(Il Mattino - 13 agosto 2013)
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| Aishwariya Rai in "Devdas" (2002) |
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| Aishwariya Rai in "Devdas" (2002) |
Salvatore Capone è uno scugnizzo “di mezzo alla strada”, un ragazzo cresciuto nel degrado fisico e morale della periferia nord di Napoli, tra Scampia e Piscinola, uno che inizia a rubare perché povero e che, man mano, diventa una sorta di piccola leggenda nel suo rione, “Stelletella” (questo il suo nomignolo), sesto di dieci figli, ladruncolo di pneumatici e autoradio già a nove anni, poi scippatore e rapinatore a mano armata, quindi responsabile di una piazza di spaccio da tremila dosi al giorno, in una corsa senza sosta che, dopo l’ulteriore accelerazione provocata dall’incontro terribile con la droga (cocaina e poi eroina), termina inevitabilmente nell’inferno di Poggioreale, l’Alcatraz napoletano, dove però la sua esistenza cambia per sempre. Proprio tra quelle mura senza speranza, infatti, Salvatore capisce come incanalare in maniera costruttiva l’irredimibile grido di ribellione che risuona nella sua testa fin da bambino, quel “Non mi avrete mai” che lo porta a opporsi istintivamente a qualunque autorità costituita e, negli anni, a fuggire dai luoghi di reclusione – siano essi scuole, collegi, riformatori, carceri minorili, centri d’igiene mentale, comunità di recupero – nei quali di volta in volta si trova costretto.
Come si spiega, signora Disney, l’inesauribile successo europeo e italiano dei fumetti disneyani, molto maggiore rispetto agli Stati Uniti e certificato dai 3000 numeri del settimanale “Topolino”?
Il popolare regista spagnolo è scomparso ieri mattina a Tarragona, a 67 anni, al termine di una lunga lotta contro il cancro. Per suo espresso desiderio, hanno fatto sapere i familiari, “non avrà luogo alcun funerale, né omaggio pubblico”. Juan José (Josep Joan in catalano) Bigas Luna era nato a Barcellona il 19 marzo 1946 e, assieme al castigliano Pedro Almodovar (al quale lo univa una divertita e complice rivalità), ha incarnato in sé e nei suoi film il desiderio della Spagna di fine anni Settanta – inizio Ottanta di lasciarsi alle spalle il grigiore della dittatura franchista e riscoprire i colori e i mille sapori di una gioia di vivere chiassosa e caleidoscopica, magari torbida ma densissima di slanci vitalistici.
Off-topic o OT (in italiano Fuori Tema, FT) è una espressione tipica nel linguaggio dei forum. Con questo termine si indica un post il cui contenuto non è inerente all'argomento generale della discussione. Tale termine può anche indicare una parte del forum che non segue strettamente il tema generale dello stesso
(da Wikipedia - L'enciclopedia libera)
Un luogo virtuale realmente [OFF-TOPIC], perennemente "fuori tema", "nomade" nello spirito e ansioso di rompere i legacci e oltrepassare gli "steccati", ideologici e contenutistici. Soltanto una cosa è bandita da questo spazio indipendente d'incontro tra culture: il conformismo. [OFF-TOPIC], infatti, guarda alla realtà circostante con inesauribile curiosità e senza pregiudizi di sorta, utilizzando la lente interpretativa della cultura e dell'espressione artistica per capirne di più del mondo nel quale tutti noi viviamo.
Il rapporto tra Bruce Springsteen e il cinema è affascinante e complesso. E non può essere ridotto alla presenza del rocker del New Jersey nei film, in veste di attore o autore di brani da colonna sonora, come accade per Elvis, Beatles, Rolling Stones, Dylan o Bowie. Il caso di Springsteen è diverso, persino unico, per la profonda influenza che il patrimonio culturale del cinema americano ha esercitato sulla sua scrittura estremamente “visiva”; ma anche per come egli stesso ha ispirato tanti film e cineasti con “pezzi di immaginario” derivanti dalla sua produzione. Si è di fronte, dunque, a un rapporto fortemente empatico e assolutamente paritario, fatto di un “prendere” dal cinema ma anche di un generoso “dare” all’immaginario popolare americano. Il libro curato da Del Pozzo ed Esposito ne ripercorre le tappe e, con ulteriori approfondimenti (Tricomi e Maiello) e un’ampia analisi iconologica (Morra), ne restituisce la ricchezza e l’assoluta originalità.