domenica 28 marzo 2010

MUSICA, CINEMA E COMICS PER MELISSA AUF DER MAUR

Quella riprodotta qui sopra è la suggestiva immagine-logo del comic-trailer del fumetto allegato al nuovo album di Melissa Auf der Maur. L'ex bassista delle Hole e degli Smashing Pumpkins, infatti, ha appena pubblicato Out of Our Minds, un suggestivo e ambizioso lavoro multimediale - o, meglio ancora, "multi-dimensional concept album", come lo definisce lei stessa - presentato con dovizia di particolari su Rock Around the Screen. Il fumetto che fa parte del progetto è realizzato dall'artista indipendente Jack Forbes. (d.d.p.)

venerdì 26 marzo 2010

COMICS: INTERVISTA A RENATO GENOVESE

Di Diego Del Pozzo

Oggi pomeriggio, nel bello spazio culturale Al Blu di Prussia, in pieno centro della Napoli più elegante, si presenta un interessante libro scritto dal direttore di Lucca Comics & Games, cioè lo storico e critico dell'arte sequenziale Renato Genovese. Il libro s'intitola L'avventurosa storia del fumetto italiano. Quarant'anni di fumetti nelle voci dei protagonisti (Castelvecchi, 370 pagine, 25 euro).
In occasione di questa presentazione, ho intervistato Genovese per il quotidiano Il Mattino. Chi volesse leggere l'articolo può cliccare qui e procedere all'ingrandimento (ricordandosi che il pezzo è consultabile on line soltanto per i prossimi sette giorni). Qui di seguito, invece, pubblico il resoconto integrale della chiacchierata con l'autore di questo volume appassionato e appassionante.
Il tuo libro è, innanzitutto, la storia di una passione profonda. Da qui, immagino, la voglia di raccontare quarant'anni di fumetto italiano come se si trattasse di un vero e proprio viaggio sentimentale, invece che una classica storia. In che modo, dunque, hai sviluppato un'idea di partenza decisamente originale?
"Il progetto nasce da lontano, nel senso che non si tratta di un volume con ambizioni enciclopediche, bensì come testimonianza di un'urgenza non più rimandabile. E cioè che il fumetto, al pari di tante altre forme di espressione artistica (dal cinema, alla pittura, alla fotografia), non è soltanto una forma di intrattenimento, ma è un mezzo di comunicazione ricco anche di contenuti culturali e comunicativi, dei quali anche il mondo della cultura mainstream deve finalmente prendere atto. Ovviamente "l'attacco" non è diretto (non si tratta di un pamphlet o di un grido di dolore), ma attraverso le mille connessioni con l'evoluzione della società presentate nel libro, appare chiaro come la Comunicazione per Immagini si candidi ad essere specchio fedele anche dei cambiamenti sociali e di costume"...

mercoledì 24 marzo 2010

LUCA BOSCHI PRESENTA IL "TOPOLINO" DI GOTTFREDSON

Di Fabio Licari
(La Gazzetta dello Sport - 22 marzo 2010)

"Negli anni '30 l'America soffriva i drammatici effetti della Grande Depressione: l'americano medio faceva la fame, andava alla disperata ricerca di lavoro e ingrossava le liste di collocamento... Il Topolino di Gottfredson era tutto questo: problematico, non invincibile, costretto a superare situazioni complicate, circondato da relitti umani. Fu facile immedesimarsi per i lettori dei quotidiani della sera, tornati a casa dopo una dura giornata". Luca Boschi, 54 anni, uno dei massimi esperti Disney, curatore della collana Gli anni d'oro di Topolino, spiega l'importanza storica del lungo ciclo di Floyd Gottfredson, da oggi in allegato con Gazzetta e Corriere.
Qual è la grandezza di questo artista?
"Il fatto che le sue strisce siano attuali e moderne ancora oggi, ottant'anni dopo la prima pubblicazione. Mentre i fumetti nati nello stesso periodo, da Flash Gordon a Prince Valiant, da Brick Bradford a Wash Tubbs, possono essere apprezzati per gli splendidi disegni, non certo per le storie o i dialoghi".
Perché?
"Gottfredson è un grandissimo narratore per immagini. Raccontava la realtà dei suoi tempi: ma con grande durezza, descrivendo gli stereotipi dell'epoca, dal nazista all'ebreo, dal cinese all'arabo, senza il filtro del politicamente corretto come accade oggi. Basti pensare alla storia Topolino giornalista nella quale il potere della città è colluso con la criminalità comune".
Ricorda qualcosa a noi topi, ehm, uomini del Ventunesimo secolo. E poi?
"Si ispirava agli altri medium dell'epoca. Soprattutto il cinema: Frank Capra è un riferimento preciso".
Gottfredson è per Topolino quello che Carl Barks è stato per Paperino?
"Sicuro. Gottfredson è il secondo papà di Mickey Mouse, dopo Walt Disney e il co-creatore Ub Iwerks. Ma, di fatto, è il papà del Topolino avventuroso".
Prima com'era?
"Quello precedente, divertentissimo, si sviluppava però attraverso brevi gag. E nei cartoni animati Topolino era più infantile: imbranato, succube spesso di Pluto, quasi una spalla. Più un'icona comica che un personaggio a tre dimensioni. Invece nelle strisce di Gottfredson è diverso".
Qual è la formula?
"Gottfredson creò piccoli romanzi, spostando Topolino nel regno dell'avventura, senza identificarlo con l'investigatore al quale ci siamo abituati nel dopoguerra, soprattutto in Italia. E così ha ispirato Flash Gordon, Mandrake, l'Uomo Mascherato, Cino e Franco: i grandi eroi dell'avventura che sono nati dopo. Gottfredson è stato precursore tante volte".
Per esempio?
"Il primo Paperino a fumetti apparso su una striscia di Topolino è suo. La prima storia in cui Topolino, Paperino e Pippo sono assieme è sua. Tutto quanto è stato creato in seguito su Topolino ha Floyd Gottfredson come punto di riferimento: dall'impaginazione, al ritmo, ai personaggi".
Il primo numero de Gli anni d'oro di Topolino contiene una delle storie più amate dell'artista americano, Il mistero dell'Uomo Nuvola: di Floyd Gottfredson sono il soggetto e le matite, con la collaborazione di Ted Osborne (sceneggiatura) e Ted Thwaites (inchiostratura). Ray Bradbury, scrittore di fantascienza, autore di Fahrenheit 451, disse a Gottfredson: "Incredibile la tua conoscenza dell'energia atomica già a quel tempo". Ma Gottfredson ammise: "Mi inventai tutto".

lunedì 22 marzo 2010

3D: QUANDO IL FUMETTO FA CRONACA

Di Diego Del Pozzo

S'inaugura oggi, presso la Scuola Italiana di Comix di Napoli, la mostra 3D. La terza dimensione della cronaca, composta da tavole originali dei disegnatori Dario Sansone, Andrea Chella e Paco Desiato. L'esposizione, inserita nel circuito Comic(On)Off del prossimo Napoli Comicon (il Salone internazionale del fumetto in programma nella città partenopea dal 30 aprile al 2 maggio), resterà aperta fino al 7 maggio.
Le tavole esposte sono quelle pubblicate nei primi otto numeri dell'inserto fumettistico del sabato allegato al quotidiano Terra. Questo inserto settimanale (qui a lato, la copertina del numero di sabato scorso) rappresenta un esperimento inedito in Italia di inchiesta giornalistica realizzata attraverso il linguaggio del fumetto, su temi particolarmente significativi legati alla cronaca italiana e internazionale.
Ideato e diretto da Giulio Gargia, l'originale format 3D propone ogni settimana due pagine di fumetto prodotte a Napoli da uno staff artistico coordinato dalla Scuola Italiana di Comix.

domenica 21 marzo 2010

I VINCITORI DEL FESTIVAL INDOXX DI NAPOLI

Di Diego Del Pozzo

S'è conclusa ieri sera, nel suggestivo scenario del complesso monumentale di San Lorenzo Maggiore a Napoli, la prima edizione di Indoxx, il nuovo festival del documentario sociale e di attualità.
La manifestazione, diretta da Romolo Sticchi e realizzata dall'associazione culturale Kosmograph col patrocinio dell'Assessorato regionale all'Istruzione e dell'Ordine dei giornalisti della Campania, è stata vinta da Sloi, la fabbrica degli invisibili di Katia Bernardi e Luca Bergamaschi (qui a lato, una foto di scena; sotto, un video col trailer), davanti a Corde di Marcello Sannino. A questi documentari sono andati due premi di 3.500 e 2.000 euro, mentre lo speciale riconoscimento di 1.000 euro, messo a disposizione dall'Ordine regionale dei giornalisti per il miglior documentario di carattere giornalistico, è stato assegnato a Strage di Sant'Alessandro, realizzato dagli studenti del Liceo Artistico De Chirico di Torre Annunziata.
Il film vincitore di Katia Bernardi e Luca Bergamaschi ripercorre la storia della fabbrica SLOI di Trento, dalla sua nascita negli anni del fascismo fino alla sua drammatica chiusura, avvenuta nel 1978 in seguito all'esplosione di un incendio che avrebbe potuto provocare esalazioni che avrebbero contaminato l'intera città. La SLOI nasce come fabbrica di guerra nel 1940, per la produzione di piombo tetraetile, il liquido da miscelare alla benzina come antidetonante, necessario per l'aviazione di tutti i paesi dell'Asse. Così, la SLOI diventa una grande opportunità per una città che si sta trasformando da rurale a industriale, poiché crea lavoro e benessere. Ma il piombo tetraetile è una sostanza altamente nociva, che provoca sintomi simili a quelli dell'alcolismo capaci di innescare un processo fatale che dalla follia conduce alla morte. Per questo, dunque, la SLOI, con le sue migliaia di intossicati e decine di morti, è stata negli anni un autentico simbolo di un sistema economico che, ancora oggi, in infiniti luoghi del mondo, baratta la vita col denaro.

sabato 20 marzo 2010

INDOXX: UN NUOVO FESTIVAL DEL DOCUMENTARIO

Di Diego Del Pozzo

I violenti scontri calabresi di Rosarno deflagrati all'inizio dell'anno tra i braccianti immigrati, la polizia e i cittadini; la parabola esistenziale di un giovane pugile cresciuto nel "ventre" di Partenope; la tragica odissea che, ogni giorno, conduce migliaia e migliaia di migranti dai Paesi più poveri del Centroamerica verso gli Stati Uniti: sono i temi dei tre documentari che chiudono oggi, nel complesso monumentale di San Lorenzo Maggiore a Napoli, la due giorni di Indoxx, il neonato festival dedicato al documentario sociale e di attualità.
La manifestazione, diretta da Romolo Sticchi e realizzata dall'associazione culturale Kosmograph col patrocinio dell'Assessorato regionale all'Istruzione e dell'Ordine dei giornalisti della Campania, s'è aperta ieri con la proiezione degli altri due lavori finalisti, Sloi, la fabbrica degli invisibili di Katia Bernardi e Luca Bergamaschi e Gaza, guerra all'informazione di Anna Maria Selini, mentre oggi si vedranno, appunto, Rosarno, il tempo delle arance di Luca Manunza sui disordini di gennaio in Calabria (alle 13), Corde di Marcello Sannino sul pugile Ciro Pariso (16.30) e Migrantes, il cammino della speranza di Adriano Zecca sui flussi migratori dal Guatemala agli Stati Uniti (18.30). A decretare il vincitore tra i cinque lavori in gara, nel corso della premiazione prevista alle 20.30, sarà una giuria presieduta dalla direttrice del Tg3 Bianca Berlinguer e composta dallo scrittore Ermanno Rea, dal critico cinematografico Valerio Caprara, dalla produttrice Gioia Avvantaggiato e dall'assessore regionale Corrado Gabriele. Ai primi due classificati andranno premi di 3.500 e 2.000 euro, mentre un riconoscimento speciale di 1.000 euro, messo a disposizione dall'Ordine regionale dei giornalisti, andrà al miglior documentario di carattere giornalistico.
Il programma di Indoxx è arricchito da altri tre documentari fuori concorso: La Santa di Ruben Oliva, Burma VJ di Ostegaard Anders (in uscita in dvd a maggio per Feltrinelli) e Comix: i fumetti vanno alla guerra di Mark Daniels. Spazio, tra ieri e oggi, pure a quattro workshop: Social Funding di Nicola Angrisano (tenutosi ieri), Cogliere al volo: filmare in situazioni a rischio di Ruben Oliva (alle 10.30), Produzione e Distribuzione di Gioia Avvantaggiato (alle 12) e Il documentario come genere di Federico Schiavi (15.30), presidente dell'Associazione documentaristi italiani. Nella giornata odierna, saranno proiettati anche i documentari realizzati dagli studenti di due scuole superiori campane: Grida per la tua libertà del Liceo Classico Pansini di Napoli (alle 10) e Strage di Sant'Alessandro del Liceo Artistico De Chirico di Torre Annunziata (11.30). Infine, alle 19.30, prima della cerimonia di premiazione, la compagnia Skaramacay si esibirà in Kalifoo Ground, una suggestiva docu-danza ispirata ai sanguinosi eventi di Castelvolturno che, nel settembre 2008, costarono la vita a sei immigrati africani.

venerdì 19 marzo 2010

mercoledì 17 marzo 2010

UN'OTTIMA "MARIA STUARDA" AL SAN CARLO

Lunghi e calorosi applausi, anche a scena aperta, hanno sottolineato, al Teatro di San Carlo di Napoli, le straordinarie interpretazioni di Mariella Devia e Sonia Ganassi, protagoniste della Maria Stuarda di Donizetti.
Nei ruoli di Maria Stuarda di Scozia ed Elisabetta I, hanno restituito in scena la storica crudele lotta di successione tra le due regine inglesi. Nell'allestimento diretto da Andriy Yurkevych, per la regia di Andrea De Rosa, il capolavoro donizettiano, tra i più intensi e "sanguigni" della produzione del compositore bergamasco, è stato accolto con grande entusiasmo dal pubblico che ha gremito il Massimo partenopeo e che, alla fine dell'opera, ne ha sancito il grande successo tra fragorosi applausi.
Un'ottima accoglienza che gli spettatori hanno esteso all'Orchestra del Teatro di San Carlo, al Coro diretto da Salvatore Caputo e agli altri componenti il cast, da Caterina Di Tonno (nel ruolo di Anna Kennedy) a Ricardo Bernal (Roberto, Conte di Leicester), Carlo Cigni (Giorgio Talbot) e Marco Caria (Lord Guglielmo Cecil). Tutti hanno agito tra le scene di Sergio Tramonti, con i costumi di Ursula Patzak e le luci di Pasquale Mari, in un allestimento che ha siglato la collaborazione tra il Teatro Stabile di Napoli e la Fondazione Teatro di San Carlo.
Si replica al Teatro di San Carlo di Napoli domani e poi il 21, 23 e 25 marzo.