domenica 21 agosto 2011

MAURIZIO NICHETTI: "MEGLIO LA TV CHE FILM SENZA IDEE"

Di Diego Del Pozzo
(Il Mattino - 21 agosto 2011)

Ci sono registi che, per il tipo di cinema praticato in carriera, in Italia non hanno incontrato la fortuna critica che magari, per talento e capacità, avrebbero meritato. Tra di loro, un posto speciale è occupato da Maurizio Nichetti, il visionario autore milanese formatosi negli anni Settanta all’interno della factory dell’animazione di Bruno Bozzetto.
Quello stesso Nichetti che, nonostante una densa filmografia fatta da titoli coraggiosi e di successo come, tra gli altri, l’esordio Ratataplan del 1979 e Volere volare del 1991, non dirige un lungometraggio per il grande schermo ormai dal 2001 di Honolulu Baby. “Anche se - racconta il regista - continuo a lavorare regolarmente per la televisione, nonostante molti credano che io sia sparito dalla circolazione”. Il riferimento è ai tv movies Dottor clown e Agata e Ulisse, trasmessi da Canale 5 rispettivamente a fine 2008 e all’inizio di quest’anno. “Si tratta di prodotti dignitosissimi - spiega l’autore - nei quali hanno recitato ottimi attori come Massimo Ghini, Serena Autieri e Angela Finocchiaro nel primo caso; e Antonio Catania ed Elena Sofia Ricci nel secondo. Entrambi, tra l’altro, sono stati visti da diversi milioni di telespettatori, totalizzando cioè numeri decisamente superiori rispetto a quelli di un film medio italiano. Ma il solo fatto di averli girati per la tv li ha resi praticamente invisibili. E, invece, io penso che se il panorama del cinema italiano è quello attuale, fatto di commedie tutte uguali e senza troppa fantasia, allora è meglio lavorare per la televisione”.
Nichetti, però, ha coltivato per diversi anni un progetto ambizioso per il grande schermo, quello di un sequel di Volere volare, la sua fortunata commedia romantica con la quale, nel 1991, seguì con ottimi risultati le orme del Robert Zemeckis di Chi ha incastrato Roger Rabbit? miscelando animazione e cinema live action. “Purtroppo, però, attualmente - spiega - l’industria cinematografica italiana non è in grado di produrre un film come questo, perché costerebbe troppo e, quindi, sarebbe economicamente rischioso. Invece, la strada da seguire dovrebbe essere proprio quella del coraggio e della fantasia, invece di rimasticare sempre le stesse formule narrative”. In effetti, in Italia il cinema fantastico non ha mai attecchito. “Qui da noi, per essere etichettato come autore - prosegue Nichetti - devi mostrarti impegnato, perché è quasi come se praticare il sentiero della fantasia cozzasse con un approccio autoriale sincero. Naturalmente, la situazione è molto diversa nel resto del mondo, dove invece il fantastico è considerato l’arte di rendere semplice l’impossibile”.
Così, anche per l’immediato futuro gli sforzi creativi di Maurizio Nichetti si rivolgeranno alla televisione, con un altro tipo di sequel pronto in autunno. “Si tratta della seconda stagione della serie a cartoni animati Teen Days, della quale l’anno scorso ho già diretto i ventisei episodi della prima annata per Raidue. La serie ruota intorno a sei adolescenti protagonisti di un talent show. Per me si tratta di un ritorno alle origini, quando lavoravo presso lo studio di Bruno Bozzetto, anche se in questo caso - conclude - la narrazione si sviluppa lungo le tredici ore di un’intera stagione, con tutte le difficoltà che ne conseguono. Comunque, la prima serie ha ottenuto un buon successo ed è stata venduta anche all’estero. E pure le aspettative per la nuova stagione sono buone”.

Nessun commento:

Posta un commento