mercoledì 26 aprile 2023

L'11 MAGGIO UNA GIORNATA DI STUDIO SULLA MARVEL ALL'ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI NAPOLI

Dal campione d’incassi globale Spider-Man: No Way Home all’attesissimo Guardiani della Galassia Vol. 3 (nei cinema italiani dal 3 maggio), dalle serie-evento di Disney+ come WandaVision o Loki ai videogames e, naturalmente, ai fumetti di supereroi dai quali tutto ha avuto inizio, il Marvel Cinematic Universe è sempre più al centro del panorama globale dell’intrattenimento pop. A Napoli, l’Accademia di Belle arti celebra questo fenomeno crossmediale senza eguali e il leggendario Stan Lee (il co-creatore dell’universo fumettistico Marvel assieme a Jack Kirby) con la seconda edizione di Nel nome di Stan Lee. La Marvel tra fumetto, cinema e nuovi media, una giornata di studio a cura di Diego Del Pozzo in programma giovedì 11 maggio 2023 dalle ore 10 alle 18.30 presso la sede di Foqus della Scuola di Progettazione artistica per l’impresa dell’Accademia, nel cuore dei Quartieri spagnoli.

Nel nome di Stan Lee si articolerà attraverso un momento mattutino riservato agli studenti e uno pomeridiano aperto anche al pubblico esterno, con ingresso libero e fino a esaurimento posti: di mattina, gli studenti dell’Accademia parteciperanno alle videoproiezioni dei due documentari Stan Lee’s Mutants, Monsters and Marvels e Marvel Studios: Assembling a Universe (ore 10-13); mentre a partire dalle ore 16, per I giovedì dei libri, si terrà la presentazione del volume di Diego Del Pozzo Marvel Cinematic Universe. Dal fumetto agli audiovisivi digitali: i film di supereroi tra convergenza mediale e nuova serialità (CentoAutori, 2021). Con l’autore, dialogherà sui temi del libro lo storico del fumetto Raffaele De Fazio, direttore editoriale di Comicon Edizioni. Nel corso del pomeriggio, inoltre, la giovane studiosa Carmen Felicia Marrone terrà una relazione sul tema Pubblicità e serialità nella tv statunitense: il Marvel Cinematic Universe e il caso WandaVision, a partire dalla sua tesi di laurea magistrale presso il biennio di Design della comunicazione dell’Accademia di Belle arti di Napoli.

L’iniziativa è promossa dalla cattedra di Comunicazione pubblicitaria dell’Accademia di Belle arti di Napoli, in collaborazione con l’associazione di promozione sociale “Blackout” (circolo del cinema F.I.C.C.) e con COMICON, all’interno del programma di COMIC(ON)OFF; ed è inserita nel cartellone della rassegna I giovedì dei libri, organizzata dal corso di Design della Comunicazione (Scuola di Progettazione artistica per l’impresa) dell’Accademia e collegata all’evento annuale Design Beyond Design.

In occasione della seconda edizione di Nel nome di Stan Lee è stato indetto un contest per la realizzazione del logo della rassegna tra le studentesse e gli studenti del corso di Comunicazione pubblicitaria del biennio di Design della comunicazione dell’Accademia di Belle arti di Napoli. Al termine del contest, è stato selezionato il logo realizzato in duplice versione dallo studente Antonio D’Amato. Sempre nell’ambito delle attività laboratoriali del corso di Comunicazione pubblicitaria, infine, le studentesse e gli studenti hanno attivato e gestiscono il profilo Instagram della rassegna (https://www.instagram.com/nelnomedistanlee/) e hanno elaborato i vari materiali da utilizzare nella comunicazione dell'evento.

 

Programma:
·  Ore 10.00-13.00: Videoproiezione dei documentari Stan Lee’s Mutants, Monsters and Marvels e Marvel Studios: Assembling a Universe (riservato agli studenti).
·  Ore 16.00-18.30: Design Beyond Design. I giovedì dei libri presenta I supereroi Marvel tra presente e futuro: Raffaele De Fazio dialoga con Diego Del Pozzo sul suo libro Marvel Cinematic Universe. Dal fumetto agli audiovisivi digitali: i film di supereroi tra convergenza mediale e nuova serialità (CentoAutori, 2021); Carmen Felicia Marrone presenta Pubblicità e serialità nella tv statunitense: il Marvel Cinematic Universe e il caso WandaVision (aperto al pubblico, con ingresso libero fino a esaurimento posti).


mercoledì 12 aprile 2023

"I GIOVEDÌ DEI LIBRI" PRESENTA "NAPOLI CALIBRO 35 MM"

Giovedì 13 aprile a Napoli, nella sede dell’Accademia di Belle Arti presso FoQus, nel cuore dei Quartieri spagnoli, alle ore 16.00, sarà presentato il volume Napoli calibro 35 mm. Dal cinema delle origini a Gomorra, edito da Milieu, a cura di Paolo Spagnuolo e Paolo Speranza, con la prefazione di Steve Della Casa (“Hollywood Party” – Radio Rai3, direttore del Torino Film Festival).

All’incontro, coordinato dallo storico del cinema Diego Del Pozzo, docente all’Accademia di Belle Arti di Napoli, interverranno assieme ai curatori Luigi Barletta (docente di Cinematografia presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli), il critico cinematografico Antonio Fiore e l’etnomusicologa e docente dell’Università “Federico II” Simona Frasca.

La presentazione è inserita nel programma de “I giovedì dei libri”, un ciclo di incontri con gli autori curato da Diego Del Pozzo e organizzato dal corso di Design della comunicazione (Scuola di Progettazione artistica per l’impresa) dell’Accademia di Belle Arti di Napoli nell’ambito delle iniziative collegate all’evento annuale Design Beyond Design.

Un viaggio in un secolo di film sulla Napoli criminale, attraverso i racconti dei protagonisti e immagini inedite. Il sole, il mare e l’odore della polvere da sparo. La città di Napoli nell’immaginario collettivo sorride, piange e spara. Un fascino che atterrisce, tanto che il volto contraddittorio della metropoli campana si riflette anche sul grande schermo, ispirando storie drammatiche e avvincenti.

Il volume rappresenta un percorso organico e articolato su un secolo di film ispirati alla Napoli criminale, una pagina del nostro cinema che ancora oggi unisce intrattenimento e cultura. Da Processo alla città (1952, Luigi Zampa) a Il camorrista (1986, Giuseppe Tornatore), da Operazione San Gennaro (1966, Dino Risi) a Ammore e malavita (2017, Manetti Bros.), passando per La sfida (1958, Francesco Rosi) e Napoli violenta (1976, Umberto Lenzi) fino al fenomeno Gomorra (2008, Matteo Garrone) e a molti altri titoli si anatomizza la storia di un intero filone cinematografico e della città che lo ha generato.

Giornalisti, docenti universitari, storici e critici di cinema ricostruiscono questo percorso attraverso saggi, nuove ricerche e interviste inedite ad alcuni tra i protagonisti come i Manetti Bros., Michele Massimo Tarantini, Maurizio Braucci, Agostino Ferrente, Toni D’Angelo.

Completano il quadro le numerose e rare immagini (brochure, cineromanzi, articoli d’epoca, pressbook di lavorazione, manifesti) dei film chiave. Napoli calibro 35 mm. si candida come testo fondamentale per gli appassionati di storia del cinema, non solo di genere, e al tempo stesso per i cultori dell’immaginario crime nostrano, come attesta anche il lusinghiero riscontro di vendite online e in libreria.

PAOLO SPAGNUOLO (Avellino, 1975) è giornalista, saggista, studioso di cinema e redattore per “Quaderni di CinemaSud”. Laureato in Giurisprudenza. Organizza, da oltre venticinque anni, rassegne cinematografiche e altri eventi culturali. Sul cinema di genere ha scritto: Napoli violenta. Un classico del cinema poliziesco e, per Milieu Edizioni, Milano odia: la polizia non può sparare. Storia di un cult nell’Italia degli anni Settanta.

PAOLO SPERANZA (Avellino, 1962) è docente e giornalista, iscritto all’AIRSC e al SNCCI. Dirige “CinemaSud” e la collana editoriale “Quaderni di CinemaSud”, collabora a “Cinecritica”, “la Repubblica” e a riviste nazionali ed europee. Ha scritto e curato volumi, mostre e convegni di cultura cinematografica, storia contemporanea, letteratura meridionalista, narrativa di viaggio. Tra le sue pubblicazioni più recenti vi sono per le edizioni Gremese Dante e il cinema e Riso amaro, per La Valle del Tempo Geografie pasoliniane, per CinemaSud La canzone dell’amore e l’antologia Chaplin in Italia, curata assieme a Orio Caldiron.


 

giovedì 9 giugno 2022

DESIGN BEYOND DESIGN: A NAPOLI L'ACCADEMIA DI BELLE ARTI APRE LE PORTE ALLA CITTÀ

La Scuola di Progettazione artistica per l’impresa dell’Accademia di Belle arti di Napoli coordinata da Enrica D’Aguanno, con i suoi due corsi di Design della comunicazione e di Fashion Design, venerdì 10 giugno nella sede di FoQus nel cuore dei Quartieri spagnoli, apre al territorio le stanze del suoi laboratori creativi per raccontare e per raccontarsi, durante una giornata ricca di mostre, eventi, sfilate e live drawing.

La manifestazione, dal significativo titolo Design Beyond Design, restituisce la volontà di mettere in campo costantemente progettualità che sappiano intrecciare la didattica e l’impegno verso il territorio, incrociando linguaggi differenti, nel generativo interscambio tra tradizione e modernità.

Per l’intera giornata sarà in mostra una selezione di progetti realizzati dagli studenti nel corso di due anni difficili, segnati dalla pandemia da Covid-19 ma caratterizzati anche dall’impegno collettivo per far continuare a vivere, prima a distanza e ora nuovamente in presenza a FoQus, quell’idea di Scuola innovativa alla base di un percorso fatto di storie, domande, ricerca, confronto, aspirazioni. Un percorso che trova la propria forza all’interno di una comunità di docenti e studenti capace di dialogare, di interrogarsi, di proporre, di costruire e di progettare per sé ma anche e soprattutto per gli altri.

«Progettare l’oltre – dice Enrica D’Aguanno, coordinatrice della Scuola di Progettazione artistica per l’impresa dell’Accademia di Belle arti di Napoli – significa riuscire a vedere cose che ancora non sono visibili e costruire strade praticabili per raggiungerle. Perché un buon progetto non è solo una buona idea, ma la capacità di dare forma alla propria immaginazione consentendole di diventare componente concreta del mondo. È questa la visione del design della scuola di Progettazione artistica per l’impresa dell’Accademia di Belle arti di Napoli, dove le culture e le persone si incontrano e lavorano insieme quotidianamente, per trasformare l’impensabile in non ancora pensato e l’impossibile in non ancora praticato».

La giornata-evento Design Beyond Design si aprirà alle 10 di venerdì con i saluti istituzionali dei vertici dell’Accademia di Belle arti, la presidente Rosita Marchese e il direttore Renato Lori, assieme alla coordinatrice della Scuola di Progettazione artistica per l’impresa, Enrica D’Aguanno. A seguire, alle 11, si terrà la presentazione del libro Digital couture. Trend digitali nella moda contemporanea, curato da Mariangela Salvati e pubblicato dalla casa editrice artem. Nel pomeriggio, alle 16, la kermesse entrerà nel vivo con l’apertura delle varie sezioni della mostra, l’attivazione dei laboratori, le anticipazioni editoriali, accompagnati da musica live. Alle 16.30, si presenterà la rivista L’A.PE. / Università di strada, del centro territoriale Mammut. Infine, alle 19, la manifestazione si concluderà con Wake Up, una presentazione delle collezioni di moda Beyond the Dress, Fili di storie in libertà, Blanc/sur/blanc. Paradiso bianco, Sete di libertà e Unhabitus, a cura del corso di Fashion Design.

Le mostre visitabili a FoQus durante la giornata proporranno temi connessi al concetto di “design oltre il design”, tra comunicazione e fashion, spaziando dal design dell’accessorio alle nuove frontiere della moda al tempo dei metaversi, dal Complexity Design al manifesto cinematografico, indagando lo scarabocchio come inizio del percorso dal segno al progetto, in uno stimolante incontro tra il design e gli spazi espositivi. Inoltre, esperienze sensoriali al ritmo delle parole, contaminazioni tra scritture e immagini, il fumetto come linguaggio e arte, la ridefinizione dei confini e delle narrazioni e tanto altro ancora.

I titoli delle varie esposizioni:

Accessorable, a cura di Giulia Scalera;

Blanc/sur/Blanc. Paradiso bianco, a cura di Federica Bombaci e Angelina Terzo;

Complexity Design, a cura di Ornella Formati;

Comunicare il film. La fabbrica del manifesto cinematografico, a cura di Diego Del Pozzo;

Dal segno al progetto. Dallo scarabocchio alla narrazione per immagini, a cura di Daniela Pergreffi;

Design meets Space, a cura di Massimo Colombo;

Digital couture, a cura di Mariangela Salvati, Natascia Rezzuti, Giulia Scalera;

Dynamic Lettering. Esperienze sensoriali nel ritmo delle parole, a cura di Enrica D’Aguanno;

Emaki. Contaminazioni tra scritture e immagini, a cura di Ivana Gaeta;

F x F. Fumetti per FoQus, a cura di Ernesto Pugliese;

Femminile palestinese. Ridisegnare i confini e le narrazioni, a cura di Enrica D’Aguanno e Pino Grimaldi;

Fili di storie in libertà. Ibridazioni, intrecci, tessiture, a cura di Mariangela Salvati e Natascia Rezzuti con Erminia Mitrano;

Hyper Views. Textures & Frames, a cura di Nadia Bronzuto;

Light Factories, a cura di Massimo Colombo;

Mechanics/Dynamics/Aesthetics. Orizzonti dell’immaginazione post-tecnologica, a cura di Pako Massimo;

No War. Prima la pace, sempre, a cura di Ivana Gaeta;

Noi a FoQus. Immagini quotidiane di comunità, a cura di Mario Laporta;

Pianura. Spazi non periferici di esistenza, a cura di Oreste Lanzetta;

Strappiamo le etichette, a cura di Oreste Lanzetta;

Poetiche visioni. Sperimentazioni letterarie in versi e voci, a cura di Gabriella Grizzuti;

Public Engagement. Nuove strategie del design per la società contemporanea, a cura di Enrica D’Aguanno;

Sete di libertà, a cura di Maddalena Marciano e Ivana Gaeta;

Shapes, a cura di Marcello Pisani;

Tesseract. Oltre la forma del libro, a cura di Enrica D’Aguanno, Gabriella Grizzuti e Daniela Pergreffi;

Texting. La forma delle lettere, a cura di Gabriella Grizzuti;

The Dreaming Room, a cura di Francesca Biral;

Unhabitus. Formazioni rigenerative, a cura di Maddalena Marciano e Ivana Gaeta.

martedì 19 aprile 2022

IN RICORDO DI VALERIO EVANGELISTI: UNA MIA INTERVISTA "FANTAPOLITICA" DEL 2009 SULL'ITALIA FUTURA/PRESENTE

Ieri sera, Valerio Evangelisti se n'è andato lasciandoci addolorati e increduli, nonostante chi lo conosceva fosse al corrente dei problemi di salute che lo affliggevano da anni. Il creatore della saga letteraria dell'inquisitore Nicolas Eymerich avrebbe compiuto 70 anni a giugno ed è stato (e resta) uno tra gli scrittori italiani più importanti dell'ultimo trentennio, ben al di là degli steccati di genere e delle distinzioni tra "alto" e "basso", per fortuna stantìe da tempo anche in Italia. Nell'ambito della narrativa fantastica, poi, l'importanza di Evangelisti per la scena italiana è addirittura inestimabile, poiché il successo di vendite e di critica del primo romanzo del ciclo di Eymerich, all'epoca dell'uscita in Urania nel 1994 dopo la vittoria dello storico premio collegato alla collana fantascientifica di casa Mondadori, ha aperto le porte delle case editrici e i cuori dei lettori alle generazioni successive di scrittori e scrittrici nazionali, rendendo concretamente possibile, anche nella percezione comune, una via italiana alla fantascienza e al fantastico.

Oltre che come grande scrittore e come caposcuola, però, Valerio s'è distinto anche in veste di intellettuale "militante" nel senso migliore del termine e come osservatore serio, acuto, rigoroso e coraggioso della realtà circostante, trasfigurata spesso nelle sue opere narrative e analizzata da par suo nell'ambito della sua densa produzione saggistica, spesso con un approccio amaro e dolente derivante dalla consapevolezza dello stato comatoso dell'esistente. Ma, soprattutto, Valerio è stato un uomo buono e generoso, sempre prodigo di attenzioni e consigli verso i più giovani e sempre attento alle ragioni dei più deboli e di chi vive ai margini, coerentemente con la sua formazione da storico e, soprattutto, con quegli ideali di sinistra mai rinnegati e, anzi, trasformati negli anni finali della sua vita in concreta attività politica nella sua Bologna. Da parte mia, l'ho conosciuto più o meno 25 anni fa e gli ho voluto molto bene. E, oggi più che mai, sono convinto che la sua scomparsa lasci un vuoto enorme nella cultura italiana contemporanea. Per un profilo completo e accurato di Valerio Evangelisti, rimando a questo bell'articolo scritto dall'amico Carmine Treanni per Wired, mentre da parte mia voglio riproporre qui una lunga intervista, piuttosto "politica" che gli feci per il quotidiano Il Mattino a fine luglio 2009. L'occasione era l'uscita di un'interessante antologia di racconti edita da minimum fax, ma finimmo a parlare di tante altre cose, purtroppo oggi più attuali che mai (d.d.p.).

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Un futuro di malavita e tv
Evangelisti e la fantapolitica verosimile

Di Diego Del Pozzo
(da Il Mattino del 31 luglio 2009)


Esplorare l'Italia del futuro per decifrare quella attuale: è ciò che si propongono i nove scrittori riuniti dal curatore Giorgio Vasta nell'antologia Anteprima nazionale (minimum fax, 232 pagine, 15 euro), per cercare "una forma nel buio" del nostro presente grazie a quel "dispositivo ottico" chiamato letteratura.

Tra i nove autori coinvolti – assieme a Tullio Avoledo, Giorgio Falco, Wu Ming 1, Tommaso Pincio, Ascanio Celestini, Giancarlo De Cataldo, Giuseppe Genna e Alessandro Bergonzoni – c'è anche Valerio Evangelisti, uno tra i narratori italiani più apprezzati all'estero, in particolare grazie alla saga dell'inquisitore Nicolas Eymerich. "L'anno prossimo – anticipa Evangelisti – è prevista l'uscita del nuovo romanzo, che per ora ha un titolo provvisorio, Rex tremendae maiestatis. Si svolge in Sicilia, ma con un finale a Napoli, dentro Castel dell'Ovo".

In Anteprima nazionale, invece, Evangelisti è presente con Capobastone, racconto nel quale descrive un'Italia futura da incubo, dove la criminalità organizzata è stata definitivamente "sdoganata" e governa il Paese: "Si è fatta le proprie leggi, è rappresentata in Parlamento – spiega lo scrittore bolognese – da diversi partiti ideologicamente affini tra loro (Cosa Nostra, Camorra, 'Ndrangheta, Sacra Corona Unita, Striddia) e ha conquistato il massimo consenso tra gli italiani dando loro ciò che volevano".

Proprio questa mi sembra la notazione più disperata e agghiacciante. Come è nato questo approccio così feroce nei confronti dell'esistente?
"L'ispirazione iniziale viene da un vecchio romanzo di fantascienza di Cyril M. Kornbluth, intitolato in italiano Non è ver che sia la mafia… (sottinteso: "il peggior di tutti i mali"). Vi si narra di un dominio futuro di Cosa Nostra sugli Stati Uniti, con quasi generale soddisfazione. Il romanzo mi è tornato più volte in mente nel constatare che tanti italiani votavano e votano con entusiasmo politici notoriamente corrotti o legati alla malavita organizzata. In una situazione simile, il problema non sono i mafiosi, ma chi vota per loro. Mettiamo che la percentuale cresca e si arriverà, senza troppi sforzi di immaginazione, a uno stato di cose quale quello che prospetto io".

Come ha sviluppato l'idea di partenza del racconto?
"Partendo dalla mentalità che oggi domina in Italia: l'essere subordinato all'avere. Così si votano anche criminali, a tutela dei propri interessi immediati. I dati da cui partire li avevo sotto gli occhi: un clima strano, a metà tra la commedia e il cinismo diffuso, la crudeltà e l'amoralità dilaganti, la voglia di arraffare assurta a ideologia condivisa. Tutto è effimero, corrotto, triviale. Non ho dovuto sforzare troppo la mia immaginazione".

Il curatore Giorgio Vasta scrive nella sua introduzione che "L'Italia è tratta da una storia vera". Lei che ne pensa?
"L'Italia odierna offre uno spettacolo penoso, che all'estero è osservato con irridente simpatia. Siamo tornati ai mandolini, alle storie pecorecce, ai furori nazionalistici e ai fervori clericali. Poi nessuno crede in nulla, ma l'importante è che la commedia continui. Nei confronti di questo Paese provo un sentimento tra l'indignato e il divertito. Ne deriva una sorta di sarcasmo, da non confondere con il distacco, che mi aiuta a sopportare l'insopportabile. Un narratore può rendere vivi tali sentimenti e farvi partecipare più gente di quanto sia in grado di fare uno studioso. Sullo stesso piano si pone, quando ne ha voglia, il giornalista, solo che l'operazione, per lui, dura un solo giorno, o una sola settimana. Un libro, invece, dura più a lungo".

Mi hanno colpito, nel suo racconto, quei passaggi nei quali parla di "azzeramento della storia" e dell'eterno presente dei reality show, che lei definisce come "una specie di passaggio obbligato per la politica"…
"Reality show? Non dimentichiamo che, in Italia, due comunisti hanno di recente ottenuto affermazioni clamorose: Vladimir Luxuria all'Isola dei famosi e Marco Baldini a La fattoria… Ovviamente scherzo, ma non vi è dubbio che la televisione abbia dilagato nella società e le abbia dettato modelli e scale di valori. In un certo senso, politica e televisione sono venute a coincidere. Ciò provoca un automatico e sottile azzeramento della memoria storica. Esiste solo ciò che passa sul piccolo schermo, e chi contesta ciò lo fa dal piccolo schermo, cioè dal territorio in teoria nemico".

Cosa c'è, invece, nel futuro di Valerio Evangelisti, dopo Anteprima nazionale?
"Oltre al nuovo capitolo di Eymerich, attualmente sto scrivendo il "prequel" di Tortuga, il mio recente romanzo sui pirati: s'intitola Veracruz. Inoltre, è da poco uscita una nuova collana mondadoriana da edicola, Epix, con un volume dedicato a una mia antologia, Acque oscure, comprendente anche Gocce nere, un mio romanzo breve inedito. Contemporaneamente ad Anteprima nazionale, infine, è in libreria un'altra antologia, Italia underground, a cura di Angelo Mastrandrea, edita da Sandro Teti: nel mio breve racconto immagino il Paese intero divenuto sede di un reality show su scala planetaria, con il resto del mondo che scommette sulle famiglie italiane per vedere se riusciranno a cavarsela".

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giovedì 25 marzo 2021

ECCO IL SAGGIO DI DIEGO DEL POZZO SUL MARVEL CINEMATIC UNIVERSE

 


Napoli, 23 marzo 2020 – Dal campione d’incassi globale Avengers: Endgame alle nuove serie-fenomeno di Disney+ WandaVision e The Falcon and the Winter Soldier, il Marvel Cinematic Universe espande ulteriormente i propri confini e si ripropone, dopo la pausa imposta dalla pandemia da Covid-19, come il più vasto e coraggioso esperimento narrativo seriale dell’intera storia del cinema e dei media audiovisivi. Da giovedì 25 marzo, arriva in libreria e negli store online un nuovo saggio che ne ripercorre la storia e ne analizza le caratteristiche culturali, linguistiche e produttive, a partire dalle origini fumettistiche fino agli attuali sviluppi transmediali. Edito da CentoAutori nella collana Pop & Cult, il libro (288 pagine, 16.50 euro) s’intitola Marvel Cinematic Universe. Dal fumetto agli audiovisivi digitali: i film di supereroi tra convergenza mediale e nuova serialità. Lo ha scritto Diego Del Pozzo, giornalista e storico del cinema e dell’audiovisivo, con prefazione del sociologo dei media Gino Frezza, tra i massimi studiosi italiani dei rapporti tra fumetto e audiovisivi.

Basato sulle avventure dei supereroi della casa editrice americana Marvel Comics, il Marvel Cinematic Universe finora è composto da ben ventitré film realizzati tra il 2008 e il 2019, con un’unica maxi-trama che li unisce di capitolo in capitolo e, al tempo stesso, li lancia già verso il futuro. Ai film s’affiancano una quindicina di serie televisive, distribuite attraverso network tradizionali come Abc o piattaforme streaming come Netflix, Hulu o Disney+, ma anche webseries e inedite clip narrative integrative. Tutti questi prodotti audiovisivi, grazie anche alla potenza di fuoco della Disney, che nel 2009 ha acquistato la Marvel e i suoi personaggi, hanno cambiato l’industria audiovisiva facendo segnare nuovi record globali, rendendo il genere supereroico un autentico fenomeno di massa e ridefinendo in senso seriale e transmediale le caratteristiche del blockbuster hollywoodiano.

Il libro ripercorre le radici, le origini e lo sviluppo di questo fenomeno audiovisivo unico, fino alla definitiva consacrazione, evidenziandone le peculiari caratteristiche linguistiche e culturali, senza dimenticare il medium primario dal quale tutto ha avuto inizio, il fumetto, negli Stati Uniti degli anni trenta e quaranta del Novecento e poi con l’uscita nel 1961 dell’epocale primo numero di Fantastic Four, l’albo utilizzato da Stan Lee e Jack Kirby per porre le basi dell’universo fumettistico Marvel, cresciuto nel corso dei decenni grazie a personaggi indimenticabili come gli stessi Fantastici Quattro, Spider-Man, Hulk, Captain America, gli X-Men, Daredevil, gli Avengers e tanti altri, capaci di rivoluzionare la pop culture contemporanea. L’itinerario dell’autore approda agli exploit cinematografici di inizio Terzo millennio (dal primo X-Men di Bryan Singer alla trilogia di Spider-Man di Sam Raimi) e, quindi, all’analisi approfondita del Marvel Cinematic Universe, dalla nascita nel 2008 alla sua crescita enorme sotto la guida sicura del produttore Kevin Feige, oggi tra gli uomini più potenti dell’industria cinematografica globale e tra i responsabili dell’apertura di una nuova fase nella storia del cinema e dei media audiovisivi.

Dalla prefazione di Gino Frezza: «Diego Del Pozzo conduce il lettore per mano in questa indagine che è, altresì, un viaggio a più mete, dentro una storia capillare, composta di mille episodi e probabilità talora concorrenti e alternative, ma completa ed esauriente. Con un tale lavoro di analisi e di puntuale e dimostrata ricostruzione, momento per momento, in ognuna delle sue complesse fasi, l’autore di questo libro offre al suo lettore una panoramica essenziale, di grande utilità e accurata precisione e, soprattutto, avvincente come il suo oggetto di studio».

«Questo libro – spiega l’autore Diego Del Pozzo – nasce dalla mia passione personale per i personaggi a fumetti della Marvel, con i quali sono cresciuto leggendoli fin da quando ero ragazzino, durante gli anni settanta del Novecento. Quelle storie mi hanno poi accompagnato nel corso dei decenni, finché non le ho ritrovate, all’alba del Terzo millennio, trasposte in modo finalmente convincente sul grande e sul piccolo schermo. Al libro, però, sono arrivato non soltanto per passione, dato che da anni incrocio questi personaggi e le loro storie nei miei studi sul cinema, sulla serialità e sugli intrecci tra vecchi e nuovi media. La pubblicazione di questo volume coincide con l’inizio della mia direzione della collana Pop & Cult, edita dalla dinamica casa editrice napoletana CentoAutori, con la quale c’è perfetta unità d’intenti nel voler proporre ai lettori una saggistica che sappia abbinare un approccio piacevolmente divulgativo al rigore scientifico delle analisi e dei contenuti».

L’autore

Diego Del Pozzo è giornalista, storico e critico cinematografico, studioso di comunicazione e media audiovisivi. Attualmente insegna Storia del cinema e del video presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna ed è docente a contratto presso l’Università degli studi di Napoli Federico II e l’Accademia di Belle Arti di Napoli. È autore di una tra le prime monografie in lingua italiana dedicate al fenomeno della serialità televisiva statunitense, Ai confini della realtà – Cinquant’anni di telefilm americani (Lindau, 2002). Inoltre, ha curato (assieme a Vincenzo Esposito) i volumi Rock Around the Screen. Storie di cinema e musica pop (Liguori, 2009) e Il cinema secondo Springsteen (Mephite-Cinemasud, 2012). Ha pubblicato numerosi saggi in volumi collettivi, cataloghi di festival, dizionari tematici e riviste specializzate come Cinemasessanta, Sentieri selvaggi, Cinemasud, Fata Morgana, Quaderni di cinema, Lo Straniero, Quaderni del CSCI. Ha collaborato con l’Istituto della Enciclopedia Italiana per l’Enciclopedia del Cinema Treccani diretta da Enzo Siciliano. Scrive di cinema, audiovisivi e fumetti nelle pagine di Cultura e Spettacoli del quotidiano Il Mattino.

La collana Pop & Cult

I saggi di questa collana analizzano e raccontano i fenomeni e i miti dei media e dell’immaginario contemporaneo italiano e internazionale, abbinando approccio divulgativo e rigore scientifico delle analisi, scrittura piacevole e serietà dei contenuti, per scoprire o riscoprire, anche da punti di vista inediti, storie e protagonisti, avventure e personaggi di cinema, serie tv, fumetti, videogiochi, grandi classici e nuove frontiere dell’entertainment e delle narrazioni popolari. La collana è diretta da Diego Del Pozzo e ha un comitato scientifico composto da Simone Arcagni (Università degli studi di Palermo), Anna Bisogno (Università Mercatorum), Stefania Carini (Università Cattolica del Sacro cuore di Milano), Carmela Bruna Mancini (Università della Calabria), Anna Masecchia (Università degli studi di Napoli Federico II), Pako Massimo (Accademia di Belle arti di Napoli), Roy Menarini (Università Alma Mater Studiorum di Bologna), Matteo Pollone (Università degli studi di Torino), Mario Tirino (Università degli studi di Salerno).