mercoledì 8 aprile 2009

ALF SJOBERG: UN MAESTRO NASCOSTO

Di Diego Del Pozzo

Tra i maestri nascosti del cinema europeo vi è, certamente, lo svedese Alf Sjoberg (1903 - 1980), autore di diciotto film realizzati tra il 1929 e il 1969. Impostosi su scala internazionale in particolare negli anni compresi tra il 1942 e il 1954, Sjoberg ha realizzato opere spesso modernissime per concezione e rigore stilistico. Con lui collaborò a più riprese, tra l'altro, anche il più giovane Ingmar Bergman, che scrisse, per esempio, la sceneggiatura di Spasimo, Premio speciale della giuria al festival di Cannes del 1944 nonché vertice del cinema sjoberghiano.
All'interno del suo cinema, Alf Sjoberg cala i drammi dei personaggi nella realtà sociale e politica del tempo, per farne, spesso, individui estraniati rispetto al mondo che li circonda, eroi solitari supportati soltanto dalla loro carica di umanità. Tema centrale dei film di Sjoberg è la ribellione contro i mille volti del potere, che, di volta in volta, può essere incarnato dalla tirannia nazista o da un sistema scolastico dispotico.
Tra le fonti di ispirazione del regista svedese, oltre al marxismo, particolare importanza rivestono la psicanalisi e l'espressionismo. In particolare, Sjoberg deve proprio al cinema espressionista un certo gusto per i forti contrasti di luci e ombre presenti nei suoi film, oltre all'interazione continua tra sogno e realtà.
Sjoberg affiancò alla produzione cinematografica anche una intensa e proficua attività teatrale, durante la quale mise più volte in scena drammi di Ibsen, Strindberg, Brecht, Shakespeare. Lo stesso Ingmar Bergman lodò più di una volta le regie teatrali di questo grande artista, come quando ebbe a dire: "Io non mi misi mai in concorrenza con Sjoberg. A teatro mi era superiore, questo era un dato di fatto che accettai senza amarezza. Le sue interpretazioni di Shakespeare erano, a mio parere, perfette. Non avevo niente da aggiungere, lui ne sapeva più di me".
Oltre ai capolavori Spasimo (1944) e La notte del piacere (1951, Palma d'Oro a Cannes), nella filmografia sjoberghiana vanno ricordati anche A rischio della vita (1940), Strada di ferro (1942), Iris, fiore del Nord (1946), Solo una madre (1949), Uccelli selvaggi (1955), Il giudice - Angeli alla sbarra (1960) e L'isola (1966).
Al regista svedese ha dedicato una bella e, purtroppo, oggi quasi introvabile monografia lo storico del cinema e scandinavista Vincenzo Esposito: il libro, edito da Nuova Arnica e intitolato Alf Sjoberg - Un maestro del cinema svedese (132 pagine, 7.75 euro), è il primo e finora unico contributo critico in lingua italiana dedicato all'opera di questo grande e misconosciuto regista.