sabato 4 dicembre 2010

PER MARIO MARTONE UN PREMIO ANCHE A SORRENTO

Di Diego Del Pozzo

Per chi fa film, essere visti da più pubblico possibile è cosa essenziale, soprattutto se ciò che si ha da dire riguarda la memoria storica di una Nazione. Lo sa bene Mario Martone, che alle Giornate professionali di Sorrento si mostra sinceramente soddisfatto per i numeri in sala del suo kolossal Noi credevamo, rilettura problematica e antieroica del periodo risorgimentale, ricostruito dal punto di vista di coloro che subirono tale processo, tra disillusioni e tradimenti politici ed esistenziali. "Con questa pellicola - sottolinea Martone a margine della consegna del Premio Fac per il film d'arte e cultura - pensavo francamente di poter vincere qualcosa alla Mostra di Venezia, ma mai mi sarei aspettato, invece, un tale successo di pubblico". Soprattutto dopo la prima distribuzione in sole trenta copie, verrebbe da aggiungere. "Invece, gli spettatori - prosegue il regista napoletano - hanno voluto premiare il film in maniera spontanea, spinti semplicemente da ciò che abbiamo inteso raccontare. Ormai le copie sono salite a ottanta e l'incasso è superiore agli 800mila euro, con serie prospettive di superare il muro del milione di euro già in questo week-end. Tutto ciò, nonostante la lunghezza del film e un approccio narrativamente non certo semplice". Martone, peraltro, si sta dedicando intensamente alla promozione di Noi credevamo (qui sopra, il regista in una foto scattata sul set). "In queste settimane - racconta - sto girando l'Italia e incontrando il pubblico, da Nord a Sud. E, ovunque, sto riscontrando un enorme interesse e una partecipazione sincera. Tra l'altro, continua a sorprendermi il grande successo del film da Firenze in su". Parte del merito dell'inatteso boom di Noi credevamo (qui sotto, nella foto di Pietro Coccia, il regista Mario Martone con me e col collega e amico Renato Rizzardi) va agli esercenti che lo hanno sostenuto con convinzione. E proprio ai gestori delle sale sono riservati gli ultimi premi consegnati ieri a Sorrento, durante la giornata conclusiva della kermesse. E, tra le strutture premiate con i Biglietti d'oro dell'Anec per aver totalizzato il maggior numero di presenze, ve ne sono anche due situate in Campania: il Med The Space cinema di Napoli tra i multiplex con almeno otto schermi e l'Armida di Sorrento tra le monosale delle località con meno di 50mila abitanti. Erano diversi anni che due cinema campani non entravano nella rosa dei quindici vincitori.
Tra i film della prossima stagione cinematografica presentati, col trailer, nel corso dell'ultima giornata va registrato il forte apprezzamento degli esercenti nei confronti di Cose dell'altro mondo, diretto dal napoletano Francesco Patierno e distribuito da Medusa. La pellicola, presentata direttamente dal vicepresidente e amministratore delegato Gianpaolo Letta, si pone una domanda paradossale per far riflettere sul tema del razzismo: cosa succederebbe se una mattina, di punto in bianco, tutti gli extracomunitari svanissero dall'Italia? "Accade proprio questo - racconta Patierno - nel piccolo paesino del Veneto nel quale abbiamo ambientato la vicenda. E a scatenare lo strano evento è l'anatema di un industrialotto locale interpretato da Diego Abatantuono. Con lui, compongono il tris di protagonisti Valerio Mastandrea e Valentina Lodovini. Da parte mia, ho provato a realizzare una commedia di costume che fosse non convenzionale e che, in un contesto realistico, ruotasse attorno a uno spunto assolutamente surreale". Del film s'è molto parlato qualche mese fa, quando il sindaco leghista di Treviso, Gian Paolo Gobbi, sfrattò la produzione tra le polemiche, costringendola a "emigrare" nella vicina Bassano. "Ma non mi va - conclude il regista - di ritornare su quello spiacevole episodio. Diciamo che all'epoca ha fatto parecchia pubblicità al nostro film".

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