Napoli porta fortuna a Cristina Comencini, che ieri pomeriggio riceve la notizia del ritiro del divieto ai minori di 14 anni per il suo nuovo film, Quando la notte, proprio mentre sta entrando nella Feltrinelli di piazza dei Martiri per presentarlo assieme ai due protagonisti Claudia Pandolfi e Filippo Timi. Il film, da oggi nei cinema in 170 copie distribuito da 01, era stato vietato con una motivazione che aveva fatto molto male alla regista: “La violenza della madre sul suo bambino - si leggeva nella nota della seconda commissione - è inquietante perché trattasi di una madre normale che, spinta dallo stress, diventa violenta verso il figlio pur non volendolo. Si ritiene che il vuoto della volontà di una madre normale ingenera inquietudine nei minori di anni 14”.
Sempre a Napoli, la stessa Comencini
La notizia del ritiro del divieto, comunque, rende più piacevole la giornata napoletana di Cristina Comencini: “Naturalmente, sono molto felice per l’annullamento di un provvedimento che avevo trovato profondamente ingiusto e che proprio non mi sarei aspettato. Anche se, in un contesto come quello dell’Italia di oggi, avrei dovuto aspettarmi, invece, un’accoglienza di questo tipo, che mi ha fatto ripensare sotto tutta un’altra luce anche alle contestazioni durante la proiezione stampa alla Mostra di Venezia, delle quali finora non avevo più voluto parlare. A Venezia, infatti, tutti noi avemmo l’impressione - prosegue la regista - che le contestazioni giungessero da un minuscolo gruppetto entrato in sala già con l’intenzione di rovinare la proiezione: cosa poi confermata da alcune indagini successive e, soprattutto, dal successo delle proiezioni seguenti col pubblico, sia a Venezia che in altri festival in giro per l’Europa”.
Tratto dal romanzo omonimo della stessa Cristina Comencini edito da Feltrinelli, Quando la notte è stato girato in alta quota sul Monte Rosa, in ambienti che contribuiscono massicciamente alle atmosfere della trama. Qui, un uomo schiavo e padrone della propria solitudine (il Manfred di Filippo Timi) e una giovane madre in vacanza col suo bambino (la Marina di Claudia Pandolfi) s’incontrano e si sfiorano, inseguendo reciprocamente le proprie verità inconfessabili. “Marina - racconta la Pandolfi - mi è entrata dentro, svelandomi ciò che io stessa avevo provato più di una volta dopo essere diventata mamma e che avevo rinchiuso nella definizione un po’ stereotipata di “depressione post-parto”. Già quando ho letto il libro mi sono commossa, poi alla prima visione del film mi sono lasciata andare a un pianto liberatorio”. Per Filippo Timi, invece, “la forza del film è nella sua capacità di andare all’essenza primordiale dell’essere umano”.
Da napoletana per parte di madre, infine, durante l’incontro alla Feltrinelli Cristina Comencini non si sottrae a una curiosità sulle differenze tra madri del Sud e del Nord: “Apparentemente - conclude - quelle meridionali sembrano più calorose, ma si tratta soltanto di una copertura affettiva, perché in realtà sono, ovunque, innanzitutto donne”.
Ps: Su questo stesso argomento, Il Mattino di oggi pubblica un mio articolo nella pagina degli Spettacoli Napoli.
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