manifesto teatrale, portandone le indicazioni sulla scena francese e contribuendo, in qualche modo, alla ridefinizione dei ruoli di attori e regista secondo le modernissime intuizioni pasoliniane. Nel corso degli anni, quindi, ho orientato le mie scelte artistiche basandomi sul suo linguaggio e ho sempre utilizzato Pasolini come parametro di riferimento anche quando mi sono confrontato con testi di altri autori".
Cosa la colpisce di più dell'opera pasoliniana?
"Certamente la sua straordinaria capacità di abbinare forza poetica e analisi politica. Tra i suoi tanti aspetti differenti, comunque, io preferisco il Pasolini poeta. Amo molto, però, anche il suo cinema. In particolare, un film come Salò, inconoscibile e controverso a ogni nuova visione".
Dopo la regia de I giusti di Camus, che le è valso il premio Georges Lerminier, ha in programma un ritorno a Pasolini?
"In effetti sì, perché ho in mente di fare qualcosa da Petrolio, uno tra i suoi testi più dirompenti. Però, sto lavorando anche a una versione de La metamorfosi di Kafka e alla commedia Trovarsi di Pirandello".
Dopo gli incontri ospitati dal Grenoble e dedicati al teatro e al cinema dei due autori, le Giornate Camus-Pasolini si concludono oggi (a partire dalle 9.30), a Palazzo Giusso dell'Orientale (largo San Giovanni Maggiore, 30), con la tavola rotonda Il mito e la tragedia.
Ps: Una versione più breve di questa intervista è stata pubblicata ieri sul quotidiano Il Mattino.

mercoledì 25 agosto 2010

L'ESTATE STA FINENDO, MA IL SURF E' ANCORA QUI...

Di Diego Del Pozzo

Un paio di mesi fa, ho scritto di un interessante fumetto sul surf, realizzato da una coppia di giovani autori italiani: Zai Point 3492, sceneggiato da Giuseppe Grispello e disegnato da Mauro Balloni, per il neonato marchio editoriale Ostro Media (64 pagine, 10 euro).
Adesso, quando le vacanze estive si avviano verso la conclusione, voglio soffermarmi brevemente sui molteplici link esistenti tra surf e linguaggi artistici. Sono già diversi anni, infatti, che l'onda lunga partita dalle spiagge californiane degli anni Sessanta e Settanta ha rotto tutti gli argini, trascinando il surf al museo e in passerella, al cinema e nelle pubblicità, nei videoclip e nelle canzoni. E, ovviamente, anche nei fumetti.
Ma, prima di entrare in argomento, vorrei spendere qualche riga su quello che è il senso ultimo di uno sport che ha saputo trasformarsi, ben presto, in vero e proprio stile di vita, le cui ramificazioni sociali e culturali non sembrano conoscere confini. A tale proposito, appaiono illuminanti le parole di Sam George, direttore della rivista specializzata Surfer Magazine: "La tavola da surf - spiega - è un oggetto ideale, perché non esiste simbolo americano che meglio rappresenti il senso di libertà, avventura e sentimento. E, oggi, in questo sport così legato ai temi dell'immagine, ci si può trovare davvero di tutto".
Non a caso, allora, qualche anno fa il Laguna Art Museum di Laguna Beach (a sud di Los Angeles) ha riscosso un clamoroso successo con una mostra a tema, intitolata Surf Culture. The Art History of Surfing, la prima nel suo genere: uno straordinario mosaico adrenalinico e coloratissimo di oggetti, fotografie, stampe, poster, quadri, sculture, video, installazioni e parole scritte che seguono l'evoluzione di questo sport dalle origini - con la ricostruzione delle sue prime tracce, risalenti addirittura a tremila anni fa, in Perù - fino ai giorni nostri. Anche il cinema s'è ripetutamente interessato al surf, con numerose pellicole documentaristiche o di finzione: tra queste ultime, spiccano senz'altro i due "cult movies Un mercoledì da leoni di John Milius (1978) e Point Break di Kathryn Bigelow (1991).
Di fronte alla crescente popolarità del surf, però, il fumetto non poteva certo restare immobile. Così, alcuni sportivi-creativi cominciarono a produrre autentici "surf comics". Per esempio, Rick Griffin, cartoonist di Surfer Magazine, creò Tales from the Tube, in assoluto il primo fumetto sulla cultura del surf. Col passare degli anni il suo personaggio protagonista, Murphy, che all'inizio è il tipico biondo californiano, si trasforma in "dude" psichedelico, finendo per apparire anche nei fumetti underground della Zap Comics. E, a proposito di psichedelia e comics, cosa c'è di più lisergico delle tavole che il grande John Buscema disegnò in pieni Sixties per la mitica testata Marvel dedicata all'altrettanto mitico Silver Surfer?
(In alto, la spettacolare copertina del primo numero italiano della storica serie)

venerdì 21 maggio 2010

A NAPOLI "L'INFINITO VIAGGIARE": LE FOTO / 2

Ecco ancora un po' di foto tratte dalla bella mostra Tra sacro e profano: i luoghi di culto della città storica di Napoli, allestita nella chiesa di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta, in via dei Tribunali 16, nel "ventre" della città partenopea: 74 fotografie di 24 giovani fotografi napoletani coordinati dalla scuola Pigrecoemme.
La mostra è inclusa nel programma de L'Infinito Viaggiare, il festival di cinema e fotografia in corso di svolgimento a Napoli fino a mercoledì 26 maggio.

mercoledì 12 maggio 2010

S'INAUGURA DOMANI A NAPOLI "L'INFINITO VIAGGIARE"

La mostra fotografica intitolata Tra sacro e profano: i luoghi di culto della città storica di Napoli inaugurerà, domani pomeriggio alle ore 18 nella chiesa di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta (via dei Tribunali, 16), l'edizione 2010 de L'Infinito Viaggiare, il festival di cinema e fotografia dedicato quest'anno al tema Il potere dei luoghi.
Il festival, ideato e diretto da Francesca Mauro e articolato in tre differenti segmenti (la mostra fotografica, una rassegna cinematografica e una serie di dialoghi con ospiti prestigiosi), si svolgerà da domani, giovedì 13, fino a mercoledì 26 maggio in diverse locations cittadine.
La mostra Tra sacro e profano: i luoghi di culto della città storica di Napoli si compone di 74 fotografie ed è il risultato del laboratorio Dentro la città storica, coordinato da Luca Sorbo e Corrado Morra e realizzato presso la Scuola di cinema e fotografia di Napoli Pigrecoemme. Resterà aperta, nello splendido scenario storico-monumentale della chiesa di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta, tutti i giorni esclusa la domenica, con orario 9-18.
Le 74 fotografie in esposizione propongono una riflessione visiva sul "potere dei luoghi di culto" e vanno a costituire altrettanti capitoli di una simbolica Odissea nella "città storica", lungo un itinerario per "frammenti" composto dai molteplici percorsi cittadini possibili che si snodano attorno ai luoghi del potere (politico, religioso, culturale, storico, scientifico, misterico, mitologico). Da queste suggestioni visive è scaturita anche una vera e propria "mappa della città storica", già in distribuzione presso gli Infopoint dell'Ente Provinciale per il Turismo di Napoli, in modo da consentire ai turisti di costruire autonomamente i propri personalissimi itinerari partenopei.
Nel corso dell'inaugurazione di domani pomeriggio, sarà la storica dell'arte Francesca Amirante a guidare i visitatori lungo questo viaggio visivo oscillante, appunto, "tra sacro e profano". "Ogni luogo – sottolinea la direttrice artistica de L'Infinito Viaggiare, Francesca Mauro – possiede uno spirito primordiale, ogni sito ha una precisa identità, sempre riconoscibile, con caratteri che possono essere mutevoli o eterni. La persistenza umana si autodefinisce per inserirsi nel territorio ed è proprio questa che può trasformarlo in luogo. Il potere dei luoghi nasce dall'incontro dell'uomo con il territorio che abita, che trasforma, che immagina e carica di significati, speranze, simboli. È una relazione complessa, che ha radici antiche e in continuo divenire: una tessitura del vissuto storicizzato con l'ambiente pre-esistente". "Per questa mostra, abbiamo coinvolto – aggiunge Giacomo Fabbrocino della Scuola di cinema e fotografia Pigrecoemme – decine di sguardi impegnati nel racconto, frammentato e al contempo condiviso, della nostra città, in modo da far riprendere a ciascuno possesso dei propri luoghi, confrontandosi in particolare con i luoghi-simbolo del culto, osservandoli da molteplici punti di vista per poi restituirli, in un panopticon al contrario, allo sguardo dei visitatori della mostra".
Sempre domani, alle ore 17 presso il cinema Ambasciatori, si aprirà anche il secondo segmento de L'Infinito Viaggiare, cioè la rassegna cinematografica Così lontano, così vicino, divisa in tre cicli distinti (su Napoli, l'Europa e l'horror) e organizzata in collaborazione con la Cineteca di Bologna e il Centro Sperimentale di Cinematografia - Cineteca Nazionale: il primo film in programma, per il ciclo su Napoli nel cinema, è La guerra di Mario di Antonio Capuano.
Il festival L'Infinito Viaggiare è un progetto dell'Assessorato regionale al Turismo realizzato col finanziamento dell'Unione Europea (Por Fesr Campania 2007-2013, Asse 1, Obiettivo operativo 1.12), affidato, per l'organizzazione, all'EPT - Ente Provinciale per il Turismo di Napoli.

martedì 11 maggio 2010

A NAPOLI "L'INFINITO VIAGGIARE": LE FOTO / 1

Giovedì pomeriggio s'inaugura a Napoli la mostra fotografica intitolata Tra sacro e profano: i luoghi di culto della città storica di Napoli, primo segmento del festival di cinema e fotografia L'Infinito Viaggiare. La mostra, curata dalla scuola Pigrecoemme e allestita nella chiesa di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta (via dei Tribunali, 16) fino a mercoledì 26 maggio, si compone di ben 74 fotografie e resterà aperta tutti i giorni, dalle 9 alle 18, esclusa la domenica. Ecco qui un po' di foto in anteprima.

venerdì 7 maggio 2010

IL TRAILER UFFICIALE DE "L'INFINITO VIAGGIARE"

Ecco qui di seguito il trailer ufficiale della seconda edizione del festival L'Infinito Viaggiare, in programma a Napoli da giovedì 13 a mercoledì 26 maggio.
Chi volesse saperne di più su questa interessante manifestazione culturale può cliccare qui. Nel frattempo, buona visione a tutti con questo bel trailer realizzato dalla Scuola di Cinema e Fotografia Pigrecoemme.

martedì 27 aprile 2010

ROBERTO BOLLE AL TEATRO SAN CARLO DI NAPOLI

Di Diego Del Pozzo

Fa registrare il "tutto esaurito" la Giselle di Adolphe-Charles Adam che andrà in scena al Teatro San Carlo di Napoli, stasera alle 20.30, nella provocatoria versione "moderna" del grande Mats Ek, con l'etoile Roberto Bolle nel ruolo di Albrecht.
Ripreso da Pompea Santoro e Veli-Pekka Peltokallio, lo straordinario balletto, creato nel 1982 dal regista e coreografo svedese, definito "rivoluzionario" al suo apparire, è nel tempo divenuto uno dei più celebri "remake" del repertorio classico. Come avviene nel tradizionale modello ottocentesco, anche qui si consuma, in punta di piedi, la struggente storia di Giselle, interpretata dalla prima ballerina del San Carlo, Alessandra Veronetti, e del suo drammatico amore. Mats Ek la ambienta, però, in un manicomio, dove rinchiude la protagonista sconvolta per amore, e dove impone allo sventato Albrecht, "non più principe - spiega il regista - ma solo un nobile ricco attratto da una ragazza strana, capace di fargli provare emozioni nuove", un'iniziatica e penitenziale nudità.
Col Corpo di ballo del Massimo napoletano, diretto da Giuseppe Carbone, completano il cast Edmondo Tucci (Hilarion), Marcello Pepe (Amico di Albrecht; in alternanza con Gianluca Nunziata domani sera e l'11 giugno), Giulia Di Stefano (Myrtha), Giorgia Cappelli (Bathilde; in alternanza con Alessandra Carloni giovedì sera e l'11 giugno). Le scene e i costumi sono di Marie-Louise Ekman, il disegno luci di Jörgen Jansson. L'Orchestra del Teatro San Carlo è diretta dal maestro Barry Francisco Perez. L'allestimento è della Fondazione Teatro alla Scala di Milano.
Dopo la prima rappresentazione di stasera, sono previste repliche domani, giovedì e poi il 9, 10 e 11 giugno.

domenica 28 marzo 2010

MUSICA, CINEMA E COMICS PER MELISSA AUF DER MAUR

Quella riprodotta qui sopra è la suggestiva immagine-logo del comic-trailer del fumetto allegato al nuovo album di Melissa Auf der Maur. L'ex bassista delle Hole e degli Smashing Pumpkins, infatti, ha appena pubblicato Out of Our Minds, un suggestivo e ambizioso lavoro multimediale - o, meglio ancora, "multi-dimensional concept album", come lo definisce lei stessa - presentato con dovizia di particolari su Rock Around the Screen. Il fumetto che fa parte del progetto è realizzato dall'artista indipendente Jack Forbes. (d.d.p.)

mercoledì 17 marzo 2010

UN'OTTIMA "MARIA STUARDA" AL SAN CARLO

Lunghi e calorosi applausi, anche a scena aperta, hanno sottolineato, al Teatro di San Carlo di Napoli, le straordinarie interpretazioni di Mariella Devia e Sonia Ganassi, protagoniste della Maria Stuarda di Donizetti.
Nei ruoli di Maria Stuarda di Scozia ed Elisabetta I, hanno restituito in scena la storica crudele lotta di successione tra le due regine inglesi. Nell'allestimento diretto da Andriy Yurkevych, per la regia di Andrea De Rosa, il capolavoro donizettiano, tra i più intensi e "sanguigni" della produzione del compositore bergamasco, è stato accolto con grande entusiasmo dal pubblico che ha gremito il Massimo partenopeo e che, alla fine dell'opera, ne ha sancito il grande successo tra fragorosi applausi.
Un'ottima accoglienza che gli spettatori hanno esteso all'Orchestra del Teatro di San Carlo, al Coro diretto da Salvatore Caputo e agli altri componenti il cast, da Caterina Di Tonno (nel ruolo di Anna Kennedy) a Ricardo Bernal (Roberto, Conte di Leicester), Carlo Cigni (Giorgio Talbot) e Marco Caria (Lord Guglielmo Cecil). Tutti hanno agito tra le scene di Sergio Tramonti, con i costumi di Ursula Patzak e le luci di Pasquale Mari, in un allestimento che ha siglato la collaborazione tra il Teatro Stabile di Napoli e la Fondazione Teatro di San Carlo.
Si replica al Teatro di San Carlo di Napoli domani e poi il 21, 23 e 25 marzo.

mercoledì 3 marzo 2010

UN "PRESENTE INDICATIVO" TRA TEATRO E LETTERATURA

Di Diego Del Pozzo

La realtà quotidiana di oggi, cioè il "presente indicativo" nel quale viviamo, raccontata grazie all'intreccio tra teatro e letteratura: è questa l'idea semplice ma efficace alla base della quinta edizione di Presente Indicativo, la rassegna diretta da Tina Femiano e Mario Gelardi e organizzata da Luigi Marsano de I Teatrini. Il ciclo di venti monologhi è in programma da domani al 14 marzo presso il teatro Elicantropo di Napoli, con divisione in quattro "blocchi" distinti intitolati Tempo imperfetto 1, Tempo imperfetto 2, Tempo imperfetto 3 e Futuro Prossimo, messi in sequenza unica in modo da assicurare un fluire continuo di parole e suggestioni. Ai monologhi si accompagnerà lo speciale reading Racconti per Nisida, nato dagli incontri tra alcuni degli scrittori napoletani coinvolti con i ragazzi dell'Istituto Penale Minorile (nella foto, alcuni degli autori, dopo la presentazione napoletana di ieri mattina).
Presente Indicativo è stato presentato ieri nella sede campana dell'Agis, dove Tina Femiano e Mario Gelardi ne hanno sottolineato la caratteristica di "progetto che cerca di raccontare il nostro tempo e i giorni che viviamo. Per questa nuova edizione - hanno aggiunto - abbiamo pensato di rivolgerci a venti scrittori napoletani, chiedendo loro di scrivere un testo per il teatro". I venti testi sono stati anche raccolti in una bella antologia pubblicata dalla casa editrice partenopea Ad Est dell'Equatore.
La rassegna, inserita nella programmazione dei Teatri della Legalità, si articolerà in otto percorsi spalmati in questa settimana e nella prossima. La regia delle serate è affidata allo stesso Gelardi, a Giuseppe Miale di Mauro e Vincenzo Manna. Si parte domani col programma inaugurale - alle 21, in replica venerdì 12 alla stessa ora - composto dai monologhi di Alessandra Amitrano, Giusi Marchetta, Massimiliano Palmese, Riccardo Brun, Davide Morganti. A seguire, venerdì e in replica il 13 marzo, andranno in scena gli scritti di Valerio Lucarelli, Luigi Pingitore, Angelo Petrella, Gianni Solla, Massimiliano Virgilio. Quindi, sabato e in replica domenica 14, i testi di Peppe Fiore, Maurizio de Giovanni, Massimo Cacciapuoti, Luigi Romolo Carrino. Mercoledì 10 e giovedì 11, invece, ci sarà spazio per il programma Futuro Prossimo, riservato ai monologhi scritti da esordienti come Daniele Scarpati, Lucio Leone, Luca Maiolino, Marco Marsullo, Rosario Esposito La Rossa, Andrea Porrazzo. Questa domenica (alle 18), invece, sul palco dell'Elicantropo andrà in scena il reading Racconti per Nisida, a cura di Daria D'Antonio e Maria Franco.
Tra gli argomenti affrontati dai vari testi spicca - a testimonianza dell'impegno sociale e civile alla base della rassegna - la storia romanzata di Petru (in Montesanto di Pingitore), il ragazzo rumeno vittima innocente di camorra durante un conflitto a fuoco esploso in pieno centro di Napoli, nel maggio dello scorso anno.

giovedì 24 dicembre 2009

QUANDO IL TEATRO INCONTRA IL FOOTBALL

Di Diego Del Pozzo

(Calciopassioni - 24 dicembre 2009)

In questi giorni di vacanza, il regista bosniaco Haris Pasovic (nella foto) è a Napoli per una serie di sopralluoghi e incontri finalizzati alla realizzazione di un suo attesissimo spettacolo teatrale dedicato al gioco del calcio, in anteprima mondiale durante il Napoli Teatro Festival Italia in programma a giugno 2010.
Per il suo Football Football - questo il titolo della pièce - gli sarà utile, infatti, la conoscenza diretta dell'ambiente del calcio napoletano, al quale si ispirerà per lo spettacolo di teatro-danza che sta creando e che firmerà assieme al coreografo belga Koen Augustunen. Durante il suo soggiorno, Pasovic incontrerà calciatori del presente e del passato, tifosi più o meno illustri, farà interviste e girerà parecchie immagini in video. "Vorrei che Football Football - ha spiegato nei giorni scorsi al quotidiano Il Mattino - fosse una sorprendente panoramica sul calcio. Non sono interessato a politica, economia, corruzione o violenza, ma al gioco in sé. Credo, infatti, che sia uno sport incredibilmente teatrale, dionisiaco per natura, una forma pura di entusiasmo e gioco. E che, quindi, offra tantissimo materiale sul quale fare ricerche e lavorare".

sabato 19 dicembre 2009

INAUGURATA IERI LA MOSTRA "GRIFIANA"

Di Diego Del Pozzo

Si è aperta ieri, nella suggestiva cornice di Castel dell'Ovo a Napoli, la mostra Il Grifo: storia di una rivista - Il fumetto è arte, che sarà visitabile tutti i giorni fino al 10 gennaio, con ingresso gratuito.
''Quello che proponiamo - spiegano i curatori, Vincenzo Mollica e Lorenzo Paganelli - è un viaggio attraverso gli autori che hanno creduto in questa rivista, al punto da realizzare molte storie poi diventate, negli anni, autentici classici. In questo viaggio verremo accompagnati, presi per mano, da registi, attori, fotografi, pittori, poeti e fumettisti, proprio a significare ancora una volta come l'arte non sia qualche cosa a compartimenti stagni ma una sorta di grande giardino dove tutti giocano insieme".
Nella mostra sono esposti lavori di grandi artisti come Milo Manara, Dino Battaglia, Franco Battiato, Roberto Benigni, Stefano Benni, Attilio Bertolucci, Enki Bilal, Charles Bukowsky, Dino Buzzati, Italo Calvino, Giorgio Cavazzano, Leonard Cohen, Paolo Conte, Guido Crepax, Robert Crumb, Peppino De Filippo, Aldo Fabrizi, Federico Fellini, Vittorio Giardino, Francesco Guccini, Alejandro Jodorowsky, Tanino Liberatore, Lucio Dalla, Giulietta Masina, Jean Giraud (Moebius), José Munoz, Hugo Pratt, Andrea Pazienza, Nicola Piovani, Sergio Staino, Art Spiegelman, Alex Toth, Wim Wenders, Danijel Zezelj. Un'ampia sezione sarà dedicata al contributo di Federico Fellini, determinante nella breve (1991-1995) ma intensa storia di questa bella, ambiziosa e sfortunata rivista.

mercoledì 16 dicembre 2009

SALVATA "LA CANTATA DEI PASTORI"

Di Diego Del Pozzo

Per Il Mattino mi è capitato di seguire una interessante iniziativa culturale, che merita un po' di spazio anche in questa sede: un intervento della Regione Campania e della Curia partenopea per "salvare" La cantata dei pastori di Peppe Barra (qui nella foto), forse l'unica opera sacra teatrale tradizionale ancora rappresentata in tutta Europa.
Grazie al supporto dei due Enti, la Cantata potrà essere messa in scena anche quest'anno, durante i giorni di Natale.
Per chi volesse saperne di più, cliccando qui è possibile leggere l'articolo che ho scritto per Il Mattino, contenente anche tutte le dichiarazioni di Peppe Barra sull'argomento.

martedì 15 dicembre 2009

NAPOLI AVRA' UN MUSEO DEI PUPI E BURATTINI

Di Diego Del Pozzo

Ieri ho visto in anteprima il nuovo e bellissimo Museo dell'Immaginario Teatrale che la Provincia di Napoli sta realizzando all'interno del Chiostro monumentale di Santa Maria la Nova.
Si tratta di un nuovo spazio museale interamente dedicato al prezioso patrimonio di pupi e burattini della tradizione partenopea. Chi volesse leggere l'articolo che ho scritto per il quotidiano Il Mattino di oggi può cliccare qui. Ho avuto modo di scattare anche qualche foto in esclusiva, tra le quali la prima qui sotto è stata pubblicata sempre oggi, a corredo del mio articolo.
Il nuovo museo mi sembra davvero notevole e, se tutto andrà per il verso giusto, dovrebbe aprire al pubblico tra maggio e giugno dell'anno prossimo. Per adesso godiamoci le foto.

mercoledì 9 dicembre 2009

TEATRO: LA SOLITUDINE DEGLI IMMIGRATI

Di Diego Del Pozzo

Da un racconto dello scrittore Tahar Ben Jelloun, una compagnia teatrale composta interamente da immigrati e rifugiati politici mette in scena, nell'ambito dei Teatri della Legalità, lo spettacolo Le pareti della solitudine, realizzato da Giusi Marchetta e Prospero Bentivenga in occasione della Giornata mondiale dei diritti umani (domani: ore 11, al teatro Bristol di Castelvolturno, in provincia di Caserta). L'adattamento teatrale da Ben Jelloun, quindi, sarà replicato venerdì al teatro delle Arti di Salerno e, ancora, da lunedì a mercoledì prossimi (ore 21) alla Galleria Toledo di Napoli. Prodotto dalle associazioni Zero de Conduite e Less onlus, per la regia di Prospero Bentivenga (con luci e audio di Ciro Di Matteo, scene e costumi di Giulia Sirigalli), questo allestimento è realizzato, come detto, con una compagnia formata esclusivamente da immigrati e rifugiati politici - dei quali, per ovvi motivi, non viene comunicato il nome - provenienti da Burkina Faso, Bielorussia e Sri Lanka. Il resto del cast artistico è composto, invece, dagli attori Anselme Souleymane, Nestor Oumarou, Alassane Doulougou, Maryia Lialiuk, Madhusha Alosius e dal duo di musicisti Ibraim & Oumar.
Tutti assieme questi artisti comunicheranno al pubblico la propria, spesso drammatica, esperienza esistenziale e quel caleidoscopio intensissimo di sensazioni che accompagna, per esempio, la sofferta scelta di lasciare il proprio Paese per uno estraneo che, spesso, riserva loro condizioni al limite della sopravvivenza. "Lo spettacolo - spiega il regista Bentivenga - denuncia, in forma scenica, il razzismo con l'obiettivo di far vedere e sentire cosa accade a un immigrato clandestino durante le ore di solitudine, quelle private nelle quali, spente le luci del giorno, è solo con se stesso a fare i conti con la paura, la nostalgia, la rabbia e, soprattutto, la profonda solitudine". Le pareti della solitudine rappresenta la fase conclusiva di un laboratorio teatrale riservato a immigrati di varie etnie, promosso a Napoli da Zero de Conduite e Less onlus.

martedì 8 dicembre 2009

TEATRO CIVILE PER RICORDARE ANNALISA

Debutta in anteprima nazionale, nell'ambito dei Teatri della Legalità della Campania, Quattro - Morire a 14 anni per errore, un testo di Mario Gelardi e Giuseppe Miale di Mauro che si ispira alla tragica vicenda della giovane Annalisa Durante, vittima innocente, nel 2004, del fuoco incrociato dei clan della camorra (qui sotto, una foto della ragazzina).
Vincitore del Premio Ustica per il Teatro nel 2005, lo spettacolo andrà in scena domani sera, alle 20.30, al teatro Comunale di Laurino (in provincia di Salerno) dove replicherà giovedì alle 11. Successivamente, sarà in scena venerdì alla Casa Babylon di Pagani (Salerno), lunedì prossimo al teatro Italia di Eboli (Salerno) e martedì 15 al teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), sempre alle ore 11 e con ingresso libero fino a esaurimento dei posti a sedere (è consigliata la prenotazione).
Prodotto da Decimo Pianeta, per la regia di Giuseppe Miale Di Mauro, Quattro - Morire a 14 anni per errore è interpretato da Daria D'Antonio, Luana Pantaleo, Ivan Castiglione e Francesco Di Leva, chiamati a restituire in scena, in forma poetica, una delle pagine più buie della storia recente della città di Napoli. Nello straripante rincorrersi di voci e rumori dei vicoli di Forcella, si snodano quattro storie, slegate solo in apparenza, tutte unite nel vivo e doloroso ricordo di quel fatale istante in cui una pallottola vagante troncò l'esistenza della giovane Annalisa. La drammaturgia sintetizza l'azione, per proporre al pubblico l'emozione e lo sgomento di tante persone, presenti e variamente coinvolte nella tragica circostanza: la zia e l'insegnante di Annalisa, il medico che cerca di rianimarla dopo l'agguato, l'autista del "commando", complice del killer che, "per errore", porrà fine all'esistenza della ragazzina.
"Si tratta - sottolinea il regista Miale Di Mauro - di un allestimento sospeso tra cronaca, teatro e narrazione. Un testo crudele in cui si denuncia la totale perdita dell'innocenza di una città e della sua gente. Annalisa diviene il simbolo di tutte le vittime della violenza che ogni giorno sconvolge il quotidiano di tante, troppe città. Siamo a Napoli, ma potremmo essere dovunque, nel Bronx o a Brasilia, a Torpignattara o a Brancaccio, e così via". Quattro - Morire a 14 anni per errore è lo sviluppo ulteriore del progetto intitolato La ferita, ideato da Mario Gelardi e dedicato alle vittime innocenti della camorra.

martedì 24 novembre 2009

TEATRI DELLA LEGALITA' CONTRO IL RAZZISMO

Di Diego Del Pozzo

Prosegue in Campania, all'insegna dell'impegno civile, la bella rassegna dei Teatri della Legalità. Domani e dopodomani mattina, infatti, andrà in scena Kalifoo Ground, una storia scritta e diretta da Erminia Sticchi, ispirata alla strage di Castelvolturno che, nel settembre 2008, costò la vita a sei immigrati. Lo spettacolo musicale, prodotto dalla Skaramacay Art Factory, debutta alle 11 di domattina, al teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere (Caserta); e, in replica, giovedì al teatro Di Costanzo-Mattiello di Pompei (Napoli).
Kalifoo Ground propone un riuscito mix di "docu-danza", realizzato attraverso la fusione di musica, teatro e videoarte per rappresentare in scena le storie e i sogni, troppo spesso infranti, di migliaia di persone, immigrate clandestinamente nel nostro Paese. "Sul palco - sottolinea l'autrice e regista Erminia Sticchi - ci sono lo sgomento, la frustrazione, la rabbia di popoli che fuggono dal purgatorio della propria terra per ritrovarsi nell'inferno dell'ignoranza di chi giudica un uomo solo dal colore della pelle".
Lo spettacolo, dall'impianto assolutamente corale, è affidato all'interpretazione degli attori Ernesto Mahieux, Giuseppe Gaudino, Gennaro Di Biase, Mariapia Verona e Alassane Doulougou; e a quella dei musicisti e danzatori del gruppo Les Folies du Burkina Faso, i quali dividono la scena con i cantanti Vincenzo Crisai e Nestor Fabian Aiello e con i ballerini della compagnia Skaramacay, su coreografie originali di Erminia Sticchi, musiche di Pierluigi Esposito e sequenze video di Nestor Fabian Aiello.

lunedì 8 giugno 2009

LE FOTO AEREE DI LAWSON E TOKUNAGA

Di Diego Del Pozzo

(Il Mattino - 7 giugno 2009)

Fotografare da un jet militare lanciato a tutta velocità non è la cosa più semplice di questo mondo. Quando si riesce nell'impresa, però, i risultati possono essere straordinari. E lo sanno bene l'americano Bob Lawson e il giapponese Katsuhiko Tokunaga, due tra i massimi fotografi viventi specializzati in foto e riprese aeree. I due sono a Napoli, ospiti del Circolo ufficiali della Marina militare, dove sono proiettate le loro fotografie.
Lawson è stato per 40 anni il fotografo ufficiale della Marina militare degli Stati Uniti, per la quale ha immortalato le principali missioni aeree e i test di volo realizzati tra il 1951 e il 1977, con scatti sia da terra che in volo. Dopo il suo ritiro dal servizio, ha fondato la rivista The Hook, della quale è stato direttore fino al 1991. Nei suoi archivi personali custodisce oltre 500mila fotografie meticolosamente catalogate. Da parte sua, Katsuhiko Tokunaga, più giovane e cresciuto proprio nel mito di Lawson, è il fotografo ufficiale dei principali team acrobatici delle Aviazioni militari di ben ventisei nazioni. Tra questi anche le "Frecce Tricolori". Tokunaga ha accumulato più di ottocento ore di volo su jet ad alta velocità.
Nel corso della manifestazione napoletana, organizzata dall'Associazione nazionale ufficiali dell'Aeronautica militare italiana presieduta dal generale di brigata Giuseppe Lenzi, i due maestri della fotografia aerea svelano molti retroscena delle loro foto. "Adesso - spiega Lawson - vedrete di cosa sono capace quando mi danno una macchina fotografica. Ho sempre fatto così, fin dai tempi della mia prima, mitica Speed Graphic. Anche se, durante il mio primo volo del 1951, ero così emozionato che dimenticai di mettere a fuoco e il risultato fu un vero disastro». Mentre Lawson parla, sullo schermo scorrono immagini storiche di aerei celeberrimi come i Thunderbirds, salvataggi di paracadutisti, mappature di atolli o della giungla vietnamita: insomma, quattro decenni di storia militare del volo.
Non meno emozionante è, poi, il contributo di Tokunaga, che si dice onorato di essere a Napoli proprio assieme a Lawson: "Lo considero il mio mentore, poiché da ragazzo sono cresciuto guardando le sue foto aeree". Grazie al suo intervento, la platea capisce fino in fondo quale impresa sia realizzare foto tra le nuvole. "Serve un grande allenamento - racconta Tokunaga - perché si è sottoposti a sollecitazioni violente e si lavora indossando tute antigravità e caschi pesanti, respirando continuamente ossigeno dalle maschere. Ci si allena in camere gravitazionali e in centrifughe. A fare la differenza, poi, è l'esperienza, che ti aiuta a gestire i rischi e le limitazioni di spazio e tempo".