domenica 30 gennaio 2011

COMICDOME: ADDIO AL COMICS CODE AUTHORITY

Di Raffaele De Fazio

Tra le notizie fumettistiche del mese va segnalata, certamente, quella proveniente dagli Stati Uniti e riguardante, di fatto, la morte del Comics Code Authority, cioè di quel codice di autoregolamentazione censoria che le case editrici statunitensi avevano adottato negli anni Cinquanta allo scopo di monitorare e selezionare i fumetti più adatti al giovane pubblico americano.
Nato nel 1954, sull'onda dell'isteria oscurantista provocata dal discusso libro di Fredrich Wertham The Seduction of the Innocent (che criticava, in maniera assolutamente non scientifica né convincente, il ruolo diseducativo dei fumetti nei confronti dei teenagers americani), questo organismo costrinse, infatti, gli editori a rispondere a misure decisamente restrittive, in particolare in materia di rappresentazione del sesso e della violenza all'interno dei comics: misure che però, dopo quasi sessant'anni, erano diventate decisamente desuete.
Così, la prima major a dire addio al Comics Code è stata la Marvel, nel 2001, dando vita a un proprio codice interno per suddividere gli albi secondo fasce di età consigliate. Adesso anche la DC Comics e la Archie abbandonano per sempre il famigerato codice, sancendone la morte e dotandosi anche loro di proprie griglie di classificazione.
Era ora! Finalmente, Archie potrà divertirsi con Betty e Veronica come ogni sano ragazzo americano...

giovedì 27 gennaio 2011

UNO STUDIO DELL'AGIS SULLO SPETTACOLO E LA CRISI

Di Diego Del Pozzo
(Il Mattino - 26 gennaio 2010)

Anche in un periodo di crisi economica come quello attuale, lo spettacolo in Campania è un'industria che vanta numeri ragguardevoli: quasi 216 milioni di euro di volume d'affari, oltre 15 milioni di spettatori, più di 12mila addetti impiegati. Questi dati, relativi all'anno 2009, emergono dal volume L'industria dello spettacolo in Campania, realizzato dall'Unione Agis Campania e presentato ieri mattina al teatro Mercadante dal presidente di categoria Luigi Grispello assieme all'assessore regionale alla cultura Caterina Miraglia, al consigliere regionale Luciano Schifone, al presidente del Cda del Teatro stabile di Napoli Sergio Sciarelli e agli studiosi Riccardo Mercurio e Bruno Zambardino, i quali hanno contribuito, con l'altro economista Gianluigi Mangia, a una ricerca quantitativa di grande interesse, seppur limitata al triennio 2007-2009.
Di fronte a una platea gremita da operatori e addetti ai lavori di cinema, teatro, musica, danza e spettacolo viaggiante, la presentazione dello studio promosso dall'Agis offre l'occasione per fare il punto sul difficile presente di un'industria che potrebbe produrre sviluppo e, invece, arranca a causa della cospicua riduzione dei contributi statali e regionali e di finanziatori privati irrilevanti rispetto ad altre realtà italiane. "Il nostro settore - attacca Grispello - rischia di essere ferito a morte, sotto i colpi di tagli pari al 70 per cento. E, se il disimpegno mostrato dal governo nazionale in questi mesi dovesse essere confermato, sarebbe di portata storica e comporterebbe deleterie conseguenze, come la drastica caduta della produzione culturale e, quindi, dei relativi consumi con cessazioni di attività e di investimenti e una estesa disoccupazione e dispersione professionale. Per questo, chiediamo alla Regione, pur nella consapevolezza delle sue attuali difficoltà economiche, di assumersi un ruolo di primo piano nella difesa e nel sostegno delle attività di spettacolo sul territorio, facendo il possibile e, se occorre, anche l'impossibile".
Da parte sua, l'assessore Miraglia ricorda l'impegno dell’ente alla Conferenza delle Regioni, "dove abbiamo chiesto il raddoppio del Fus e una proroga delle varie agevolazioni fiscali di settore". Inoltre, ribadisce la volontà del governatore Stefano Caldoro di confermare i finanziamenti regionali alla Legge 6/2007 per lo spettacolo, peraltro già ridotti - come si evince proprio dallo studio dell'Agis - dai 19 milioni del 2007 ai 16 del 2009. Al tempo stesso, però, la Miraglia non può fare a meno di ricordare come la situazione sia destinata a peggiorare dopo il 2013, "quando non saranno più disponibili i fondi europei arrivati in questi anni in Campania. Per questo, diventa essenziale - conclude l'assessore - fare sistema e attrarre come mai prima d'ora sponsor privati con logiche nuove basate anche sui risultati economici: insomma, l'obiettivo comune è sopravvivere dopo il 2013". Il che non sarà semplice, se si pensa che, nel triennio 2007-2009, i fondi Por hanno inciso per il 29 per cento sul totale del sostegno pubblico allo spettacolo campano: 60 milioni di euro su 210 complessivi.
Dall'incontro del Mercadante, comunque, emergono anche alcune possibili direzioni da seguire, per provare a ridare slancio all'industria dello spettacolo in Campania in tempo di crisi: razionalizzazione e controlli più efficaci, per gestire meglio le scarse risorse a disposizione degli enti pubblici; collaborazione continua tra più assessorati e più istituzioni locali ("Così abbiamo salvato il Forum delle Culture", ricorda la Miraglia); un tavolo permanente con gli operatori (proposto da Schifone); certezza nei tempi di erogazione dei contributi, "in modo da poter programmare - sottolinea Sciarelli - con un minimo di profitto". E, poco prima della conclusione, risuona in sala l'invito all'autocritica di Luca De Fusco, direttore designato del teatro Mercadante: "Finora, abbiamo speso al meglio le risorse a nostra disposizione? Per esempio, perché co-produrre progetti teatrali con soggetti esterni al territorio campano, invece di far rimanere i soldi qui da noi?".

lunedì 24 gennaio 2011

COMICDOME: I FUMETTI PIU' VENDUTI DEL 2010 IN U.S.A.

Di Raffaele De Fazio

Il distributore statunitense Diamond ha recentemente diramato i dati di vendita riguardanti il mercato fumettistico a stelle e strisce nel 2010.
Nella classifica degli albi, le due majors Marvel e DC Comics si dividono quasi equamente le prime venti posizioni. I nuovi Avengers di Bendis e Romita Jr., infatti, tagliano per primi il traguardo, ma la DC col Pipistrello e le Lanterne si accaparra dieci posizioni su venti. La Marvel continua a essere il primo editore, sia come vendite che come presenza sul mercato, ma come dico sempre io: "Anche il cine-panettone incassa milioni di euri ma di sicuro non mi sembra Quarto Potere". A vedere le posizioni successive alla ventesima, i primi "indipendenti" li troviamo molto staccati e sono quasi tutti frutto di licenze acquisite: Dark Horse piazza Buffy alla posizione 370 mentre IDW piazza True Blood alla posizione 299; più staccata ancora la Image, ovviamente con Walking Dead, intorno alla posizione 500. Se scorriamo, invece, la classifica dei volumi scopriamo che a farla da padrone sono proprio gli indipendenti: tra i primi dieci, infatti, la Image piazza ben cinque volumi di Walking Dead e la Oni Press tre di Scott Pilgrim (qui sopra), praticamente i due cult del momento, aiutati anche dalle rispettive e ben fatte trasposizioni cine-televisive.
Ma la Diamond non si è risparmiata, facendo notare anche che il mercato ha avuto nel 2010 una contrazione del 9% nelle vendite, con soli ventisei albi ad aver superato le 100.000 copie vendute. La nota positiva è che il mercato dei volumi continua a volare: nel 2010 s'è incrementato del 20%, quindi aspettiamoci per il futuro più volumi e più archi narrativi definiti, in modo da poter essere raccolti facilmente in volume.
Ed ora, ecco le due classifiche dei fumetti più venduti nel 2010.
Top 20 comics:
1) Avengers n.° 1 (Marvel);
2) X-Men n.° 1 (Marvel);
3) Blackest Night n.° 8 (DC);
4) Siege n.° 1 (Marvel);
5) Blackest Night n.° 7 (DC);
6) New Avengers n.° 1 (Marvel);
7) Brightest Day n.° 0 (DC);
8) Brightest Day n.° 1 (DC);
9) Siege n.° 2 (Marvel);
10) Batman: Return of Bruce Wayne n.° 1 (DC);
11) Siege n.° 3 (Marvel);
12) Siege n.° 4 (Marvel);
13) Secret Avengers n.° 1 (Marvel);
14) Brightest Day n.° 2 (DC);
15) Batman n.° 700 (DC);
16) Green Lantern n.° 50 (DC);
17) Wolverine n.° 1 (Marvel);
18) Flash n.° 1 (DC);
19) Brightest Day n.° 3 (DC);
20) Green Lantern n.° 53 (DC).
Top 10 volumi e graphic novels:
1) Walking Dead Vol. 1 (Image);
2) Kick-Ass (Marvel/Icon);
3) Walking Dead Vol. 11 (Image);
4) Scott Pilgrim Vol. 6 (Oni Press);
5) Superman Earth One (DC);
6) Scott Pilgrim Vol. 1 (Oni Press);
7) Walking Dead Vol. 12 (Image);
8) Walking Dead Vol. 2 (Image);
9) Walking Dead Vol. 13 (Image);
10) Scott Pilgrim Vol. 2 (Oni Press).

domenica 23 gennaio 2011

SU FLOP TV ANIMAZIONE DIGITALE MADE IN NAPLES

Di Diego Del Pozzo
(Il Mattino - 23 gennaio 2011)

Tra le realtà emergenti del panorama italiano dell'animazione digitale c'è anche lo studio napoletano Flat Animation, fondato appena tre anni fa dai trentenni Alessandro Abbate e Marco Nottola ma già forte di un successo "di culto" come l'esilarante sit-com robotica Grunen, acquistata da Fox Channels Italy e trasmessa dal 21 dicembre scorso su Flop tv, la web television del gruppo interamente dedicata alla comicità, al surreale e all'umorismo. E, dopo Grunen, il duo di creativi partenopei di Flat Animation raddoppia, perché è appena riuscito a vendere a Fox una nuova serie comica, destinata a replicare il successo della precedente: s'intitola Ernest & Belinda on Ermine Street e andrà in produzione a marzo, per poi essere diffusa prima su Flop tv e, successivamente (come i Grunen), anche su un canale Fox del pacchetto Sky.
Ernest & Belinda on Ermine Street (qui un'immagine) racconta le divertenti vicende dei due vicini di casa del titolo, lui burbero vedovo settantenne di origini italiane (di cognome fa Rizzo), lei trentenne afro-americana single e spensierata. Entrambi abitano al primo piano dello stesso stabile e dalle loro finestre adiacenti osservano e commentano "lo spettacolo inquietante e ridicolo al tempo stesso - spiegano i due autori - dell'isteria collettiva di cui si nutre la società occidentale contemporanea, perfettamente rappresentata dall'ambientazione americana". La sit-com è composta da 20 episodi di tre minuti ciascuno, realizzati in animazione digitale. "L'abbiamo costruita - proseguono Abbate e Nottola - sulle inquadrature, da diverse angolazioni, delle finestre di Ernest e Belinda, alle quali si aggiungono alcune panoramiche della strada sottostante. Dalle due finestre, la coppia di protagonisti interagisce col mondo circostante e, attraverso di loro, lo spettatore fa la stessa cosa".
Sul sito di Flop tv (www.floptv.tv) è già visibile, invece, il primo successo dello studio Flat Animation: Grunen. Ambientata nell'anno 2237, quando l'umanità è scomparsa e la Terra è popolata dai robot, la serie narra le (dis)avventure di un gruppo di bislacchi automi operai, in fuga dal loro padrone-schiavista sotto la guida del robot-ragioniere Hal, dalla cupa metropoli Los Topos fin nell'incontaminata Barnes Valley. Ideata e realizzata da Alessandro Abbate e Alessandro De Cristofaro con Marco Nottola, la serie scherza su vizi e debolezze degli esseri umani e denuncia le degenerazioni del modello capitalistico occidentale, il tutto condito da un gusto cinefilo che emerge fin dai titoli degli episodi, da Mission impossib-Hal a Hal-lywood Party. Nel futuro dello studio Flat Animation, però, ci sono anche "una versione a cartoni animati - concludono Abbate e Nottola - della Cantata dei pastori per la Rai e un doppio episodio pilota della serie Amori sfigati, prodotta da Aurelio De Laurentiis a partire dalle illustrazioni di Chiara Rapaccini, la vedova del compianto Mario Monicelli".

sabato 22 gennaio 2011

COMICDOME: IL MEGLIO E IL PEGGIO DEL 2010 CON I FINGER

Di Raffaele De Fazio (Welcome to Geeksville)

Solitamente a gennaio si tirano le somme dell'anno appena trascorso e, poiché gli ultimi articoli erano stati un po' troppo seriosi, dopo un conciliabolo tra le mie personalità il comitato scientifico formato dal sottoscritto ha deciso di istituire i Bill Finger Awards, dedicati al meglio e al peggio dello scorso anno. Per chi non lo sapesse, Bill Finger è stato il co-creatore di Batman con Bob Kane, dal quale fu relegato in un ruolo di secondo piano pur essendo il vero creatore dell'universo dell'Uomo Pipistrello. A lui, dunque, saranno dedicati i Bill Finger Awards o, se preferite, The Finger. Ecco le varie categorie per il 2010. 1) Miglior Fumetto Supereroistico (consegna il premio Yuri Gagarin): Blackest Night (DC Comics). Devo ammetterlo: questo premio era troppo semplice. Dopo averceli fatti a peperini con tutte le Crisis possibili e immaginabili, la DC sforna, con Geoff Johns e soci, una saga bella, godibilissima, piena di colpi di scena avvincenti, ottimamente disegnata sia nella serie base che nei principali tie-in. Insomma, tutto quello che un maxi-evento deve essere. Senza dimenticare una perfetta gestione del parco personaggi in prospettiva di successivi sfruttamenti extra-fumettistici. In poche parole: perfetta!
2) Miglior Scrittore (consegna il premio Sammy Davis jr.): Grant Morrison. Lo scrittore glasvegiano è da anni sulla cresta dell'onda con la sua prosa mai banale e le sue idee sempre sorprendenti. Ma quest'anno credo che gli sia riuscita forse la cosa più difficile che un autore mainstream deve fronteggiare: il rilancio di un'icona. Il gimmick di rilanciare una serie che non vende uccidendo il protagonista è ormai vangelo nel mercato americano, ma il compito affidatogli dalla DC è stato un altro: preparare l'Icona Batman ad affrontare i prossimi decenni. A cavallo dell'uscita dello splendido film di Nolan, Batman non è un personaggio che ha bisogno di un boost nelle vendite, in quanto tutte le serie del Bat-verse vendono abbastanza bene. La DC, dunque, accetta la proposta di Morrison e gli consente di uccidere Bruce Wayne e, introducendo Demian (una tra le migliori creazioni di Morrison), di ricreare un nuovo dinamico duo con Dick Grayson nei panni di Batman. Lo so, detta così sembra una minkiata, ma il tutto è perfettamente orchestrato, ottimamente scritto, piacevole da leggere, avvincente, pieno di sorprese, mai banale. Dopo aver splendidamente decantato il Mito Superman con Frank Quitely nella serie All Star, Morrison decide di mixare dark e pop e di fonderle con il Mito Batman, non per decantarlo stavolta ma per rilanciarlo per i prossimi anni. Bravo!
3) Miglior Autore Completo (consegna il premio Tazio Nuvolari): David Mazzucchelli. Quando abbandonò il genere supereroistico, dopo Batman Year One nel 1987, molti pensarono che la sua parabola fosse finita. Ma quello che molti non avevano capito, invece, era che David Mazzucchelli non poteva restare confinato in quel genere. Attraverso gli anni, infatti, con le sue rarefatte opere sempre personalissime - vuoi che fossero la storia di un uomo gigante nella campagna rurale americana o l'adattamento di uno dei migliori racconti di Paul Auster (Città di Vetro) - Mazzucchelli ha sempre cercato di colpire con storie che fossero più cervello che muscoli, il tutto con un tratto che, ormai scevro dalle gabbie del genere supereroistico, è libero di poter sperimentare sulla tavola come mai prima d'ora. Quest'anno, con Asteryos Polyp ha stupito ed emozionato e, dopo 3 Eisner e 3 Harvey Awards, questo Finger serve soltanto a dire: "Grazie!".
4) Miglior Affare dell'anno (consegna il premio Cuordipietra Famedoro): Disney & Marvel. Non poteva essere altrimenti. Il matrimonio tra queste due realtà se ben gestito produrrà fantastilioni di dollari. Le copertine stile Tron, l'esordio dei primi titoli Crossgen (un brand acquistato dalla Disney alcuni anni fa); e credo che siamo solo all'inizio. Spero soltanto che non nascano dei mostri.
Ma il Finger ha una doppia valenza e si permette di onorare i Primi ma anche di sostenere gli Ultimi con critiche costruttive. Pertanto:
5) Peggior Gestione del Parco Personaggi (consegna il premio Has Fidanken): Marvel Comics. Allora, che vogliamo fare? Avete resuscitato Kraven, Mijolnir si può alzare in assenza di gravità, Frankencastle (Frankencastle!?!) che torna umano grazie al puparuolo dell'amore in una pagina e mezzo, 5/6 testate su Deadpool (Odio Deadpool!!!), Hulk Rosso, Wolverine all'inferno ma contemporaneamente su tutte le testate. Vi manca di stuprare Howard the Duck e poi le avete fatte tutte. Le Marvel Storie che mi hanno fatto sognare negli anni Ottanta e Novanta me le ricordo tutte, ma se guardo agli ultimi dieci anni vedo il vuoto assoluto. Purtroppo per voi non abbiamo tutti 15 anni. Cresci Marvel!
6) Peggior Editore Italiano (consegna il premio Caino-però-quello-di-Neil-Gaiman): Planeta DeAgostini. Riuscire a fare peggio della Play Press sembrava un'impresa quasi impossibile, eppure il colosso editoriale iberico pare deciso a voler perseguire questo obiettivo. Credo che in vent'anni la Marvel Italia non abbia mai sbagliato la gestione di un crossover, monetizzando al massimo l'occasione e cercando comunque di garantire ai propri lettori una fruibile lettura dell'evento. Avendo a disposizione il miglior maxi-evento degli ultimi dieci anni (Blackest Night), invece, Planeta butta alle ortiche la timeline della serie e incasina le uscite in maniera dilettantesca. Anche chi vi scrive non sa quali possano essere i problemi della Planeta, se interni oppure con i referenti italiani. Sta di fatto che un editore su un maxi-evento ci si gioca la faccia e, con Blackest Night, Planeta ha compiuto un vero e proprio suicidio editoriale, perlomeno di immagine. Dopo averci abbuffato con uscite di tutti i tipi, con volumi che negli Stati Uniti ancora non esistono o sono introvabili, con confezioni de-luxe da far sbavare il fan più accanito, adesso il DC fan che segue le uscite americane ha la sensazione di essere in uno dei ristoranti migliori della città ma di essere servito soltanto a hot-dog. Sveglia!!!
7) Finger preventivo a fumetto di prossima pubblicazione (consegna il premio il fiero alleato Galeazzo Musolesi): Frank Miller. Per l'anno appena iniziato Frank ci sta cucinando un prequel di 300 dal titolo Xerxes e una graphic novel di propaganda politica dal titolo Holy Terror per la quale voleva usare Batman contro Al-Qaida (ma, fortunatamente, la DC glielo ha impedito e dovrà utilizzare un vigilante di sua invenzione). Senza dimenticare il seguito di All Star Batman & Robin, la cagata meglio disegnata della storia dei comics. Frank, un consiglio, per citare Judge Reynolds in Beverly Hills Cop 2: "Scansa la merda che ti soffoca il cervello"; e ricordarti che sei un autore di fumetti.

giovedì 20 gennaio 2011

MICHELE PLACIDO PRESENTA IL SUO "VALLANZASCA"

Di Diego Del Pozzo

Alla vigilia dell'uscita nelle sale del suo nuovo film Vallanzasca - Gli angeli del male, Michele Placido sceglie Napoli per rispondere nuovamente alla Lega, che nei giorni scorsi aveva invitato a boicottare la pellicola. "Più che di federalismo, il pensiero di alcuni leghisti - attacca il regista pugliese - è intriso di razzismo culturale, perché pensano ancora che il Sud sia abitato dai lazzaroni, proprio come facevano ai tempi dell'Unità d'Italia. Purtroppo, è un retaggio culturale ancora troppo presente nelle teste di molti politici del Nord. Credo che Vallanzasca non sia piaciuto alla Lega perché tratta di un bandito milanese e loro non vogliono che se ne parli, anche se la criminalità organizzata è presente pure nel Nord Italia. E il deputato leghista Cavallotto sappia che, molto presto, gli toccherà vedere, inevitabilmente, anche film dedicati a questa presenza criminale al Nord".
Vallanzasca - Gli angeli del male, che esce domani in tutta Italia distribuito dalla 20th Century Fox, suscitò polemiche già alla Mostra di Venezia, dove Placido dovette difendersi dalle accuse di aver descritto in maniera troppo affascinante una figura negativa come quella del bandito milanese. "Mi piacerebbe - sottolinea il regista - che qualche esperto di comportamenti di massa mi spiegasse il perché di queste polemiche. Io, infatti, ho voluto fare semplicemente un film di genere e non un trattato socio-politico ideologico. Forse, però, tutti questi benpensanti moralisti che si sono indignati per il film non hanno fatto altro che riversare su qualcun altro le proprie fragilità e i propri sensi di colpa. Renato Vallanzasca è stato condannato e sta pagando per i delitti commessi, molto più di quanto abbiano mai fatto i responsabili di tante stragi italiane, rimaste impunite. Quando ho deciso di portare sul grande schermo questa storia immaginavo che avrebbe fatto discutere, anche perché il cinema deve servire anche a far pensare e aprire dibattiti. Le commedie di successo come quella di Checco Zalone, che tra l'altro è pugliese come me e mi piace molto, vanno bene per coloro che preferiscono non pensare. Io, invece, sono d'accordo con Marco Bellocchio, quando dice che bisogna stare attenti al troppo non pensare". I veri scandali, comunque, per Placido sono altri: "Basti pensare a ciò che c'è in questi giorni sui giornali. All'estero dicono che dovremmo vergognarci. E, qui da noi, lo ha ribadito forte e chiaro pure la Chiesa. Spero che questo brutto momento passi presto". In Vallanzasca - Gli angeli del male, il protagonista Kim Rossi Stuart (nella foto qui sopra) offre una straordinaria performance attoriale, completamente calato nel personaggio del "Bel René": "Per me, la vita di Vallanzasca - conclude Kim - è sempre stata votata all'autodistruzione. E io ho cercato di rendere al meglio il viaggio dentro una mente davvero ai confini della realtà. E, comunque, noi tutti ci siamo posti il problema di comunicare correttamente al pubblico questa storia di delitto e castigo".

martedì 18 gennaio 2011

IL TEOREMA DI EUCLITORIDE

"[...] Un rilevante numero di giovani donne che si sono prostituite con Silvio Berlusconi, presso le sue residenze, dietro pagamento di corrispettivo in denaro da parte di quest'ultimo". Questo brano virgolettato, ormai stracitato da tutti i principali mass media italiani e internazionali, è un breve stralcio tratto dalla domanda di autorizzazione a eseguire perquisizioni domiciliari inviata dalla Procura della Repubblica di Milano alla Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera che si riunirà domani. Secondo quanto si legge nella richiesta, i pubblici ministeri milanesi avrebbero trovato "ampi riscontri investigativi" anche a proposito delle case date in comodato d'uso gratuito ad alcune ragazze che partecipavano alle sexy-serate berlusconiane. Ebbene, il presidente del Consiglio parla, come al solito, di teorema accusatorio da parte dei magistrati. Certo, però, non si riferisce al Teorema di Euclide. Anche perché pare che abbia molta più familiarità, invece, col Teorema di Euclitoride. (d.d.p.)